I Si-Te-Cah, antichi giganti del Nevada, e il mistero dei “Mounds”

Una leggenda Paiute narra la storia dei Si-Te-Cah, un’antica stirpe di giganti cannibali dai capelli rossi che seminava il terrore in quello che oggi viene chiamato Nevada. Il nome significa letteralmente «mangiatori di giunchi», e si riferisce alla loro abilità nell’intrecciare le fibre di questa pianta acquatica per costruire zattere, utilizzate per guerreggiare con i loro nemici Paiute. I giganti, infatti, erano in costante conflitto con le tribù native che, dopo lunghi conflitti, si coalizzarono per sterminarli. Gli ultimi superstiti riuscirono a trincerarsi nella caverna di Lovelock, nel Nevada, ma gli indiani accumularono degli sterpi davanti all’apertura e li incendiarono. Quelli che non morirono asfissiati dal fumo, vennero uccisi con una pioggia di frecce e così si estinsero questi antichi e misteriosi abitanti del suolo americano.

Ioan P. Culianu: “gioco” e Magia nel Rinascimento

Recensione del libro di Ioan Petru Culianu, Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento. Edizioni Lindau, Torino, 2017. Va celebrata l’iniziativa della casa editrice Lindau di pubblicare un testo di Ioan Petru Culianu sinora inedito in Italia: Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento. Operazione condotta calando sul tavolo quattro carichi: la…

Edgar Allan Poe e la critica del reale nelle farse umoristiche

Il 19 gennaio del 1809 nasceva a Boston Edgar Allan Poe. In occasione del 209esimo anniversario della sua nascita, pubblichiamo questo contributo di Andrea Casella incentrato prevalentemente su alcuni suoi racconti meno conosciuti che, a differenza di altri ben più noti e “classici”, si presentano nella veste di “farse umoristiche”. Tutti conoscono Edgar Allan Poe,…

Parmenide, sacerdote di Apollo: la “incubatio” e la guarigione sacra

In un estratto precedentemente pubblicato sul sito [cfr. Ioan P. Culianu: lo sciamanesimo iperboreo dell’antica Grecia] abbiamo illustrato la retrospettiva dello storico delle religioni romeno Culianu riguardo l’esistenza di uno Sciamanesimo Iperboreo nell’antica area mediterranea: una «tecnica dell’estasi» riconducibile alla figura divina di Apollo Iperboreo di cui i maggiori interpreti, denominati «iatromanti», furono gli antichi sapienti e filosofi. Ci concentriamo in questa sede su uno di questi “illuminati”: Parmenide di Elea (IV – V sec. a.C.), nato a Elea/Velia (oggi Ascea, in provincia di Salerno), dove fondò insieme a Zenone la Scuola Eleatica.

Il monoteismo solare dell’Imperatore Flavio Claudio Giuliano

Seguendo la dottrina neoplatonica di Plotino (203-270 d.C.), tre sono i presupposti necessari per giungere all’unione estatica col Divino: lo studio della filosofia, l’esercizio della virtù e la contemplazione della bellezza. La vita terrena dell’Imperatore Flavio Claudio Giuliano (331-369), istruito al neoplatonismo e ad alcune dottrine misteriche da Massimo d’Efeso, può essere a ragione considerata…

L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction”

Il simbolo maggiore per esprimere la rottura dei livelli e la penetrazione nell’ “altro mondo”, nel mondo soprasensibile (sia esso il mondo dei morti o quello degli dei), è quello del “passaggio difficile”, il filo del rasoio […] La “porta stretta”, il filo del rasoio, il ponte esiguo e pericoloso non esauriscono, del resto, la ricchezza di questo simbolismo […] L’eroe di un racconto iniziatico deve passare nel punto “in cui il giorno e la notte si incontrano”, oppure trovare una porta in un muro che si presenta compatto, o salire al Cielo attraverso un passaggio che si socchiude per un solo istante, passare tra due mole in continuo movimento, tra due massi che si scontrano in continuazione, o ancora tra le fauci di un mostro, ecc. […] Come dice Coomaraswamy, “chi vuole trasportarsi da questo mondo all’altro, o farvi ritorno, lo deve fare nell’intervallo unidimensionale e atemporale che separa delle forze apparenti ma contrarie, attraverso cui si può passare solo in un istante.