David Cronenberg: il Demone nella Materia

Come il visionario regista di Toronto ha saputo cogliere e (far) visualizzare nelle sue pellicole gli elementi più oscuri e “titanici” dell’era post-moderna


David Cronenberg (Toronto, 15 marzo 1943) non ha certo bisogno di presentazioni. I suoi capolavori hanno il sommo merito di saper cogliere alcuni degli aspetti essenziali (e più “occulti”) della realtà nella quale viviamo, e ciò lo rende di fatto uno dei registi più importanti ed influenti dell’era contemporanea. La sua “visione”, soprattutto nei suoi film più prettamente “fantascientifici”, si fonda su un’esasperata esaltazione degli aspetti più sinistri e macabri del progresso, sia nell’ambito tecnologico che in quello delle modifiche antropologiche e delle scienze a tutto tondo.

Col cinema di Cronenberg si può parlare a tutti gli effetti di “misticismo tecnologico” come di Transumanesimo. Inoltre è presente nei suoi scenari un substrato “spirituale”, per chi lo voglia vedere, avvolgente e permeante. Questo “fondo” riesce a toccare sia le parti razionali della mente che quelle di tipo “emozionale”, sia l’intelletto “superiore” che i bassi istinti. Alla visione complessiva di un mondo gettato in un abisso “concreto” e senza ritorno, si aggiungono sensazioni angoscianti a tutto tondo. Insomma, una vera e propria “tortura per l’inconscio”, altro elemento tipico della lettura “esoterica” che faremo delle sue opere.

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Naked Lunch – Il pasto nudo (1991)

Sulla base di quest’approccio siamo in grado di cogliere i veri elementi “nascosti” del cinema di Cronenberg e cioè: l’onnipotenza della materia; l’assenza di forme o meglio il “culto dell’informe e del deforme”; pathos e sensazioni angoscianti del tipo peggiore; il domino della sessualità e dei bassi istinti; la preminenza del sub-intellettuale e della psicoanalisi con le sue inversioni “demoniache”; il mito dell’eletto e il sogno di conquista del mondo al servizio non dell’Imperium ma del Caos e della distruzione; l’esaltazione della tecnica e della modernità; il profetismo apocalitticoL’analisi che faremo avverrà in modo spiritualmente “distaccato”, ben sapendo che i due aspetti della dualità – “superiore/inferiore”, “potenze uranie/ctonie”, “divino/demonico” – sono entrambi portatori di conoscenza.

Partiamo dall’aspetto preponderante che caratterizza molta della filmografia di fantascienza, e non solo quella di Cronenberg, cioè il “culto della materia”. La materia viene vista in senso metafisico, in un vero e proprio “monismo” filosofico-scientifico riguardo le sue capacità e la sua potenza. È questa la stessa concezione che emerge anche dalla filosofia di Friedrich Engels, in Anti-Dühring ad esempio, dove la polemica con lo scienziato Eugen Dühring verte sull’“apriorismo”, logica impossibile per Engels. Per questi, infatti, la natura e l’universo sono un semplice susseguirsi concatenato di elementi della materia, in tutte le forme possibili.

E lo Spirito? Materia in altre forme, affermerebbe tutta la scuola marxista. Mentre le filosofie idealiste di vario genere affermano che lo Spirito si concretizza nella materia, in pratica il percorso “opposto”. Questo principio, la metafisica della materia, è, tra l’altro, un caposaldo del Transumanesimo, dove appunto alla creazione di materia non c’è limite: ciò è visibile negli aspetti “paradossali” di materia senz’anima che crea altra materia senz’anima (robotica) o che addirittura primeggia sulla materia animata (l’Umano). E oltre la materia e alle sue logiche? La domanda non ha senso direbbe Carnap, generatore di una metafisica a base scientifico-matematica opposta a quella di Heidegger.

Sulla base di questo quadro esaminiamo i vari elementi corrispondenti presenti in alcuni dei film di David Cronenberg.

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Videodrome (1983)

In Videodrome il segnale di “interferenza televisiva”, il segnale “Videodrome” appunto, crea un tumore al cervello che produce allucinazioni e alterazioni della percezione della realtà – una vera e propria modifica antropologica, quindi. Per cui Max Renn, l’“eletto”, che costantemente assorbe il segnale, viene proiettato in un mondo parallelo dove tutta la realtà è deformata dalle nuove capacità “psichiche” del protagonista. Queste capacità, però, non sono quelle dovute all’acquisizione di stati “superiori” di coscienza, bensì si concretizzano negli aspetti sub-intellettuali, l’esatto opposto “inferiore”.

Questa opposizione – tra superiore e inferiore, nei poteri mentali “paranormali” – emerge anche in Scanners e in particolar modo in una scena: quando Cameron Vale, un reietto redento e anch’egli “eletto”, in vista della battaglia contro Darryl Revok e le forze del male, viene preparato dal dottor Ruth in una sorta di cammino iniziatico “infero”. Tra i suoi esercizi di potenziamento Vale viene messo a confronto con un maestro Yogi, addirittura vincendo la sfida.

La concezione transumanista è rappresentata in modo palese anche in eXistenZ, dove al videogioco si accede attraverso una bio-porta, un vero e proprio output fissato nella parte “bassa” della propria colonna vertebrale – sarà un caso? Anche i pad sono fatti di materiale organico, ovvero “uova di anfibio fertilizzate da DNA sintetico”. Una vera e propria manipolazione della natura, che si evince nei suoi toni più taglienti e sinistri con la fauna “mutante” presente nel film. Tuttavia in tutti questi film l’aspetto del Transumanesimo è sempre presente, con manipolazioni delle onde elettromagnetiche, farmaci psichicamente potenzianti e accessi ad universi virtuali attraverso mortificanti strumenti tecnologici. Altra considerazione d’obbligo riguarda il come questi capolavori del cinema siano simili a ben altri capolavori, quelli della vita reale in materia proprio di sperimentazioni (es. bio e geo ingegneria).

L’aspetto prettamente robotico, invece, è maggiormente presente in Crash, dove la macchina è considerata portatrice di energia orgasmica, in base alla teoria di Vaughan, una sorta di “sovversivo dell’era transumana”. Anche qui si configura l’elemento “antitetico” e “inferiore” come portatore di accrescimento. È attraverso l’impatto automobilistico “distruttivo”, l’incidente, che la macchina esprime le capacità erotiche e orgasmiche. E sempre a riguardo, a dir poco scioccante è la scena nella quale uno dei protagonisti copula con una dell’entourage di Vaughan, “penetrando” la sua protesi alla gamba. Così come colpisce la parte in cui si effettua una sorta di masturbazione di gruppo, mentre si assiste ai filmati di scontri automobilistici.

Anche in Rabid – Sete di sangue l’orgasmo è generato in un modo similmente “distruttivo”, quando la protagonista ammazza le sue vittime col pungiglione “fallico” (forma di androginia transumana) e succhiasangue («La femmina vampiro succubo dell’Uomo», figura archetipica analizzata, tra gli altri, da C.G. Jung). L’aspetto della “donna fallica” si ripresenta anche in eXistenZ, dove la protagonista favorisce lo “sverginamento” della sua guardia del corpo, col “rito” di installazione della bio-porta funzionale al gioco “virtuale”.

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Brood – La covata malefica (1979)

Questi aspetti possono essere catalogabili anche all’interno della metafisica del sesso. Per cui è importante il ruolo giocato dalle protagoniste, in Rabid con Rose e in eXistenZ con Allegra Geller – “dea venerata” e “dominatrice” del “mondo dei giochi”. Quest’ultima in particolare ha un’essenza “androgina”, nel senso “inferiore” del termine e opposto al Vîra della Tradizione dell’antica India. Allegra Geller è portatrice di una femminilità non pienamente “realizzata” nei suoi aspetti peculiari, tradizionalmente parlando, ma che essendo primeggiante sconfina nel dominio “maschile”.   

La sfera sessuale entra in gioco anche col tema “perversione”, legato all’esaltazione degli aspetti “limite” del corpo – talvolta aspetti deformi, talvolta espressione di menti malate all’ennesima potenza. Tutto ciò è presente ad esempio in Shivers – Il demone sotto la pelleAlla fine del film l’assistente del dottor Forsythe spiega la visione “pansessualista” che sottace a tutto il progetto medico-scientifico del parassita introdotto nel corpo per scopi “benefici” (da qui il titolo della pellicola), rivelando, riferendosi all’attrazione verso il parassita, che «tutto emana un’energia sessuale, anche la malattia, la pelle di un vecchio, e pure la parola è essa stessa erotica». Non a caso da ciò si genera una vera e propria “pandemia” sessuale totalizzante. E il culmine lo si ha nella scena finale, quando nella piscina de “L’Arca di Noè” – l’isola felice sic! – tutti i parassitatati si abbandonano ad un’orgia a base di sesso e cannibalismo.

Venendo più propriamente al tema sessualità sempre in Crash, essa si esprime in modi morbosi e degradanti – se mentali in senso perverso, se fisici in senso meccanico. Una concezione del sesso che rimanda immediatamente a Videodrome quando nell’Arena vengono proiettate le scene di sadomasochismo alle quali era avvezza Nicky, l’amante di Renn. È proprio attraverso quella violenza dirompente, che comprende anche il sadomasochismo estremo, che il segnale “Videodrome” si espande e mette radici nella mente dello spettatore, Renn, causandogli il “tumore” al cervello. Anche qui, facendo un parallelismo con la realtà, la cosa rimanda a certe turbe presenti nelle menti di assidui consumatori della pornografia online, turbe non congenite ma generate dalla esposizione ai video.

L’argomento sessualità “malata” è presente anche in Crimes of future, quando nella clinica/laboratorio viene portata una bambina allo scopo di essere utilizzata sessualmente in una sorta di “rito scientifico”È proprio in film come Crimes of future che viene esplorato, poi, il tema della scienza onnipotente e dalla volontà di dominio del mondo. Questo concetto va, però, inteso nel senso opposto all’Imperium jüngeriano o alla dedizione a un principio “sovraordinato”. Nel film, per fini lugubri, si mettono in pratica gli insegnamenti del fantomatico dottor Rouge, manipolando le forze della natura e della fisica.

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The Fly – La mosca (1986)

A ciò si connette anche l’archetipo dello “scienziato pazzo”, che crea, o meglio distrugge, per il soddisfacimento del suo Ego e in barba ad ogni legge di elevazione spirituale della sua missione. Un leitmotiv che caratterizza anche Shivers, Rabid, Brood, La Mosca, Scanners e in parte Dead Ringers. Pur tuttavia, puntualmente, le creazioni subiscono l’azione del ribaltamento, altro operatore archetipale nascosto nella filmografia di Croneneberg, fino a rivoltarsi contro lo scienziato stesso (La Mosca e Scanners), oppure contro l’umanità intera in una catastrofica fine (Shivers e Rabid).

Il tema della profezia apocalittica, tipico della religiosità “desertica” dei monoteismi medio-orientali, è presente in questi ultimi due film, ma anche in Videodrome col profetico dottor O’Blivion (“Oblio“?). La cosa dà un’ulteriore caratterizzazione a quel senso di angoscia profonda, che del resto emerge nell’intera opera del regista: un’angoscia che non è quella che accresce ed eleva, come in quella mossa dalla conoscenza dell’“ente” heideggeriano, ma un’angoscia che abbassa, azzera, “nientifica”.

Riguardo agli elementi psichici, troviamo una forte emersione ed assolutizzazione di quelli sub-intellettuali, tipici dell’azione psicoanalitica. È il caso di film come Spider dove il protagonista è proprio un paziente psichiatrico, che intreccia la sua tela di congetture, paranoie e ricostruzioni false della realtà. Importante è anche l’aspetto sentimentalistico riversato in queste sue ricostruzioni, tutte smascherate, poi, dal finale matricida.

Questo tema viene trattato anche in Brood – La covata malefica dove il dottor Raglan è un vero e proprio manipolatore della psiche dei suoi pazienti. Grazie a questa “competenza”, sempre a scopi “benefici”, costruisce una metodica psicoanalitica – la “psicoplasmia” – che applicata provoca modifiche così profonde da plasmare tutta la materia, il corpo umano in questo caso.

Il sub-intellettuale emerge anche in Il Pasto Nudo, film ispirato a William Burroughs, e come non potrebbe in questo caso, essendo egli uno dei padri della Chaos Magick. In questo film sulla base dell’uso della “carne nera”, insetticida che si scoprirà essere un potente allucinogeno, il protagonista si immerge in scene surreali animate da alieni, insetti e crostacei giganti. Salvo poi alla fine comprendere, di essere parte di una gigantesca cospirazione intergalattica ordita da varie organizzazioni. Quest’ultimo elemento, la cospirazione, è presente anche in Videodrome o in Scanners – fantasie similari alla realtà, anche in questo caso.

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Dead Ringers – Inseparabili (1988)

Il campo della medicina o delle alte sperimentazioni corporee interessa ShiversRabid, e La Mosca (col teletrasporto del dottor Brundle), ma soprattutto si palesa chiaramente in Dead Ringers – Inseparabili. Qui è in rilievo una medicina “deviata” ma anche molto “reale”, che immagina la persona solo nei suoi aspetti “corporei” assolutizzati, separati dalla psiche e investiti di un’immaginazione completamente “irrazionale”. Anche in questo caso, come non pensare ai risvolti più cupi in “atto” della medicina contemporanea, che in Dead Ringers sono tutti presenti: modifiche uterine, abuso di psicofarmaci, manipolazioni sentimentali e arnesi tecnologici che seppur fantasiosi non si distaccano molto dai principi che stanno dietro ai progressi ultimi medico-scientifici.

Possiamo tracciare, dunque, un ritratto complessivo di queste opere all’insegna di un cammino iniziatico ma rovesciato. Una “discesa senza ascesa”, una catabasi che esclude per sua essenza e struttura qualunque possibilità di venirne fuori e di osservare la luce. La possibilità che secondo René Guénon caratterizzava l’esoterismo di Dante e cioè di andare verso l’alto, dall’Inferno al Paradiso, è completamente invertita in una discesa a oltranza che afferma pienamente il proverbio secondo cui «al peggio non c’è mai fine».

L’ultima nota di rilievo è per le colonne sonore: tutte capaci di favorire le sensazioni di smarrimento, di esasperata solitudine e di angoscia. Una resa totale dell’Uomo dinnanzi allo strapotere delle forze degli inferi e della materia, utilizzate da pericolosi stregoni e con un unico fine, seppur spesso inconsapevole: dissolvere e distruggere.

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