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VIDEO-DIRETTA: “KEATS & HÖLDERLIN: due Poeti nel Vento” – con Flavio Ferraro & Livia Di Vona

Visionabile sul nostro canale YouTube la terza diretta della nuova stagione 2026.

Livia Di Vona
“LADRO DI STELLE. Hölderlin e il poeta come titano”
(Solfanelli, 2025)

In Hölderlin il simbolo è un’esperienza che precede la lingua. La Tradizione della poesia occidentale ricostruita dallo svevo tra la Grecia del mito e la Germania tra il Settecento e l’Ottocento, è un inoltrarsi nel mistero di iniquità nel linguaggio – luogo in cui aprirsi o chiudersi ad una compagnia altra – dove il Poeta, rischiando sé stesso, ha sperimentato la tentazione titanica di infrangere il patto di reciproca fedeltà col dio, precipitando in una lunghissima notte di solitudine. Con il tramonto della civiltà del mito, dopo l’abbandono degli dèi, l’unità simbolica – che Hölderlin chiama equilibrio tra aorgico (Dèi/natura) e organico (intelletto) – che, sola, aveva permesso alla parola poetica di farsi mondo quando il dio stesso era destino, visibile nel flutto e nella fiamma, si fa nostalgia di incontri mancati. L’irruzione del Principe della festa (Cristo) nella Storia, solo in apparenza sanerà lo strappo: scenderà un’altra notte dopo il suo avvento, come un nascondimento. Difficile abitare poeticamente il mondo, se il vivente è un’ombra. Lo svevo, scisso tra due patrie – parola e silenzio – opera un ribaltamento della Tradizione della poesia occidentale. Nata per celebrare ciò che è, la parola poetica, forgiata dalla fame di azzurre lontananze, diventa un dire ciò che non è. Ma non tutto è perduto e dall’esilio sulla torre esagonale che sporge sul Neckar, Hölderlin annuncia ai posteri che i Celesti, un giorno, torneranno e che “se c’è un silenzio, tornerà anche un linguaggio” (Festa di pace/Friedensfeier).

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Flavio Ferraro
“KEATS – LE ODI”
(Aragno, 2025)

A oltre due secoli dalla morte di Keats lo splendore delle Odi – uno dei vertici della poesia di tutti i tempi – permane intatto. Il contrasto tra l’eternità e il divenire, la nostalgia per il tempo delle origini e la desolazione di un mondo sconsacrato, l’impassibilità della bellezza e il vanire delle generazioni umane, nei versi disperatamente gioiosi del grande poeta inglese.

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Livia Di Vona (Messina, 1983) è giornalista pubblicista e saggista. Collabora con diverse testate locali e con le riviste online Pangea e Dissipatio. Ha pubblicato diversi contributi con le riviste Atrium e Rivista di Ascetica e mistica (Nerbini) su Mircea Eliade e Pavel Florenskij.

Flavio Ferraro è nato a Roma nel 1984. Poeta, saggista e traduttore, collabora con riviste italiane e inglesi. Tra i suoi libri di poesia: Sulla soglia oscura (2010); Da un estremo margine (2012); La direzione del tramonto (2013); La luce immutabile (2019); Il silenzio degli oracoli (2021); Oscuramente parla (2025). Ha inoltre curato e tradotto un’edizione delle Odi di Keats (Nino Aragno Editore, 2025). Per la saggistica ricordiamo La malvagità del bene. Il progressismo e la parodia della Tradizione (2019). Sue poesie e traduzioni sono apparse su numerose riviste online e cartacee; le sue poesie, tradotte in inglese, sono state pubblicate sulle più importanti riviste del Regno Unito.

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