“Oniricon”: H.P. Lovecraft, il Sogno e l’Altrove

Nella storia della letteratura del Novecento un’importanza primaria ha rivestito il ruolo dell’esperienza onirica sull’immaginazione e sul genio dei massimi scrittori: si ricorderanno, a titolo di esempio, il Libro dei Sogni di J.L. Borges, La bottega oscura di Georges Perec e Sogni dell’austriaco Arthur Schnitzler — peraltro autore di Traumnovelle (1925), uno dei principali romanzi moderni incentrati sul mistero…

René Guénon: “Sul significato delle feste carnevalesche”

Tratto da R. Guénon, “Simboli della scienza sacra”, cap. XXI. A proposito di una «teoria della festa» formulata da un sociologo, abbiamo segnalato [Si veda «Etudes Traditionnelles», aprile 1940, p. 169] che tale teoria aveva, fra gli altri difetti, quello di voler ridurre tutte le feste a un solo tipo, costituito da quelle che si…

Le lontane origini del Carnevale sardo

Articolo originariamente pubblicato sul blog dell’autore in data 15 febbraio 2015. Dal momento che la relazione qui riportata riprende temi già trattati nel nostro sito, verrà fatta menzione di articoli precedente pubblicati laddove essi possano chiarificare alcuni punti del discorso che altrimenti potrebbero risultare oscuri. Quello che sto per andare a raccontavi in questo articolo…

David Cronenberg: il Demone nella Materia

David Cronenberg (Toronto, 15 marzo 1943) non ha certo bisogno di presentazioni. I suoi capolavori hanno il sommo merito di saper cogliere alcuni degli aspetti essenziali (e più “occulti”) della realtà nella quale viviamo, e ciò lo rende di fatto uno dei registi più importanti ed influenti dell’era contemporanea. La sua “visione”, soprattutto nei suoi film…

Imbolc, la triplice dea Brigit e l’incubazione della primavera

Immagine: John William Waterhouse, “Ophelia”, 1910. La festività di Imbolc, che nel calendario celtico era equidistante da Samhain e da Beltane, segnava l’inizio della primavera e aveva, come vedremo nel proseguimento di questo articolo, notevoli corrispondenze con quella romana dei Lupercalia, anch’essa celebrata nel mese di febbraio [1].

I Si-Te-Cah, antichi giganti del Nevada, e il mistero dei “Mounds”

Una leggenda Paiute narra la storia dei Si-Te-Cah, un’antica stirpe di giganti cannibali dai capelli rossi che seminava il terrore in quello che oggi viene chiamato Nevada. Il nome significa letteralmente «mangiatori di giunchi», e si riferisce alla loro abilità nell’intrecciare le fibre di questa pianta acquatica per costruire zattere, utilizzate per guerreggiare con i loro nemici Paiute. I giganti, infatti, erano in costante conflitto con le tribù native che, dopo lunghi conflitti, si coalizzarono per sterminarli. Gli ultimi superstiti riuscirono a trincerarsi nella caverna di Lovelock, nel Nevada, ma gli indiani accumularono degli sterpi davanti all’apertura e li incendiarono. Quelli che non morirono asfissiati dal fumo, vennero uccisi con una pioggia di frecce e così si estinsero questi antichi e misteriosi abitanti del suolo americano.

Ioan P. Culianu: “gioco” e Magia nel Rinascimento

Recensione del libro di Ioan Petru Culianu, Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento. Edizioni Lindau, Torino, 2017. Va celebrata l’iniziativa della casa editrice Lindau di pubblicare un testo di Ioan Petru Culianu sinora inedito in Italia: Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento. Operazione condotta calando sul tavolo quattro carichi: la…

Edgar Allan Poe e la critica del reale nelle farse umoristiche

Il 19 gennaio del 1809 nasceva a Boston Edgar Allan Poe. In occasione del 209esimo anniversario della sua nascita, pubblichiamo questo contributo di Andrea Casella incentrato prevalentemente su alcuni suoi racconti meno conosciuti che, a differenza di altri ben più noti e “classici”, si presentano nella veste di “farse umoristiche”. Tutti conoscono Edgar Allan Poe,…

Parmenide, sacerdote di Apollo: la “incubatio” e la guarigione sacra

In un estratto precedentemente pubblicato sul sito [cfr. Ioan P. Culianu: lo sciamanesimo iperboreo dell’antica Grecia] abbiamo illustrato la retrospettiva dello storico delle religioni romeno Culianu riguardo l’esistenza di uno Sciamanesimo Iperboreo nell’antica area mediterranea: una «tecnica dell’estasi» riconducibile alla figura divina di Apollo Iperboreo di cui i maggiori interpreti, denominati «iatromanti», furono gli antichi sapienti e filosofi. Ci concentriamo in questa sede su uno di questi “illuminati”: Parmenide di Elea (IV – V sec. a.C.), nato a Elea/Velia (oggi Ascea, in provincia di Salerno), dove fondò insieme a Zenone la Scuola Eleatica.

Il monoteismo solare dell’Imperatore Flavio Claudio Giuliano

Seguendo la dottrina neoplatonica di Plotino (203-270 d.C.), tre sono i presupposti necessari per giungere all’unione estatica col Divino: lo studio della filosofia, l’esercizio della virtù e la contemplazione della bellezza. La vita terrena dell’Imperatore Flavio Claudio Giuliano (331-369), istruito al neoplatonismo e ad alcune dottrine misteriche da Massimo d’Efeso, può essere a ragione considerata…

L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction”

Il simbolo maggiore per esprimere la rottura dei livelli e la penetrazione nell’ “altro mondo”, nel mondo soprasensibile (sia esso il mondo dei morti o quello degli dei), è quello del “passaggio difficile”, il filo del rasoio […] La “porta stretta”, il filo del rasoio, il ponte esiguo e pericoloso non esauriscono, del resto, la ricchezza di questo simbolismo […] L’eroe di un racconto iniziatico deve passare nel punto “in cui il giorno e la notte si incontrano”, oppure trovare una porta in un muro che si presenta compatto, o salire al Cielo attraverso un passaggio che si socchiude per un solo istante, passare tra due mole in continuo movimento, tra due massi che si scontrano in continuazione, o ancora tra le fauci di un mostro, ecc. […] Come dice Coomaraswamy, “chi vuole trasportarsi da questo mondo all’altro, o farvi ritorno, lo deve fare nell’intervallo unidimensionale e atemporale che separa delle forze apparenti ma contrarie, attraverso cui si può passare solo in un istante.

I “Ghost Riders”, la “Chasse-Galerie” e il mito della Caccia Selvaggia

Pare che nelle notti che seguono il solstizio d’inverno del 21 dicembre, la cortina che separa il mondo dei vivi da quello dei morti si faccia più impalpabile e che sia così possibile imbattersi in un’orda terribile e rumorosa, che attraversa il cielo con grande fragore: in essa ci sono cani latranti, cavalli lanciati al galoppo, cacciatori macilenti dagli occhi spiritati, intenti a inseguire cervi e selvaggina in una fuga eterna e disperata al tempo stesso. Vedere questo terrificante spettacolo è presagio di catastrofi e sventure.