L’antico culto solstiziale, incentrato sulla figura di Giano bifronte, intorno allβ850 venne Β«cristianizzatoΒ» e inserito nella liturgia con i nomi dei due Giovanni: S. Giovanni Evangelista il 27 dicembre, al solstizio dβInverno e S. Giovanni Battista il 24 giugno, al solstizio dβEstate. Dβaltro canto, la dottrina iniziatica aveva riconosciuto nel simbolismo attribuito ai Santi una coincidenza di immagini con la divinitΓ pagana, che andava oltre il dato semplicemente occasionale.
di Simone Salandra
Quando la Chiesa Cattolica progressivamente incominciΓ² a sostituirsi allβantica religione pagana, edificΓ² chiese al posto dei vecchi templi e gradualmente sostituΓ¬ santi e martiri nei giorni delle festivitΓ politeiste. Era, infatti, una strategia accorta quella di conservare lβabitudine delle periodiche festivitΓ rituali proprio negli stessi luoghi di culto per mantenere continua la partecipazione del popolo. Le prime chiese sorsero da prima come rimaneggiamento dei luoghi sacri preesistenti, in seguito, quando ormai le presenze si erano assicurate e fidelizzate alla nuova religione, vennero abbattute le costruzioni originarie e sulle loro rovine furono edificati i nuovi santuari. Ne abbiamo notizia da S. Agostino e dalle lettere ai vescovi di papa Gregorio I.
La dea madre, alla quale erano dedicati numerosi templi, fu sbrigativamente cristianizzata, per cosΓ¬ dire battezzata, e costretta ad una conversione forzata. La maggior parte delle attuali chiese denominate βNotre Dameβ erano originariamente consacrate ad essa, alla dea madre cioΓ¨, o comunque ad una divinitΓ femminile che la Chiesa tolse rapidamente di mezzo per poi dedicarle alla propria dea madre, la Vergine Maria, spesso fusa e confusa con la Maddalena.
Analogamente molte divinitΓ pagane furono redente e adattate alla nuova dottrina sempre allo scopo di mantenere unita lβassemblea dei fedeli. Per questo motivo molte festivitΓ e ricorrenze dellβantica religione vennero sfruttate per la certezza del consenso che conservavano. Ne sono un esempio i riti solstiziali che furono ben presto rimaneggiati: tanto Γ¨ vero che il loro nume, Giano Bifronte, fu subito sdoppiato in due santi. Ma questa volta la sostituzione non riuscΓ¬ agevole: infatti nonostante i nuovi patroni, le feste del sole, profondamente radicate nella cultura contadina e popolare, continuavano ad essere dedicate a Giano e costituirono un problema di gestione per la Chiesa Cattolica che alla fine del primo secolo veniva a conservare ancora una commistione di liturgie cristiane e pagane.
PerciΓ² i protettori del solstizio furono piΓΉ volte sostituiti ma sempre senza successo. Inizialmente questa trasformazione era sembrata banale, ma con il tempo, verso il 605, lβimpossibilitΓ a conciliare altri santi con lβadorazione del Sole, mise le Congregazioni dei Vescovi nella necessitΓ di approfondirne il culto per ricercare tra i martiri o i beati qualcuno il cui operato fosse compatibile con i movimenti dellβastro. Lβesigenza di recuperare la festa costrinse la Chiesa a cercare di penetrare il suo significato piΓΉ antico e profondo.
Se prima dunque esisteva un nume dai due volti, bisognava ora cercare due santi con un volto solo, con un solo dato in comune cioΓ¨ ma con opposto significato analogico. Impresa non da poco. Si dovette penetrare il profondo ed arcano concetto del bifrontismo, che era giΓ presente nellβantica dottrina ermetica e che forse per primo Pitagora teorizzΓ². Egli aveva riconosciuto in natura dieci coppie di opposti fondamentali e pertanto aveva supposto che fossero conciliati da un principio di armonia unitario: ogni coppia cioΓ¨ veniva ad essere governata dallβunitΓ .
Tale concezione ha permeato diversi aspetti della cultura del passato. Ad esempio la ritroviamo nellβarte dove, come concetto di abbinamento Γ¨ apparentata con lβimmagine di simmetria o nella poesia con alcune figure retoriche quali il palindrΓ²mo. Questa Γ¨ la possibilitΓ di leggere egualmente nei due sensi una stessa frase. Come nel quadro magico di Pompei βSator arepo tenet opera rotasβ (il seminatore con il sua aratro regge con saggezza lβuniverso) che si poteva leggere nei due sensi sia in verticale che in orizzontale da destra a sinistra e viceversa. Per tale suggestiva opportunitΓ al quadro vennero attribuiti poteri magici.
Il nuovo stato di cose soddisfaceva adesso un poβ tutti: sia chi aveva un’estrazione popolare e contadina ed era stato sempre piΓΉ cedevole e disposto al cambiamento e sia chi non lo era stato affatto come le antiche corporazioni e le confraternite dei costruttori. Queste, infatti, avevano ereditato dalle istituzioni iniziatiche e dagli antichi Collegi, specialmente greci e romani, lβuso di onorare i Solstizi, per rendere omaggio alla forza piΓΉ grande della natura, cioΓ¨ al Sole.
“Saint John the Baptist and Saint John the Evangelist with a Donor”
La matrice fonemica di Giovanni e di Giano Γ¨ sempre la medesima βJβ, inoltre la radice ebraica Joni, che vuol dire giorno, ribadisce il loro simbolo di luce. Il nome Giovanni venne nel Medioevo collegato alla parola ebraica hanan, con il doppio significato di Β«misericordiaΒ» e di Β«lodeΒ», per cui i suoi due significati di Β«misericordia di DioΒ» e di Β«lode a DioΒ» corrisponderebbero alle direzioni discendente ed ascendente delle due metΓ del ciclo annuale del sole. Infatti, la Misericordia scende da Dio sugli uomini, mentre la Lode sale in alto verso la DivinitΓ . Un analogo senso di movimento, di passaggio, sta nel nome Giano per la radice anatolica GaΓ² come la parola sanscrita YanΓ² (Β«portaΒ») e il verbo latino Eo (Β«andareΒ»).
Giano era giΓ per gli Etruschi il patrono dei Collegia opificum atque fabrorum, istituiti dal re Numa ed in suo onore le corporazioni degli artigiani romani celebravano le feste solstiziali. Nella teogonia pagana Giano aveva dunque il compito di assistere ai movimenti del carro solare, di presiedere alla sua uscita allβalba e al suo rientro al tramonto. In lui si identificava perciΓ² il movimento del Sole, la divinitΓ che dΓ la vita. Come nel ciclo quotidiano cosΓ¬ nel ciclo annuale Giano dava inizio e dava fine al passaggio dellβastro e quindi delle stagioni e deteneva di conseguenza il controllo sul tempo e sul destino. A lui erano dedicati il primo giorno di ogni mese, le prime ore di ogni giorno, lβinizio cioΓ¨ di ogni attivitΓ . Egli era perciΓ² il protettore di ogni inizio e per questo lβiniziatore della civiltΓ .
Anton Raphael Mengs, “St John the Baptist in the Desert”
S. Giovanni Evangelista secondo la tradizione esoterica avrebbe ricevuto un insegnamento segreto dallo stesso GesΓΉ e questo insegnamento Giovanni lo avrebbe trasmesso in seguito ad una Chiesa invisibile. In questo modo il cristianesimo ufficiale o essoterico non sarebbe altro che una volgarizzazione di quellβinsegnamento primitivo. Per la tradizione esoterica quindi, accanto ad una Chiesa di Pietro, esiste invisibile e sotterranea una Chiesa di Giovanni.
La Chiesa di Pietro Γ¨ quella giudeo-cristiana, quella di Giovanni quella ellenico-cristiana. La Chiesa giudeo-cristiana rappresenta il principio autoritario, dogmatico, la Legge che nella storia si appoggiΓ² sulla forza della Roma dei Cesari. La Chiesa ellenico-cristiana fonde il misticismo, che pensa a Dio come Amore, con la filosofia di Platone, Plotino e di Clemente dβAlessandria che considera Dio come Spirito e ne risulta pertanto una concezione religiosa piΓΉ libera e piΓΉ speculativa. Le idee della violenza non esistono presso di essa e un San Francesco dβAssisi, di vocazione giovannita, la rappresenta meglio di un San Domenico o un San Tommaso.
Nicolas Poussin, “Landscape with Saint John on Patmos”
La Chiesa di Giovanni Γ¨ quindi quella dello Spirito che Γ¨ conoscenza e amore. In questa Chiesa lβesperienza religiosa puΓ² venire identificata come pura spiritualitΓ e non implica di credere o di avere fede ma consiste in ciΓ² che la persona che la sta vivendo comprende in forma di conoscenza diretta. Nel I e II secolo tale conoscenza fu definita gnosi; oggi potrebbe essere chiamata misticismo e il momento di percezione conoscitiva potrebbe essere definito come uno stato di coscienza alterato; cioΓ¨ unβesperienza naturale ed autentica slegata da ogni interpretazione razionale successiva. Tale esperienza solitaria ed intima non comporta intermediazioni sacerdotali.
La Chiesa di Pietro al contrario si fonda su di una teologia, cioΓ¨ sullβinterpretazione razionale che viene successivamente collegata alla percezione conoscitiva diretta. Tenta di spiegare lβesperienza religiosa e dove non ci riesce confeziona dogmi, articoli di fede, divieti e sanzioni e piΓΉ questi si fanno complessi ed elaborati piΓΉ si separano e divergono dallβesperienza originaria che li aveva ispirati. Cosi la teologia perde ogni contatto con il dato iniziale e diviene una costruzione burocratica ed intellettuale indipendente.
Questa Chiesa che si fonda sulla teologia non ha piΓΉ nulla a che vedere con la spiritualitΓ , Γ¨ ridotta solo ad uno strumento di controllo, di gestione e condizionamento, con la responsabilitΓ di dettare leggi e addirittura di sfidare lβordine naturale delle cose. Questa Chiesa Γ¨ gerarchicamente organizzata in modo da sorvegliare e punire chi non si conforma ad essa. Per sua struttura vede la gnosi, o comunque tutto ciΓ² che Γ¨ diverso da se, come una minaccia da combattere per conservare la propria autoritΓ . Giudicando perciΓ² come eretici i discepoli di Giovanni, la Chiesa di Pietro li perseguitΓ², li imprigionΓ² e li condannΓ² a morte sul rogo. Tali furono le sorti degli Ariani, dei Nestoriani, dei Templari, dei Catari e degli Albigesi.
Una pagina della “Legenda Aurea” di Jacopo da Varagine
Per questo la Basilica di San Pietro di Roma Γ¨ orientata in senso inverso rispetto alla tradizione, essa guarda verso occidente e non verso oriente in tal modo offre le spalle alla Luce. Lβagiografo Jacopo da Varagine, nella Legenda aurea, composta nel 1264, cita i privilegi che Dio concesse a San Giovanni Evangelista. Il primo era quello di essere particolarmente amato da Cristo, il secondo di essere incaricato di curarsi della Madre di Dio, il terzo di ottenere la rivelazione dei Misteri ed infine di essere la Parola della Carne di avere cioΓ¨ la purezza verginale. Lβessere il discepolo prediletto da GesΓΉ, Luce del mondo, conferisce a Giovanni un ruolo quasi di identificazione con il sole nascente. Infatti di lui Dante dice:
Β« Questi Γ¨ colui che giacque sopra il petto del nostro Pellicano, e questo fue dβin su la croce al grande fuoco eletto. Β»
La verginitΓ del santo allude alla purezza del suo spirito e suggerisce una direzione ascendente collegata al rifiuto della differenziazione sessuale. PerciΓ² nelle immagini il santo Γ¨ indicato con il volto imberbe, quasi femmineo in somiglianza al volto giovane di Giano, simbolo della tendenza ascendente dellβanima. Il secondo volto di Giano, anziano e barbuto, riconduce invece alla vecchiaia del santo ed al suo ruolo di divulgatore e quindi allβaspetto discendete del Verbo che si fa carne e si diffonde nel mondo. In entrambi i casi il simbolismo di San Giovanni Evangelista fa pensare al solstizio di Inverno, alla Β«Porta degli dΓ¨iΒ» cioΓ¨ che era dedicata sia allβascesa delle anime e sia alla volontaria discesa dello Spirito.
Anche il privilegio relativo alla rivelazione dei Misteri si ricollega al solstizio di Inverno in quanto attraverso la Porta del Capricorno il Principio Spirituale puΓ² scegliere di scendere nel mondo manifesto, o rivelandosi, cioΓ¨ coprendosi di nuovi veli, oppure al contrario in una forma percepibile ma comunque misteriosa. LβApocalisse, che in greco significa Β«RivelazioneΒ», Γ¨ il testo della tradizione cristiana che in forma simbolica e criptica comunica i misteri relativi al mondo e al suo destino.
Il rapporto con la rivelazione dei Misteri, rende San Giovanni il simbolo dellβaspetto esoterico della tradizione cristiana ed in tal senso il suo legame con le Confraternite appare fondato sullβantica assimilazione del concetto di Mistero alla pratica del Mestiere e quindi alla trasmissione dei suoi segreti operativi. Il vangelo di Giovanni fa riferimento al principio della creazione cosmica e riporta, in modo evidente, alla nascita della Luce, allβinizio del nuovo anno ed alla figura di Giano come Dio degli Inizi. Tutto ciΓ² spiega come molte societΓ segrete abbiano scelto come patrono San Giovanni, dai Templari ai Rosacroce, dai Carbonari alla Massoneria operativa prima e speculativa poi.
Hieronymus Bosch, “Saint John on Patmos”
Del resto i primi tre Gradi massonici sono pure definiti Logge di San Giovanni e ancora oggi alcune logge tedesche associate al vertice con la Gran Loggia Unita di Germania, sono indicate dalla sigla J.L., Joannes Loge, al posto di Β«Rispettabile LoggiaΒ». Inoltre ancora oggi in quasi in tutte le officine del mondo, sia pure di differente confessione massonica, si Γ¨ soliti avviare i lavori rituali con lβapertura del Libro Sacro allβinizio del vangelo di Giovanni dove si dice: Β«In principio era il verboΒ». In Italia nel Rito Emulation ad esempio Γ¨ il Maestro Venerabile che ne legge il testo, mentre nel Rito Simbolico Γ¨ il Primo Sorvegliante.
Lβiconografia sacra lo descrive come un adulto dalla lunga barba e dai capelli incolti, vestito di una pelle di agnello: simile a Giano. San Giovanni impugna un bastone con un vessillo a croce e spesso punta il dito verso lβalto per alludere alla prossima venuta del Signore oppure indica lβagnello simbolo di Cristo. Anche Giano era rappresentato con una bacchetta in mano, un baculo, segno del potere, per ordinare ciΓ² che Γ¨ confuso, quasi verga del pastore o scettro regale.
Caravaggio, “San Giovanni Battista”
La storia del Battista, riportata da Giuseppe Flavio lo descrive come un puro che predicava ai giudei solo precetti di virtΓΉ ed esortava chi li praticava a lasciare la cittΓ e a lavare simbolicamente il corpo dal peccato con il battesimo nellβacqua. Ma i suoi fervori ed il numero dei suoi seguaci impensierirono il Tetrarca Erode Antipa che sospettΓ² tali atteggiamenti come possibili sobillazioni finalizzate a spodestarlo. Per questo motivo lo imprigionΓ² e non esitΓ² a dargli la morte.
Lβantica sapienza iniziatica, coglie dalle parole con le quali il Profeta Isaia profetizzava la missione del Battista: Β«si colmi ogni valle, ogni monte o colle si abbassiΒ»; lβimmagine della linea orizzontale cioΓ¨ della Livella. Inoltre al piano orizzontale Γ¨ assimilata lβacqua, lβacqua nella quale egli battezza, che corrisponde al passivo, cioΓ¨ alla Luna. Giovanni Battista Γ¨ quindi per analogia paragonato alla Luna, mentre Giovanni Evangelista al Sole. Uno stesso nome con due significati opposti: il bifrontismo pagano si rinnova nel simbolismo cristiano.
LβEvangelista del canto suo riporta alla Verticale. Egli sta sul monte della trasfigurazione, sul Monte degli olivi e sul Calvario e non percorre il piatto deserto della Giudea. Apostolo della Luce e del Fuoco, Γ¨ simboleggiato dallβAquila; lβAquila che con la vista acuta scorge dallβalto ogni dettaglio e scende rapida e precisa in verticale come un fulmine per ghermire la preda. Questa immagine di verticalitΓ allude al Filo a Piombo ed il carattere luminoso gli conferma lβaspetto solare. Nel linguaggio ermetico lβAquila indica il Mercurio dopo la fase di sublimazione; tale accostamento nasce dalla constatazione che esso Γ¨ molto volatile, ma anche dalla considerazione che, come lβAquila divora ogni altro uccello, cosΓ¬ il Mercurio dei Saggi divora e distrugge tutto, riportando la materia allo stadio primitivo.
Domenico Veneziano, “San Giovanni Battista nel deserto”
Suggestive sono le similitudini tra lβiniziazione muratoria ed il Battista: lβisolamento nel gabinetto di riflessione si associa alla rappresentazione del deserto in cui predicava il santo. La meditazione che porta alla riflessione del neofita allude alla luce riflessa della Luna che simbolicamente lo rappresenta. Inoltre la preparazione al viaggio, con la spoliazione e la sistemazione della benda sugli occhi che immergono il bussante nel nero piΓΉ nero del nero ricorda lβatteggiamento del Battista di trepidante attesa per la rinascita alla nuova vita. Ma dβaltro canto pure la descrizione della morte e della resurrezione di Lazzaro, fatta dallβEvangelista, riporta al lavoro massonico. Γ certamente casuale, ma non privo di fascino che le iniziali di Joannes βJβ e di Baptista βBβ ricordino le due colonne del tempio: cosΓ¬ come due sono i santi, cosΓ¬ due sono le feste, due i volti di Giano: tutto rientra nel dualismo del principio della polaritΓ .
Anthonis van Dyck, “St John the Baptist and St John the Evangelist”
In conclusione i due Giovanni, opposti fra loro, si completano a vicenda. Sia dal punto di vista cristiano che da quello iniziatico esiste una compenetrazione e complementarietΓ di valori e significati tale da renderli indivisibili ed insostituibili. Essi rappresentano un anello di congiunzione analogica da una parte con il culto del Sole, costituito da Giano e dal culto cristiano, rappresentato dalla Parola di Cristo, e dallβaltra con il valore simbolico ed esoterico attribuito loro dal pensiero massonico. Per quanto detto i due Giovanni sono nella storia muratoria il ricordo del momento di trapasso dallβepoca antica a quella medioevale; momento che per lβincisivitΓ e lβattualitΓ dellβimmagine Γ¨ valido e dura tuttora. Infatti, la similitudine con la Luce che venne loro conferita e che venne pertanto messa in relazione al ciclo del Sole Γ¨ conservata ancora oggi.
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