Sul simbolismo delle porte solstiziali nell’antica tradizione ellenica e vedica: il Cancro e il Capricorno, la Β«porta degli dΓ¨iΒ» e la Β«porta degli uominiΒ», il dΓͺva-lokaΒ e il pitri-loka della tradizione induista. CosΓ¬ le dottrine tradizionali inquadrarono il simbolismo zodiacale al processo di migrazione delle anime dal piano celeste a quello sublunare, e viceversa.
di RenΓ© GuΓ©non
tratto da Symboles fondamentaux de la Science sacrΓ©e, 1962
(ed. it. Simboli della Scienza sacra, Milano, Adelphi, 1975)
Trattando la questione delle porte solstiziali ci siamo riferiti direttamente soprattutto alla tradizione indΓΉ, perchΓ© in essa i dati che vi si riferiscono sono presentati nel modo piΓΉ chiaro; ma in realtΓ si tratta di qualcosa che Γ¨ comune a tutte le tradizioni, e si puΓ² trovare anche nellβantichitΓ occidentale. Nel Pitagorismo, in particolare, il simbolismo zodiacale sembra aver avuto unβimportanza altrettanto considerevole; le espressioni βporta degli uominiβ e βporta degli dΓ¨iβ, da noi usate, appartengono del resto alla tradizione greca; solo che le informazioni giunte sino a noi sono in questo caso talmente frammentarie e incomplete che la loro interpretazione puΓ² dar luogo a parecchie confusioni, che non sono mancate da parte di coloro che hanno considerato tali informazioni isolatamente e senza renderle piΓΉ chiare per mezzo di un raffronto con altre tradizioni.
Anzitutto, per evitare certi equivoci, sulla posizione reciproca delle due porte, occorre ricordarsi di quanto abbiamo detto sullβapplicazione del βsenso inversoβ, a seconda che le si consideri in rapporto allβordine terrestre o allβordine celeste: la porta solstiziale dβinverno, o il segno del Capricorno, corrisponde al nord nel ciclo annuale, ma al sud in relazione al cammino del sole nel cielo; cosΓ¬, la porta solstiziale dβestate, o il segno del Cancro, corrisponde al sud nel ciclo annuale, e al nord in relazione al cammino del sole. Per questo, mentre il movimento βascendenteβ del sole va da sud a nord e il suo movimento βdiscendenteβ da nord a sud, il periodo βascendenteβ dellβanno devβessere invece considerato compiersi nella direzione nord-sud, e il suo periodoβ discendenteβ in quella sud-nord, come abbiamo giΓ detto in precedenza. Proprio in rapporto a questβultimo punto di vista, secondo il simbolismo vedico, la porta delΒ dΓͺva-lokaΒ Γ¨ situata verso nord e quella delΒ pitri-lokaΒ verso sud, senza che vi sia in ciΓ², malgrado le apparenze, alcuna contraddizione con quello che troveremo piΓΉ avanti.

Citeremo, corredandolo delle spiegazioni e rettificazioni necessarie, il riassunto dei dati pitagorici esposto da JΓ©rΓ΄me Carcopino [1]:
Β« I pitagorici Β» egli dice Β« avevano costruito tutta una teoria sui rapporti dello Zodiaco con la migrazione delle anime. A quale data risalirebbe? Γ impossibile saperlo. Fatto sta che nel secolo II della nostra era, essa fioriva negli scritti del pitagorico Numenio, che ci Γ¨ permesso di conoscere attraverso un riassunto secco e tardivo di Proclo, nel suo commento allaΒ RepubblicaΒ di Platone, e unβanalisi, al tempo stesso piΓΉ ampia e piΓΉ antica, di Porfirio, nei capitoli XXI e XXII delΒ De Antro Nympharum. Β»
Ecco, diciamolo subito, un esempio piuttosto significativo di βstoricismoβ: la veritΓ Γ¨ che non si tratta per nulla di una teoria βcostruitaβ piΓΉ o meno artificialmente, a questa o quella data, dai pitagorici o da altri, a modo di una semplice opinione filosofica o di una concezione individuale qualunque; si tratta di una conoscenza tradizionale, che concerne una realtΓ di ordine iniziatico, e, proprio in virtΓΉ del suo carattere tradizionale, non ha e non puΓ² avere alcuna origine cronologicamente assegnabile.
Sono, beninteso, considerazioni che possono sfuggire a un βeruditoβ; ma egli dovrebbe almeno capire questo: se la teoria in questione fosse stata βcostruita dai pitagoriciβ, come spiegare il fatto che essa si trova dappertutto, al di fuori di ogni influenza greca, e in particolare nei testi vedici, che sono sicuramente di molto anteriori al pitagorismo? Anche questo, Carcopino, in quanto βspecialistaβ dellβantichitΓ greco-latina, puΓ² sfortunatamente ignorarlo; ma, da quel che riferisce egli stesso in seguito, risulta che tale dato si trova giΓ in Omero; dunque, anche presso i Greci essa era conosciuta, non diremo solo prima di Numenio, cosa fin troppo evidente, ma prima dello stesso Pitagora; si tratta di un insegnamento tradizionale che si Γ¨ trasmesso in modo continuo attraverso i secoli, e poco importa la data forse βtardivaβ alla quale certi autori, che non hanno inventato nulla e non ne hanno mai avuto la pretesa, lβhanno formulato per iscritto in modo piΓΉ o meno preciso.

Detto questo, torniamo a Proclo e a Porfirio:
Β« I nostri due autori concordano nellβattribuire a Numenio la determinazione dei punti estremi del cielo, il tropico dβinverno, sotto il segno del Capricorno, e il tropico dβestate, sotto quello del Cancro, e nel definire, evidentemente sulle sue tracce, e sulle tracce dei βteologiβ che egli cita e che gli sono serviti da guide, il Cancro e il Capricorno come le due porte del cielo. Sia per discendere nella generazione, sia per risalire a Dio, le anime dovevano quindi necessariamente varcare una di esse. Β»
Per Β«punti estremi del cieloΒ», espressione un poβ troppo ellittica per essere perfettamente chiara da sola, bisogna naturalmente intendere qui i punti estremi raggiunti dal sole nella sua corsa annuale, dovβesso in certo modo si arresta, da cui il nome di βsolstiziβ; a tali punti solstiziali corrispondono le due βporte del cieloβ, il che Γ¨ appunto esattamente la dottrina tradizionale che giΓ conosciamo. Come abbiamo indicato altrove, [2] questi due punti erano talora simboleggiati — per esempio sotto il tripode di Delfi e sotto gli zoccoli dei corsieri del carro solare — dal polipo e dal delfino, che rappresentano rispettivamente il Cancro e il Capricorno. Inutile dire, dβaltra parte, che gli autori in questione non hanno potuto attribuire a Numenio la determinazione stessa dei punti solstiziali, che erano noti da sempre; si sono semplicemente riferiti a lui come a uno di coloro che ne avevano parlato prima di loro, e come egli stesso si era giΓ riferito ad altri β teologiβ.
Si tratta poi di precisare il ruolo proprio di ciascuna delle due porte, ed Γ¨ qui che nasce la confusione:
Β« Secondo Proclo, Numenio le avrebbe rigidamente specializzate: per la porta del Cancro, la caduta delle anime sulla terra; per quella del Capricorno, lβascensione delle anime nellβetere. In Porfirio, invece, Γ¨ detto soltanto che il Cancro Γ¨ a nord e favorevole alla discesa, il Capricorno a sud e favorevole alla salita: di modo che invece di essere strettamente assoggettate al βsenso unicoβ, le anime avrebbero conservato, sia allβandata che al ritorno, una certa libertΓ di circolazione. Β»
La fine di questa citazione esprime, a dire il vero, unβinterpretazione di cui conviene lasciare tutta la responsabilitΓ a Carcopino; non vediamo assolutamente in cosa quel che dice Porfirio sarebbe βcontrarioβ a quel che dice Proclo; forse Γ¨ formulato in modo un poβ piΓΉ vago, ma sembra di fatto voler dire in fondo la stessa cosa: ciΓ² che Γ¨ Β«favorevoleΒ» alla discesa o alla salita deve probabilmente intendersi come ciΓ² che la rende possibile, poichΓ© non Γ© molto verosimile che Porfirio abbia voluto lasciar sussistere in tal modo una specie di indeterminazione, il che, essendo incompatibile con il carattere rigoroso della scienza tradizionale, non sarebbe in ogni caso in lui che una pura e semplice prova dβignoranza su questo punto.

Comunque, Γ¨ visibile che Numenio non ha fatto altro che ripetere, sulla funzione delle due porte, lβinsegnamento tradizionale conosciuto; dβaltra parte, se egli pone, come indica Porfirio, il Cancro a nord e il Capricorno a sud, evidentemente egli considera la loro posizione nel cielo; lo indica dβaltronde abbastanza chiaramente il fatto che, in quel che precede, sono in questione i βtropici’, che non possono avere altro significato oltre quello, e non i βsolstiziβ, che si riferirebbero invece piΓΉ direttamente al ciclo annuale; e per questo la posizione qui enunciata Γ¨ inversa a quella data dal simbolismo vedico, senza tuttavia che ciΓ² costituisca alcuna differenza reale, giacchΓ© si tratta di due punti di vista ugualmente legittimi, che si accordano perfettamente fra di loro se si Γ¨ capito il loro rapporto.
Ma vedremo qualcosa di ancor piΓΉ straordinario: Carcopino continua dicendo che «è difficile, in mancanza dellβoriginale, trarre da queste allusioni divergentiΒ», ma che in realtΓ , dobbiamo aggiungere noi, sono divergenti solamente nel suo pensiero, Β«la vera dottrina di NumenioΒ», che, abbiamo visto, non Γ¨ la sua propria dottrina, ma soltanto lβinsegnamento da lui riferito, cosa dβaltronde piΓΉ importante e piΓΉ degna dβinteresse; Β«ma risulta dal contesto di Porfirio che, anche esposta sotto la sua forma piΓΉ elasticaΒ» — come se potesse esserci Β«elasticitΓ Β» in un problema che Γ¨ unicamente una questione di conoscenza esatta — Β«essa resterebbe in contraddizione con quelle di certi suoi predecessori, e, in particolare, con il sistema che alcuni piΓΉ antichi pitagorici avevano fondato sulla loro interpretazione dei versi dellβOdisseaΒ in cui Omero ha descritto la βgrotta dβItacaβΒ», cioΓ¨ quellββantro delle Ninfeβ che non Γ¨ altro se non una delle raffigurazioni della βcaverna cosmicaβ di cui abbiamo parlato in precedenza.
Β« Omero, annota Porfirio, non si Γ¨ limitato a dire che la grotta aveva due porte. Egli ha specificato che una era volta al lato nord, e lβaltra, piΓΉ divina, al lato sud, e che si discendeva dalla porta a nord. Ma non ha indicato se si poteva scendere per la porta a sud. Dice solo: Γ¨ lβentrata degli dΓ¨i. Mai lβuomo prende il cammino degli immortali. Β»
Pensiamo che questo devβessere il testo stesso di Porfirio, e non vi vediamo la contraddizione annunciata; ma ecco ora il commento di Carcopino:
Β« Secondo questa esegesi, si scorgono, in quel compendio, dellβuniverso che Γ¨ lβantro delle Ninfe, le due porte che sβinnalzano ai cieli e sotto le quali passano le anime, e, al contrario del linguaggio che Proclo mette in bocca a Numenio, quella a nord, il Capricorno, fu dapprima riservata allβuscita delle anime, e quella a sud, il Cancro, fu di conseguenza assegnata al loro ritorno a Dio. Β»

Ora che abbiamo completato la citazione, possiamo facilmente renderci conto che la pretesa contraddizione, anche qui, esiste solo secondo Carcopino; cβΓ¨ infatti nellβultima frase un errore evidente, e persino un duplice errore, che sembra veramente inspiegabile. Anzitutto, Γ¨ Carcopino che aggiunge di propria iniziativa la menzione del Capricorno e del Cancro; Omero, a quanto dice Porfirio, designa le due porte solo per mezzo della loro posizione a nord o a sud, senza indicare i segni zodiacali corrispondenti; ma, siccome precisa che la porta Β«divinaΒ» Γ¨ quella a sud, bisogna concludere che Γ¨ questa che corrisponde per lui al Capricorno, esattamente come per Numenio, vale a dire che anchβegli situa le due porte secondo la loro posizione nel cielo, e tale sembra quindi esser stato, in genere, il punto di vista dominante in tutta la tradizione greca, anche prima del pitagorismo.
Inoltre, lβuscita delle anime dal βcosmoβ e il loro βritorno a Dioβ sono propriamente una sola e identica cosa, di modo che Carcopino attribuisce, apparentemente senza accorgersene, lo stesso ruolo a entrambe le porte; Omero dice, tutto al contrario, che per la porta a nord si effettua la βdiscesaβ, cioΓ¨ lβentrata nella βcaverna cosmicaβ o, in altri termini, nel mondo della generazione e della manifestazione individuale. In quanto alla porta a sud, essa Γ¨ lβuscita dal βcosmoβ, e, di conseguenza, per essa si effettua la βsalitaβ degli esseri in via di liberazione; Omero non dice espressamente se si puΓ² anche scendere per tale. porta, ma ciΓ² non Γ¨ necessario, poichΓ©, designandola come Β«entrata degli dΓ¨iΒ», egli indica a sufficienza quali siano le βdisceseβ eccezionali che vi si effettuano, conformemente a quanto abbiamo spiegato nel nostro studio precedente.
Insomma, che la posizione delle due porte sia considerata in rapporto al cammino del sole nel cielo, come nella tradizione greca, o in rapporto alle stagioni nel ciclo annuale terrestre, come nella tradizione indΓΉ, Γ¨ sempre il Cancro a essere la βporta degli uominiβ e il Capricorno la βporta degli dΓ¨iβ; non puΓ² esserci in questo alcuna variazione e di fatto non ve nβΓ¨ alcuna; Γ¨ solo lβincomprensione degli βeruditiβ moderni che crede di scoprire, nei vari interpreti delle dottrine tradizionali, divergenze e contraddizioni che non vi si trovano.

Note:
[1] La Basilique Pythagoricienne de la Porte Maieure. Non avendo il volume a disposizione, citiamo dallβarticolo pubblicato anteriormente sotto lo stesso titolo nellaΒ Revue des Deux Mondes, numero del 15 novembre 1926
[2] Quelques aspects du symbolisme du poisson, inΒ Γtudes Traditionelles, febbraio 1936

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