Kasada Festival: un pellegrinaggio al Monte Bromo

Anna e Matteo, a cui diamo un caloroso benvenuto sulle nostre pagine, sono andati in pellegrinaggio sul Monte Bromo, sull’isola di Giava nell’arcipelago indonesiano, per prendere parte al Kasada Festival, evento annuale che da tempo immemore si svolge annualmente sulla cima del vulcano. Ci hanno portato la loro testimonianza e il loro reportage fotografico.

di Anna Sida
& Matteo Maimone

โ€œNon avrei mai pensato di poter andare ad assistere ad una delle cerimonie piรน grandi e secolari di questi tempi. Ci stiamo riuscendo, tra meno di 10 ore saremo lรฌโ€ Dissi sussurrando a Matteo, lungo il viaggio in pullman in direzione Probolingo, isola di Java, Indonesia. Tra sussulti, buche improvvise, tantissime curve e circa tre cambi tra pullman, navette e macchina, piรน di 20 ore di viaggio allโ€™interno del traffico indonesiano, subentriamo cosรฌ, nelle prosperose piantagioni di banano che caratterizzano questa cittadina a 70 km di Surabaya, nellโ€™east Java, e i suoi villaggi lungo il Monte Bromo, la loro montagna sacra. Lโ€™aria diventa sempre piรน fresca e pungente mano a mano che iniziamo a salire di quota, i tornanti si fanno piรน ripetitivi e lasciamo dietro di noi quantitร  ingenti di sabbia nellโ€™aria a causa delle strade non proprio asfaltate. Lโ€™energia e lโ€™aria di festa รจ palpabile: con sguardi attenti notiamo i fugaci camioncini carichi di pellegrini muniti di coperte e cibo, partire in direzione del Monte Bromo per il Kasada Festival. Sono tutti sorridenti, con il volto abbronzato dal sole, le rughe dโ€™espressione di chi vive la vita alla giornata senza curarsi troppo di ciรฒ che verrร  domani. Sono tantissimi e la poca illuminazione favorisce al contesto un mix di suggestione e suspance nei confronti di questo tanto atteso festival.

Una tradizione secolare che ha radici profonde, basata sulla leggenda della principessa Roro Anteng e Joko Seger. La leggenda narra che una coppia di nome Roro e Joko, che governava il popolo Tengger, rimase senza figli nonostante i molti anni di matrimonio alle spalle. Un giorno, affinchรฉ la moglie rimanesse incinta, decisero di salire fino alla caldera del Monte Bromo per meditare. 2393 metri di sacralitร , un punto tra la vita e la morte per via dellโ€™attivitร  continua del vulcano. Gli dei ascoltarono le preghiere della coppia e concedettero loro 24 bambini a condizione che il 25ยฐ venisse gettato nel vulcano come sacrificio umano. Il 25ยฐ bambino di nome Kesuma venne sacrificato dopo un paio di tentennamenti da parte dei genitori e cosรฌ gli dei si placarono. Per questo motivo, da quel momento e ancora adesso, la tradizione prevede lโ€™offerta di sacrifici gettati nel cratere per placare lโ€™ira degli dei ma anche per ricordare il sacrificio che la coppia reale fece pur di avere figli.

Nel giorno di Yadnya Kasada, molto prima del sorgere dellโ€™alba, i devoti che hanno viaggiato e peregrinato in lungo e in largo per arrivare alle pendici del Monte Bromo, pregheranno ancora una volta insieme in cima alla caldera per gettare le offerte. Arrivano da tutta lโ€™Indonesia e non solo. I principali devoti sono i tenggeresi che non sono altro che gli abitanti dei villaggi di Ngadsas, gli unici ad essere ritenuti i veri discendenti dellโ€™impero Majapahit. Si racconta di come fuggirono dallโ€™islamizzazione dellโ€™isola e di come vennero guidati dalla stessa principessa Roro Anteng. Essendo un popolo indรน-balinese, venerano il dio Ida Sang Hyang insieme agli dรจi Brahma, Shiva e Vishnu. Un vero mix di animismo e induismo. Non a caso il Monte Bromo prende il suo nome da Brahma, il dio creatore a cui รจ stato eretto un piccolo santuario allโ€™interno della caldera che ospita il Kesada Festival.

Il rituale avviene ogni 14 giorno del mese, in questo caso luglio 2019, secondo il calendario lunare Tengger, e inizia a prendere parte nel villaggio Ngadisari con spettacoli di danza e canti meravigliosi che richiamano gli spiriti degli antenati. Sono antichi rituali a cui tutti gli uomini adulti possono partecipare, compresi noi. Per questo motivo, riforniti gli zaini di acqua e cibo, partiamo alle 10 di sera a bordo di una jeep, uno dei pochi mezzi a disposizione in grado di salire lungo le pendici del Monte Bromo e capace di attraversare la pianura sabbiosa chiamata Mare di Sabbia. Venti minuti di tornanti al buio in cui altre jeep si susseguono, sorpassate dalle moto dei locali per ritrovarsi di fronte al Mare di Sabbia e rimanerne estasiati.

Sembra di stare su un altro pianeta e come dei viandanti procediamo a passo lento tra la folla, al buio, con solo le nostre torce in testa e una luce flebile del cellulare ad indicarci la strada lungo le jeep e i camioncini parcheggiati e le tende piazzate qua e la. Le persone sono rannicchiate e accalcate, procedono con un passo molto lento e notiamo con stupore che siamo veramente in pochi stranieri presenti al rituale. Gli occhi curiosi e i sorrisi timidi si posano continuamente sui nostri volti un poโ€™ stanchi e imbarazzati ma iniziamo a scioglierci, a scambiare in qualche modo qualche parola, aiutati dal linguaggio piรน bello: quello del corpo, quel linguaggio in cui, anche se non riesci a comunicare bene nella lingua che non conosci e che non ti appartiene, riesci comunque a strappare una risata e un caldo abbraccio da parte di questi gentili pellegrini.

Il vento continua a soffiare gelidamente, portandoci a coprire i nostri volti con le nostre sciarpe, invidiando quelle coperte pesanti e colorate che avvolgono i nostri simpatici nuovi amici, cosรฌ da non respirare troppa sabbia e gas solforico prodotto dal vulcano. Siamo tutti attaccati lโ€™uno con lโ€™altro, tutti che ci muoviamo per creare calore. Non si vedono volti, solo occhi spuntare dagli strati di vestiti e coperte messe preventivamente in modo da contrastare il freddo. Il dolce cantico che sembra quasi una ninna nanna da forza a noi, alle migliaia di pellegrini che insieme agli sciamani si preparano per il rituale. Il tempio di Pura Luhur Poten รจ completamente circondato da fumi bianchi creati dagli incensi e dalla nebbia.

Ed รจ cosรฌ che solo verso le 5 del mattino, quando sappiamo che tra un poโ€™ il sole si leverร  per illuminare questa nuova giornata, ci apprestiamo tutti quanti a continuare il percorso, lungo la salita sabbiosa e a tratti contraddistinta da scalini stretti e ripidi. Passo dopo passo il freddo si fa sentire di meno, lโ€™adrenalina aumenta e in un attimo ci ritroviamo sulla cima del vulcano. Allโ€™interno del cratere, proprio sullโ€™orlo, รจ colmo di persone. Sono tutte in piedi con il loro personale retino artigianale fatto a mano in casa, mentre cercano di catturare le offerte lanciate dalle persone.

รˆ una situazione paradossale: tutte le persone che si trovano allโ€™interno sanno che stanno rischiando la loro vita per via dellโ€™attivitร  vulcanica, ma questo non ferma il loro intento, non arresta la loro devozione verso gli dรจi. Se sacrificheranno il loro cibo e anche i loro animali, questo gli porterร  fortuna e gratificazione da parte degli dรจi della montagna. Addirittura alcuni di loro, ignari del pericolo, si calano allโ€™interno del profondo cratere cercando di raccogliere piรน offerte possibili quali soldi, animali, cibo e fiori cosรฌ da portarsele a casa.

Se dovessimo trovare una parola adeguata per racchiudere questo rituale, parleremmo di Devozione. Il pericolo รจ letteralmente dietro lโ€™angolo per via dellโ€™attivitร  continua del vulcano ma ogni anno, senza mai fermarsi, la popolazione tengger e altre migliaia di persone affrontano questo pellegrinaggio perchรฉ sanno che cโ€™รจ molto di piรน dietro a tutto questo. Il monte Bromo รจ una presenza apparentemente pacata durante il giorno ma che di notte si anima, regalando uno scenario cupo, desolante e fumoso, un rimando continuo alla forza devastante della natura. Ed รจ proprio qui che, secondo noi, si fonde il potere della natura con il potere religioso dei fedeli ricreando un qualcosa di unico, una perfetta sinergia capace di rendere indimenticabile quel momento.

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