“Il mattino dei maghi”: le neoalchimie di Pauwels e Bergier

La frammentazione linguistica, la Babele attuale, si ha quando inizia la grande semplificazione dei contenuti culturali. Quando si sovrappone erudizione a banalitร  e il dire qualcosa diviene forza gesticolante di confondere le carte. Viene da pensare questo sfogliando lโ€™autobiografia di Jacques Bergier [1]; unโ€™opera che narra le peripezie umane e culturali dell’autore, assieme a Louis Pauwels, dellโ€™epocale Il mattino dei maghi [2]. Il successo riscosso dal libro era forse da ricercare in quel processo di semplificazione e di sovrapposizione di materiali piรน disparati, fondanti una cultura โ€œalternativaโ€, un miscuglio di scienza, storia, occultismo e fantasia.


รˆ lo stesso Bergier a narrare la genesi dellโ€™opera: in compagnia di Pauwels si recava nel suo ufficio di Parigi, dove entrambi avevano ammassato migliaia di libri e riviste, articoli e appunti: unโ€™eroica segretaria trascriveva, sotto dettatura, quanto i due andavano elaborando. Questo dal lunedรฌ al sabato. La domenica, invece, Bergier andava a casa dellโ€™amico, dove continuavano a dialogare. La notte stessa, Pauwels metteva nero su bianco le conversazioni, passando i materiali alla segretaria. Questo itinerario letterario โ€“ proseguito per ben cinque anni โ€“ generรฒ unโ€™opera rivoluzionaria, crocevia di modernitร  e tradizione: una controstoria dellโ€™Occidente contemporaneo basata su quello che i due definirono essere il ยซrealismo fantasticoยป, cioรจ la concezione di un fantastico calato nel cuore della realtร .

Ci si chiede quanto di tale impulso iniziale sia persistito: siamo agli albori dei mitici anni โ€™60, una mutazione culturale in Occidente era alle porte, e la strabiliante mole di dati e di congetture esibite nel Mattino dei maghi sembrava svellere nuove prospettive, ricercando una qualche veritร , anche se โ€œfantasticaโ€. Scrivevano i due autori: a fine Ottocento in tutta Europa alcune societร  iniziatiche e ordini esoterici si univano fra loro, aggregando potenti personalitร . La storia di questa crisi mistica e post-romantica dellโ€™Occidente non era stata ancora scritta e meritava di esserlo: vi si sarebbe trovata lโ€™origine di molte importanti correnti di pensiero, alla base anche di molte correnti politiche. Sembra lโ€™origine del complottismo odierno, quello sorto da unโ€™altra e meno conosciuta opera, la Trilogia degli Illuminati, di Robert Anton Wilson e Robert Shea [3], unโ€™opera di fantasia che ha fortemente condizionato il formarsi di teorie e trame cospirazioniste costruite a partire da alcuni punti fondamentali: la storia che conosciamo รจ solo una parte della vera storia dellโ€™umanitร ; solo alcune รฉlites di iniziati la conoscono integralmente; essi si sono trasmessi questo sapere e conoscenze che conferiscono particolari poteri; coloro che ne dispongono e li trasmettono debbono svolgere anche un ruolo politico per gestire il futuro di una umanitร  decaduta alla quale occorre restituire doti e caratteristiche andate smarrite.

Oltre al complottismo contemporaneo, allโ€™opera di Bergier e Pauwels si deve la straordinaria fama di Fulcanelli, lโ€™enigmatico alchimista facitore dellโ€™ โ€œoro filosofaleโ€ e autore del celebre Mistero delle cattedrali [4]. Stando a quanto raccontava Pauwels, un giovane Bergier una mattina del 1937 aveva incontrato Fulcanelli in persona. Ciรฒ che lโ€™uomo misterioso gli disse era che gli alchimisti erano ben coscienti dei progressi della scienza nel campo metallurgico, ma sarebbe esistito un modo di manipolare materia e energia molto diverso da quello operato dai fisici moderni, capace cioรจย di produrre quello che oggi chiamiamo un ยซcampo di forzaยป. Questo campo avrebbe il potere di interagire con lโ€™osservatore, collocandolo nella posizione privilegiata di contemplare lโ€™intero universo e di creare a piacimento mutazioni nella materia. Unโ€™idea ripresa e approfondita in un libro di Joseph P. Farrell, saggista noto nel mondo anglosassone per altri volumi in cui spiegazione scientifica รจ unita allโ€™esegesi di materiali piรน o meno โ€˜esotericiโ€™ [5]. Una convergenza, quella tra scienza, occultismo e mistero antico, alla base dellโ€™intera biografia, leggendaria o meno, dello stessoย Bergier.


Il mattino dei maghi ha certamente contribuito alla fantastica rinascita del verbo alchemico nel mondo contemporaneo. ยซร‰ vero senza inganno, รจ certo e verissimo. Ciรฒ che รจ in basso รจ come ciรฒ che รจ in alto, e ciรฒ che รจ in alto รจ come ciรฒ che รจ in bassoโ€ฆยป, dice La Tabula smaragdina, lo scritto di riferimento della disciplina alchimica medievale. Ritenuto il primo, riconosciuto, breve testo di alchimia araba, esso รจ contenuto nella parte finale del Kitฤb sirr al-แธซalฤซqa o ยซLibro del segreto della creazioneยป, fraudolentemente attribuito ad Apollonio di Tiana (Balฤซnลซs) e tradotto in latino a Tarazona da Ugo di Santalla come Liber de secretis naturae et occultis rerum causis quem transtulit Apollonius de libris Hermetis Trismegisti (ยซLibro dei misteri della natura e delle cause occulte delle cose tratti da [Pseudo] Apollonio [di Tiana] da uno dei libri di Ermete Trismegistoยป) tra il 1119 e il 1152. Da un luogo privilegiato, lโ€™alchimista aveva la possibilitร  di accedere a delle realtร  normalmente precluse dal tempo e dallo spazio, dalla materia e dallโ€™energia. Ecco ciรฒ che gli alchimisti chiamavano ยซGrande operaยป: lโ€™essenziale non consisteva nel trasformare i metalli, ma nel mutare se stessi. Si trattava di un segreto antichissimo che soltanto pochi uomini avevano il privilegio di riscoprire una volta ogni centinaia di anni. Ovviamente, e a ragione, gran parte dei lettori รจ scettico su questo argomento.

Lโ€™affabulazione alchimica parte da una condizione pretemporale, il caos, la massa confusa o nigredo; e per mezzo dellโ€™ยซoperaยป lโ€™adepto paragona il proprio agire alla creazione del mondo, producendo lโ€™albedo o dealbatio, lโ€™albedine, comparata a sua volta ora alla Luna piena, ora al sorger del Sole. La nerezza, nigredo, รจ lo stato iniziale, preesistente, rappresentato come qualitร  della prima materia, del caos ะพ della massa confusa, oppure provocato dalla decomposizione (solutio, separatio, divisio, putrefactio) degli elementi. Se, come talvolta accadeva, si partiva dallo stato di decomposizione, poi si procedeva a unโ€™unione degli opposti sul modello dellโ€™unione di maschile e femminile (il cosiddetto coniugium, matrimonium, coniunctio, coitus), seguita dalla morte del prodotto dellโ€™unione (mortificatio, calcinatio, putrefactio) e corrispondente annerimento, la ยซdiscesa agli inferiยป. Dalla nigredo si poteva passare mediante lavaggio (ablutio, baptisma) ะพ direttamente, allโ€™imbianchimento, oppure lโ€™anima fuggita dal corpo al momento della morte era unita nuovamente al corpo morto per vivificarlo, oppure ancora i molti colori (omnes colores, cauda pavonis) servivano di passaggio a un colore unico, il bianco, che li conteneva tutti. Con ciรฒ era raggiunta la prima meta principale del processo, ossia lโ€™ะฐlbedo, tinctura alba, terra alba foliata, lapis albus, meta che certi autori decantavano in modo tale quasi si trattasse della fase ultima e terminale. Era lo stato argenteo ะพ lunare, che perรฒ doveva essere ancora innalzato allo stato solare. Lโ€™albedo era in certo qual modo, lโ€™alba; ma soltanto la rubedo equivaleva al sorgere del Sole. Il passaggio alla rubedo era costituito dallโ€™ingiallimento (citrinitas); aumentando lโ€™intensitร  del fuoco fino al suo grado massimo, la rubedo sorgeva direttamente dallโ€™albedo. Il bianco e il rosso denotavano simbolicamente la Regina e il Re, che in questa fase potevano celebrare le loro nuptiae chymicae, il mysterium coniunctionis. La successione delle fasi nei singoli autori dipendeva essenzialmente dal modo in cui essi si rappresentavano la finalitร  dellโ€™opera: ora si trattava della tintura bianca ะพ rossa (aqua permanens), ora della pietra filosofale che era ermafrodita, androgina, e le racchiudeva quindi entrambe, ora della panacea (aurum potabile, elixir vitae), dellโ€™oro filosofico, del vitrum aureum, del vitrum malleabile. Altrettanto vaghe e mutevoli dei singoli processi erano le rappresentazioni della meta stessa. Il lapis philosophorum, per esempio, era spesso la prima materia, ะพ il mezzo per produrre lโ€™oro; e in altri casi ancora era un essere mistico chiamato anche Deus terrestris, Salvator, ะพ Filius macrocosmi, una figura che poteva essere paragonata allโ€™Anthrลpos gnostico, allโ€™Uomo primordiale divino. Oltre al concetto di prima materia, svolgevano una parte importante anche quelli di aqua permanens e ignis noster. Benchรฉ acqua e fuoco fossero elementi antagonistici, anzi costituissero una tipica coppia di opposti, ciรฒ non toglie che fossero intesi come una sola e identica cosa. Come la prima materia, cosรฌ anche lโ€™acqua aveva mille nomi; essa era la materia da cui traeva origine la Pietra [6].

Tutte queste concezioni il Farrell le ritrova in una serie eventi piรน o meno singolari e misteriosi accaduti ai margini della scienza โ€˜ufficialeโ€™, a partire dalle ricerche compiute dal 1983 in poi da David Hudson, un agronomo dellโ€™Arizona, per conoscere e comprendere lโ€™anomala polvere bianca che aveva estratto dai campioni di suolo della sua proprietร  terriera, sino al fantomatico ยซMercurio rossoยป di produzione sovietica e alla micidiale ยซCampanaยป escogitata dal genio nazista. In tale bailamme di scoperte piรน o meno attendibili, sono da segnalare le ricerche del fisico russo Nikolai Kozyrev, gigante misconosciuto della fisica teorica e sperimentale del XX secolo, sopravvissuto alle grandi epurazioni staliniane. Secondo questa mente occultata della scienza contemporanea, il tempo era una forza fisica misurabile, dotata di proprietร  particolari, che si manifestavano nei modelli plastici di sviluppo โ€˜a spiraleโ€˜ (la cosiddetta ยซserie di Fibonacciยป), presenti in natura in formazioni che vanno dalle conchiglie al DNA. Oltre a ciรฒ, il Kozyrev rilevava una sincronia tra fenomeni stellari e accadimenti fisici, dimostrando che le operazioni sperimentali compiute in momenti diversi davano risultati diversi, convalidando le osservazioni fatte dagli alchimisti secondo cui le configurazioni celesti agite in orari opportuni rappresentavano un fattore essenziale per portare a termine lโ€™ยซoperaยป.

Unโ€™acquisizione che fondava il โ€˜metodoโ€™ terapeutico della rinata alchimia paracelsiana: la malattia per Paracelso non era determinata soltanto dagli elementi o dagli umori come voleva la classica medicina galenica, ma anche dalla componente planetaria e astrale presente nellโ€™organismo umano. Questo ยซfirmamento interioreยป aveva un suo riscontro nel mondo stellare e planetario di cui il medico doveva conoscere i moti e le congiunzioni per diagnosticare correttamente la malattia. Tuttavia egli non era in grado di curare le malattie provenienti direttamente dal cielo, poichรฉ ciรฒ era compito della medicina adepta, alla quale solamente gli iniziati potevano accedere. Il medicus adeptus poteva preparare rimedi in base alla configurazione astrale dellโ€™organismo umano e non in base a qualitร , gradi o umori, poichรฉ sia le malattie sia i rimedi derivavano dal microcosmo, il cielo interiore. 


Come leggiamo nellโ€™Opus Paramirum, ciรฒ che il medico comprende nelle stelle รจ il firmamento visibile, inteso come un segno che allude e rimanda al firmamento interiore dellโ€™uomo e ne assicura la conoscenza [7]. Tale corrispondenza tra macro e microcosmo era presente anche nella farmacopea paracelsiana fondata sullโ€™alchimia, il terzo pilastro della medicina. Soltanto gli arcana scoperti con lโ€™ausilio dellโ€™alchimia, in quanto sostanze incorporee, potevano essere utilizzati come rimedi; infatti, solo attraverso la loro ยซnatura astraleยป i farmaci potevano essere efficaci contro le malattie. Lโ€™alchimia otteneva la separazione dellโ€™astro dal sostrato corporeo attraverso il fuoco, e in questo processo lโ€™alchimista doveva osservare il mutamento del ยซfirmamento esterioreยป al fine di preparare correttamente gli arcana da utilizzare nel ยซfirmamento interioreยป.

Al centro della concezione paracelsiana della materia vi era la dottrina dei tria principia o tria prima, che rappresentava il recupero degli insegnamenti alchimici sullo zolfo (sulfur), mercurio (mercurius) e sale (sal), principi che erano contenuti nei quattro elementi โ€’ terra, aria, fuoco e acqua โ€’ i quali a loro volta derivavano dallโ€™yliaster, il Caos materico originario, il Mysterium magnum. Uno dei principali meriti di Paracelso nel campo della medicina consiste nellโ€™aver richiamato lโ€™attenzione su un piรน largo uso dei minerali nella materia medica; sottoponendoli a trattamenti alchemici e farmaceutici, si ottenevano infatti quei rimedi che egli chiamava arcana: lโ€™arcanum lapidis philosophorum, che, come la pietra filosofale con i metalli, ยซtingevaยป il corpo restituendogli la salute. Dialogando in termini di corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, lโ€™astrum รจ lโ€™arcanum, il principio incorporeo che agisce su di un certo organo e una certa stella, rivelando la propria efficacia; la tinctura, che al pari degli elixiria e delle quintae essentiae agiva sul corpo umano come farmaco universale [8].

Il rinnovamento ermetico di Paracelso aveva un valido fondamento nella piรน antica disciplina alchemica: nel trattato sulle ยซTintureยป (Baphika) Bolo Democriteo avrebbe divulgato alcune pratiche di doratura con le quali si abbellivano gli oggetti sacri dei templi egizi. Questa prassi ermetica pare si proponesse di ยซtingereยป metalli e pietre con oro, argento o gemme, quasi si trattasse di semplici tessuti. Essa รจ documentata tra lโ€™altro da due grandi papiri del III o IV sec. d.C., ritrovati insieme ad altri scritti ยซsegretiยป in una tomba della necropoli tebana, dove forse qualche iniziato aveva fissato la propria dimora. Ben poca cosa a confronto degli obiettivi che si prefiggevano gli alchimisti. Un esempio fra i tanti: commentando Zosimo, Olimpiodoro diceva che la tintura rendeva corporei gli elementi volatili, cioรจ ยซfissavaยป lโ€™anima in un organismo dotato di immortalitร . Possiamo inoltre ricostruire, attraverso le citazioni e i commenti di Zosimo nel suo Libro del computo finale, quel che affiorava da un Libro delle tinture naturali, attribuito ad Ermete. In un lontano passato, prima del Diluvio, sarebbero esistiti procedimenti di ยซtintura naturaleยป attraverso i quali gli uomini avrebbero avuto accesso ai segreti delle trasmutazioni [9]. In seguito ad un complotto dei ยซdemoni vigilantiยป, giร  sconfitti dalle Potenze celesti, tali arcani caddero nellโ€™oblio: accuratamente nascoste, queste ricette vennero raccolte e crittografate in alcuni trattati attribuiti allโ€™antico Ermete. In luogo di queste ยซtinture naturaliยป i demoni avrebbero introdotto con lโ€™inganno procedimenti ricalcati sulla tintura delle stoffe. Stando al riassunto di Zosimo, queste tinture, cosiddette ยซopportuneยป, avevano la peculiaritร  di agire solo durante certe congiunzioni astrali e di rimanere inattive in qualsiasi altro momento, secondo la volontร  degli Angeli malvagi. 


Alle ricerche di Kozyrev si deve infine aggiungere lโ€™apporto โ€˜psicometricoโ€™, vale a dire lโ€™idea che gli oggetti inanimati possano conservare un certo ricordo latente. In epoca di spiritismo selvaggio piรน di un medium si premeva sulla fronte vecchi stracci, pietre e oggetti vari, nella speranza di vedere riemergere una visione del passato. Storie di psicometria narravano che un medium aveva ricostruito una foresta del Carbonifero da un pezzetto di carbone e che, dopo aver tenuto in mano un frammento di meteorite, aveva descritto una magnifica utopia di un altro pianeta. Si tratta, ovviamente, di elementi che indeboliscono le tesi del Farrell, contribuendo forse ad annientare le parti di veritร  contenute in questo suggestivo libro. Prendiamo la parte dedicata alle ricerche naziste in campo alchimico, il primo nome ad essere evocato รจ quello di Karl Maria Wiligut, importante collegamento alla religiositร  ariogermanica nel Terzo Reich.

Personaggio singolare in cui schizofrenia si univa alla disciplina ermetica, il Wiligut, anche noto come ยซWeisthorยป, cioรจ Thor il saggio, fu coinvolto in quasi ogni momento dal tentativo delle SS di costruire una religione ariogermanica. Chiaramente ispirato dallโ€™ariosofia e dalla teoria del ghiaccio cosmico di Hรถrbiger, Wiligut miscelava nozioni ermetiche alla religiositร  norrena, sostenendo di avere poteri spirituali che gli venivano dai suoi antenati, simili a dรจi, che discendevano a loro volta dagli Asi e dai Vani della mitologia, tra cui Thor, Odino e lโ€™antico eroe germanico Arminio.ย Wiligut dichiarava che la sua religione faceva parte di una civiltร  ariana superiore, sorta millenni prima della storia documentata, in ยซun tempo in cui giganti, nani e animali mitici si muovevano sotto un cielo occupato da tre Soliยป [10]. Con tali premesse resta difficile seguire il percorso che conduce dallโ€™ermetismo nazista alla costruzione della ยซCampanaยป (Die Glocke), una potentissima super-arma, la cui unica fonte รจ costituita da un libro pubblicato dal giornalista e storico militare polacco Igor Witkowski nel 2002 con il titolo Prawda O Wunderwaffe (Wydawn. WiS-2, Warszawa) tradotto in versione tedesca come Die Wahrheit รผber die Wunderwaffe: Geheime Waffentechnologie im Dritten Reich (Teil 2, Mosquito Verlag Ltd & Co KG, Immenstadt 2009) e prima in inglese come The Truth about the Wunderwaffe (RVP Press, New York 2003), volume al quale attinge a piene mani il nostro J.P. Farrell.


[1] Io non sono leggenda, Bietti, Milano 2019; un libro introvabile tradotto da Andrea Scarabelli.

[2] Mondadori, Milano 1963; ed. or. Gallimard, Paris 1960.

[3] In Italia edita dalle Edizioni Shake di Milano.

[4] Ora Edizioni Mediterranee, Roma 2005.

[5] La Pietra dei Filosofi. Alchimia e ricerche segrete naziste, sovietiche e americane, trad. it. A. Rosoldi, Edizioni Mediterranee, Roma 2020.

[6] E. Albrile, Sogni dโ€™immortalitร , WriteUp, Roma 2019.

[7] Paracelso, Paramirum aliud: delle cause e delle origini delle malattie derivanti dalle prime tre sostanze, a cura di Carlo Conti, Enea, Milano 2020.

[8] Paracelso, Paragrano ovvero Le quattro colonne dellโ€™arte medica, a cura di Ferruccio Masini, SE, Milano 2002.

[9] Zosimo di Panopoli, Visioni e risvegli, a cura di Angelo Tonelli, BUR, Milano 2004.

[10] E. Kurlander, I mostri di Hitler. La storia soprannaturale del Terzo Reich, trad. it. di Chiara Rizzo e Roberto Serrai, Mondadori, Milano 2018; N. Goodrick-Clarke, Le radici occulte del nazismo, trad. it. di Carlo Donato, SugarCo, Carnago 1993).

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