La doppia spirale e il duplice movimento di emanazione e riassorbimento del cosmo

di Marco Maculotti
copertina: Phases of the Moon, tratto da “Ars Magna Lucis et Umbrae” di Athanasius Kircher, 1646

Nel primo saggio di questa rubrica sul tema del simbolismo della spirale e della ยซrinascita cosmicaยป [cfr. Il simbolismo della Spirale: la Via Lattea, la conchiglia, la โ€œrinascitaโ€] ci siamo soffermati sui significati esoterici del simbolo della spirale e di quelli, strettamente connessi, della Via Lattea e della conchiglia. Ci prefiggiamo in questo secondo appuntamento di analizzare il simbolo della doppia spirale da una prospettiva ancora piรน ‘cosmica’, con riguardo alle tradizioni che veicolano tale simbolo a concezioni riguardanti la creazione (o meglio, l’emanazione) del cosmo e il suo riassorbimento. Inizieremo il nostro discorso prendendo in esame la tradizione indiana brahminica e confrontandola con quella ล›ivaista tantrica del Kashmir, per poi analizzarne i punti di contatto, in un’ottica di sincretismo religioso, con quellaย โ€” lontana in termini di tempo e spazioย โ€” precolombiana dei popoli nahua-aztechi.

Il dio primordiale e triplice: corrispondenze esoteriche ed iconografiche nelle tradizioni antiche

di Marco Maculotti

Nelle tradizioni anticheย di tutto il mondo si trova riferimento a un dio delle origini, venuto in esistenza prima di ogni altra cosa, creatore di tutto ciรฒ che รจ manifesto e ugualmente di tutto ciรฒ che รจ immanifesto. Le piรน disparate tradizioni mitiche dipingono il dio primordiale come contenente tutte le potenzialitร  e le polaritร  dell’universo, luce e tenebre, spirito e materia, e cosรฌ via. Per questo, viene spessoย rappresentato con due volti (Giano bifronte) se non addirittura con tre (Trimurti indรน). Tuttavia, il piรน delle volte egli รจ considerato invisibile, nascosto, difficilmente rappresentabile se non in una forma allegorica, esoterica, che fa sovente riferimento all’unione del principio luminoso e igneo, ‘maschile’, con quello oscuroย e acqueo, ‘femminile’.ย Nelle tradizioni di tutto il mondo, tale dio primordiale non viene onorato con un culto proprio, dal momento che si ritiene che ormai viva troppo lontano dall’uomo e gli affari umani non lo riguardano: per questo, si parla spesso di questa divinitร  massima come di un deus otiosus.