In questo nuovo appuntamento del ciclo di articoli “Manvantara” indagheremo sul significato cosmologico-tradizionale dei due sessi, oltre che sulle modalitΓ e sulle conseguenze collegate alla loro differenziazione, con particolare riguardo al piano umano.
di Michele Ruzzai
originariamente pubblicato su EreticaMente
Come avevo ricordato nel precedente articolo La seconda metΓ dellβEtΓ Paradisiaca: alcuni concetti preliminari, dopo la conclusione della fase androginica, incorporea ed indifferenziata relativa al Primo Grande Anno (da 65.000 a 52.000 anni fa) del nostro Manvantara, la separazione maschio-femmina Γ¨ il punto fondamentale attorno al quale ruoteranno le vicende del Secondo Grande Anno (da 52.000 a 39.000 anni fa); Γ¨ quindi opportuno svolgere ora qualche considerazione attorno al significato cosmologico-tradizionale dei due sessi, oltre che alle modalitΓ ed alle conseguenze collegate alla loro differenziazione, con particolare riguardo al piano umano.
In precedenza segnalavo, tra gli altri elementi generali, lβimportante e, per certi versi, paradossale nota di Filone di Alessandria che sosteneva una significativa visione βasimmetricaβ dei due generi, connotando come βmaschioβ il regno del tutto privo di differenziazione sessuale (a seconda delle varie prospettive, il Nous, il Logos, Dio stesso) e come βfemminaβ il regno materiale; una femmina che perΓ², secondo Filone, reca in sΓ© β a sua volta e nuovamente β la polaritΓ maschio-femmina, mettendo quindi in luce una netta duplicitΓ di aspetto fortemente connatura ad essa.
Partendo da questo sorprendente accenno, se cerchiamo innanzitutto di comprendere il significato del βmaschioβ secondo il filosofo alessandrino, vedremo che ad esempio in ambito greco il “Nous” corrisponde ad un elemento di qualitΓ , spirituale, divino ed archetipico, mentre in ebraico viene definito “Neshimah”, lβintuizione intellettuale: facoltΓ trascendente che supera lβuomo e la stessa βragioneβ in quanto essa Γ¨ di matrice ancora psichica e quindi sottoposta alla mutevolezza ed allβincertezza propria di tale ambito. Questo βmaschioβ, negli aspetti manifestati del Divino puΓ² essere avvicinato al βmondo intelligibileβ e quindi al piano della manifestazione informale (βBuddhiβ in termini indΓΉ); tutto ciΓ² secondo una prospettiva che non lo vede βcorrelarsiβ, su una linea piΓΉ o meno βorizzontaleβ, alla femmina. Corrisponde, di conseguenza, allβAndrogine ancora polare e sotto tale ottica si puΓ² ricordare come ad esempio Adamo venga da S. Ambrogio avvicinato al Nous, o da A.K. Coomaraswamy allo Spirito.
Sappiamo comunque che, in questa fase, la βfemminaβ appare ancora come βcontenutaβ in tale βmaschioβ in qualitΓ di sua mera potenzialitΓ , di possibile corpo sostanziale e piΓΉ basso che da lui dipende, in quanto suo principio immediato. Secondo questβottica, la femmina puΓ² quindi trovare corrispondenza nellβinsieme potenziale di quella parte della manifestazione che non risponde piΓΉ ad una valenza βsovraindividualeβ, ma che, secondo i termini esposti da GuΓ©non, Γ¨ soggetta alla βformaβ: appunto, la manifestazione βformaleβ o βindividualeβ, a sua volta composta da un livello βsottileβ ed uno βgrossolanoβ da cui, infatti, le diffuse concezioni tradizionali secondo le quali lβinsieme del mondo corporeo-mentale riveste natura passiva e femminea.
A tale proposito, Γ¨ opportuno ricordare come molti Padri della Chiesa considerino Eva, la femmina per eccellenza che βesceβ da Adamo, quale simbolo dellβanima-corpo, mentre per Origene il femminile rappresenta la creatura radicata nella manifestazione. Nella stessa direzione si muove Coomaraswamy quando segnala il βSΓ©β, che nasce direttamente dal seno divino, corrispondere allβUomo interiore e costituire la Persona vera, appunto sovraindividuale, mentre quello che chiama Uomo esteriore β cioΓ¨ lβaggregato psichico-fisico β origina dalla donna; ne deriva che lβindividualitΓ esteriore di un essere umano (maschio o femmina che sia) Γ¨ sempre di natura femminile rispetto al SΓ© interiore, parte autenticamente maschile del composto. Anche secondo Jakob BΓΆhme ciΓ² che Γ¨ in basso rappresenta in definitiva il corpo o la femmina (o la sposa) di ciΓ² che si trova in alto.
Julius Evola peraltro evidenzia come il femminile corrisponda allβinstabile, al mutevole, al sub-lunare ed Γ¨ sostanza animatrice, psyche, forza-vita; inoltre tale forza-vita dellβEssere eterno, nel momento in cui la manifestazione procede dallβUno, praticamente lo βcronificaβ, cioΓ¨ sviluppa questo essere, in sΓ© immutabile, nella dimensione temporale, da cui il chiaro collegamento del femminile βin azioneβ con il simbolo del tempo, il titano Kronos, che proprio ora entra in campo. Γ inoltre significativo che il termine arabo βEl-Hayahβ, appellativo della vita, sia molto simile a quello del serpente (“El-hayyah”), mentre in ebraico “hayah” significa a un tempo “vita” ed “animale”, ponendo cosΓ¬ in evidenza quanto, ad esempio, sia stretto il rapporto tra il Serpente ed Eva, la βviventeβ (ma, come vedremo sotto, non solo Eva).

Riprendendo altri accenni evoliani, in particolare sul βdemonismoβ dellβelemento femminile, credo inoltre sia plausibile avvicinare questβultimo alla funzione demiurgica giΓ descritta negli eventi avvenuti precedentemente; nella misura in cui esso trovi, comβΓ¨ ovvio che sia, una sua collocazione nellβambito globale del disegno cosmico, puΓ² stabilirsi un parallelo con lβangelo Lucifero che, essendo in origine il piΓΉ luminoso, partecipava anchβegli a suo modo della totalitΓ , dalla quale perΓ² ad un certo punto volle astrarsi [cfr. RUZZAI: Il Demiurgo e la possibilitΓ negativa: caduta]. GiΓ Evola ricordava infatti come nello gnosticismo la natura femminile veniva considerata il βmondo del demiurgoβ; caratteristiche che possono essere di volta in volta, ed in modi diversi, impersonate da figure quali Kronos, Lilith, Prometeo.
Γ ovvio che lβaspetto femminile sia piΓΉ chiaramente riconoscibile in Lilith, prima compagna di Adamo secondo le mitologie mesopotamiche, mentre lo Γ¨ meno in Prometeo e Kronos, ma i due titani, come vedremo piΓΉ avanti, tradiscono nel loro agire innegabili aspetti βlunariβ e quindi indirettamente femminili. Di conseguenza, sotto la prospettiva cosmologica, la βfemminaβ rappresenta ovviamente una parte specifica del disegno globale, ma di essa non puΓ² sfuggire lo stato di subordinazione ontologica rispetto allβelemento maschile, che Evola ebbe spesso modo di sottolineare; la stessa immagine biblica della creazione di Eva, per giungere alla quale Γ¨ necessario lβutilizzo di una parte di Adamo, puΓ² anche essere letta come il ricorso ad un modello, ad un prototipo iniziale, che Γ¨ necessario prendere a riferimento. Per Paolo, infatti, come lβuomo Γ¨ lβimmagine di Dio, la donna Γ¨ lβimmagine dellβuomo, mentre, in termini piΓΉ generali, Γ¨ stato notato il fatto che la creazione della donna da una frazione del corpo maschile presenta numerosi paralleli in vari miti delle origini di tutto il mondo.
A questo livello, lβinterpretazione del maschio come causa esemplare puΓ² quindi confermarci nel considerarlo secondo i suoi aspetti sovraformali in rapporto a quelli sottostanti βfemminiliβ, individualizzati e psichico-grossolani; un ambito che perΓ², secondo lβiniziale accenno di Filone alessandrino, andrΓ a polarizzarsi a sua volta e quindi, paradossalmente, contenendo in sΓ© stesso quellβAdamo psichico giΓ precedentemente menzionato (e non a caso definito anche Eva o Afrodite). Tutto ciΓ² evidenziando ancora una volta, come ricordato da Evola, il concetto generale della forte polivalenza della simbologia tradizionale con una notevole transitorietΓ delle denominazioni adottate e delle caratteristiche funzionali rivestite dalle varie figure mitiche.
In ogni caso, nella fase in cui non si Γ¨ ancora verificata unβeffettiva polarizzazione/separazione tra elemento maschile e femminile, questβultima non puΓ² ancora estrinsecare pienamente tutte le sue possibilitΓ di manifestazione: quindi, durante il Primo Grande Anno del Manvantara, rimanendo essa ricompresa nellβambito della superiore unitΓ androginica, deve limitare il suo apporto alla sola corporeitΓ sottile della prima umanitΓ , sostanziata di Etere, e la cui potenzialitΓ plastica rappresenta infatti il βprincipioβ dei successivi elementi che si dispiegheranno solo piΓΉ tardi.Β Tuttavia, con il Secondo Grande Anno viene effettivamente ad attuarsi la separazione dei sessi che, come vedremo, comporterΓ dalle implicazioni piuttosto articolate. Si tratta di un evento cruciale per la storia umana, che pensatori di diverse epoche (ad esempio, Onorio di Ratisbona, Jakob BΓΆhme, Leopold Ziegler, Martin Lings) hanno considerato giΓ come una prima βcadutaβ β abbassando la persona al livello biologico-sessuale per riprodursi β e cosΓ¬ ridefinendo lβepisodio biblico della mela e del Serpente solo come lβinevitabile atto conclusivo di un processo complessivo ben piΓΉ ampio; quindi elaborando, pur con sensibilitΓ ed accenti diversi, lβidea generale di un crollo spirituale verificatosi non in unβunica soluzione ma βper tappeβ, dal precedente livello divino a quello semplicemente umano post-edenico.
Diverse, nei vari corpora mitologici, sono state le modalitΓ attraverso le quali Γ¨ stato ricordato lβevento della divisione sessuale.Β Ad esempio, nel mito greco, Γ¨ il titano Kronos che appare sulla scena (come visto sopra, in analogia alla dinamizzazione del femminile) tagliando i genitali del padre Urano, separandolo dalla madre Gea ed interrompendo cosΓ¬ la fase primordiale ed indistinta: tale atto divide irrimediabilmente il Cielo dalla Terra (che poi, Γ¨ stato notato, vengono mantenuti separati dal titano Atlante), ma contemporaneamente assicura unβunione complementare tra i due principi, dal momento che, in qualche modo, la reciproca vicinanza/lontananza tra questi viene ad equilibrarsi.
Come accennato, la figura saturnina, che qui interviene demiurgicamente da βseparatoreβ, Γ¨ stata effettivamente avvicinata anche a quella di Prometeo e di Lucifero; Karoly Kerenyi inoltre sottolinea come, nella sua azione, Kronos significativamente utilizzi la falce, utensile legato alla Luna, ed in effetti la sfera lunare qui puΓ² ben rappresentare il complesso della manifestazione formale o individuale, che, in tal modo, sembra venire attivamente a distinguersi, a sub-specificarsi, rispetto al superiore ed omnicomprensivo ambito universale/sovraindividuale. Unβimmagine analoga viene segnalata anche da A.K. Coomaraswamy, con il mito della bisezione del Serpente che puΓ² senzβaltro essere paragonata al tema generale della separazione tra il Cielo e la Terra, ed anche alla conseguente creazione di un ambito intermedio (βantarikshaβ, βakashaβ), necessario per lβindividuazione formale secondo βnome e formaβ (βnama-rupaβ), sul quale torneremo piΓΉ sotto.
Nellβalveo della tradizione indΓΉ, la separazione maschio-femmina sembra sovrapporsi al tema della polarizzazione dei due guna superiori, Sattwa e Rajas, ma per sviluppare pienamente questo punto ritengo vada tenuta ben presente la nota di Filone di Alessandria sullβevento βdoppioβ che tale atto implica. Vi Γ¨ infatti un ricordo piΓΉ generico relativo alla separazione, a partire dallβentitΓ unitaria Hamsa, nelle due caste che parrebbero corrispondere ai due guna superiori, rispettivamente i Brahmana (sacerdoti) e gli Kshatriya (guerrieri); ad esempio, si narra della disputa sorta in Hamsa fra il sacerdote Vashista ed il guerriero Visvamitra, mentre un altro cenno simile puΓ² essere costituito dallβepisodio ricordato dal Naradapurana, che segnala nel Krita Yuga le malefatte, probabilmente enfatizzandole, di un cacciatore chiamato Gulika, tracotante, violento ed uccisore di brahmani.
Tuttavia, qualche elemento ulteriore ci arriva da altri autori che, soprattutto in relazione piΓΉ specifica al tema del summenzionato ambito intermedio, hanno rilevato come questo vada soprattutto posto in corrispondenza con le prerogative della casta dei Brahmana, che corrisponde allβaspetto del βMahatmaβ nellβimmagine del triangolo iniziatico richiamata da RenΓ© GuΓ©non; le altre due funzioni della figura sono rappresentate dal “Brahatma”, che ne costituisce il vertice (e simboleggia la fase unitaria primordiale, quindi androginica ed antecedente alla polarizzazione maschio-femmina), ed il “Mahanga”, che invece ne Γ¨ la base (ed allude alla funzione regale degli kshatriya, avvicinata al mondo terrestre). Il Mahatma, che occupa lo spazio intermedio del triangolo, viene accostato alla vitalitΓ cosmica ed allβAnima MundiΒ degli ermetici e, secondo la visuale che per comoditΓ abbiamo in precedenza definito βverticale/principialeβ, allβAdamo psichico (che, come ricordato, viene significativamente denominato anche Eva o Afrodite, da cui il rapporto con la bisessualitΓ in quanto essere doppio): probabilmente nella stessa direzione puΓ² essere interpretato anche Paolo, dal momento che definisce Adamo come βpsychΓ© viventeβ.

Va ricordato che Coomaraswamy attribuisce alla funzione sacerdotale, in quanto contemplativa ed autocentrata, segno decisamente maschile, mentre riserva β contrariamente a quanto si potrebbe ritenere in prima battuta β a quella guerriera i caratteri della femminilitΓ , data la presenza in essa di indubbi elementi emotivo-passionali (Schuon giustamente ricorda che la βpassionalitΓ β Γ¨ una spinta verso lβindividuazione); non a caso, come Γ¨ stato notato da altri studiosi, Γ¨ oltretutto rilevante lβimportanza nella casta kshatriya di un simbolismo molto spesso incentrato su figure femminili, come ad esempio lβOrsa. Se dunque attribuiamo agli kshatriya la βterrestritΓ β ormai consolidata ed ai brahmani lβambito intermedio (βsottileβ ma giΓ formale di manifestazione), ne deriva che la collocazione piΓΉ consona delle due caste superiori Γ¨ quella, piΓΉ ridotta, del maschio e della femmina βrelativiβ nellβambito del piΓΉ ampio βfemminileβ costituito dallβinsieme della manifestazione formale.
Una paradossale duplicitΓ logica β questa, della femmina che si polarizza rispetto al maschio βassolutoβ (il piano universale sovra-formale e sovra-individuale) e che contemporaneamente si βri-polarizzaβ essa stessa in un maschio ed una femmina βrelativiβ β che probabilmente si accorda con la nota di Julius Evola secondo il quale il concetto di βbinarioβ, cioΓ¨ il βdueβ, costituisce un elemento inestricabilmente connaturato alla piΓΉ profonda radice del principio femminile.
Ritengo tuttavia vada evidenziato il fatto che la femmina rappresenti comunque in sΓ© unβunica entitΓ , sebbene appaia attraverso modalitΓ cosΓ¬ articolate; questa, infatti, nel mito greco trova corrispondenza nella figura singola di Pandora, mentre invece altrove viene avvicinata, in quanto donna βprimaβ, sia a Lilith che ad Eva (nella tradizione ebraica, compagne di Adamo in due fasi diverse). Pandora arriva immediatamente dopo il patto di fine convivenza tra uomini e Dei: Γ¨ quindi presumibile che quella umana corrisponda effettivamente alla prima razza menzionata da Esiodo, cioΓ¨ la stirpe primordiale ed aurea, che infatti, antecedentemente allβavvento della donna, viveva in una situazione di serenitΓ e di abbondanza. Come abbiamo visto, nel mito ebraico la donna appare invece nella figura sdoppiata della βribelleβ Lilith e della βaccondiscendenteβ Eva, ma un probabile elemento a sostegno di una loro unicitΓ di fondo puΓ² essere fornito dalla contemporanea analogia che, di entrambe, Γ¨ stata da piΓΉ parti proposta con il Serpente (spesso visto come entitΓ femminile di attrazione verso lβesistenza individuale, incatenata ad unβindefinitΓ molteplicitΓ ): un dato che porterebbe quindi ad inquadrare le due donne come due aspetti i quali, pur diversi, appartengono tuttavia al medesimo essere.
Tale ipotesi introduce unβaltra constatazione generale di particolare importanza, giΓ accennata nel precedente articolo, ovvero quella inerente alla manifestazione del femminile secondo una βduplice modalitΓ β di azione. Una doppia dinamica che puΓ² forse costituire una modalitΓ diversa di presentare lo stesso paradossale evento ricordato da Filone (polarizzazione/ripolarizzazione) e che, per inciso β ragionando in termini analogici β non escluderei possa riguardare la femmina intesa secondo entrambi i significati sopra menzionati, cioΓ¨ quello piΓΉ ampio e quello piΓΉ ristretto.Β Come detto, infatti, Evola ci ricorda che la potenza mercuriale, femminile, Γ¨ una cieca tendenza allβidentificazione e che, separata dal centro ed abbandonata a se stessa, coincide inizialmente con un impulso espansivo-promanativo a cadere verso il basso; ma tale movimento si spinge fino al limite contrassegnato da un punto di equilibrio con il principio maschile, una nuova fase nella quale la forza femminile appare ora imbrigliata, maggiormente ancorata allβelemento virile.
Incidentalmente, rilevo che forse si potrebbe spiegare questa doppia dinamica anche attraverso lβipotesi, come vedremo, di un corrispondente βdoppio statoβ della figura maschile, allβinizio βlatenteβ e successivamente βridestataβ ad una nuova coscienza. Di conseguenza, posto che lβelemento mercuriale richiamato da Evola Γ¨ correlabile allβazione predominante ed βespansivaβ del guna Rajas (che ricorda essere Β«il modo del dinamismo e del divenire, della trasformazione o mutazioneβ¦ energia, vita, attivitΓ Β»), la fase promanativa del femminile potrebbe corrispondere a quello che per convenzione definirei lβ βaspetto Lilithβ di questo piano, mentre invece la successiva fase in cui la femmina appare piΓΉ βstabilizzataβ ed ancorata al principio maschile, al cosiddetto βaspetto Evaβ.
Γ a mio avviso notevole il fatto che lβidea di una βdoppiezza femminileβ sia peraltro riscontrabile anche in Jakob BΓΆhme, il quale, attraverso il concetto dellβambivalenza del Serpente, delinea la duplice possibilitΓ della βvergine celesteβ o della βfemminilitΓ malignaβ; e, come sappiamo, il Serpente (accostato infatti ad entrambe le donne) per RenΓ© GuΓ©non costituisce uno dei simboli piΓΉ caratteristici dellβAnima Mundi e dellβambito intermedio, sottolineandone anche qui la natura duale che puΓ² essere, a seconda del punto di osservazione, contemporaneamente βessenzialeβ e βsostanzialeβ, se non da apparire talvolta in immagini ancora piΓΉ esplicite, come ad esempio nel caso della doppia serpe del caduceo.

Quindi lβattualizzazione della femmina, ovvero della manifestazione formale in una modalitΓ binaria, potrebbe anche essere interpretata in termini cosmologici come esercitata contemporaneamente sul doppio piano ad essa inerente, cioΓ¨ sia quello sottile che quello fisico-grossolano. Una lettura, questa, abbastanza coerente con le azioni svolte delle potenze demiurgiche secondo lβinterpretazione data dalle correnti gnostiche: potenze che, in questo contesto culturale, come ricordato vengono considerate di matrice femminile e sarebbero infatti entrate nel meccanismo di formazione sia della corporeitΓ grossolana, sia della forma sottile e psichico-animica. Tutto ciΓ², in effetti, tramite lβattivazione piena soprattutto del guna Rajas, dal momento che Γ¨ presumibile immaginare la componente tamasica essere giΓ stata separata a seguito di unβancor precedente βcadutaβ demiurgica, segnalata negli articoli precedenti e che dovette portare alla generazione delle inferiori forme βparodisticheβ e subumane.
GuΓ©non infatti connette lβuomo a Rajas e ricorda come Γ¨ proprio attraverso di esso che si produce lβespansione dellβessere al livello dellβindividualitΓ , mentre Evola aggiunge che tale guna corrisponde anche al βseme femminileβ. In linea del tutto ipotetica, inoltre, non escluderei unβaltra possibile chiave analogico-interpretativa, non necessariamente alternativa alla precedente: un parallelo, magari su scala diversa, tra la duplice modalitΓ di dispiegamento della βfemminaβ e la doppia dinamica del Demiurgo descritta nei due articoli pubblicati in precedenza [cfr. RUZZAI: Il Demiurgo e la possibilitΓ negativa: cadutaΒ &Β Il Demiurgo e la possibilitΓ positiva: plasmazione], rapportando la βcadutaβ di questβultimo (da cui la nascita di tutto lβampio e caotico ventaglio della materia) alla fase βespansiva/promanativaβ della donna, e la βplasmazioneβ ad unβazione portata su di un piano psichico piΓΉ alto, ad esempio di livello culturale secondo la funzione etnologica dellβ βAntenato miticoβ. Un tema che qui mi limito solamente ad accennare, ma sul quale in futuro cercherΓ² di portare qualche approfondimento.
In ogni caso, tutti questi eventi verificatisi nel Secondo Grande Anno e riguardanti il piano della manifestazione grossolana, sembrano essere confermati anche da altri riferimenti, di diverso tipo, che in vari modi si ricollegano direttamente al concetto generale di corporeizzazione umana.Β In termini piΓΉ ampi, Gaston Georgel pone infatti, alla fine del Primo Grande Anno ed in corrispondenza dellβavvento della donna, la nascita della prima razza corporeizzata dellβuomo, anche se va detto che, nella sua ricostruzione storico-tradizionale, questa corrisponderebbe alla Razza Gialla, sulla quale non mi sento di concordare per lβetΓ troppo recente delle caratteristiche morfologiche orientali, come visto in precedenza.
Dβaltro lato Evola segnala come sia in stretta correlazione con la presenza di un corpo lβidea del βio sonoβ, evidenziando quindi il radicale cambio di visuale prospettica che in questa fase viene indotto dalla materializzazione fisica sulla coscienza umana; una coscienza, peraltro, in termini indΓΉ definita βAhamkaraβ e che realizza sΓ© stessa come un βIoβ particolare, dove non a caso Γ¨ sempre Rajas il guna predominante. Il pensatore romano, inoltre, rimarca come proprio il femminile costituisca, ontologicamente, il principio della materia e quindi Γ¨ in relazione allo stato di sonno nel quale viene posto Adamo (sul quale torneremo nel prossimo articolo) che si arriva alla determinazione della psiche riflessiva e duale; ne origina, appunto, la conoscenza distintiva che Γ¨ correlata alla sostanzializzazione-individualizzazione determinata da quella che infine sarΓ Eva, immagine della vitalizzazione della forma fisica finita.
Nellβambito della narrazione biblica, alcuni autori hanno sottolineato come lβelemento osseo, dal quale la donna Γ¨ tratta, non venga intaccato dalla decomposizione e quindi risulti implicitamente collegato allβidea di una certa soliditΓ ; anche per Leopold Ziegler essa corrisponderebbe al manifestarsi definitivo delle caratteristiche corporee odierne, mentre secondo Origene la compagna di Adamo rappresenta la parte sensibile del composto umano, tanto da ritenere che ogni creatura della nostra specie, a prescindere dal sesso di appartenenza, sia in origine di sesso femminile. Per Gregorio di Nissa, che segue una linea interpretativa analoga a quella dei filosofi alessandrini, gli eventi antropogenetici sono due: il primo Γ¨ quello unitario e βad immagine di Dioβ nella parte piΓΉ alta ed incorporea del composto umano, il secondo Γ¨ invece quello sessualmente diversificato che opera sul piΓΉ basso livello fisico come per gli esseri βpassionali ed irrazionaliβ. E, non a caso, come un correlato della corporeizzazione umana, ritorna ancora quel concetto di βpassionalitΓ β che Frithjof Schuon affianca al guna Rajas incontrato sopra.
Fuori dallβambito biblico ricordiamo che anche nel mito gnostico la donna rappresenta lβelemento materiale, mentre in quello greco vi Γ¨ Pandora, della quale abbiamo giΓ detto, ma che ora Γ¨ importante inquadrare nella sua stretta connessione βpunitivaβ con il tema della corporeizzazione umana, tanto che Evola la pone in chiaro collegamento con lβincatenamento di Prometeo alla materia. In termini piΓΉ generali, Karoly Kerenyi significativamente rileva come sembri essere unβesperienza primordiale la connessione tra la donna e la punizione ricevuta dallβuomo, nel momento in cui la femmina viene concepita in particolare sotto il suo aspetto Β«animalesco e in una sola unitΓ col mondo degli animaliΒ».
Ma lβavvento della corporeitΓ materiale, inevitabilmente, Γ¨ connesso anche a quello della mortalitΓ fisica.Β ΓΒ innegabile che questβultima, in diverse concezioni tradizionali, venga collegata allβevento della divisione tra i sessi. Ad esempio, se ne trova traccia in Aristofane, nel vangelo di Filippo (che Γ¨ tra quelli apocrifi), ed in Gregorio di Nissa; anche Duns Scoto tocca un punto analogo quando rileva che, pur nel Paradiso Terrestre, lβuomo era comunque un essere mortale.Β Il βsonno di Adamoβ, che per Jakob BΓΆhme rappresenta giΓ una prima caduta, corrisponde quindi alla sua βterrestrizzazioneβ perchΓ© egli, abusando della sua libertΓ si staccΓ² dal mondo divino e si βperseβ nella natura: la conseguenza inevitabile fu che, con lβapparire dei sessi distinti, venne anche la morte del corpo.
Dal canto suo, Julius Evola in definitiva sottolinea come la differenziazione sessuale sia propria ad un essere ormai caduco ed impermanente, stato duale di chi non ha piΓΉ in sΓ© stesso la Vita, ma ora in altro. Su una linea che sembra similare, Meister Eckhart rimarca come lβambito psichico (inteso, a mio avviso, soprattutto nella sua relazione privilegiata con il corporeo ed il sensibile, nellβillusione di rendersi indipendente dal piano spirituale), rappresenti il male, il non essere, e che non possa rendere ragione di sΓ© stesso rimandando incessantemente ad altro.Β Quando Evola rievoca lβantico mito di Gilgamesh, che nella sua impresa riesce a raggiungere la terra del re dello stato primordiale e ad impossessarsi dellβerba di immortalitΓ , Γ¨ significativo il fatto che lβeroe sumero la perda proprio mentre si trova in uno stato di sonno; anche da questo versante, quindi, sembrano piuttosto palesi i collegamenti con il biblico torpore di Adamo e la relativa mortalitΓ che giunge in questo preciso momento, mentre invece, dal lato opposto, Γ¨ interessante notare come i misteriosi βVegliantiβ possano rappresentare quelle entitΓ non ancora mortali proprio per il loro continuo stato di veglia.
Dopo queste note di ordine piΓΉ generale sulla corporeizzazione umana e la polarizzazione dei sessi, il cruciale episodio del βsonno di Adamoβ sarΓ quindi il punto dal quale partiremo, nel prossimo articolo, per proporre alcune considerazioni di carattere antropogenetico ancora piΓΉ specifiche.

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- Mario Giannitrapani β Paletnologia delle antichitΓ indoeuropee. Le radici di un comune sentire (parte 1) β in: I Quaderni del Veliero, n. 2/3 β 1998
- Mario Girardi β Lβuomo immagine somigliante di Dio (Gen.1,26-27) nellβesegesi dei Cappadoci β in: Vetera Christianorum β fasc. 2 β 2001
- Robert Graves β I Miti Greci β Il Giornale
- Vittorino Grossi β Lineamenti di antropologia patristica β Borla β 1983
- Marco Grosso β I segreti della Luna nera β Edizioni Arktos β 2004
- RenΓ¨ Guenon β AutoritΓ spirituale e Potere temporale β Luni Editrice β 1995
- RenΓ¨ Guenon β Forme tradizionali e cicli cosmici β Edizioni Mediterranee β 1987
- RenΓ¨ Guenon β Il Demiurgo e altri saggi β Adelphi β 2007
- RenΓ¨ Guenon β Il Re del mondo β Adelphi β 1997
- RenΓ¨ Guenon β Il simbolismo della Croce β Luni Editrice β 1999
- RenΓ¨ Guenon β Iniziazione e realizzazione spirituale β Luni Editrice β 1997
- RenΓ¨ Guenon β Lβuomo e il suo divenire secondo il Vedanta β Adelphi β 1997
- RenΓ¨ Guenon β La Grande Triade β Adelphi β 1991
- RenΓ¨ Guenon β La Tradizione e le tradizioni β Edizioni Mediterranee β 2003
- RenΓ¨ Guenon β Scritti sullβesoterismo islamico e il taoismo β Adelphi β 1997
- RenΓ¨ Guenon β Simboli della scienza sacra β Adelphi β 1990
- RenΓ¨ Guenon β Studi sullβinduismo β Luni Editrice β 1996
- Jeanne Hersch β La nascita di Eva. Saggi e racconti β Interlinea Edizioni β 2000
- Adolf Ellegard Jensen β Come un cultura primitiva ha concepito il mondo β Edizioni Scientifiche Einaudi β 1952
- Karoly Kerenyi β Miti e misteri β Bollati Boringhieri β 1996
- Annabella Lampugnani β Il ciclo nel pensiero greco fino ad Aristotele. Evoluzione storica di unβidea e sue implicazioni teoretiche β La nuova Italia editrice β 1968
- Martin Lings β Antiche fedi e moderne superstizioni β Il leone verde β 2002
- Gianluca Marletta β Il neospiritualismo. Lβaltra faccia della modernitΓ β Il Cerchio β 2006
- Meister Eckhart β Commento alla Genesi (a cura di Marco Vannini) β Marietti β 1989
- Giovanni Monastra β Ananda K. Coomaraswamy: dallβidealismo alla tradizione β in: Futuro Presente, n. 3 β 1993 (poi in sito EstOvest β indirizzo web:http://www.estovest.net/prospettive/akcoomar.html )
- Clara Negri β Lilith la Luna Nera in astrologia β Nuovi Orizzonti β 1993
- Onorio di Ratisbona β CosβΓ¨ lβUomo β Il leone verde β 1998
- Elaine Pagels β Adamo, Eva e il serpente β Arnoldo Mondadori Editore β 1990
- Rosalba Piazza β Adamo, Eva e il Serpente β La Luna β 1988
- Daniela Puzzo β LβAlbero, il Serpente, la Mela β in: Vie della Tradizione, n. 119 β Luglio/Settembre 2000
- Fabio Ragno β Iniziazione ai Miti della Storia. Frammenti di una storia perduta β Edizioni Mediterranee β 1999
- Michel Random β La Tradizione e il vivente β ECIG β 1989
- Don Carlo Rusconi β Il Serpente anticoβIl Diavolo. Note di lettura a Genesi, 3 β in: I Quaderni di Avallon, n. 19, βIl male e il diavoloβ β Gennaio/Aprile 1989
- Frithjof Schuon β Dal divino allβumano β Edizioni Mediterranee β 1993
- Frithjof Schuon β Immagini dello Spirito β Edizioni Mediterranee β 2006
- Frithjof Schuon β Lβocchio del cuore β Edizioni Mediterranee β 1982
- Frithjof Schuon β Lβuomo e la certezza β Borla β 1967
- Giuseppe Sermonti β Il mito della grande madre. Dalle amigdale a Catal Huyuk β Mimesis β 2002
- Roberto Sicuteri β Lilith, la luna nera β AstrolabioβUbaldini β 1980
- Lario Sinigaglia β La falce di Crono. La separazione tra maschio e femmina nel mito greco β Armando Editore β 2009
- Giancarlo Stival β Peccato originale e miti greco-romani β in: Sacra Doctrina, vol. 5, anno XXXI β Settembre/Ottobre 1986
- Michel Valsan β Sufismo ed Esicasmo. Esoterismo islamico ed esoterismo cristiano β Edizioni Mediterranee β 2000
- L.M.A. Viola β Israele, Cristo e Roma. Mistero di Israele e Mistero di Roma. Escatologia universale e Regno Divino β in: Saturnia Regna, n. 42 β 2005 β Victrix
- Jean Marc Vivenza β Dizionario guenoniano β Edizioni Arkeios β 2007

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