di Marco Maculotti
(articolo originariamente pubblicato su L’ora d’Aria,
in data 13 febbraio 2017, e in questa sede rivisionato)
Tag: Julius Evola (pagina 2)
Patria artica o “Madre Africa”?
di Michele Ruzzai
copertina: Vsevolod Ivanov
Riassunto della conferenza svoltasiย in dataย venerdรฌ 24 febbraioย 2017 presso Trieste.
Dopo il precedente incontro su โLe radici antiche degli Indoeuropeiโ del 27/1/2017 anche questo, svoltosi grazie allโorganizzazione di Daniele Kirchmayer, รจ stato introdotto dalle utili ed interessanti note di Fabio Calabrese, che ha fornito un primo inquadramento dei temi in argomento, insistendo in particolare sul forte conformismo, ideologicamente orientato, dellโattuale ricerca preistorica. In effetti, come punto dโavvio della conferenza, si puรฒ senzโaltro dire che oggi il mondo accademico, ed anche quello divulgativo rivolto ad un pubblico piรน vasto, sia fondato su due assunti che tendono a presentarsi come dei veri e propri โdogmiโ di fede, in veritร tuttโaltro che dimostrati: lโevoluzionismo โascendenteโ in una prospettiva biologica piรน generale, e lโafrocentrismo delle origini umane in quella piรน specificatamente riguardante la nostra specie, Homo Sapiens. Inizieremo esponendo alcuni punti di critica a questi due apriorismi concettuali e successivamente passeremo ad illustrare gli elementi piรน propriamente costruttivi del discorso.
Cicli cosmici e rigenerazione del tempo: riti di immolazione del ‘Re dell’Anno Vecchio’
di Marco Maculotti
Mircea Eliade scrisse che โla differenza principale tra lโuomo delle societร arcaiche e tradizionali e lโuomo delle societร moderne, fortemente segnato dal giudeo-cristianesimo, consiste nel fatto che il primo si sente solidale con il cosmo e con i ritmi cosmici, mentre il secondo si considera solidale solamente con la storiaโ [Eliade (1), p.5]. Questa ยซvita cosmicaยป รจ connessa al microcosmo da una โcorrispondenza strutturale di piani disposti in ordine gerarchicoโ che โcostituiscono nel loro insieme la legge universale armonica in cui รจ integrato lโuomoโ [Sanjakdar, p.155].
Lโuomo arcaico teneva nella massima considerazione soprattutto i solstizi e gli equinozi, nonchรฉ le date ad essi intermedi: si riteneva che in questi particolari giorni, che segnavano il passaggio da una fase del ciclo alla successiva della ยซruota dellโannoยป, lโenergia del cosmo fluisse piรน liberamente, e dunque scelsero tali date per operare i propri rituali. In questa sede ci interessano soprattutto determinate date comprese fra il Solstizio dโInverno e lโEquinozio di Primavera, vale a dire la fase calendariale in cui il Sole sembra morire: la cosiddetta ยซcrisi solstizialeยป o ยซcrisi invernaleยป.



