(immagine a lato: affresco rappresentante Mithra che uccide il toro, II sec. d.C., Marino, Italia)
Negli anni โ50 fanno il loro ingresso nel mondo accademico i documenti gnostici di Nag Hammadi, ritrovati nellโimmediato dopoguerra in Egitto, e si poneva nel campo degli studi la necessitร di una riflessione sul materiale a disposizione e un ripensamento delle categorie in cui ricadevano i cosiddetti culti misterici. Gli anni tra il โ30 e il โ40 avevano giร apportato nuovi materiali e nuove ipotesi di ricerca: gli studi sul patternย o modello mitico-rituale inaugurati in Inghilterra, che ancora risentivano del comparativismo frazeriano, ยซponevano ormai il tema delle religioni misteriche in una prospettiva piรน vasta per considerarle, una per una, nelle loro radici antiche di religioni nazionali ed etniche โ Creta, Egitto, Anatolia e il resto dellโAsia anteriore, superando la limitazione aiย culti mistici e soteriologici dโetร ellenistico-romana e in particolare quelli relativi a divinitร di origine orientaleยป come Mithra (Persia), Iside e Osiride (Egitto, Roma), Cibele e Attis (Anatolia), Afrodite/Astarte e Adonis (Fenicia, Grecia) [Da: U. Bianchi, Lo studio delle religioni del mistero, in La soteriologia dei culti orientali nellโImpero romano, Atti del Colloquio internazionale, Roma 24-28 sett. 1979].