Luitzen E. J. Brouwer: quando la Matematica incontra la Mistica

La fisica piΓΉ avanzata ormai dΓ  ragione a scienziati β€˜eretici’ come Brouwer, che nella sua opera tentΓ² di conciliare matematica e mistica, ciΓ² conducendolo a prospettive a dir poco insolite, per quanto influenzate dalla Scuola Pitagorica dell’antica Ellade e dai mistici orientali.


di Valentino Bellucci
(revisione a cura di Marco Maculotti)

È stato uno dei massimi matematici del ‘900, filosofo, tra i fondatori della topologia, nonchΓ© appassionato di mistica. L’olandese Β Luitzen Egbertus Jan Brouwer (1881-1966) creΓ² un certo imbarazzo tra i suoi colleghi giΓ  nel 1905, a 24 anni, pubblicando un piccolo libro (frutto di una serie di conferenze) dal titoloΒ Vita, arte e mistica.

Non a caso Heyting, curatore dei suoi scritti, considerΓ² Β«solo pochi passi di Vita, arte e mistica. Si segnalava, tra le altre cose, la scarsa importanza delle digressioni e delle lunghe citazioni da Meister Eckhart, Jakob BΓΆhme e dalla Bhagavad-gΔ«tā, e si decideva quindi di ometterleΒ» [1].Β Questa omissione Γ¨ esemplare, rappresentandoΒ l’omissione che da secoli la scienza ufficiale fa nei confronti di una visione non materialista della realtΓ : le esperienze dei mistici vengono rifiutate a-priori, ma tale rifiuto Γ¨ solo frutto di una ideologia schiava del materialismo illuminista prima e positivista poi.

Nondimeno, la fisica piΓΉ avanzata ormai dΓ  ragione a scienziati β€˜eretici’ come Brouwer, che nella sua opera tentΓ² di conciliare matematica e mistica, ciΓ² conducendolo a prospettive a dir poco insolite, per quanto influenzate dalla Scuola Pitagorica dell’antica Ellade e dai mistici orientaliΒ [2]:

Β« Come altri matematici del primo Novecento, Borel e Brouwer affrontavano questioni da cui dipendeva il destino della scienza e lo stesso significato del logos […] Brouwer condivideva con BΓΆhme la tesi che ognuno cerca di realizzare la propria immagine interiore stabilita da sempre, come in virtΓΉ della forza di individuazione di uno spirito eterno che crea e divide, ma Γ¨ anche un unico centro, l’unica interioritΓ  da cui tutto proviene. Β»

La matematica stessa non può ignorare, secondo Brouwer, tale fonte spirituale, tale interiorità che trascende spazio e tempo, permettendo così la manifestazione di spazio e tempo. Come per i pitagorici, per Brouwer gli enti matematici avevano un fondamento non astratto e formale, ma interiore [3]:

Β« L’esistenza di un ente matematicoΒ dipende solo e in modo esclusivo, ripeteva Brouwer, dal fatto che riusciamo a costruirlo effettivamente. La costruzione era l’unica garanzia dell’evidenza matematica; non le teorie formali o assiomatiche. Come azione della mente la costruzione era il segno dell’interiorità… Β»

Su tale base Brouwer fu tra i fautori della scuola intuizionista e pose dei seri limiti all’arroganza dei matematiciΒ formalisti convinti di poter applicare la logica astratta Β«anche nella matematica dei sistemi infinitiΒ» [4]. Non solo la fisica entrΓ² in crisi nei primi anni del Novecento, ma anche la matematica [5]:

Β« Weyl […] preferiva abbandonare i suoi tentativi e far risolutamente proprie le tesi di Brouwer: i princΓ¬pi della matematica classica non erano piΓΉ sostenibili; il continuo era un divenire, non un dato; la matematica era un attivitΓ , un fare, non una dottrinaΒ»

Un’attivitΓ  sacra, aggiungerebbero i pitagorici, che sapevano bene di questi aspetti pratici e mistici della matematica. La logica classica puΓ² essere utile a risolvere alcuni aspetti della vita quotidiana, ma quando ci addentriamo nei territori della realtΓ  ultima il terreno dei positivisti e dei materialisti si dissolve sotto i loro piedi.Β Brouwer conosceva un altro metodo per muoversi in quella dimensione: la scienza della mistica.

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Nel mondo della matematica e della topologiaΒ lasciΓ² il segno con il famoso Teorema del punto fisso, di cuiΒ Β«sono state trovate generalizzazioni e varianti di ogni tipo, indispensabili per lo studio degli equilibri in economia e nella Teoria dei giochiΒ» [6].Β  Questo suo teorema verrΓ  applicato addirittura, molto tempo dopo la sua dipartita, per il funzionamento dei motori di ricerca sul world wide web! Eppure per Brouwer lo studio piΓΉ importante, il Teorema ultimo, deve necessariamente riguardare l’anima e il suo destino.

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Luitzen E.J. Brouwer.

La mistica come scienza

Nel suo breve testo Brouwer scrive [7]:

Β« tutti i castelli in aria crollano, e tutti vengono sostituiti da nuovi. La vita dell’individuo Γ¨ illusione, perseguimento di uno scopo con duro lavoro e poi… delusione; di fronte alla morte, che attende impreparato e in completa estraneitΓ  […] La vita dell’umanitΓ  nel suo insieme Γ¨ un’arrogante erodere le proprie tane sulla terra intattaΒ»

Parole dure come un diamante e altrettanto luminose; esse rispecchiano il pensiero esoterico di sempre, dalla Bibbia al Vedanta: la vanitΓ  della vita materiale, il suo essere un sogno, puro miraggio dissolto dalla morte. Come “salvarsi” allora? Ecco il suggerimento del matematico olandese: Β«la convinzione che di tutti i patimenti sofferti in passato la colpa era tua: avevi abbandonato il SΓ©, e la tua coscienza incarnata era priva della sua DirezioneΒ» [8].

Brouwer cita Eckhart e BΓΆhme come coloro che hanno recuperato la Direzione del SΓ©, unica e vera RealtΓ , oltre le illusioni che Β«ti hanno fatto attribuire importanza in sΓ© a ciΓ² che andava riconosciuto come una fugace emanazione del SΓ©, priva di realtΓ  indipendenteΒ» [9]. Oggi la fisica conferma ciΓ² che Brouwer accettava filosoficamente: la dimensione materiale Γ¨ ologramma, proiezione effimera di una RealtΓ  oltre lo spazio-tempo.

Cosa impedisce all’essere umano di rivolgersi al SΓ©, senza cadere schiavo delle illusioni della sua ombra? Per Brouwer il maggior problema dell’umanitΓ  Γ¨ dovuto all’intelletto astratto [10]:

Β« l’Intelletto […] le si Γ¨ irrigidito nella testa, il simbolo della caduta dell’uomo. […] L’intelletto, tenuto in cosΓ¬ alta considerazione, Γ¨ dunque al contempo la capacitΓ  e la costrizione a continuare a vivere nel Desiderio e nella Paura, invece di rifugiarsi nel Volgersi a se stessi per un salutare ritegno; ad annullare la sconcertante autonomia delle fantasie erranti, mettendole in relazione le une con le altre, e non ciascuna con il SΓ©. Β»

L’uso distorto, mostruoso, dell’intelletto, rivolto solo ai fenomeni, dimenticando la loro sorgente atemporale: ecco la rovina dell’uomo. In questo senso la logica che pretende di poter spiegare tutto Γ¨ proprio questa follia intellettuale che giΓ  Pascal (altro immenso scienziato-mistico) denunciava; ma Brouwer da matematico mostrΓ² che tale logica non poteva neppure sfiorare i fondamenti della matematica, cosΓ¬ come i fenomeni non possono, per quanto cerchiamo di collegarli e studiarli sperimentalmente, rendere conto dell’origine di tutto: il SΓ©, l’Assoluto stesso. E qui il matematico si fa sociologo, mostrando come tale follia abbia poi necessariamente condotto al disastro della β€˜civiltà’ industriale [11]:

Β« L’industria, in origine, non fornisce i suoi prodotti con il fine di creare nella natura condizioni di vita piΓΉ favorevoli per l’uomo? In questo modo si Γ¨ trascurato il fatto che tali prodotti sono realizzati a partire dalla natura, su cui si interviene alterandola, e che l’equilibrio delle condizioni di vita dell’uomo viene sconvolto con un danno maggiore di tutti i vantaggi che tali prodotti industriali potrebbero mai portare. Β»

Parole del 1905! Cosa direbbe oggi, nella piena catastrofe ambientale? Ma Brouwer non era un profeta: basta usare l’occhio della saggezza per capire che alterare un ordine naturale per sfruttarlo porterΓ  a conseguenze devastanti. Eppure questo occhio nell’umanitΓ  Γ¨ cieco, poichΓ© Β«il SΓ© era stato abbandonato senza speranza […] e il discorso non si ferma alla scienza al servizio dell’industria: di nuovo il mezzo diventa fine autonomoΒ» [12].

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L’intera modernitΓ  Γ¨ un insieme di strumenti impazziti, non piΓΉ al servizio del SΓ© divino ma al servizio di se stessi, come cellule cancerogene, non piΓΉ al servizio del Centro, del Cuore. Brouwer non si fa illusioni: l’umanitΓ  non cambia magicamente e il ritorno al SΓ© Γ¨, in ultima analisi, una questione intima, individuale [13]:

Β« Chi apre con umiltΓ  i propri sensi privi di pregiudizi sarΓ  puntualmente guidato nella vita da presentimenti e apparizioni; non invece chi ha dedicato studi scientifici a telepatia e spiritismo, o chi ha partecipato a sedute spiritiche o altre esibizioni in quel campo. E chi, come i teosofi, vuole sapere qualcosa della vita dopo la morte, laggiΓΉ se la passerΓ  piuttosto male. Β»

Brouwer attacca la new age del suo tempo: spiritisti e teosofi, dilettanti dell’esoterismo, che credono di poter ridurre la scienza del SΓ© alla scienza materiale e agli schematismi di una piccola logica. Cosa occorre fare? Egli Γ¨ limpido: Β«il Volgersi verso il SΓ© infrangerΓ  senza sforzo tutte le leggi di naturaΒ» [14].Β Ecco perchΓ© santi e mistici di ogni epoca non erano teosofi astratti, nΓ© andavano a sedute con medium: a loro interessava solo questo β€˜Volgersi verso il Sé’ e lo mettevano in atto col costante ricordo di Dio.


L’arte autentica Γ¨ spirituale

Per Brouwer l’arte autentica puΓ² essere di aiuto nella ricerca del SΓ© [15]:

Β« l’Arte, quando Γ¨ veritΓ , Γ¨ di tutti i tempi. La vera arte Γ¨ riconoscibile quanto piΓΉ mette in luce l’auto-annientamento dell’illusione del tempo e dello spazio. […] La veritΓ  trascendente non compare se non in pochi: Bach, Leonardo. Β»

L’Arte eccelsa, indicazione e richiamo del SΓ©, Γ¨ rarissima; Brouwer considera giΓ  grandi autori come Beethoven e Rubens come troppo mondanizzati, come un compromesso verso l’illusione del fenomenico. Che dire della societΓ  moderna, della sua industria dello spettacolo? Ecco le sue parole, durissime [16]:

Β« Mettere a tacere la coscienza […] ecco in che cosa consistono le industrie dell’arte e della poesia da un lato, e della religione dall’altro. […] Nel mondo, arte e religione sono solo industria di morfina su vasta scala Β»

L’arte Γ¨ diventata intrattenimento, parodia della ricerca della VeritΓ , cosΓ¬ come le religioni sono diventate una parodia della reale ricerca del SΓ©. Non a caso uno dei massimi pittori del Novecento, Pietro Annigoni, Γ¨ stato ignorato e dimenticato dalla critica invasata e moderna, la sua pittura oltre ad essere eccelsa indica la VeritΓ  del SΓ© oltre il gioco effimero dei fenomeni. Ma oggi non vi sono nemmeno artisti mediocri, solo parodie oscene.

Il pessimismo di Brouwer Γ¨ come quello di Schopenhauer, non lascia scampo; l’unico rifugio Γ¨ il divino SΓ©: Β«Follia e sventura, in reciproco equilibrio, governano il mondoΒ» [17].Β L’uomo saggio, che Γ¨ andato oltre le illusioni, prova compassione per le anime immerse in questa farsa cosmica, ma Γ¨ anche riconciliato col tutto, sereno [18]:

« Sarai così riconciliato con il tuo mondo, senza cercare di cambiarlo, e così lavorerai, mangerai, dormirai e viaggerai nel tuo mondo, poiché lo senti come karma per te stabilito; e proprio per questo, grazie alla tua umiltà, crescerai ancor più nella pienezza del Signore. »

Il saggio si muove nel mondo, compie il proprio dovere, accetta il karma residuo e si dirige oltre, verso la RealtΓ .

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La conoscenza suprema

Caduto nel dimenticatoio Brower, non si puΓ² fare a meno di registrare come oggi, sul palcoscenico del mondo accademicog a ricevere gli applausi siano per lo piΓΉ scienziati atei e materialisti che, come scimmiette ammaestrate, ridono in televisione di qualsivoglia tipo di “spiritualitΓ ”: eppure Brouwer Γ¨ esistito e le sue scoperte matematiche hanno segnato il mondo. Questo autore Γ¨ stato in grado di conciliare i mistici cristiani e la Bhagavad-gΔ«tā, intuendo l’unico ed essenziale messaggio [19]:

Β« anche la Bibbia contiene troppa semi-mistica per essere letta impunemente dalla massa. Ma mistici molto piΓΉ puri sono gli antichi Indiani e Cinesi, e alcuni Padri della Chiesa; anche Jakob BΓΆhme: costoro tengono le loro affermazioni al di sopra della vita pratica. Β»

Oggi fin troppi β€˜esegeti’ credono di poter leggere nella Bibbia impunemente, parlando di alieni e altre panzane dal sapore new age… Ma la Bibbia Γ¨, come il Corano, un sotto-testo per le masse, da far maneggiare solo a coloro che hanno un certo lignaggio. E cosa dire della pura mistica e del Vedanta? Pochissimi possono realmente comprendere l’assoluta purezza del messaggio spirituale, privo di alcun riferimento effettivo a questo mondo materiale.

CosΓ¬ il grande matematico olandese ci ha lasciato queste sue preziose indicazioni, sulle quali ogni scienziato dovrebbe riflettere profondamente: Brouwer ha proseguito una tradizione, giungendo a una necessaria rifondazione del Paradigma stesso della conoscenza. La logica spirituale non ha nulla a che vedere con la logica materiale; questo Brouwer lo comprese studiando i numeri e il loro mistero e leggendo i mistici di ogni luogo e tempo. Nondimeno,Β lo stesso ed unico essere umano puΓ² cogliere entrambi i mondi, poichΓ© Γ¨ stato posto sul loro confine, per fare una scelta:Β Β«scrivere o riconoscere la mistica richiede una libertΓ  d’animo che non si puΓ² acquisire con forze terrene, ma che viene concessa solo per grazia divinaΒ» [20].

Ci si augura che tale grazia possa cogliere l’intero mondo scientifico e la societΓ  in generale: sarebbe una svolta per l’umanitΓ . Per ora, solo pochi hanno ricevuto tale concessione divina poichΓ©, come diceva un altro grande matematico e spiritualista, il sommo Leibniz: solo chi Γ¨ serio e sincero puΓ² aprirsi al divino.Β 

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Brouwer (sulla destra).

Note:

[1] P. Zellini, Il soliloquio di un matematico, Cit. in L. E. J. Brouwer, Vita, arte e mistica, Adelphi, Milano 2015, pag. 127.

[2] Ivi., pagg. 179 e 145.

[3]Β Ivi., pag. 160.

[4]Β Ivi., pag. 163.

[5]Β Ivi., pag. 172.

[6]Β Ivi., pag. 188.

[7]Β L. E. J. Brouwer, Vita, arte e mistica, cit., pag. 24.

[8]Β Ivi., pag. 30.

[9]Β Ibidem.

[10]Β Ivi., pag. 31.

[11]Β Ivi., pag. 33.

[12]Β Ivi., pag. 34.

[13]Β Ivi., pag. 53.

[14]Β Ibidem.

[15]Β Ivi., pag. 58 e 76.

[16]Β Ivi., pag. 38-39.

[17]Β Ivi., pag. 43.

[18]Β Ivi., pag. 45.

[19]Β Ivi., pag. 88-89.

[20]Β Ibidem.


Β Β 

4 commenti su “Luitzen E. J. Brouwer: quando la Matematica incontra la Mistica

    1. ciao, bene, vedo che l’articolo viene condiviso…a quando i materiali sui testi indiani?

      valentino

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