Per numerosi secoli la casta giapponese dei samurai si Γ¨ tramandata un insieme di norme etiche e militari che, sebbene sembrino risalire addirittura al 660 a.C., furono messe per iscritto sotto forma di codice solo tra il XV e il XVI secolo da Tsuramoto Tashiro, il quale scrisse l’HakagureΒ secondo i precetti che gli furono insegnati dal monaco guerriero Yamamoto Tsunetomo.
di Samuele Baricchi
originariamente pubblicato su Italian Sword&Sorcery
e in questa sede revisionato da Marco Maculotti
copertina: Yoshiiku Utagawa
“Veloce come il vento, tranquillo come una foresta ed inamovibile come una montagna.”
— Clan Takeda
Per secoli e secoli la classe combattente giapponese si Γ¨ tramandata di nonno in nipote un insieme di precetti, valori e consuetudini che furono standardizzati e canonizzati unicamente verso il 1600 d.C. Sebbene questo insieme di norme militari e morali sembri risalire addirittura al 660 a.C., il codice dei samurai fu messo per iscritto solo tra il XV e il XVI secolo da Tsuramoto Tashiro, che scrisse l’Hakagure, secondo i precetti che gli furono insegnati dal monaco guerriero Yamamoto Tsunetomo.

GI βΒ βVi Γ¨ solo ciΓ² che Γ¨ giusto e ciΓ² che Γ¨ sbagliatoβ
YU βΒ βL’eroico coraggio non Γ¨ cieco, ma intelligente e forteβ oppure βNascondersi come una tartaruga nel guscio non Γ¨ vivereβ
JIN βΒ βLβintenso addestramento rende il samurai svelto e forte. Γ diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunitΓ di essere dβaiuto ai propri simili e se lβopportunitΓ non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli.β
REI βΒ βI Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai Γ¨ gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo Γ¨ poco piΓΉ di un animale. Il Samurai Γ¨ rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento Γ¨ quello evitato.β
MAKOTO βΒ βQuando un Samurai esprime lβintenzione di compiere unβazione, questa Γ¨ praticamente giΓ compiuta, nulla gli impedirΓ di portare a termine lβintenzione espressa. Egli non ha bisogno nΓ© di βdare la parolaβ nΓ© di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.β
MEIYO βΒ βVi Γ¨ un solo giudice dellβonore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciΓ² che sei in realtΓ . Non puoi nasconderti da te stesso.β
CHUGI βΒ βPer il Samurai compiere unβazione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilitΓ , anche per ciΓ² che ne consegue. Il Samurai Γ¨ immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui Γ¨ responsabile.β

In quest’insieme di precetti si puΓ² notare anzi tutto una tendenza, tipica del buddismo zen, a βmescolareβ norme legate alla materialitΓ e all’immaterialitΓ . Secondo la concezione taoista dell’universo, ogni cosa rivela il suo contrario, tramite il dualismo yin/yang. Anche in questa serie di insegnamenti presente nell’Hakagure vediamo il senso di completezza tipico delle culture dell’Estremo Oriente. Ogni cosa Γ¨ sΓ¬ concreta, ma ha anche un valore intrinseco piΓΉ βaltoβ, legato alla sfera del non-sensibile, ogni caratteristica fisica di un guerriero Samurai (dal verbo samurere, “asservire”) non Γ¨ fine a sΓ© stessa, ma appuntoΒ asservitaΒ a un valore profondamente etico.
GI
Nel precetto del GI Γ¨ presente la convinzione che l’etica sia una sola, non esistono piΓΉ tipi di etica, come nella filosofia moderna occidentale, e non esistono scorciatoie e mezzi termini, non esistono titoli o garanzie, non esiste una βcompravendita delle indulgenzeβ, ogni uomo Γ¨ responsabile del suo onore e delle sue azioni, la moralitΓ consiste nel fare ciΓ² che Γ¨ giusto. Tramite questo iniziale concetto si puΓ² snocciolare tutta la via del Bushido (da βbuβ, guerriero a cavallo, βshiβ, corrispondente all’anΓ¨r greco, ovvero uomo nel pieno delle sue facoltΓ intellettive, e βdoβ, che significa βvia, percorso, stradaβ dal punto di vista puramente morale).
Per βciΓ² che Γ¨ giustoβ s’intende qualcosa che la tradizione giapponese da per scontato, in quanto risalente a dottrine anteriori alla via del guerriero. Parallelamente alla trascrizione dei principi etici dei combattenti, che ricordano chiaramente il codice cavalleresco europeo e il mos maiorum romano antico, durante il periodo Tokugawa anche la filosofia del buddismo zen si sviluppΓ² e prese una forma ben definita, sebbene fosse uno stile di vita che le persone seguivano da secoli e secoli.
CiΓ² che Γ¨ βgiustoβ Γ¨ ciΓ² che porta al Satori, l’illuminazioneΒ mistica secondo la cultura giapponese.Β Il Satori si differenzia dal Nirvana della tradizione antica induista e buddista in quanto quest’ultimo esplica un momento eterno, una condizione spirituale dell’intelletto e dell’anima, che ha abbandonato il ciclo di reincarnazioni fisiche rappresentato dalla ruota del Samsara, per divenire unicamente un essere βastraleβ, ossia legato soloΒ edΒ eternamenteΒ a una dimensione dell’Oltre, dell’Assoluto; l’illuminazione in senso giapponese Γ¨ un momento hic et nunc, qui ed ora, e l’esercizio della meditazione Za Zen (letteralmente βmeditare in tranquillitΓ β) dovrebbe portare all’applicazione e al raggiungimento di tale condizione nella vita di tutti i giorni, nella materialitΓ della quotidianitΓ .

YU
Il precetto YU indica una sorta di rovesciamento vero e proprio dell’epicureismo greco. Quest’ultimo considera valente un atteggiamento refrattario, un allontanamento dalla vita e dalla sua carnalitΓ , una scelta tra i piaceri βcatastematiciβ e quelli βcineticiβ, partendo da una concezione dell’universo fondata sull’atomismo democriteo. YUΒ indica invece, a chiare lettere, che βnascondersi come una tartaruga nel guscio non Γ¨ vivereβ, e qui vediamo il riferimento alla sfera dell’azione, perΓ² questo tipo di coraggio nell’esporsi al mondo non dev’essere, per l’appunto, cieco, ma guidato dall’intelletto e dalla razionalitΓ , se no, siamo poco piΓΉ che animali.
JIN
Il precetto JIN Γ¨ fortemente legato al tema della compassione verso il prossimo, un valore che riscontriamo facilmente nell’epica cavalleresca e nell’etica cristiana occidentale, Orlando infatti era βsantoβ in quanto martire per la causa cristiana e i cavalieri erano gentili con donne e fanciulli, come esplicato nell’Hakagure. Questa concezione Γ¨ pressochΓ© identica e vi Γ¨ un parallelismo forte, per quanto concerne questo valore etico, tra il Samurai e il Cavaliere.
Secondo la filosofia del buddismo zen ogni uomo Γ¨ infatti responsabile e influenzato per e da ogni essere vivente. Un Samurai infatti non dovrebbe mai fare distinzione tra amico e nemico, in quanto entrambi parte del medesimo Tutto. βSeppellisci il tuo nemicoβ, Γ¨ un altro leitmotiv della tradizione dell’Estremo Oriente. Nel senso di βsconfiggereβ il proprio avversario, qualsiasi cosa e qualsiasi ente esso rappresenti, e di appunto βseppellirloβ, rendergli onore, eseguire il rito funebre che simbolicamente rappresenta anche il lasciarsi alle spalle il nemico battuto, in quanto, sempre secondo lo zen, ogni istante, ogni momento del reale Γ¨ a sΓ© stante, e non esiste futuro, presente, o passato. Ogni istante Γ¨ slegato e libero nella sua unicitΓ .

REI
REI sta a indicare invece la gentilezza, nel senso in cui βil combattimento migliore Γ¨ quello evitatoβ, ed Γ¨ collegato al tema del rispetto appunto verso anche il proprio nemico. Si puΓ² notare come ogni precetto sia a sΓ© stante, ma collegato intrinsecamente con tutti gli altri: ciΓ² diventa facilmente comprensibile prendendo in considerazione la concezione orientale e in particolar modo buddista secondo cui tutto Γ¨ Uno.
MAKOTO
MAKOTO esplica il senso dell’onore nell’istante in cui azione e pensiero coincidono: per un Samurai non esiste la βparola dataβ, egli fa esattamente ciΓ² che ha intenzione di fare, e se ne prende ogni responsabilitΓ , in un’apparente libertΓ d’intenti in realtΓ collegata estremamente al concetto del Satori, un momento d’illuminazione mistica, totale, durante il quale ogni cosa Γ¨ sia pensiero sia azione.

MEIYO
MEIYO Γ¨ sempre collegato all’agire in relazione alla sfera del non-sensibile e dell’essenza, βnon puoi nasconderti da te stessoβ ricorda quasi il βconosci te stessoβ dell’oracolo di Delfi dell’antica Grecia, ogni azione rivela ciΓ² che sei intimamente, e ogni scelta quindi dev’essere guidata dall’intelletto e dall’anima.
CHUGI
CHUGI riguarda invece il concetto di fedeltΓ e di asservimento al padrone, in senso piΓΉ lato invece significa il rispetto verso coloro che si Γ¨ scelto di proteggere, e la piena assunzione delle proprie responsabilitΓ di fronte alle proprie azioni.

Il Seppuku
Ogni precetto del Bushido, se non rispettato, porta inevitabilmente al Seppuku, il suicidio rituale. Quest’aspetto Γ¨ singolare ed esplica in maniera chiara e certa l’importanza forte della sfera etica per un Samurai e per un uomo di origini giapponesi o che segue dottrine di natura orientale. Γ lontanissimo dai concetti distorti delle culture cosiddette new age, che predicano invece che un rigore morale, una presunta libertΓ data dalla consapevolezza che ogni istante non Γ¨ ripetibile, ma appunto per questo, dovrebbe essere, secondo la filosofia del buddismo zen, reso irripetibile dall’azione, cosa che invece la new age non fa, confondendo le acque e infangando, non nel senso di sporcare ma nel senso di rendere meno chiaro, il concetto dell’onore dell’Oriente antico.
Quando si parla di Oriente bisogna abbandonare i pregiudizi creati dalle stesse persone che si fregiano di essere βguruβ o βmaestriβ in ambito di zen, quando invece proprio uno dei piΓΉ grandi maestri zen Ikkyu Sojun, nel XV secolo, scriveva che βnessuno deve definirsi maestro di zenβ oppure βnon gli rivolgerΓ² mai piΓΉ lo sguardoβ: ai suoi occhi, egli perderΓ il rispetto e l’onore stesso, nessuno baderΓ piΓΉ a lui.
Il Seppuku consiste nella decapitazione ed eviscerazione volontaria, cui il Samurai che ha tradito i suoi ideali si sottopone, per mezzo di una spada corta. Il taglio doveva essere eseguito da sinistra verso destra e poi verso l’alto mentre ci si trovava nella classica posizione giapponese detta seiza, cioΓ¨ in ginocchio con le punte dei piedi rivolte all’indietro; ciΓ² aveva anche la funzione di impedire che il corpo cadesse all’indietro poichΓ©, secondo il codice morale allora seguito, il guerriero deve morire cadendo con onore in avanti.
Per preservare ancora di piΓΉ l’onore del samurai, un fidato compagno, previa promessa all’amico, decapitava il samurai appena egli si era inferto la ferita all’addome, in modo che il dolore non gli sfigurasse il volto. La kaishaku, la decapitazione, richiedeva eccezionale abilitΓ e infatti il kaishakuninΒ era l’amico piΓΉ abile nell’arte della katana, e anche il piΓΉ βsaldoβ dal punto di vista emozionale: un errore dovuto alla scarsa abilitΓ o all’eccessiva sensibilitΓ avrebbe causato infatti ulteriori e inutili sofferenze.

L’etica del Bushido
La via del guerriero o Bushido coincide per molti aspetti con l’etica cavalleresca europea: spesso infatti, in moltissime epopee eroiche, vediamo il cavaliere idealizzato e difensore dei deboli e degli oppressi che serve il suo padrone ciecamente ed Γ¨ βbenedetto da Dioβ nel farlo. La garanzia Γ¨ la salvezza eterna, tema in genere estraneo alle tradizioni orientali, in quanto non hanno il senso del peccato e del peccatore, ma condividono il medesimo substrato, la stessa identica forza vitale e gli stessi intenti. Lo scopo, tra un cavaliere e un samurai, Γ¨ pressochΓ© lo stesso, il raggiungimento di uno status superiore, spirituale, tramite l’esercizio di azioni meritevoli dal punto di vista etico.
Tutto ciΓ² che è eticoΒ Γ¨ di per sΓ© quindi ancheΒ giusto, e tutto ciΓ² che è giustoΒ riecheggia nelle azioni degli uomini, aderendo alla condizione naturale umana, alla consapevolezza che ogni istante Γ¨ di per sΓ© in divenire β βtutto scorreβΒ e βnon Γ¨ possibile entrare due volte nello stesso fiumeβΒ (queste frasi sono di Eraclito, filosofo greco antico che non a caso fu molto influenzato dalle dottrine del pensiero orientale) β e irripetibile, unico, e nella individualitΓ Γ¨ presente una parte del Tutto, che si dispiega tramite i due aspetti taoisti dello yin e dello yang.


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