L’essere umano come molteplicitΓ : maschera, “doppelgΓ€nger” e marionetta

Da quando l’uomo moderno si Γ¨ drammaticamente reso conto che l’unitΓ  dell’essere umano Γ¨ un’illusione alcune delle menti piΓΉ elevate del suo consorzio hanno cercato — in un gioco perturbante di maschere, specchi e bambole — di capire come integrare le proprie infinite personalitΓ  e superare il nichilismo esistenziale che tali maschere potenzialmente prospettano: da “L’uomo della sabbia” di E.T.A. Hoffmann e “William Wilson” di E.A. Poe a “Il lupo della steppa” di Hermann Hesse; dal cinema contemporaneo di Roman Polanski e David Lynch fino alla Β«metafisica della marionettaΒ» di Thomas Ligotti e all’Β«orrore cosmicoΒ» di H.P. Lovecraft.

Occhi, burattini e doppelgΓ€nger: il β€œperturbante” in “Der Sandmann” di E.T.A. Hoffmann (I)

A due secoli dalla sua pubblicazione, “L’uomo della sabbia” di E.T.A. Hoffmann costituisce tutt’oggi uno dei lavori letterari indispensabili per comprendere la poetica del “perturbante”, destinata ad influenzare le teorie psicanalitiche di Freud e Jentsch, le opere di Hesse e Machen, i film di Lynch e Polanski.