Fuori ora! Β«ARTHOSΒ» n.29/2020

Finalmente, con un po’ di ritardo a causa della situazione sanitaria, Γ¨ uscito l’albo 2020 di ARTHOS (n.29 della nuova serie, Arya Edizioni – OICL), rivista di Studi Tradizionali fondata nel 1972 e diretta dal prof. Renato Del Ponte, su cui esordisco con un contributo a me estremamente caro. Ovviamente, per me Γ¨ un onore assoluto essere stato invitato a collaborare all’edizione annuale di questa rivista che definire storica Γ¨ poco, e lo Γ¨ doppiamente in virtΓΉ della tematica del saggio che porta la mia firma, dato che si tratta di un argomento a cui personalmente tengo tantissimo: IL CULTO DEI FAIRIES NEI PAESI CELTICI: UN’ESCATOLOGIA DI MORTE E RINASCITA.

William Butler Yeats, navigatore della Grande Memoria

Risalendo in direzione contraria la corrente, W.B. Yeats si fece bardo in un’epoca che aveva bandito ogni carme, dimenticato Arcadia, negato e ridicolizzato la conoscenza degli antichi Druidi. L’intera sua opera β€” e prima ancora l’intera sua esistenza β€” fu consacrata a una Visione, fondata sulla cosiddetta Β«Grande MemoriaΒ», una sorta di Anima Mundi dei neoplatonici, Β«serbatoio d’anime e d’immagini e punto d’incontro tra i vivi e i mortiΒ», cui il Veggente deve accedere per colmare l’irrimediabile distanza tra l’ideale e il reale, tra il divino e l’umano.