Β«I fatti della vita di Meyrink sono meno problematici della sua opera… Monaco, Praga e Amburgo si divisero gli anni della sua giovinezza. Sappiamo che fu impiegato di banca e che aborrΓ¬ quel lavoro. Sappiamo anche che tentΓ² due rivincite o due forme di evasione: lo studio confuso delle confuse βscienze occulteβ e la composizione di scritti satiriciΒ». Con queste parole, nel 1938, Borges presentava impavidamente ai lettori argentini Meyrink, autore onirico per eccellenza, in cui si realizza il fatale incontro tra lβocculto e il feuilleton. Ed Γ¨ nel Volto verde che Meyrink raggiunge il vertice della sua arte di Β«romanziere chimericoΒ» e del suo stile Β«mirabilmente visivoΒ» β e il vertice del suo istrionismo, se con questa parola si intende una strepitosa capacitΓ di insufflare vita narrativa nelle piΓΉ ardue immagini esoteriche: in questo caso la leggenda del volto verde, ossia del volto evanescente di colui che detiene Β«le chiavi dei segreti della magiaΒ» e, immortale, Γ¨ rimasto sulla terra per radunare gli elettiΒ». [quarta di copertina edizione italiana Adelphi]
(Tratto da G. Meyrink, Β«Il volto verdeΒ», cap. XI)
βLa vita Γ¨ generosa; in ogni istante ci dona un nuovo inizio. La domanda: βChi sono io?β ci incalza senza tregua. Noi la evitiamo; Γ¨ questa la ragione per cui non troviamo lβinizio.
βSe mai decidessimo di porla veramente, giungerΓ il giorno in cui il tramonto segnerΓ la morte di quei pensieri che, penetrati nelle stanze del potere, banchettano a spese della nostra animaβ.
βLa barriera corallinaβda essi costruita nel corso dei millenni con zelo da infusoriβche noi chiamiamo βil nostro corpoβ Γ¨ opera, nido e dimora di tali pensieri. Se vogliamo guadagnare il mare aperto dobbiamo far breccia in questa barriera calcarea e fangosa, per poi discioglierla di nuovo nello spirito che esisteva sin dallβinizio. PiΓΉ avanti ti insegnerΓ² a costruirti una casa nuova dalle rovine di quella barrieraβ.
(β¦)
βMa ora ascolta quanto ho da dirti: preparati al tempo che sta per giungere! Presto lβorologio del mondo batterΓ lβultima ora, il numero segnato sul quadrante Γ¨ rosso, intriso di sangue. Da questo lo potrai riconoscere. La prima ora del nuovo tempo sarΓ preceduta da una tempestaβ.
βStaβ in guardia, non farti sorprendere nel sonno, perchΓ© quelli che passeranno con gli occhi chiusi nellβalba del nuovo giorno rimarranno gli animali che sono sempre stati e non si desteranno mai piΓΉβ.
βEsiste anche un equinozio dello spirito, e la prima nuova del tempo nuovo a cui mi riferisco ne Γ¨ il punto culminante. In esso si raggiungerΓ lβequilibrio fra luce e tenebreβ.
βDa un millennio e piΓΉ gli uomini hanno imparato a capire le leggi della natura e a servirsene. Fortunati coloro che hanno riconosciuto e compreso il senso di questo lavoro, ossia il fatto che la legge interiore Γ¨ identica a quella esterna, solo di unβottava piΓΉ alta: costoro sono chiamati a raccogliere la messe; gli altri invece resteranno schiavi che si spezzano la schiena sui campi; con la faccia rivolta alla terraβ.
βLa chiave del dominio sulla natura interiore Γ¨ arrugginita sin dal diluvio universale. Essa consiste nella veglia! Restare svegli Γ¨ tuttoβ.
βDi nulla lβuomo Γ¨ tanto certo come di essere sveglio; in realtΓ , Γ¨ catturato da una rete di sonno e sogni che lui stesso ha tessuto. PiΓΉ fitta Γ¨ la rete, piΓΉ potente domina il sonno; quelli che vi restano imprigionati sono i dormienti che attraversano la vita come un branco di animali diretti al macello: ottusi, indifferenti e spensieratiβ.
βQuelli tra loro che sognano vedono attraverso la rete un mondo tra le maglie, colgono soltanto scorci ingannevoli cui adeguano le loro azioni, senza sospettare che tali immagini sono solo insensati frammenti di una totalitΓ imponente. Questi βsognatoriβ non sono, come tu forse credi, i fantasticatori e i poeti, bensΓ¬ gli attivi, i diligenti, gli irrequieti, quelli rosi dalla smania di agire; somigliano a brutti scarafaggi laboriosi che si inerpicano sulla superficie liscia di un tubo e poi, arrivati in cima, vi cadono dentroβ.
βImmaginano di essere svegli, ma quel che credono di vivere Γ¨ in veritΓ solo un sogno, predeterminato fin nei minimi particolari e indipendente dalla loro volontΓ β.
βSono esistiti, e ancora esistono, taluni che sapevano di sognare, pionieri che si sono spinti fino ai bastioni dietro cui si cela lβIo eternamente sveglio: veggenti come Goethe, Schopenhauer e Kant, i quali, perΓ², non possedevano le armi per espugnare la fortezza, e il loro grido di battaglia non ha svegliato i dormientiβ.
βRestare svegli Γ¨ tutto. Sii sveglio in ogni cosa che fa! Non credere di esserlo giΓ . No, tu dormi e sogniβ.
βMettiti dβimpegno, raccogli le forze e per un unico istante lasciati pervadere completamente da questa sensazione: βOra sono sveglio!β. Se riuscirai a provarla, ti accorgerai subito che lo stato in cui ti sei finora trovato era una sorta di torpore, di stordimento. Questo Γ¨ il primo timido passo di un lungo, lungo cammino che conduce dalla schiavitΓΉ allβonnipotenza. Procedi cosΓ¬ da un risveglio allβaltroβ.
βNon esiste pensiero tormentoso che in tal modo non possa essere respinto; esso si arresta e non puΓ² piΓΉ risalire fino a te, che ti elevi sopra di lui come la chioma di un albero cresce sui rami nudi. E quando riuscirai a trasmettere anche al corpo questo stato di veglia, i dolori ti cadranno di dosso come foglie morteβ.
βI bagni gelidi degli ebrei e dei brahmani, le veglie dei seguaci del Buddha e degli asceti cristiani, i tormenti che si infliggono i fachiri indiani per non addormentarsi sono soltanto riti esteriori pietrificati che, come ruderi di colonne, rivelano a colui che cerca: βQui, nella notte dei tempi, Γ¨ sorto un misterioso tempio della volontΓ del risveglioβ.β
βLeggi i testi sacri di tutti i popoli della terra; fra loro si tende, a moβ di filo conduttore, lβocculta dottrina della veglia; Γ¨ la scala celeste di Giacobbe il quale lottΓ² contro lβangelo del Signore per tutta la βnotteβ, finchΓ© giunse il βgiornoβ a dargli la vittoria. Devi salire, un piolo dopo lβaltro, verso uno stato di veglia sempre piΓΉ luminoso, se vuoi superare la morte le cui armi sono il sonno, il sogno e lo stordimentoβ.
βIl primo piolo di questa scala celeste si chiama genio; come dovremmo chiamare allora i livelli piΓΉ alti? Sono ignoti alla massa e vengono considerati leggenda. Anche la storia di Troia per molti secoli fu ritenuta un racconto favoloso, finchΓ© qualcuno non trovΓ² il coraggio e non andΓ² a scavareβ.
βSulla strada del risveglio il primo nemico che ti si contrapporrΓ sarΓ il tuo stesso corpo. LotterΓ contro di te fino al primo canto del gallo, ma allorchΓ© vedrai spuntare il giorno della veglia eterna, che ti allontanerΓ dai sonnambuliβi quali credono di essere uomini e non sanno di essere dΓ¨i addormentatiβ, anche il sonno del corpo cesserΓ in te e lβuniverso sarΓ ai tuoi piediβ.
βAllora potrai fare miracoli, se vorrai, e non dovrai piΓΉ attendere devotamente come uno schiavo in lacrime che a un idolo crudele piaccia farti un dono oβ¦ mozzarti il capo. Certo dovrai rinunciare alla gioia del cane fedele e scodinzolante, la gioia di chi riconosce sopra di sΓ© un padrone da servire, ma pensaci un poβ, scambieresti ora la tua condizione di uomo con quella del tuo cane?β.
βNon farti scoraggiare dal timore di non potere raggiungere la meta in questa vita! Chi ha intrapreso la nostra via anche una sola volta, continua a venire al mondo con una maturitΓ interiore che gli permette di perseguire il proprio lavoro: nascerΓ genio.β
βIl sentiero che ti indico Γ¨ disseminato di avvenimenti straordinarie: persone morte che hai conosciuto in vita risorgeranno davanti a te e ti parleranno! Sono soltanto immagini! Figure di luce, splendenti e inebrianti, ti appariranno e ti benediranno. Sono soltanto immaginiβ¦ forme immateriali emanate dal tuo corpo, il quale, sotto lβinfisso della tua mutevole volontΓ , passa attraverso la morte magica e da materia si fa spirito, cosΓ¬ come il ghiaccio rigido si dissolve in nuvole di vapore se toccato dal fuocoβ.
βSolo quando avrai estirpato dal tuo corpo lβelemento putrescente potrai dire: βOra il sonno mi ha abbandonato per sempreβ. In quel momento si compirΓ il miracolo che gli uomini ritengono impossibileβperchΓ©, ingannati dai loro sensi, non capiscono che materia e forza sono la stessa cosaβ, il miracolo per cui, anche se ti seppelliscono, nella bara non cβΓ¨ alcun cadavereβ.
βAllora, non prima, riuscirai a distinguere il reale dallβapparente; i soli che allora incontrerai avranno giΓ percorso, prima di te, la stessa strada. Gli altri non saranno che ombreβ.
βFino a quel momento resterΓ incerto se sei lβessere piΓΉ fortunato o il piΓΉ disgraziato della terra. Ma non temere: nessuno che abbia intrapreso la via del risveglio, anche se si Γ¨ smarrito, Γ¨ stato mai abbandonato dalle sue guideβ.
βVoglio rivelarti un sistema per capire se unβapparizione Γ¨ reale o illusoria: se, quando ti si presenta, la tua coscienza Γ¨ offuscata e le cose attorno a te si confondono o scompaiono, allora non fidarti! Staβ in guardia! Quel che vedi Γ¨ una parte di te. Se non indovini quale metafora esso nasconda, allora Γ¨ uno spettro inconsistente, unβombra, un ladro che si nutre della tua vita. I ladri che rubano la forza dellβanima sono peggiori di quelli comuni. Ti attirano come fuochi fatui nelle paludi di unβillusoria speranza per lasciarti da solo nelle tenebre, e sparire per sempreβ.
βNon farti abbagliare dai miracoli che fingeranno di fare per te, nΓ© dai nomi santi di cui si approprieranno, nΓ© delle loro profezie, quandβanche si dovessero avverare. Essi sono i tuoi nemici mortali, vomitati fuori dallβinferno del tuo corpo col quale lotti per la supremaziaβ.
βSappi che le straordinarie forze che essi posseggono sono le tueβquelle che ti hanno carpito per tenerti in schiavitΓΉ. Non possono vivere al di fuori della tua vita, ma se le sottometti si ridurranno a muti e docili strumenti che potrai usare a tuo piacimento. Innumerevoli sono le vittime che costoro hanno mietuti tra gli esseri umani. Leggi le storie dei visionari e degli adepti delle sette e ti accorgerai che il sentiero verso il dominio di te stesso, che stai percorrendo, Γ¨ ricoperto di teschiβ.
βLβumanitΓ si Γ¨ costruita inconsapevolmente un muro contro di loro: il materialismo. Tale muro Γ¨ una protezione infallibile, Γ¨ un simbolo del corpo, e contemporaneamente Γ¨ il muro di una prigione che impedisce la visualeβ.
βOggi che esso si sta lentamente sgretolando e la Fenice della vita interiore risorge con nuovo impeto dalle ceneri dove a lungo giacque come morta, ebbene oggi anche gli avvoltoi di un altro mondo agitano la ali. PerciΓ² staβ in guardia! Solo dalla bilancia su cui porrai la tua coscienza potrai capire se fidarti di unβapparizione: quanto piΓΉ la tua coscienza sarΓ desta, tanto piΓΉ il piatto penderΓ dalla tua parteβ.
βSe una guida, un soccorritore o un fratello proveniente da un mondo spirituale vuole apparirti, puΓ² farlo anche senza saccheggiare la tua coscienza: come lβincredulo Tommaso, potrai mettere la mano nel suo costatoβ.
βSarebbe facile evitare le apparizioni e i loro pericoli: basterebbe che tu ti comportassi come un uomo comune. Ma quale guadagno ne otterresti? Rimarresti prigioniero del carcere del tuo corpo in attesa che il boia, la βmorteβ, ti conduca al patiboloβ.
βIl desiderio dei mortali di vedere gli esseri ultraterreni Γ¨ un grido che risveglia anche i fantasmi degli inferi, perchΓ© tale desiderio non Γ¨ puro, Γ¨ piuttosto una cupidigia: vuole βprendereβ, non importa come, anzichΓ© imparare a βdareβ. Colui che sente la terra come una prigione, i devoti che invocano la redenzione, tutti costoro, senza saperlo, evocano il mondo degli spettri. Fallo anche tu, ma consapevolmente!β.
βEsiste forse, per gli inconsapevoli, una mano invisibile capace di trasformare per incanto in isole fertili le paludi in cui sono destinati a finire? Non lo so. Non mi sento di metterlo in dubbioβ¦ ma non ci credoβ.
βQuando, sul cammino del risveglio, attraverserai il regno degli spettri, a poco a poco ti accorgerai che essi sono soltanto pensieri divenuti improvvisamente visibili. Ecco perchΓ© ti appaiono estranei e simili a creature, perchΓ© il linguaggio delle forme Γ¨ diverso da quello della menteβ.
βAllora sarΓ giunto il momento della trasformazione piΓΉ straordinaria che ti possa capitare: gli uomini intorno a te si muteranno inβ¦ fantasmi. Quelli che ti sono cari diventeranno ombre da un istante allβaltro, persino il tuo stesso corpo. Γ la peggiore solitudine che si possa immaginare, come un pellegrinaggio nel deserto: chi non riesce a trovare la fonte della vita muore di seteβ.
βQuanto ti ho rivelato si trova anche nei libri di devozione di ogni popolo: lβavvento di un nuovo regno, la veglia, il superamento del corpo e la solitudine. Eppure esiste un abisso incolmabile fra noi e questi devoti: loro credono che sia vicino il giorno in cui i buoni entreranno in paradiso mentre i cattivi verranno gettati nella palude infernale. Noi sappiamo che verrΓ un tempo in cui molti si sveglieranno e si distingueranno dai dormienti, come i padroni dagli schiavi, perchΓ© i dormienti non possono comprendere quelli che vegliano. Sappiamo inoltre che non esistono il Male e il Bene, ma solo il βFalsoβ e il βVeroβ. Loro credono che βstare svegliβ significhi tenere desti i sensi e gli occhi aperti e vegliare di notte in preghiera; noi sappiamo che βstare svegliβ comporta un risveglio dellβIo immortale, e lβinsonnia del corpo ne Γ¨ una naturale conseguenza. Loro credono che il corpo vada trascurato e disprezzato perchΓ© peccaminoso; noi sappiamo che non esistono peccati: il corpo Γ¨ il principio da cui dobbiamo muovere e siamo discesi sulla terra per mutarlo in spirito. Loro credono che si debba ricercare la solitudine con il corpo per purificare lo spirito; noi sappiamo che tocca allo spirito sperimentare la solitudine per poi trasfigurare il corpoβ.
βSta a te scegliere la tua strada: la nostra o la loro. Devi decidere in piena libertΓ . Non posso consigliarti, perchΓ© Γ¨ molto piΓΉ salutare cogliere per propria decisione un frutto amaro anzichΓ©, su consiglio altrui, vederne uno dolce che pende dallβalbero. Soltanto, non fare come tanti che, pur conoscendo quel che sta scritto: βProvate tutto e conservate il meglioβ, non provano nulla e conservano la prima cosa che capitaβ.
(β¦)
βDa oggi fai parte della nostra comunitΓ e diventi un nuovo anello della catena che va da eternitΓ a eternitΓ . Qui il mio compito si esaurisce e passa nelle mani di un altro, che non potrai vedere finchΓ© i tuoi occhi apparterranno alla terra. Costui Γ¨ infinitamente lontano da te, e tuttavia vicinissimo; condividete lo stesso spazio, eppure siete piΓΉ distanti degli estremi confini del mondo. Ti avvolge come lβacqua circonda chi nuota nellβoceano, ma tu non percepisci la sua presenza, proprio come il nuotatore non sente il sapore del sale che impregna il mare, se i nervi della sua lingua sono mortiβ.
βIl nostro simbolo Γ¨ la Fenice, lβemblema dellβeterna giovinezza, la leggendaria aquila egizia con le penne rosse e dβoro, che si dΓ fuoco nel suo nido di mirra e sempre risorge dalle proprie ceneriβ.
βTi ho detto che il punto dβinizio di tale cammino Γ¨ il proprio corpo; chi lo sa puΓ² mettersi in viaggio in qualunque momento. Ora perΓ² voglio insegnarti i primi passi. Devi separarti dal tuo corpo: non come se volessi abbandonarlo, devi distaccartene come la luce si scinde dal caloreβ.
βE giΓ qui Γ¨ in agguato il primo nemico. Chi si disgiunge dal proprio corpo per librarsi nellβetere percorre il cammino delle streghe, che dalla rozza figura terrena hanno tratto forma spettrale, per volare con essa, come a cavallo di una scopa, fino alla notte di Valpurgaβ.
βLβumanitΓ , per giusto istinto, si Γ¨ forgiata una corazza contro questo pericolo: sorridendo della possibilitΓ di simili arti. Ma tu non avrai piΓΉ bisogno del dubbio per proteggerti, quel che ti ho rivelato sarΓ per te una spada molto piΓΉ efficace. Le streghe credono di essere presenti al sabba demoniaco, ma in realtΓ il loro corpo giace rigido e privo di sensi nella stanza. Scambiano semplicemente la percezione terrena con quella spirituale, rinunciano al meglio per avere il peggio, e invece di arricchirsi si impoverisconoβ.
βVedi bene che non puΓ² essere questa la via del risveglio. Ma per comprendere che tu non sei il tuo corpoβcome credono gli uominiβdevi conoscere le arti con cui esso vuole affermare il proprio dominio su di te. Per il momento gli sei ancora cosΓ¬ sottomesso che la tua vita si spegnerebbe se il tuo cuore cessasse di battere; qualora poi chiudesse gli occhi tu sprofonderesti nella notte. Credi di essere tu a muoverlo, ma Γ¨ pura illusione: si muove da solo, e la tua volontΓ non Γ¨ che un mezzo di cui si serve. Credi di concepire i tuoi pensieri, mentre Γ¨ lui a inviarteli affinchΓ© tu, credendoli tuoi, faccia tutto quel che vuoleβ.
βProva a sederti composto col fermo proposito di non muovere nemmeno un muscolo, di non batter ciglio, di rimanere immobile come una statua, e vedrai che ti si avventerΓ subito contro, furente, per costringerti a tornare ai suoi ordini. Ti assalirΓ con mille armi finchΓ© non gli permetterai nuovamente di muoversi. Dal furore cieco e dalla precipitosa aggressivitΓ con cui ti lancerΓ contro le sue frecce, una dopo lβaltra, potrai capire se sarai astuto, quanta paura ha di perdere il dominio e quanto grande devβessere il suo potereβ.
βMa dietro tutto questo si nasconde il suo tranello: vuol farti credere che la battaglia decisiva per lo scettro si combatta sul campo della volontΓ esterna, ma queste sono solo scaramucce che, allβoccasione, ti lascia anche vincere, per poi affermare ancora piΓΉ decisamente la sua supremazia. I vincitori di queste schermaglie sono i piΓΉ miseri degli schiavi. Credono di uscirne trionfanti e invece portano sulla fronte il marchio dβinfamia del loro βcarattereβ.β
βMa il tuo fine non Γ¨ sopraffare il corpo. Imponendogli lβimmobilitΓ devi solo mirare a conoscere le forze di cui dispone: schiere di armati, cosΓ¬ numerosi da essere quasi invincibili. Li scaglierΓ allβassalto contro di te, uno dopo lβaltro se non desisterai dallβesercizio, facile in apparenza, di chi si siede immobile. (β¦) Tutti questi assalti li puoi sconfiggere, almeno in apparenza, con la volontΓ . Eppure la sola volontΓ non basta: in realtΓ alle sue spalle, invisibile nel suo mantello fatato, cβΓ¨ giΓ uno stato di veglia superioreβ.
(β¦)
βDevi imparare da solo come cominciare. Γ un cauto e continuo saggiare il terreno con lβanimo e nel contempo Γ¨ un ferrea risoluzione. Questo Γ¨ tutto ciΓ² che posso dirti. Ogni consiglio che ti venga dato riguardo a questa lotta tormentosa Γ¨ puro veleno. Γ uno scoglio che devi superare da soloβ.
βNon occorre che ti liberi per sempre da questi pensieri; la tua lotta deve tendere a un solo scopo: ascendere allo stato di veglia superiore. Quando lβavrai raggiunto, ti avvicinerai al regno degli spettri di cui giΓ ti ho parlato”. Ti appariranno figure terribili oppure splendenti, e cercheranno di farti credere che sono esseri di un altro mondo. Ma sono solo pensieri in forma visibile, pensieri sui quali non eserciti ancora un controllo completo! E quelli dallβaspetto piΓΉ sublime sono anche i piΓΉ rovinosi, ricordalo! Molte false credenze sono nate sulla base di queste apparizioni, e lβumanitΓ Γ¨ stata ricacciata nelle tenebre. Eppure dietro ognuno di questi fantasmi si nasconde un significato profondo; non sono semplici immagini: che tu ne intenda o meno il linguaggio simbolico, ti indicano a quale stadio di sviluppo spirituale tu sia giuntoβ.
βLa trasformazione dei tuoi simili in spettriβche, come ti ho detto, seguirΓ a questo stadioβavrΓ in sΓ©, come ogni evento in campo spirituale, un veleno e al contempo una virtΓΉ curativa. Tuttavia, se ti limiterai a considerare gli uomini come fantasmi, allora berrai soltanto il veleno e sarai simile a un uomo di cui si dice: βSe non avesse amore non sarebbe che bronzo risonanteβ. Se invece scoprirai il βsignificato profondoβ che si cela in ognuna di queste ombre dβuomini, allora vedrai con gli occhi dello spirito non solo la loro anima viva, ma anche la tua. Come a Giobbe, ti verrΓ restituito mille volte tutto quello che ti Γ¨ stato sottratto. CosΓ¬ saraiβ¦ al punto di partenza, diranno beffardi gli stolti; non sanno che tornare a casa dopo aver vissuto a lungo in terra straniera Γ¨ assai diverso dal non essersi mai allontanatiβ.
βNessuno puΓ² dire se, una volta giunto cosΓ¬ avanti, acquisterai i poteri miracolosi che possedevano i profeti dellβantichitΓ ovvero se ti sarΓ lecito entrare nel regno della pace eterna. Simili poteri sono doni spontanei elargiti da coloro che custodiscono le chiavi di questi misteri. Se ti viene concesso di amministrarli Γ¨ solo perchΓ© lβumanitΓ ha bisogno di tali segniβ.
βLa nostra via conduce soltanto al grado della maturitΓ ; se la raggiungerai sarai anche degno di ricevere tale dono. Te la elargiranno? Non lo so. Ma sarai diventato una Fenice, in un modo o nellβaltro; conseguire a ogni costo tale trasformazione dipende solo da te. Prima di lasciarti voglio dirti ancora da quale segno potrai capire se il giorno del βgrande equinozioβ sarai chiamato a ricevere il dono dei poteri miracolosi. Ascoltaβ.
βUno di coloro che detengono le chiavi dei segreti della magia Γ¨ rimasto sulla terra per cercare e radunare gli eletti. Come lui non puΓ² morire, cosΓ¬ anche le leggende che circolano sul suo conto sopravvivono. Alcuni mormorano che sia lβ βEbreo Erranteβ,altri lo chiamano Elia, gli gnostici ritengono sia Giovanni Evangelista, ma tutti coloro che affermano di averlo visto lo descrivono in maniera differente. Non farti trarre in inganno se mai in futuro dovessi incontrare qualcuno che cosΓ¬ te lo presentaβ.
βΓ normale che ognuno lo veda diversamente: un essere come lui, che ha convertito il suo corpo in spirito, non puΓ² restare legato a una forma fissa. Un esempio ti chiarirΓ come anche la sua figura e il suo volto non possano essere altro che immagini: la sembianza spettrale, per cosΓ¬ dire, di quello che egli Γ¨ in realtΓ . Supponi che ti appaia come un essere di colore verde. Il verde non Γ¨ un vero colore sebbene tu lo veda, ma nasce dallβunione del giallo con il blu. Se mescoli per bene il giallo e il blu, ottieni il verde. Ogni pittore sa questo, mentre pochissimi sanno che il mondo che vediamo intorno a noi Γ¨ proprio come il colore verde, non appare comβΓ¨ veramente: blu e gialloβ.
βDa questo esempio puoi capire che, qualora lo incontrassi e avesse lβaspetto di un uomo dal viso verde, non ti mostrerebbe comunque il suo vero volto. Ma se un giorno lo vedessi comβΓ¨ realmenteβun segno geometrico, un sigillo nel cielo che soltanto tu riesci a vedereβ, allora sappi che sarai chiamato a compiere azioni miracoloseβ.
βIo lβho incontrato quandβera un uomo in carne e ossa, e ho potuto mettere la mano nel suo costato. Si chiamavaβ¦β.
Hauberriser indovinΓ² il nome; era scritto sul foglio che portava sempre con sΓ©; era il nome in cui continuava a imbattersi: Chidher GrΓΌn.


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