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Renรฉ Guรฉnon: “Il simbolismo del teatro”
Si puรฒ dire che il teatro sia un simbolo della manifestazione, della quale esprime nel modo piรน perfetto possibile il carattere illusorio; e questo simbolismo puรฒ essere considerato vuoi dal punto di vista dell’attore, vuoi da quello del teatro stesso. L’attore รจ un simbolo del ยซSรฉยป, ovvero della personalitร , che si manifesta attraverso una serie indefinita di stati e di modalitร , i quali possono essere riguardati come altrettante parti diverse; ed รจ da rilevare l’importanza che aveva l’antico uso della maschera per la perfetta esattezza di questo simbolismo.
Apollo il Distruttore: ยซcoincidentia oppositorumยป nella mistica e nell’escatologia iperborea
Sebbene considerato per lo piรน nella sua accezione “luminosa” ed “uranica”, nella tradizione arcaica Apollo unisce nella sua mistica ed escatologia le dicotomie piรน estreme: l’arco e la lira, la sapienza e la “mania”, la profonditร e l’elevazione, la catabasi e il viaggio in spirito verso l’Isola Bianca, la “Caduta” dell’Essere e il ritorno dell’Etร dell’Oro. Partendo dalle fonti antiche, noi possiamo ritrovare concezioni simili non solo a quelle dello sciamanesimo nord-asiatico e della spiritualitร celtica, ma persino alla visione sacra di alcuni poeti moderni โ come Blake, Shelley e Yeats โ il cui crisma apollineo ci apparirร piรน chiaro se analizziamo la loro “Weltanschauung” alla luce delle dottrine platoniche ed eraclitee.
Le religioni del mistero: soteriologia del culto mithraico e di Attis/Cibele
(immagine a lato: affresco rappresentante Mithra che uccide il toro, II sec. d.C., Marino, Italia)
Negli anni โ50 fanno il loro ingresso nel mondo accademico i documenti gnostici di Nag Hammadi, ritrovati nellโimmediato dopoguerra in Egitto, e si poneva nel campo degli studi la necessitร di una riflessione sul materiale a disposizione e un ripensamento delle categorie in cui ricadevano i cosiddetti culti misterici. Gli anni tra il โ30 e il โ40 avevano giร apportato nuovi materiali e nuove ipotesi di ricerca: gli studi sul patternย o modello mitico-rituale inaugurati in Inghilterra, che ancora risentivano del comparativismo frazeriano, ยซponevano ormai il tema delle religioni misteriche in una prospettiva piรน vasta per considerarle, una per una, nelle loro radici antiche di religioni nazionali ed etniche โ Creta, Egitto, Anatolia e il resto dellโAsia anteriore, superando la limitazione aiย culti mistici e soteriologici dโetร ellenistico-romana e in particolare quelli relativi a divinitร di origine orientaleยป come Mithra (Persia), Iside e Osiride (Egitto, Roma), Cibele e Attis (Anatolia), Afrodite/Astarte e Adonis (Fenicia, Grecia) [Da: U. Bianchi, Lo studio delle religioni del mistero, in La soteriologia dei culti orientali nellโImpero romano, Atti del Colloquio internazionale, Roma 24-28 sett. 1979].
Divinitร del Mondo Infero, dell’Aldilร e dei Misteri
di Marco Maculotti
Continuiamo il discorso precedentemente sviluppato, riprendendoloย dallaย connessione che abbiamo visto sussistere, nelle tradizioni antiche, tra il periodo della ยซcrisi solstizialeยป ย e la credenza nelย ritorno delle anime dei morti tra i vivi.ย La connessione con il mondo infero/sotterraneo e con il Regno dei Morti sembra, come abbiamo visto, ricorrente per questeย divinitร ย che abbiamo definito โdel Sole Invernaleโ [cfr. Cernunno, Odino e altre divinitร del ‘Sole Invernale’], al tempo stesso numi della feconditร epperรฒ anche legati al mondo infero e, quindi, ai trapassati.
Abbiamo giร visto che il celtico Cernunno, oltre a essere dio della natura e del tempo, รจ anche considerato una divinitร infera, in particolar modo per quanto riguarda la sua funzioneย psicopompa, di accompagnatore dei defunti nell’aldilร : un aspetto mercuriale che nella tradizione nordica si ritrova pure, come abbiamo avuto modo di vedere, in Odino/Wodan, da cui deriva infatti il giorno della settimana che latinamente spetta a Mercurio (wednesday=โWodan’s dayโ). Ugualmente, in molteplici tradizioni di ogni parte del mondo si trovano figure numinose connesse sia con la fertilitร che con il Mondo Infero e lโOltretomba, a partire dal mediterraneo Signore dell’Ade Plutone, tra i cui simboli vi รจ laย cornucopia (*krn), veicolante abbondanza, feconditร , ricchezza.
Gustav Meyrink: “Il volto verde”
ยซI fatti della vita di Meyrink sono meno problematici della sua opera… Monaco, Praga e Amburgo si divisero gli anni della sua giovinezza. Sappiamo che fu impiegato di banca e che aborrรฌ quel lavoro. Sappiamo anche che tentรฒ due rivincite o due forme di evasione: lo studio confuso delle confuse โscienze occulteโ e la composizione di scritti satiriciยป. Con queste parole, nel 1938, Borges presentava impavidamente ai lettori argentini Meyrink, autore onirico per eccellenza, in cui si realizza il fatale incontro tra lโocculto e il feuilleton. Ed รจ nel Volto verde che Meyrink raggiunge il vertice della sua arte di ยซromanziere chimericoยป e del suo stile ยซmirabilmente visivoยป โ e il vertice del suo istrionismo, se con questa parola si intende una strepitosa capacitร di insufflare vita narrativa nelle piรน ardue immagini esoteriche: in questo caso la leggenda del volto verde, ossia del volto evanescente di colui che detiene ยซle chiavi dei segreti della magiaยป e, immortale, รจ rimasto sulla terra per radunare gli elettiยป. [quarta di copertina edizione italiana Adelphi]






