Come HPL analizzΓ² nella sua produzione letterariaΒ β e in particolar modo in “From Beyond” (1920)Β β l’emersione dell’irrazionale nell’Γ¨ra della scienza e delle macchine e anticipΓ² le suggestioni “psichedeliche” sulla ghiandola pineale
di Renzo Giorgetti
tratto da AntarΓ¨s,Β H.P. Lovecraft #2 β
Lβorrore cosmico del Maestro di Providence n. 8/2014
immagine:Β Frank Utpatel,
illustration for “The Shadow Over Innsmouth”
by H.P. Lovecraft Comic Art
Lβidea di una realtΓ ulteriore, differente, estranea a quella comunemente percepita β ma non per questo meno reale β Γ¨ una delle caratteristiche peculiari del pensiero lovecraftiano, tema che si ripresenta sempre nelle sue opere, nelle forme piΓΉ variegate. Su questo punto, almeno, Lovecraft Γ¨ in sintonia con la propria epoca, rispecchiandone in pieno le ansie e le aspirazioni. In lui si puΓ² infatti ritrovare il riflesso di un piΓΉ vasto movimento culturale, che Γ¨ anche attitudine mentale nonchΓ© segno dei tempi, la punta estrema di un materialismo che, pur avendo negato ogni possibilitΓ di esistenza allβinvisibile, vive contemporaneamente il disagio di una mancanza e la presenza dellβinesplicabile.
Verso la fine del secolo XIX, in uno scenario da βmorte di Dioβ, dopo aver ormai conquistato tutto, innalzandosi quasi fino al rango di religione, la scienza positivista deve a sua volta arrestarsi, di fronte agli enigmi insolubili dellβorigine della materia e della forza. La costruzione di un sistema completamente materialista-meccanicista alla fine non regge, mentre lβirrazionale riemerge, anche se ormai mutato di segno, quasi sempre come forza negativa. Se permane un certo scetticismo verso le realtΓ superiori, si desta un nuovo interesse nei confronti di un soprannaturale piΓΉ βa portata di manoβ, meno spirituale, che presenta spesso connotazioni di sinistro, immediato riscontro. Ci potevano essere storie di fantasmi ma non di santi, sintetizzerΓ Chesterton qualche anno dopo, nel suo The Victorian age in literature (1913).

Si aprono le βfenditure nella Grande Muragliaβ, lasciando passare influenze di unβaltra realtΓ , ignota, misteriosa e non sempre rassicurante. Ma lβattitudine mentale resta scientista, positivista: si cerca ancora di spiegare il reale in termini fisici, misurare, riprodurre in laboratorio anche i fenomeni piΓΉ irrazionali, perchΓ©, se tutto fa parte della natura, anche il βsoprannaturaleβ ha diritto di esistere, ma solo in quanto fenomeno non ancora spiegato.
Ecco che gli scienziati si dedicano allo spiritismo e alle nuove (in realtΓ , antichissime) scienze occulte. Vedono la luce invenzioni stravaganti: strumenti per analizzare e osservare lβinvisibile, gli ectoplasmi, i βmicrobi dellβastraleβ. Crookes utilizza il suo tubo per sondare il nuovo mondoΒ [1], Thomas Edison inventa uno strumento per comunicare con gli spiriti e due fisici olandesi β Zaalberg van Zolst e Matla β con il loro dinamistografo pretendono di analizzarne la composizione chimica.
Γ in questo contesto che nasce il lovecraftiano From beyond (1920), sintesi di tutta unβepoca, che ben riesce a farsi testimone di speranze e paure condivise da molti. In questo racconto, ancora oggi attuale, proprio come i problemi che affronta, Lovecraft esprime uno dei temi fondamentali della sua ricercaΒ [2]:
Β« Che cosa sappiamo del mondo e dellβuniverso che ci circonda? I nostri canali sensoriali sono pochissimi e degli oggetti che ci stanno intorno abbiamo una percezione quanto mai ristretta. Vediamo le cose come ci Γ¨ permesso di vederle e non possiamo farci nessuna idea della loro realtΓ assoluta. Con cinque debolissimi sensi pretendiamo di capire un cosmo infinito ed estremamente complesso; eppure, esseri dotati di sensi piΓΉ forti, piΓΉ profondi o in grado di operare su unβaltra banda non solo vedrebbero le cose in modo diverso da noi, ma sarebbero in grado di percepire e di studiare mondi di vita, di energia e materia che sono a portata di mano e che le nostre facoltΓ non ci permettono di scoprire. Β»
Possiamo dire che From beyond costituisce lβanticipazione, per esteso e in forma narrativa, della famosa enunciazione teorica che costituirΓ lβincipit di The call of Cthulhu, riguardo allβisola di felice ignoranza nella quale vive lβuomo, ignaro delle terribili forze che lo circondano; una tematica basilare della produzione lovecraftiana.
Il racconto Γ¨ in sΓ© piuttosto semplice: uno scienziato riesce a trovare, per mezzo di un apparecchio di sua invenzione, il modo per osservare e interagire con la realtΓ che supera quella dei comuni cinque sensi. Ed Γ¨, naturalmente, una dimensione sconcertante, che mette chi la percepisce di fronte alla consapevolezza dellβillusorietΓ delle proprie percezioni, cosΓ¬ come delle certezze da queste derivateΒ [3]:
Β« Forme indescrivibili, vive o no, parevano mescolate in un disordine disgustoso e intorno agli oggetti familiari cβerano mondi interi di entitΓ ignote sconosciute. Β»

La dimensione degli uomini Γ¨ invasa da forze ostili, che arrecano a essa tutto il loro potenziale distruttore. Γ un tema giΓ affrontato trentβanni prima da Arthur Machen, con il suo celeberrimo The great god Pan, e che le nuove scoperte della scienza e i modelli teorici da questa elaborati non riescono per nulla a esorcizzare. Tuttβaltro. Lβignoto riemerge di nuovo, si apre come un continente da esplorare; le entitΓ descritte nel racconto non sono poi molto diverse da quelle percepite negli esperimenti portati avanti in quegli anni con i piΓΉ svariati mezzi. Ma lβapertura Γ¨ reciproca, in quanto lascia possibilitΓ di ingresso a esseri che con la dimensione umana hanno un rapporto conflittuale. Le antiche superstizioni non erano cosΓ¬ assurde, ma ora la religione, secolarizzata, non riesce piΓΉ a tenere a bada le forze che lβincauta scienza ha fatto penetrare.
Cosa resta da fare? La fuga, la follia, il ritorno alle vecchie certezze ormai infrante sono vie che mostrano tutta la loro debolezza, inefficaci per riconquistare lβillusoria tranquillitΓ perduta. Rimane solo il cosiddetto orrore cosmico, inteso come consapevolezza della nuova situazione venutasi a creare, una disperazione che non restituisce ciΓ² che Γ¨ stato tolto ma puΓ² almeno portare alla soddisfazione, eroicamente drammatica, di avere compreso la vera sostanza della realtΓ . Riescono a ottenere questa comprensione i due protagonisti di From beyond, pagandola a caro prezzo, in maniera diversa ma sempre in prima persona.
Fin qui ci porta un inquadramento generale, che puΓ² essere valido anche per altri racconti della produzione lovecraftiana. Ma il discorso su questo particolare racconto si fa piΓΉ interessante in riferimento a qualche nota βtecnicaβ: ad esempio, considerando la natura dello strumento utilizzato per entrare in contatto con lββaltro mondoβ. Γ una macchina, uno strumento artificiale costruito con criteri scientifici, secondo i dettami della vecchia scienza che si voleva superare. Anche qui lo βspirito del tempoβ Γ¨ ben rappresentato: Lovecraft conosceva il tubo di Crookes (esplicitamente citato in un suo racconto di qualche anno piΓΉ tardi) cosΓ¬ come il Tesla coil (quasi negli stessi giorni viene scritto il racconto Nyarlathotep, con le sue allusioni allββimposturaβ dellβelettricitΓ statica).
Ma anche lβoccultismo si muove in una direzione simile. Prendiamo ad esempio Les microbes de lβastral di Marius DecrespeΒ [4]. In questo libro (che Lovecraft probabilmente non conosceva), dopo una trattazione la piΓΉ scientifica possibile del mondo invisibile, vengono fornite delle istruzioni per la costruzione di un apparecchio simile a quello del racconto lovecraftiano. I componenti sono i seguenti:
Β« 1Β° una macchina elettrostatica o una bobina di Ruhmkorff, assieme alla sua pila; 2Β° un grande riflettore metallico, dalla lunghezza focale di circa un metro; 3Β° una massiccia barra dβacciaio magnetizzata o, meglio, un potente elettromagnete diritto, che presenti al polo negativo un disco con unβapertura, collocato orizzontalmente, perpendicolare alla barra; 4Β° una lanterna magica [cioΓ¨ una lampada per proiezioni]. Β»
Il progetto continua con la descrizione delle varie parti e le indicazioni per il corretto funzionamento della macchina nel suo insieme. Il tutto Γ¨ molto piΓΉ dettagliato dei vaghi accenni lovecratiani a batterie chimiche o a enormi grappoli di lampadine.
Quel che vogliamo far notare Γ¨ come nel racconto di Lovecraft vi sia qualcosa di piΓΉ, che lo distacca dai punti di vista piΓΉ comuni dellβepoca e lo porta, con Machen, a prospettive decisamente piΓΉ originali. In un breve passaggio troviamo un importante accennoΒ [5]:
Β« Hai mai sentito parlare della ghiandola pineale? Mi fanno ridere gli endocrinologi, stolidi quanto i parvenus freudianiβ¦ quella ghiandola Γ¨ il piΓΉ importante degli organi di senso, e io lβho scoperta. La si puΓ² paragonare a una vista molto piΓΉ perfetta e trasmette al cervello sensazioni visive. Β»
Se il pensiero corre subito a Cartesio e alla sua teoria sulla ghiandola pineale come organo di collegamento tra res cogitans e res extensa, i riferimenti agli endocrinologi fanno pensare a un interesse legato allβimmediatezza dellβinformazione scientifica e alle ricerche di piΓΉ stretta attualitΓ su questi temi. Come giΓ abbiamo avuto modo di trattare in altra sede, su alcuni argomenti Lovecraft anticipava i tempi (come, per esempio, sullβuovo di dinosauro: lβidea di scrivere una storia su questo tema gli venne mentre era in corso la spedizione che avrebbe scoperto le prime uova fossili, fino a quel momento sconosciute). Lo stesso, a nostro avviso, possiamo dire in merito alla ghiandola pineale.
Nel 1931 verrΓ sintetizzata per la prima volta una molecola nota come dimetiltriptamina (DMT), sostanza psicoattiva ad alto potere allucinogenoΒ [6].Β Ricavabile da erbe o piante, viene prodotta anche dallβorganismo umano, nelle ore di sonno, proprio dalla ghiandola pineale. Ma definire questa sostanza semplicemente un allucinogeno potrebbe essere riduttivo, dato che venne utilizzata in contesti rituali, per i cosiddetti viaggi sciamanici, come chiave dβaccesso ad altri mondi, uno strumento utile non per una fuga dalla realtΓ ma per una sua visione piΓΉ completa, al di lΓ dei limiti del comune sensorio umanoΒ [7].
Proprio come la macchina lovecraftiana, che ha come scopo β si noti β non lβazione sullβambiente al fine di rendere percepibili ai sensi ordinari realtΓ invisibili, nella maniera piΓΉ oggettiva, ma la mutazione dellβapparato percettivo per andare oltre i propri sensi e raggiungere una visione della realtΓ che sia il piΓΉ βtotaleβ possibile. Non ci troviamo piΓΉ di fronte, quindi, a scienziati obiettivi che guardano al microscopio, ma a sperimentatori che mutano se stessi, aprendo le βporte della percezioneβ verso un ignoto che non Γ¨ illusione ma disvelamento di realtΓ celate. Γ una concezione avanzata, che distacca Lovecraft dalla sua epoca, portandolo ancora una volta allβavanguardia, anticipatore di discorsi che troveranno la loro attualitΓ solo molto tempo dopo.
E questo non solo nel βbeneβ, ma anche nel βmaleβ. Se Γ¨ certo, infatti, che le manipolazioni del sensorio non producono semplici allucinazioni ma forniscono anche le chiavi dβaccesso a dimensioni differenti, non riservate esclusivamente allβuomo, sarΓ ancor piΓΉ vero β e qui il racconto lovecraftiano Γ¨ molto chiaro β che questi nuovi mondi non sempre sono benefici, lβespansione della coscienza avvenendo anche verso regioni inadatte alla costituzione mentale umana (cosΓ¬ come, del resto, il contatto con gli abitatori delle medesime). Le incognite sono notevoli e gli incontri favorevoli allβuomo per nulla scontati.
SennonchΓ©, mentre gli sciamani sapevano bene come agire, gli uomini della modernitΓ , ancora una volta, con il loro atteggiamento βsperimentaleβ e scientista, ieri come oggi, corrono rischi che difficilmente sono in grado di comprendere. Lβuniverso, come ci fa giustamente notare Lovecraft, non Γ¨ un habitat del tutto amichevole nel quale sia possibile compiere escursioni a proprio piacimento. La brutta fine fatta da alcuni βprofetiβ dellβesplorazione di questi nuovi mondi (tra cui proprio Terence McKenna, grande sostenitore del DMT) Γ¨ solo un ulteriore riscontro di quanto detto finora. Tutto lβottimismo della cosiddetta βcultura psichedelicaβ Γ¨ giΓ di fatto smontato in questo breve racconto del 1920, il quale, se opportunamente considerato, avrebbe sicuramente contribuito a evitare illusioni e confusioni del tutto deleterie.

Note:
[1]Β Strano destino quello del tubo di Crookes. Nato per indagare il mondo dellβinvisibile, Γ¨ poi mutato, fino a diventare tubo catodico e infine televisore, finestra su altri mondi nonchΓ© fenditura nella grande muraglia par excellence.
[2]Β Howard Phillips Lovecraft, Tutti i racconti 1897-1922, a cura di Giuseppe Lippi, Mondadori, Milano 1989, p. 151.
[3]Β Ivi, p. 155.
[4]Β Marius Decrespe, Les microbes de lβastral, Chamuel, Paris 1895, pp. 93-94.
[5]Β Howard Phillips Lovecraft, op. cit., p. 153.
[6]Β Richard H. F. Manske, A synthesis of the methyltryptamines and some derivatives, in Β«Canadian Journal of ResearchΒ», 1931 (5), pp. 592-600.
[7] Per un approfondimento cfr. Rick, M. D. Strassman, Dmt: the spirit molecule β a doctorβs revolutionary research into the biology of near-death and mystical experience, Park Street Press, Rochester 2000.

L’ha ribloggato su CIANURO EMOTIVO INCHIOSTRO D'ANIMA SINISTRA.