Dallo Sciamanesimo Siberiano allo Yungdrung Bรถn: unโ€™ipotesi sul Bรถn Preistorico dellโ€™Eurasia

Retrospettiva sullo sciamanesimo dell’Asia centrale e settentrionale, a partire da Mircea Eliade, e sulle sue ‘corrispondenze’ con l’antichissimo complesso cultuale delย Bon Preistorico dellโ€™Eurasia, da non confondersi con loย Yungdrung Bรถn del XI secolo


di Marco Scarinci
fondatore di Sciamanesimo Tantrico

articolo originariamente pubblicato su
CeSEM – Centro Studi “Eurasia-Mediterraneo”


Introduzione allo Sciamanesimo

Il termine ยซsciamanoยป fa la sua prima apparizione alla fine del XVII secolo, quando lโ€™arcivescovo russo ortodosso Avvakum, esiliato in Siberia, definisce cosรฌ un suo oppositore religioso, alleato del diavolo anzichรฉ di Dio, di cui testimonia gli stravaganti riti caratterizzati dal movimento incontrollabile del corpo e da una forte gestualitร  [1]. Allโ€™interpretazione demonologica del fenomeno, propria dei missionari e dei sacerdoti cristiani, si รจ affiancata nel corso dellโ€™Ottocento e della prima metร  del Novecento una interpretazione fortemente condizionata dallโ€™Evoluzionismo e dal Positivismo. A questa si sposavano motivazioni politiche di tipo coloniale: lo Sciamanesimo, caratteristico di culture e religioni considerate arretrate, andava sconfitto in nome della civiltร  e del progresso, e questo era funzionale allโ€™annessione di ampie zone geografiche entro i confini di un impero [2]. Tuttavia mancava ancora una chiara definizione di Sciamanesimo, associato indiscriminatamente ad ogni forma di magismo e di stregoneria tipico delle culture cosiddette primitive [3].

รˆ in questo contesto che vanno ad inserirsi una serie di studi miranti a correlare lo Sciamanesimo alla psicopatologia, e in particolare alla sintomatologia isterica. Ohlmarks distingue addirittura uno sciamanesimo artico da uno sub-artico in base al grado di patologia che vi si puรฒ riconoscere [4].ย Questi studi si sono dimostrati in gran parte privi di fondamento, ma hanno avuto un certo peso almeno fino a Claude Levi-Strauss, nel cui pensiero la figura dello sciamano viene ribaltata: da malato mentale diviene una sorta di psicoterapeuta ante-litteramย [5].

A riabilitare il fenomeno dello Sciamanesimo, pesantemente gravato da pregiudizi evoluzionistici, รจ stato lo storico delle religioni Mircea Eliade, autore in una prima edizione dellโ€™opera monumentale Leย Chamanisme et les techniques archaรฏques de lโ€™extase del 1951. รˆย stato Eliade ad inaugurare gli studi moderni sullโ€™argomento, ed รจ sulla sua opera che gli studiosi contemporanei sono costretti a partire. Profondo conoscitore delle tradizioni arcaiche e delle religioni orientali, ha fondato il suo lavoro sul primato antropologico riconosciuto alla categoria del sacro, a suo dire essenziale per la comprensione della struttura della coscienza umana [6].

Eliade ha fatto dello Sciamanesimo una categoria del pensiero e dellโ€™esperienza religiosa dellโ€™essere umano in quanto tale; questo approccio lo ha portato, perรฒ, ad una decontestualizzazione e ad una generalizzazione dello Sciamanesimo che รจ stato criticato dalla maggior parte dei ricercatori successivi. Eliade pone lโ€™estasi al centro della sua riflessione sullo Sciamanesimo; unโ€™estasi che nella sua visione metafisica riattualizza lโ€™ยซillud tempusยป mitico, in cui gli uomini potevano comunicare in concreto con il Cielo [7].

Sono precisamente le caratteristiche che Eliade riconosce allโ€™estasi a non trovare il consenso degli studiosi: per Eliade, infatti, lโ€™estasi sciamanica รจ caratterizzata esclusivamente dallโ€™uscita extra-corporeaย che lo sciamano compie spiritualmente per viaggiare nei Mondi Celesti o Inferi [8]. Abbandonando volontariamente il proprio corpo, lo sciamano sarebbe in grado di visitare gli altri mondi e quivi interagire con gli Dรจi, recuperare unโ€™anima perduta o combattere contro gli spiriti nocivi. Questa concezione dellโ€™estasi esclude perรฒ la possessione, che secondo Eliade costituisce una innovazione recente e pertanto non connaturata allโ€™estasi sciamanica propriamente detta [9].

Per di piรน, Eliade affermava che la forma primitiva di viaggio sciamanico era esclusivamente quella verso il Mondo Celeste, laddove lo sciamano cercava la comunione con lโ€™Essere Supremo. Tanto i viaggi verso il Mondo Infero quanto lโ€™interazione con una serie di divinitร  e spiriti inferiori sarebbero il risultato della degenerazione del complesso sciamanico e della perdita della sua ideologia primitiva [10]. In questo la teoria di Eliade รจ affine allโ€™idea dellโ€™Urmonotheismus, o monoteismo primordiale, dellโ€™antropologo e linguista austriaco padre Wilhelm Schmidt, secondo il quale la religione primitiva che accomunava le popolazioni tribali era fondata sulla credenza in un unico Dio creatore e benevolente, solitamente un Dio del Cielo [11]. Altra influenza riconoscibile nellโ€™opera di Eliade รจ costituita dal pensiero di Jung e della sua โ€œteoria degli archetipiโ€ (quali sono, per esempio, la Montagna cosmica, lโ€™Albero del Mondo, la cosmologia tripartita su cui Eliade si dilunga) [12].

Lโ€™idea di uno Sciamanesimo puro, originale e universale, non distorto dallโ€™utilizzo di sostanze psicotrope (interpretato come una decadenza) o da pratiche di possessione, e caratterizzato da motivi ascensionali, uranici e vagamente neoplatonici, rivela nellโ€™opera di Eliade un pregiudizio ideologico che ne inficia la pretesa scientificitร  [13]. Alcune affermazioni di Eliade sono chiaramente dogmatiche e contro ogni evidenza storica [14]. Tuttavia, si puรฒ condividere o meno il suo carattere metafisico, ma come afferma Mastromattei non si puรฒ ignorare la strada tracciata ne Le chamanismeย [15]: lโ€™opera di Eliade ha segnato, nel contesto degli studi sullo Sciamanesimo, un ยซprimaยป e un ยซdopoยป.

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Edizione francese de “Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi” di Mircea Eliade.

Dopo di lui possiamo assistere allo scontro โ€“ non ancora concluso e destinato e protrarsi nel tempo โ€“ tra due tendenze contrapposte: lโ€™una cerca di circoscrivere quanto piรน possibile il fenomeno, fino addirittura a negarlo; lโ€™altra cerca di estenderlo, identificando caratteristiche similari in tradizioni molto lontane tra loro. La prima si oppone totalmente ad Eliade mentre la seconda ne segue la traccia, pur rivedendone le posizioni ritenute infondate.

Il problema รจ anche linguistico. La parola sciamanesimo deriva dal tunguso ลกaman ed andava inizialmente a riferirsi esclusivamente ad una figura sacerdotale delle comunitร  Evenki, e solo successivamente รจ stato universalizzato sulla base di somiglianze e/o di legami ipotetici con altre tradizioni. รˆย interessante notare che la parola tungusa ลกaman viene da molti ricondotta al sanscritoย sramanaย [16], il termine che definiva proprio gli asceti buddhisti. Lโ€™origine buddhista di questo termine era accettato da buona parte degli orientalisti giร  nel XIX secolo (e ancora oggi รจ seguita dalla maggior parte degli studiosi), ma รจ stata presto messa in discussione [17]. Questa ipotesi per Eliade fu funzionale allโ€™elaborazione della teoria di Shirokogoroff, secondo il quale lo Sciamanesimo non solo รจ un fenomeno relativamente recente (sviluppatosi a suo dire nel periodo medievale), ma nasce addirittura dalla fusione del Buddhismo lamaista con varie credenze indigene [18]. Eliade riconosce della teoria di Shirokogoroff profonde influenze Lamaiste sullo Sciamanesimo dellโ€™Asia Settentrionale, ciononostante afferma la pre-esistenza di questโ€™ultimo, che si originerebbe almeno dal Paleolitico [19].

รˆย precisamente in uno dei piรน importanti testi sugli oracoli tibetani, ovvero in Oracles and Demons of Tibetย [20] di Nebesky-Wojkowitz, che troviamo un studio sul carattere sciamanistico di certe credenze e pratiche buddhiste (sia dei lama che degli oracoli) in Tibet. In questo studio, muovendo da Eliade [21], vengono messi in comparazione alcuni elementi della religione tibetana agli sciamanesimi Nord e Centrasiatici. Citiamo per esempio le similitudini nel tipo di tamburo utilizzato [22], nei paraphernalia, nellโ€™uso magico delle effigi [23], nel fatto che gli spiriti venerati si presentano a gruppi di tredici, sette o nove unitร  [24], nellโ€™uso comune di alcuni oggetti rituali (come lo specchio magico, chiamato toli, o lโ€™uso rituale delle frecce [25]).

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Una pratica del Buddhismo Tibetano che viene molto spesso messa in relazione allo Sciamanesimo รจ la pratica del chod. La sua natura sciamanica รจ evidente dal fatto che in essa, tramite un processo di visualizzazione, si tenta di attualizzare la malattia sacra e in particolare lo smembramento da parte degli spiriti, tipico di molte tradizioni sciamaniche. In altre parole, in questa pratica si visualizza di uccidere e smembrare il proprio corpo per darlo in pasto a degli spiriti cimiteriali, cercando cosรฌ di indurre una morte del proprio ego e pertanto una nuovo rinnovamento spirituale [26].

Comunque, considerata lโ€™origine molto circoscritta del termine ลกaman รจ comprensibile che molti studiosi, soprattutto in Russia [27], abbiano criticato lโ€™utilizzo contemporaneo del termine sciamano: molti non ne accettano lโ€™uso al di fuori delle tradizioni sibero-mongole a causa dellโ€™ambiguitร  e della confusione che questo termine avrebbe portato [28], e cโ€™รจ persino chi si rifiuta, come forma di reazione, di utilizzarlo del tutto [29].

รˆย importante perรฒ precisare che (almeno per convenzione) a costituire lo Sciamanesimo classico, e quindi il modello ideale a cui riferirsi negli studi a riguardo, resta quello della Siberia, come lo stesso Mircea Eliade riconosceva [30].ย Considerato che รจ la Siberia a costituire il locus classicus dello Sciamanesimo, utilizzeremo il prezioso lavoro di Ugo Marazzi โ€“ Testi dello Sciamanesimo Siberiano e Centrasiaticoย [31], ovvero la piรน completa antologia di testi rituali sciamanici di queste tradizioni โ€“ per iniziare a proporre una definizione di sciamano. Marazzi afferma che [32]:

ยซ …il fondamento, la premessa ideologica dello sciamanesimo sono costituiti dalla ricerca del rapporto, dallโ€™instaurazione del contatto con il mondo soprannaturale attraverso lโ€™esperienza estatica di un intermediario professionale, lo sciamano. ยป

Lo sciamano per Marazzi รจ dunque sia un medico, perchรฉ diagnostica e cura le malattie (tramite la purificazione, lโ€™estrazione di energie nocive o la ricerca di unโ€™anima perduta), generalmente al centro del lavoro dello sciamano [33]; un divinatore, perchรฉ tramite mezzi di divinazione, trance oracolare e osservazione dei presagi รจ in grado di vedere il futuro del proprio cliente [34]; e uno psicopompo, ovvero in grado di accompagnare le anime dei morti verso la loro dimora ultraterrena [35]. Per compiere il suo lavoro (non tutto, ma sicuramente la sua parte piรน suggestiva) a differenza di quanto scrisse Eliade, lo sciamano non solo viaggia fuori di sรฉ, ma si fa anche possedere dagli spiriti, durante cerimonie in cui vi รจ quasi sempre riconosciuto dagli osservatori un carattere molto teatrale [36].

Tra gli spiriti aiutanti dello sciamano, inoltre, รจ bene sottolineare la ricorrenza nelle differenti tradizioni sciamaniche di due tipologie: sono particolarmente ricorrenti gli spiriti animali (piรน importanti nelle tradizioni amerinde [37]) e le anime degli antenati (piรน importanti nelle tradizioni asiatiche) [38]. Ad accomunare molte tradizioni sciamaniche, come giร  Eliade aveva visto, cโ€™รจ anche la ricorrenza di esperienze di iniziazione similari, che comportano una chiamata da parte degli spiriti (spesso inizialmente rifiutata), esperienze di morte e rinascita, e a volte una grave malattia [39]. A queste caratteristiche Mastromattei aggiunge la conoscenza di un ricco patrimonio mitologico e il ruolo indispensabile della musica [40], che spesso si limita perรฒ al canto e al suono del tamburo.

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Nyatri Tsenpo, primo re mitico del Tibet.

Dal Centrasia al Tibet: la problematica del Bon

La religione Bรถn รจ la tradizione con la quale il Buddhismo si รจ dialetticamente scontrato in Tibet. Nellโ€™immaginario buddhista tibetano รจ proprio il Bรถn a costituire la religione sciamanica con cui ci si pone a confronto, spesso con toni dispregiativi. Tuttavia, nellโ€™analisi del fenomeno ci si scontra subito con una realtร  molto complessa in quanto il Bรถn รจ un termine estremamente polisemico. In altri termini, con la parola Bรถn ci si riferisce a tradizioni differenti, per quanto tra loro collegate. Per semplificare dobbiamo innanzitutto distinguere un Bรถn primitivo (pre-buddhista) da uno sviluppatosi giร  nel periodo buddhista. Il Bรถn pre-buddhista, ovvero la religione autoctona del Tibet, รจ effettivamente collegata allo Sciamanesimo e allโ€™animismo.

Anche se cโ€™รจ chi ha criticato lโ€™uso del termine Sciamanesimo relativamente al Bรถn primitivo [41], cosa che si inserisce dโ€™altronde entro il dibattito relativo allโ€™estensione del paradigma sciamanico, quel poco che si conosce dellโ€™antica religione tibetana ha dei caratteri chiaramente sciamanici.ย Ne parla Martino Nicoletti nel suo saggio ยซBon e sciamanismo: studio introduttivo di comparazione dei due fenomeni religiosiยป [42]. In questo saggio Nicoletti mette in comparazione la religione tibetana pre-buddhista con gli sciamanesimi dellโ€™Asia centrale e del Nepal. Innanzitutto si esaminano i miti relativi ai primi re tibetani in cui si rinvengono temi sciamanici, quale il simbolismo della corda che collega questo mondo con i Cieli. Secondo le credenze tibetane infatti il primo mitico re del Tibet, Nyatri Tsenpo, sarebbe stato un essere divino sceso dal Cielo; sia lui che i successivi re fino a Drigum Tsengpo erano immortali: alla fine della propria vita terrena semplicemente risalivano su questa corda che univa Cielo e Terra, e che poi si ruppe al tempo di Drigum Tsengpo, il primo re a perdere lโ€™immortalitร . Questa corda era anche immaginata come una scala con nove pioli. Il simbolismo della corda, come affermava giร  Eliade [43], รจ molto ricorrente in ambito sciamanico, come anche quello della scala (i cui nove pioli si riferiscono a nove mondi) [44].

Altro tema sciamanico riguarda la ritualitร  funeraria pre-buddhista, in particolare quella relativa alla morte dei re, che implicava dei sacrifici di animali che avevano la funzione di psicopompo, soprattutto cavalli, montoni e yak. Il sacrificio aveva un duplice scopo: quello di fornire una guida verso il mondo dei morti allโ€™anima del defunto ed eventualmente placare demoni ostili che avrebbero tentato di ostacolare il tragitto [45]. Inoltre, troviamo nel Bรถn primitivo anche dei chiari riferimenti alla possessione [46]ย e al volo magico (collegato a sua volta allโ€™uso del tamburo) [47], che costituiscono come giร  abbiamo visto il cuore dello Sciamanesimo.ย Questo tipo di Bรถn viene inserito da Dmitri Ermakov dentro ciรฒ che chiama il Bon Preistorico dellโ€™Eurasia, ovvero quella matrice di culti sciamanistici da cui lo stesso Tengrismo poi si sviluppa. Non a caso, infatti, il Tengrismo mongolo e siberiano viene chiamato Bo (precisamente Bo Murgel), in cui si nota lโ€™assonanza con il termine Bรถn .

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Molto diverso dal Bรถn primitivo, invece, รจ il cosiddetto Yungdrung Bรถn, che si sviluppรฒ in concomitanza al revival del Buddhismo nellโ€™undicesimo secolo. Di fatto lo Yungdrung Bรถn, pur conservando una sua identitร  separata, รจ estremamente simile al Buddhismo Tibetano [48]. Non a caso, nel 1979 il presente Dalai Lama ha proclamato ufficialmente lo Yungdrung Bรถn come quinta scuola di Buddhismo Tibetano, cercando di cessare cosรฌ in maniera ufficiale i pregiudizi e le persecuzioni che nel vecchio Tibet i bonpo hanno dovuto subire. La decisione del Dalai Lama รจ stata probabilmente fatta per questioni di pura convenienza politica โ€“ considerato che la chiara intenzione dellโ€™amministrazione di Dharamsala era quella di proporre il Dalai Lama, in funzione anti-cinese, come punto di riferimento per tutti i tibetani di qualunque orientamento religioso, popolaritร  e riconoscimento che neanche nel vecchio Tibet il lignaggio dei Dalai Lama ha mai avuto. Comunque, questa decisione รจ avvenuta dopo un ventennio nel quale i bonpo in esilio venivano ignorati ed ostracizzati dai tibetani in India, e a cui erano negati persino gli aiuti economici che venivano ripartiti dallโ€™Ufficio del Dalai Lama [49].

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Tonpa Shenrab, fondatore mitico dello Yugdrung Bรถn.

Tuttavia, e qui la cosa si fa complessa, coloro che hanno sviluppato lo Yungdrung Bรถn nellโ€™undicesimo secolo non pongono a quellโ€™etร  la fondazione della loro religione, ma diversi millenni prima.ย Questo fondatore mitico visse ben 18.000 anni fa e si chiama Tonpa Shenrab.ย Questโ€™ultimo รจ ritenuto dai bonpo essere il Buddha della nostra epoca proprio come i buddhisti considerano Shakyamuni (Siddharta Gautama). Tonpa Shenrab nacque nella terra di Olmo Lungring, un luogo mitico โ€“ spesso identificato con il regno di Shambala โ€“ che non viene collocato nรฉ in Tibet nรฉ in India, ma proprio nellโ€™Asia Centrale. Tonpa Shenrab era un principe ed ebbe molte mogli e figli che parteciparono alla sua attivitร  di predicazione. Dopo essere diventato re viaggiรฒ in lungo e in largo, anche in Tibet, per propagare la dottrina del Bรถn e fondare templi e stupa.ย Secondo i bonpo questo insegnamento venne sparso in tutta lโ€™Asia e divenne il fondamento sia delle diverse espressioni centro-asiatiche dello sciamanesimo, sia della religione vedica in India e probabilmente anche delle tradizioni cinesi. Lo stesso Buddha Shakyamuni sarebbe unโ€™emanazione di Tonpa Shenrab [50].

Lo Yungdrung Bรถn ha diversi seguaci in Occidente, dove venne reso popolare dalla pubblicazione del testoย The Nine Ways of Bonย [51]ย di Snellgrove e dallโ€™operato di diversi maestri [52]. Il rapporto dello Yungdrung Bรถnย con lo Sciamanesimo, perรฒ, รจ ambiguo. Da un lato se ne dissocia per evitare, per quanto possibile, di essere coinvolto nel conflitto tra il Buddhismo e lo Sciamanesimo. Se ne dissocia a ragione, comunque, in quanto abbiamo giร  detto che la sua dottrina e le sue pratiche sono in realtร  quasi identiche a quelle del Buddhismo [53]. Infatti, la probabile natura estatica dello Sciamanesimo tibetano pre-buddhista nelloย Yungdrung Bรถn รจ stata completamente persa [54]ย e, soprattutto, adottando lโ€™etica propria del Buddhismo vengono condannati i sacrifici animali.

Tuttavia, tracce di pratiche sciamaniche sono rimaste nelloย Yungdrung Bรถn, soprattutto nei suoi veicoli cosiddetti ยซinferioriยป. Infatti questa tradizione suddivide le proprie pratiche in nove veicoli, in cui i primi quattro โ€“ il cosiddetto Bรถn della Causa โ€“ comprende pratiche assimilabili allo Sciamanesimo quali metodi di divinazione, di guarigione e vari riti per entrare in relazione agli spiriti della natura [55]. Nicoletti rinviene degli elementi particolarmente sciamanici in alcuni riti funerari [56]ย e in alcune modalitร  esorcistiche, praticate nello Yungdrung Bรถn, in cui si simulano dei versi di animale [57]. Tra gli stessi maestri contemporanei dello Yungdrung Bรถn, Tenzin Wangyal Rinpoche riconosce la dimensione sciamanica dei veicoli piรน basilari della propria tradizione [58].

Qual รจ la relazione tra lo Yungdrung Bรถn e il Bon Preistorico dellโ€™Eurasia? รˆ molto difficile da dire. Namkhai Norbu ipotizza che Tonpa Shenrab visse attorno al secondo millennio prima di Cristo (invece che 18.000 anni fa) in quella che era la confederazione di Shang Shung. Tonpa Shenrab assorbรฌ le tradizioni tribali del tempo riformandole, abbandonando la pratica dei sacrifici cruenti, creando cosรฌ le basi di quel che poi divenne lo Yungdrung Bรถn nellโ€™undicesimo secolo [59].

Avendo visto come lo Yungdrung Bรถn sia diverso dal Bรถn primitivo, a complicare le cose bisogna accennare allโ€™esistenza di un altro tipo di Bรถn. Ermakov lo definisce un ยซBรถn mistoยป [60]. Precisamente si tratta delle tradizioni sciamaniche o quasi-sciamaniche himalayane (tra cui quelle nepalesi) che con ogni probabilitร  derivano in qualche maniera dal Bรถn primitivo, ma che a volte dimostrano anche di essere state influenzate dallo Yungdrung Bรถn. Tra queste Ermakov cita per esempio la tradizione Gurung, ma anche una importante etnia riconosciuta dalla Repubblica Popolare Cinese, ovvero lโ€™etnia Nakhi (Naxi) del Yunnan. Sembra infatti che alcuni sciamani Nakhi, chiamati dongba, recitano uno dei piรน importanti mantra del Yungdrung Bรถn (Om Ma Tri Mu Ye Sa Le Du) [61].

Altri operatori magico-religiosi che vengono comunemente definiti come bonpo e che discendono con ogni probabilitร  dal Bรถn primitivo ma che hanno una pratica di tipo estatico sono i lhapaย [62] e i pawoย [63]. Si tratta in entrambi i casi di persone che si fanno possedere da spiriti aiutanti per scopo di guarigione e divinazione; tuttavia, non sembra essere presente tra loro la capacitร  del volo magico. Infatti, quando unย lhapa fa un recupero dellโ€™anima questo non viene fatto tramite un viaggio extracorporeo ma viene fatto fare da una divinitร  [64]. Curiosamente, i pawo venerano anche Tonpa Shenrab, cosa che dimostra una certa influenza dello Yungdrung Bรถnย [65]. La differenza principale tra pawo e lhapa consiste per lo piรน nel grado di inclusione che hanno entro la religione buddhista. I lhapa ne sono perfettamente integrati: la loro pratica รจ fatta con la benedizione dei Lama buddhisti โ€“ che assistono la formazione del lhapa tramite opportuni rituali โ€“ e le divinitร  con cui i lhapa lavorano sono generalmente protettori minori della tradizione buddhista, soprattutto gli spiriti di alcune montagne sacre. I pawo invece non entrano in relazione con i Lama buddhisti in nessuno stadio della propria carriera e, pertanto, sono visti con maggior sospetto [66].

Le pratiche estatiche ed oracolari del Bรถn pre-buddhista, ovvero del Bรถn Preistorico dellโ€™Eurasia, pertanto sono confluite in varie forme in diverse etnie creando tradizioni sciamaniche o quasi-sciamaniche; il Buddhismo Tibetano ha accolto, per quanto in maniera marginale, queste tradizioni, che sono confluite nelle pratiche oracolari e nei lhapa integrati alla religione buddhista. Tuttavia, curiosamente, come giร  abbiamo accennato, lo Yungdrung Bรถn tibetano moderno non ha sentito la necessitร  di preservare queste pratiche, e infatti non si registra la presenza di oracoli di questa tradizione. Ciononostante una lunga serie di comunanze โ€“ possibili da scorgere tramite il metodo comparativo โ€“ tra le pratiche rituali e la cosmologia dello Yungdrung Bรถn e del Bo Murgel (ovvero del Tengrismo siberiano e mongolo), rendono particolarmente verosimile la teoria di una matrice comune e di influenze reciproche tra questi culti la cui ricostruzione si perde nella notte dei tempi, rendendo cosรฌ particolarmente efficace la teoria del Bรถn Preistorico dellโ€™Eurasia.

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Note:

[1]ย Hamayon R.N. 1998

[2] Torri D. 2014: 88

[3]ย Ivi: 87

[4] Eliade M 2005: 42-52

[5] Levi-Strauss C. 1963: 167-186

[6] Cfr Eliade M. 1999: 7

[7] Eliade M. 2005: 516

[8] Il fatto che lโ€™estasi sciamanica si basi sul viaggio extracorporeo รจ un errore che, da Eliade, si diffonde ai movimenti neo-sciamanici occidentali. A diffondere tra gli occidentali lโ€™interesse per la pratica sciamanica รจ stato per primo Michael Harner, un antropologo che scrisse nel 1980 il libro The Way of the Shaman e fondรฒ la Foundation for Shamanic Studiesย (www.shamanism.org). Harner ha creato un approccio di pratica sciamanica definita core-shamanism, ovvero sciamanesimo essenziale, perchรฉ astrae dalle varie tradizioni sciamaniche quegli elementi etnici, mitici e culturali per proporre una serie di tecniche adatte allโ€™uomo moderno. Lโ€™approccio neo-sciamanico รจ stato pesantemente criticato, tra gli altri motivi, per la sua commercializzazione e le sue ascendenze New Age, ma personalmente ritengo essere degni di interesse i contatti ricercati dalla FSS con gli sciamani tradizionali e con la psicologia transpersonale.

[9] Eliade M.2005: 529-530

[10] Ivi: 535-536

[11] Sidky H. 2008: 5

[12] Muller K.E. 2010: 109-110

[13] Si prenda anche in considerazione che lโ€™opera di Eliade โ€“ pur basandosi su un numero impressionante di fonti โ€“ รจ stata scritta a Parigi e basata interamente su fonti secondarie, senza esperienze dirette di ricerca dellโ€™autore.

[14] Mastromattei et all. 1995: 29

[15] Ibidem

[17] Eliade M. 2005: 525

[18] Ivi: 526-541

[19] Ibidem

[20] Nebesky-Wojkowitz R. 1993

[21] In particolare Eliade M. 2005: 455-468

[22] Nebesky-Wojkowitz R. 1993: 542

[23] Ivi: 553

[24] Ivi: 538-540

[25] Ivi: 544-545

[26] Ivi: 550. Sul chod vedi anche Ermakov D. 2008: 475-488, e Franzoni A. http://kunpen.ngalso.net/files/2012/11/rito-gcod.pdf

[27] Comunicazione personale Dmitri Ermakov

[28] Sidky H. 2008: 17-18

[29] Come fa Ermakov D. 2008: LIII. Che perรฒ precisa ยซIl termine โ€œSciamanesimoโ€ non รจ cattivo in sรฉ stesso, benchรฉ soffra del problema di tutti gli โ€œismiโ€ โ€“ unโ€™indebita generalizzazione. Esso potrร  essere positivamente usato in futuro se, per qualche capriccio del fato, il suo uso ritornerร  alla sua definizione originaria e al fenomeno culturale e religioso che una volta rappresentavaยป. Traduzione mia.

[30] Sidky H. 2008: 4

[31] Marazzi U. 1990

[32]ย Ivi: 9

[33] Stutley M. 2003: 84-93

[34] Ivi: 83-84

[35] Eliade M. 2005: 229-238

[36] Mastromattei et all 1995: 26

[37] Ammesso di voler includere queste ultime nella categoria dello sciamanesimo, cosa che come abbiamo giร  visto non tutti gli studiosi sono disposti ad accettare.

[38] Muller K.E. 2001: 30-31. Tuttavia, anche le anime degli antenati o di altri spiriti umanoidi possono prendere la forma di un animale. Vedi Marazzi U. 1990: 12.

[39] Solo a questo argomento sono dedicati i primi quattro capitoli di Le chamanisme di Mircea Eliade

[40] Mastromattei et all. 1995: 27-28

[42] Nicoletti M. in Mastromattei et all 1995: 104-164

[43] Eliade M. 2005: 455-458

[44] Nicoletti M. in Mastromattei et all 1995: 111

[45] Ivi: 125-128

[46] Ivi: 146-157

[47] Ivi: 116-118

[48] Per una breve comparazione tra Buddhismo e Yungdrung Bon si veda Alexander Berzin: http://studybuddhism.com/en/advanced-studies/abhidharma-tenet-systems/comparison-of-buddhist-traditions/bon-and-tibetan-buddhism

[49] Samuel G. 2012: 222-223

[50] Su Tonpa Shenrab vedi Ermakov D. 2008: 130-144

[51] Snellgrove D. 1980

[52] Di cui ricordiamo Lopon Tenzin Namdak, Tenzin Wangyal Rinpoche, Geshe Gelek Jinpa

[53] Ermakov D. 2008: LVIII-LX.

[55] Rispetto alla classificazione buddhista degli insegnamenti, gli Yungdrung Bรถn sembrano piรน propensi ad essere espliciti su quegli aspetti pratici (e legati alle esigenze mondane) della loro religione, con una inferiore tendenza a voler rendere gli stessi sottostanti a motivazioni puramente dharmiche e liberatorie. Si veda Samuel G. 2012: 225

[56] Nicoletti M. in Mastromattei et all 1995: 133-146

[57]ย Ivi: 121-123

[58] Vedi Tenzin Wangyal R. 2002. Vedi anche: https://www.youtube.com/watch?v=BTLROrUqq5E

[59] Namkhai Norbu 1997: xv

[60] Ermakov D. 2008: 152-158

[61] Ivi: 152

[62] Vedi Bellezza J.V. 2005: 2

[63] Vedi Nicoletti M. in Mastromattei et all 1995: 148-151

[64] Bellezza J.V. 2005: 33. Inoltre la possessione del lhapa, a differenza di quella del jhankri nepalesi, porta ad una perdita totale di coscienza dellโ€™operatore. Si pensa che la sua coscienza dimori in uno specchio magico mentre la divinitร  possiede il lhapa. Vedi: Bellezza J.V. 2005 : 7-8

[65] Balikci A. 2008 :13

[66] Ivi: 16


Bibliografia:

  • Balikci A. 2008. Lamas, Shamans and Ancestors: Village Religion in Sikkim, Leiden, Brill Publishing
  • Bellezza J.V. 2005. Spirit-Mediums, Sacred Mountains and Related Bon Textual Traditions in Upper Tibet, Leiden, Brill Academic Publications
  • Eliade M. 1999. Storia delle credenze e delle idee religiose, Vol I, Sansoni, Milano (ed.orig. 1979)
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8 commenti su “Dallo Sciamanesimo Siberiano allo Yungdrung Bรถn: unโ€™ipotesi sul Bรถn Preistorico dellโ€™Eurasia

  1. Lโ€™articolo รจ veramente avvincente, esaustivo e ben realizzato. Tuttavia in riferimento al raffronto fra Bรถn e ะฑำฉำฉ ะผำฉั€ะณำฉะป – bรถรถ mรถrgรถl e conseguentemente alla sua etimologia non posso fare a meno di esprimere qualche riserva. Il termine mongolo bรถรถ che designa lo sciamano altro non รจ che la pronuncia moderna del mongolo classico Bรถge – แ ชแ ฅแ ญแ ก, da cui bรถgรผ e bรถรถ. In quanto sovente le parole della lingua mongola khalkha che possiedono una vocale lunga sono lโ€™esito fonetico della sonorizzazione della consonante contenutavi portata alle sue estreme conseguenze.
    La voce mongola in questione, analogamente a gran parte del lessico letterario e religioso รจ mutuata dal proto-turco. โ€œBรถgรผ โ€“ come scrive Jean Paul Roux ne โ€œLa Religione dei Turchi e dei Mongoliโ€, Genova, 1990, pp.74-75 โ€“ รจ sia il pontefice sciamanico delle epoche gengiskanidi e pre-gengiskhanidi, sia il beki, termine che rimanda al turco beg, il forte, poi โ€œsignoreโ€, divenuto bey in turco anatolico, avente una connotazione di potere.
    Dato che la religione Bรถn si dice provenire dalle terre iraniche (sTag gzig, Tajikistan?), come suggerisce Alejandro Chaoul in โ€œIl sacrificio rituale tibetanoโ€ e come riporta il II volume del Dizionario etimologico di lingue iraniche, J. I. Edelman, V. I. Rastorgueva. Etimologicheskij slovar’ iranskix jazykov, sembrerebbe maggiormente ascrivibile alla voce * bลซna, quindi * bundha, โ€œbase, origineโ€, da cui il termine avestico per creazione: Bundahishn.
    Peraltro la stessa voce bรถgรผ non รจ scevra da ascendenze iraniche: verosimilmente una rotazione consonantica proveniente dalla voce avestica mag. Un fonema afferente al concetto di magia e di potere, presente sia in germanico che in slavo, rispettivamente mรถgen e ะผะพั‰ัŠ-moshchโ€™. Riscontrabile altresรฌ nel topos letterario persiano: โ€œPรฎr-e Mรดghanโ€, il Superiore dei Magi. Quindi โ€œmagoโ€, etimologicamente connesso alla sfera semantica della potenza intesa come siddhi.

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