Il vampirismo alla luce delle teorie di Jacques VallΓ©e

In questo articolo cercheremo di dare una spiegazione a un clamoroso e inspiegabileΒ caso di vampirismo avvenuto in Transilvania nel 1816 utilizzando alcune teorie dell’ufologo franco-americano Jacques VallΓ©e, ovvero l’esistenza della dimensione di Magonia, la capacitΓ  degli abitanti di Magonia di manipolare gli esseri umani e la teoria dell’ “effetto termostato”.


articolo di Giovanni Pellegrino
revisione a cura di Marco Maculotti

originariamente pubblicato su Centro Studi La Runa
copertina: Remedios Varo, “Plant Architecture”, 1962

In questo articolo cercheremo di dare una spiegazione a un clamoroso e inspiegabileΒ caso di vampirismo avvenuto in Transilvania nel 1816 utilizzando alcune teorie dell’ufologo franco-americano Jacques VallΓ©e (nato nel 1939), ovvero l’esistenza della dimensione di Magonia, la capacitΓ  degli abitanti di Magonia di manipolare gli esseri umani, la teoria dell’«effetto termostato» e le modalitΓ  con le quali gli abitanti dell’universo parallelo di Magonia metterebbero in atto il suddetto espediente.

Ci serviremo del seguente schema concettuale: in primo luogo esporremo in maniera dettagliata tale caso di vampirismo; in secondo luogo esporremo in maniera sintetica le teorie di Jacques VallΓ©e, che utilizzeremo per spiegare il caso, e infine tenteremo di dimostrare che servendoci di queste teorie di VallΓ©e Γ¨ possibile dare una spiegazione sia a questo caso particolare sia alla convinzione dell’esistenza dei vampiri, convinzione che durΓ² per molto tempo tra le popolazioni di molte nazioni europee.

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Abbiamo scelto questo caso di vampirismo poichΓ© ci sembra che difficilmente possa essere considerato solo una leggenda oppure solamente frutto della fantasia di qualche persona in vena di scherzi o soggetta ad allucinazioni.Β Tale apparizione di un vampiro Γ¨ avvenuta nel 1816 in Romania e precisamente in un villaggio situato nei pressi di Cluj. CiΓ² che caratterizza questa storia di vampirismo Γ¨ il fatto che dell’apparizione e delle vicende riguardanti il vampiro esiste addirittura un resoconto scritto redatto da unΒ nobile che risiedeva in un castello situato nei pressi di Cluj.

Tale resoconto Γ¨ particolarmente attendibile perchΓ© Γ¨ stato redatto circa un mese dopo la fine degli eventi, per cui si puΓ² escludere che si tratti di una leggenda nata dall’alterazione di fatti storici avvenuti molto tempo prima. Il documento Γ¨ stato ritrovato per puro caso nella biblioteca del nobile, nascosto nelle pagine di un libro. Come vedremo, questa storia Γ¨ molto diversa dalla maggior parte delle altre giacchΓ© cominciΓ² in un’osteria di tale villaggio nei pressi di Cluj e si svolse davanti a molti testimoni.

Era da alcune ore scesa la sera e come accadeva sempre nell’osteria del villaggio si era recato un buon numero di persone. Sembrava una serata come tutte le altre e gli avventori del locale erano intenti a svolgere le loro solite attivitΓ , quando all’improvviso entrΓ² quello che sembrΓ² a tutti un personaggio molto sinistro, tanto Γ¨ vero che immediatamente gli avventori smisero le loro attivitΓ  e concentrarono l’attenzione sul misterioso personaggio.

Scese un silenzio assoluto nell’osteria e tale silenzio si tramutΓ² in vero e proprio terrore collettivo quando il sinistro personaggio disse di essere un vampiro e, per dimostrare che non stava scherzando, mostrΓ² i suoi canini aguzzi avvicinandosi a vari avventori con la bocca aperta. Ma il peggio doveva ancora arrivare per uno degli avventori, che seduto a un tavolo stava bevendo insieme ad amici un bicchiere di vino. Il vampiro gli si avvicinΓ² ma anzichΓ© limitarsi a mostrargli i denti lo morse sul collo. La ferita non era molto profonda e non destava preoccupazione. Tuttavia il vampiro gli disse che sarebbe morto entro pochi giorni e dopo aver pronunciato questa minaccia uscΓ¬ lentamente dall’osteria dove secondo il resoconto scritto del nobile si era trattenuto per circa un quarto d’ora.

Appena uscito il vampiro tutti si resero conto che non era stata un’allucinazione collettiva perchΓ© il povero avventore che era stato morso presentava sul collo le due ferite causate dal terrificante essere. Il nobile scrive nel suo resoconto che la personaΒ che era stata morsa dal vampiro morΓ¬ una settimana dopo in maniera misteriosa ed inquietante. Gli abitanti del villaggio decisero di bruciare il corpo dell’uomo ucciso dal vampiro al fine di evitare che diventasse anche lui un vampiro. Qui finisce la prima parte della storia: ma dobbiamo ora spiegare perchΓ© il nobile decise di mettere per iscritto tale episodio.

Uno degli avventori dell’osteria faceva parte della servitΓΉ del nobile e in quanto tale viveva nel castello. Non appena vi fece ritorno, raccontΓ² questa storia incredibile al suo padrone, che la considerΓ² priva di fondamento e si arrabbiΓ² col servo, accusandolo di essersi ubriacato o di volerlo prendere in giro. Il servo raccontΓ² al padrone che molte altre persone avevano visto il vampiro e che uno di essi portava addirittura sul collo i segni dell’incontro con il vampiro. Il giorno dopo il nobile mandΓ² a chiamare alcuni degli avventori dell’osteria e rimase colpito dal fatto che tutti confermarono la versione data dal suo servo, ed egli stesso potΓ© notare i segni dei denti del vampiro.

A questo punto il nobile cominciΓ² a credere alla storia di vampirismo e ordinΓ² alla persona che era stata morsa dal vampiro di restare al castello. Nel suo dettagliato resoconto il nobile riferiva che tale persona, senza nessun motivo spiegabileΒ razionalmente, si indebolΓ¬ giorno dopo giorno, tanto che il giorno prima di morire non riusciva nemmeno ad alzarsi per pochi istanti dal letto. Oltretutto il nobile aveva ordinato a due suoi soldati di restare a guardia della porta che conduceva alla stanza dell’infermo per evitare che l’essere mostruoso potesse venirne nuovamente a contatto.

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La notte in cui l’uomo vampirizzato morΓ¬, quindi, davanti alla porta della sua stanza c’erano i soldati che impedivano a chiunque di entrare; nella stanza vi era un’ampia finestra in parte aperta e non sorvegliata, poichΓ© la stanza si trovava nella parte alta del castello e quindi nessuno sarebbe potuto entrare. All’improvviso i soldati udirono deboli grida emesse dall’uomo che stava per morire: l’uomo pronunciΓ² solo questa frase:

Β« Il vampiro Γ¨ venuto a prendermi! Β»

Subito dopo aver sentito queste parole, i soldati entrarono nella stanza e trovarono l’uomo in agonia, tanto che morΓ¬ pochi minuti dopo senza riuscire a rispondere alle domande delle guardie, che non poterono fare altro che riferire al nobile della morte inquietante dell’uomo. Il nobile trovΓ² la finestra della stanza completamente aperta e chiese ai soldati perchΓ© fosse spalancata nonostante egli avesse dato l’ordine di tenerla accostata. I soldati negarono di averla aperta, e anche il servo che assisteva il moribondo confermΓ² che quando egli era entrato nella stanza qualche ora prima la finestra era solo parzialmente aperta.

Il nobile insieme agli abitanti del villaggio decisero di bruciare il cadavere per evitare che diventasse un vampiro dopo la morte. Dopo circa un mese, durante il quale non vi furono altre apparizioni del vampiro nΓ© morti sospette, il nobile mise per iscritto la storia. Com’era apparso dal nulla, cosΓ¬ il vampiro scomparve definitivamente nel nulla, quasi fosse venuto da un’altra dimensione: quella che VallΓ©e denomina la Β«dimensione di MagoniaΒ»?

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Remedios Varo, “Lady Tigerbat”

Il nobile decise di indagare su eventuali casi di vampirismo avvenuti nel passato a Cluj e nei paesi situati nelle vicinanze. Le ricerche si rivelarono infruttuose, tuttavia il nobile mise in evidenza nel suo resoconto scritto che circa una quarantina di anni prima del 1816 (anno nel quale avvenne il caso di vampirismo in discorso) nella cittΓ  diΒ ClujΒ eraΒ avvenuto un fatto misterioso che non poteva essere spiegato razionalmente, sebbene non fosse facile stabilire se si trattasse di un caso di vampirismo o dell’apparizione di un fantasma. Il nobile chiude il suo resoconto raccontando dettagliatamente anche questo fatto misterioso, che esporremo qui molto sinteticamente limitandoci perΓ² ad applicare le teorie di VallΓ©e solo al caso del 1816.

Il nobile scrive riferisce il racconto di tre anziani abitanti di Cluj secondo cui circa 35-40 anni prima mentre stavano ritornando alle loro case a notte inoltrata avevano incontrato sulla strada un essere misterioso apparso dal nulla: la creatura della notte andΓ² loro incontro e disse di essere un vampiro venuto a Cluj per far saper che entro poco tempo si sarebbero verificati nella cittΓ  fatti spaventosi in quanto su tale cittΓ Β esisteva una maledizione lanciata dal vampiro stesso alcuni anni prima.

Dopo qualche mese una giovane donna che viveva da sola in una casa alla periferia di Cluj si mise a letto e nel giro di una settimana perse completamente le sue energie,Β come se qualcuno le succhiasse l’energia vitale [cfr. MACULOTTI: Fairies, streghe eΒ dee: il β€œnutrimento sottile” e il β€œrinnovamento delle ossa”, suΒ AXISmundi] giorno dopo giorno, tanto che un paio di giorni prima della sua morte sostenne che un vampiro era entrato piΓΉ volte nella sua casa mordendola sul collo. A quel tempo le persone che la conoscevano non le credettero perchΓ© sul collo della donna non furono trovati segni di sorta. Come abbiamo messo in evidenza nel libro I miti della societΓ  contemporanea, nell’epoca d’oro del vampirismo esisteva la convinzione che i vampiri lasciassero sempre i segni dei loro denti sul collo delle vittime, per cui non deve sorprendere che la donna venne considerata pazza dagli abitanti di Cluj.

Tuttavia una settimana dopo la morte della donna un uomo raccontΓ² che una notte ilΒ fantasma della donna era entrato nella sua stanza ed aveva avuto rapporti sessuali con lui, annunciandogli che tali rapporti gli sarebbero costati la vita entro un mese poichΓ© sulla donna esisteva la maledizione (contagiosa) di un vampiro. Una settimana dopo tale misterioso evento un altro uomo che abitava a Cluj sostenne che il fantasma di tale donna era apparso nella sua stanza da letto durante la notte e gli aveva proposto di avere rapporti sessuali con lei. L’uomo accettΓ² la proposta della donna pur sapendo che ella era giΓ  apparsa una settimana prima all’altro abitante di Cluj. Prima di sparire la donna ripetΓ© anche a questo secondo uomo che i rapporti sessuali che aveva avuto con lei gli sarebbero costati la vita entro un mese poichΓ© ella gli aveva trasmesso la stessa maledizione del vampiro che l’aveva condotta alla morte.

Effettivamente dopo circa un mese i due uomini a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro furono costretti a mettersi a letto e divennero sempre piΓΉ deboli come se un essere soprannaturale (vampiro o fantasma che fosse) avesse succhiato loro l’energia vitale. In pochi giorni morirono, ma anche in questo caso sul loro collo non furono trovati iΒ segni che avrebbero dovuto lasciare i denti del vampiro o della vampira; entrambi gli uomini perΓ² riferirono nel corso della loro breve e misteriosa malattia che in piΓΉ di un’occasione durante la notte erano apparsi loro contemporaneamente il vampiro eΒ la donna morta e avevano ricordato la maledizione che li avrebbe uccisi. CosΓ¬ termina il resoconto scritto del nobile.

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A nostro avviso quest’ultimo caso situato a metΓ  strada tra le storie dei vampiri e leΒ storie dei fantasmi sembrerebbe dare ragione a John Keel. Come abbiamo giΓ  scritto nell’articolo Alcune riflessioni sulla teoria del superspettro di John KeelΒ [sul sito di Nexus Edizioni]Β l’ufologo americano sostiene che tutti i fatti misteriosi, anche quelli che sembrano non aver nessun legame fra loro, sono creati dall’energia di un’entitΓ  che Keel definisce Β«SuperspettroΒ», perchΓ© situata in una zona dello spettro elettromagnetico nonΒ percepibile dagli organi di senso degli esseri umani.

Invece il caso di vampirismo avvenuto nel 1816 si potrebbe spiegare utilizzandoΒ alcune teorie di Jacques VallΓ©e che ora esporremo in maniera sintetica per poi applicarle a tale caso di vampirismo e piΓΉ in generale alla credenza dell’esistenza dei vampiri.

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Remedios Varo, Portait of Dr. Ignatio Chavez
Remedios Varo, “Portait of Dr. Ignatio Chavez”

La prima teoria di Jacques VallΓ©e che prenderemo in considerazione Γ¨ quella circa l’esistenza di un universo parallelo al nostro, definito da VallΓ©e Β«dimensione diΒ Magonia» (nel folklore medievale Magonia era una delle denominazioni del mondo abitato da fate, gnomi, elfi e folletti i quali in determinate circostanze favorevoli potevano entrare nel nostro mondo ed in alcuni casi potevano anche rapire gli esseri umani per portarli nel mondo di Magonia) [cfr. MACULOTTI: I rapimenti dei Fairies: il β€œchangeling” e il β€œrinnovamento della stirpe”, suΒ AXISmundi].

Secondo l’ufologo franco-americano gli abitanti della dimensione di MagoniaΒ sarebbero in grado di interferire con le vicende del genere umano in vari modi: tali interferenze sarebbero finalizzate a manipolare la visione del mondo ed il comportamento degli esseri umani allo scopo di condizionare le loro credenze e comportamenti senza che essi si rendano conto di subire sin dalla notte dei tempi tale influenza “sottile”.

Come abbiamo scritto nell’articolo Ipotesi sull’origine degli UFOΒ [su CentroStudiLaRuna], VallΓ©e insieme a Keel deve essere considerato il fondatore della New Ufology, corrente che si basa sul presupposto che dietro la fenomenologia ufologica non si nascondano gli extraterrestri ma entitΓ  parafisiche provenienti da un universo parallelo, i quali fingerebbero di essere degli alieni per manipolare le credenze degli esseri umani (ipotesi parafisica dell’origine degli UFO) [cfr. MACULOTTI:Β Chi si nasconde dietro laΒ maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica, suΒ AXISmundi].

VallΓ©e Γ¨ convinto che gli abitanti della dimensione di Magonia interferiscano con le vicende degli esseri umani fin dagli inizi della storia assumendo di volta in volta le sembianze di esseri quali fate, gnomi, elfi, folletti, creature soprannaturali di vario tipo, alieni. Secondo l’ufologo franco-americano nel corso della storia del genere umano gli abitanti di Magonia si sono mascherati nelle maniere piΓΉ disparate, dimostrando cosΓ¬ di avere capacitΓ  camaleontiche e scegliendo sempre il travestimento piΓΉ credibile nelle varie epoche storiche.

Per fare due esempi molto significativi nel corso dell’etΓ  medievale essi avrebbero assunto la forma di fate, gnomi ed elfi perchΓ© in quel determinato periodo storico quasi tutti credevano nell’esistenza del Β«piccolo popoloΒ» mentre oggi gli stessi abitanti di Magonia avrebbero scelto di travestirsi da alieni (dando cosΓ¬ origine al fenomeno UFO) perchΓ© oggi, trovandoci nell’era tecnologica e spaziale, moltissime persone credono nell’esistenza di intelligenze “altre” dimoranti nello spazio cosmico.

Come abbiamo scritto nei libri I credenti degli UFO e Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO, VallΓ©e e Keel sono gli autori dei libri che hanno dato il via all’esplosione e alla diffusione, prima negli Stati Uniti e poi in molte altre nazioni della Nuova Ufologia. John Keel Γ¨ l’autore, tra gli altri libri, di UFO: operazione cavallo di Troia, mentre Jacques VallΓ©e Γ¨ soprattutto noto perΒ Passaporto per Magonia: tali libri devono essere considerati i testi base della corrente parafisica che nacque nel 1969 negli Stati Uniti.

Jacques VallΓ©e Γ¨ convinto che gli abitanti di Magonia assumano sembianze diverse nel corso dei secoli al fine di creare nel mondo degli esseri umani delle credenze, un clima socio-culturale (Stimmung), politico, religioso funzionale ai loro interessi e al loro scopo principale ovvero creare una visione del mondo (Weltanschauung) che permetta loro di manipolare le credenze e il comportamento degli esseri umani.

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Remedios Varo, The Hermit, 1955
Remedios Varo, “The Hermit”, 1955

Come giΓ  sottolineato adeguatamente nel libro Una lettura sociologica della realtΓ  contemporanea, gli esseri umani agiscono tenendo conto non tanto della realtΓ  dei fatti ma della interpretazione che essi danno dei fatti, interpretazione che spesso non coincide con la realtΓ  effettiva ma anzi tende a deformarla. Sempre in tale libro abbiamo sostenuto che in tutte le epoche storiche, compresa la nostra, quello che condiziona il comportamento degli uomini non sono tanto gli eventi storici e sociali ma la percezione collettiva di tali eventi. In sintesi, per manipolare gli esseri umani non Γ¨ necessario modificare gli eventi storici ma sarebbe sufficiente modificare la percezione collettiva degli stessi.

Una delle leggi fondamentali della sociologia Γ¨ la legge definita del Β«Come seΒ»: tale legge afferma che non importa che un evento sia reale per condizionare il comportamento degli esseri umani ma Γ¨ sufficiente che essi lo ritengano tale per condizionare il comportamento collettivo. Nei nostri libri intitolati I credenti degli UFO e Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO abbiamo evidenziato che la teoria parafisica dell’origine degli UFO avanzata da John Keel e Jacques VallΓ©e ha un senso solamente se si parte dal presupposto che le entitΓ  parafisiche tengano conto ed utilizzino proprio la legge sociologica del Β«Come seΒ» per manipolare il comportamento degli esseri umani, dal momento che tale legge sociologica Γ¨ valida non solo nel mondo contemporaneo ma in tutte le epoche storiche a partire da quelle piΓΉ antiche.

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Tornando alle teorie di Jacques VallΓ©e, riveste grandissima importanza la teoria dell’«effetto termostatoΒ» elaborata dall’ufologo franco-americano. Gli abitanti di Magonia creerebbero in tutte le epoche un clima socio-culturale favorevole al raggiungimento dei loro scopi e farebbero di tutto per mantenere inalterato tale clima. Di conseguenza,Β il loro comportamento sarebbe paragonabile all’azione di un termostato, che una volta raggiunta in una casa la temperatura desiderata dal padrone fa sΓ¬ che essa non subisca alcuna variazione, non diventando troppo fredda o troppo calda.

Secondo Jacques VallΓ©e gli abitanti di Magonia utilizzerebbero tre strategie per creare e mantenere costante il clima socio-culturale, dando cosΓ¬ luogo all’«effetto termostatoΒ»: spaventare gli esseri umani assumendo le sembianze di creature e terrificanti e creando situazioni spaventose (ad esempio casi di vampirismo e licantropismo), dare luogo a situazioni ed eventi attraenti e piacevoli creando creature attraenti ed affascinanti (ad esempio le fate) e assumere comportamenti che creano confusione negli umani (ad esempio comportamenti contraddittori o privi di senso).

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Prenderemo spunto dalle teorie di VallΓ©e per rispondere ai seguenti due interrogativi: come mai per lungo tempo in numerose nazioni europee e anche non europee moltissimi individui hanno creduto all’esistenza dei vampiri a tal punto da vivere nel terrore ogni volta che tramontava il sole? Come mai nella societΓ  contemporanea nessuno crede piΓΉ all’esistenza dei vampiri?

Riguardo alla prima domanda, accettando le teorie di VallΓ©e si potrebbe rispondere che il fatto che tante persone in passato abbiano creduto al vampirismo sia dovuto al fatto che gli abitanti di Magonia volevano che gli esseri umani credessero all’esistenza dei vampiri perchΓ© tale credenza era funzionale al raggiungimento del loro scopo, ovvero condizionarne il comportamento manipolando la loro Weltanschauung (visione del mondo), la Stimmung e la Bildung dominanti nelle varie epoche storiche.

Per rispondere invece alla seconda domanda si potrebbe dire che gli uomini hanno smesso di credere all’esistenza dei vampiri perchΓ© gli abitanti dell’universo parallelo di Magonia sarebbero giunti alla conclusione che ciΓ² non fosse piΓΉ compatibile con il raggiungimento dei loro scopi. A questo punto tuttavia bisogna chiedersi in che modo, secondo VallΓ©e, gli abitanti di Magonia avrebbero in un primo momento fatto sΓ¬ che gli uomini credessero all’esistenza dei vampiri e in un secondo momento li avrebbero convinti che questi non esistano.

Per VallΓ©e gli abitanti di Magonia convinsero gli uomini dell’esistenza dei vampiri assumendo le sembianze di vampiri e penetrando nel nostro universo attraverso le finestre che mettevano in contatto due dimensioni parallele, la nostra e la loro; nel nostro universo, poi, essi aggredivano gli esseri umani. Quando gli abitanti di Magonia decisero che gli uomini non dovevano piΓΉ credere ai vampiri smisero di assumerne le sembianze, e col passare del tempo nessuno credette piΓΉ ai vampiri. Noi riteniamo plausibile questa spiegazione data da VallΓ©e, perΓ² non ci sentiamo di escludere la possibilitΓ , non considerata da VallΓ©e, che gli abitanti di Magonia possano forse aver creato i vampiri utilizzando una forma di energia in loro possesso.

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Luca Rossi, “Extraterrestrial Infiltration in Human Gnosis”, 2012

Per quanto riguarda il caso di vampirismo avvenuto nel 1816 in Romania, siamo stati colpiti da due elementi del resoconto redatto dal nobile. Il vampiro entrato nell’osteria sembrava interessato a dimostrare agli avventori che egli era un vampiro. PerchΓ© tanta teatralitΓ ? Se ipotizziamo che tale vampiro fosse un abitante di Magonia o un essere creato dall’energia degli abitanti di Magonia Γ¨ facile rispondere: il vampiro avrebbe agito cosΓ¬ perchΓ© in quel periodo storico gli abitanti di Magonia volevano convincere gli esseri umani dell’esistenza dei vampiri.

In secondo luogo, e concludendo,Β questo caso di vampirismo non puΓ² essere spiegato sostenendo che il vampiro non era reale ma un’allucinazione degli avventori. Contro l’ipotesi dell’allucinazione Γ¨ possibile citare almeno tre argomentazioni contrarie: in primo luogo il vampiro Γ¨ stato visto da numerosi avventori; in secondo luogo i segni del morso del vampiro presenti sul collo dell’uomo attaccato furono visti da tutti i presenti e anche dal nobile autore del resoconto; in terzo luogo se si fosse trattato di un’allucinazione l’uomo attaccato dal vampiro non sarebbe morto in maniera misteriosa in poco tempo, proprio come gli aveva predetto il vampiro.


Libri e articoli citati:


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