Chi si nasconde dietro la maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica

L’esame delle teorie di John Keel e Jacques VallΓ©e fondate sull’Β«ipotesi parafisicaΒ», il Β«superspettroΒ» e l’Β«effetto termostratoΒ» ci consente una riflessione sull’Altro Mondo e un parallelismo con il modello cosmografico e l’Β«antichtōnΒ» diΒ FilolaoΒ 


di Marco Maculotti
immagine: Thomas HΓ€fner


Β« E molti sono stati via dai cosiddetti spiriti, per due settimane o per tutto un mese, trascinati via su carrozze alate, hanno sorvolato valli e colline, dirupi e scogliere, finchΓ© non sono stati ritrovati, privi di sensi, su un prato o in cima a una montagna… Β»

(“Discourse upon Devils and Spirits”, tratto da “The Discovery of Witchcraft” di Reginald Scot (III edizione del 1665)


Tra i miti del mondo moderno ce n’Γ¨ uno che Γ¨ particolarmente significativo per la sua peculiaritΓ  di veicolare intuizioni antiche (o meglio, eterne perchΓ© archetipiche) e di trasformarle in simboli moderni. Stiamo parlando di tutto il corpus “mitologico” concernente leΒ “Intelligenze Aliene”Β che entrerebbero sporadicamente in contatto con l’umanitΓ , ivi compresi gli avvistamenti di “dischi volanti”, il fenomeno delle abduction, il Missing Time, e via dicendo.

In un articolo di recente pubblicazione sul nostro sito per la sezione “Magonia” Β [M. Martini:Β Non Γ¨ terrestre (e non pretende di esserlo)] l’Autore ha proceduto a un’analisi critica delle ipotesi degli “Antichi Astronauti” e della “Genesi Aliena”, i due topoiΒ principali su cui Γ¨ edificata la corrente ufologica di Zecharia Sitchin e dei suoi epigoni. Il Martini metteva in risalto come la principale fallacia dottrinale di questa “scuola” fosse da rintracciarsi nell’eccessivoΒ materialismo metodologicoΒ su cui si fonda, con la logica conseguenza di giungere alla opinabile conclusione diΒ Β«ritenere tali forme aliene come dei doppioni biologici dell’umanitΓ  terrestre, con esigenze fisico-materialiΒ» simili alle nostre.

Da parte nostra, in questa sede ci prefissiamo di analizzare un’altra corrente che ha tentato di dare un senso coerente a questo “mito del XX secolo”. Andremo alla scoperta del filone della new ufology di Keel e VallΓ©e incentrato sulla cd. Β«ipotesi parafisicaΒ»; proseguiremo citando i pareri di altre voci illustri, quali Charles Fort, Michel Carrouges, Bertrand Meheust, Michel Meuger, Pierre Lagrange (a questo proposito ci sono stati molto utili alcuni articoli onlineΒ a cura di Giovanni Pellegrino e di Nico Conti, consultabili nella bibliografia). InfineΒ tenteremo di rilevare alcuni “parallelismi” o “corrispondenze” fra queste ipotesi moderne apparentemente fantascientifiche e un’antica concezione della civiltΓ  “classica” per antonomasia: quella dell’Β«antiterra» degli Elleni, giunta fino a noi grazie a Filolao e Platone.


Da Jung a Keel e VallΓ©e: il mito dei visitatori dall’Altrove

C.G. JungΒ [1] nel 1958 si occupΓ² del fenomeno sempre piΓΉ frequente degliΒ avvistamenti di “dischi volanti” e, da una rassegna dei dati obiettivi e dall’analisi delle sue tracce nei sogni e nelle opere degli artisti, concluse che si trattasse di immagini unificatrici prodotte dall’inconscio con una funzione di rassicurazione, di fronte a uno stato di smarrimento collettivo caratterizzante gli anni del dopoguerra. Tuttavia non escluse l’ipotesi, suffragata dalla teoria della sincronicitΓ , della percezione di realtΓ  fisiche concrete non ancora dimostrabili con strumenti scientifici.Β 

Ma giΓ  dieci anni prima,Β Michel Carrouges aveva messo in rilievo come fosse avvenuta, con l’avvento dell’Γ¨ra delle macchine, Β«una curiosa trasposizione delle immagini delle divinitΓ  protettrici da quelle della mitologia e della religione, a quelle dei nuovi protettori interstellari.Β Carrouges giΓ  allora ci indicava un mito del salvatore che possiamo riscontrare, a suo parere, sia nella storia del contattista Adamsky, che in una grande quantitΓ  di romanzi di fantascienzaΒ» [2].

A distanza di un ventennio di primi lavori di Carrouges, John Keel e Jacques VallΓ©e fondarono la corrente dellaΒ new ufology, basata sulla cd. Β«ipotesi parafisicaΒ», menzionata per la prima volta con la pubblicazione nel 1969 dei testi-base di questa nuova branca dell’ufologia: Passport to Magonia del franco-americano VallΓ©e e i due libri di KeelΒ Strange Creatures From Time and SpaceΒ eΒ UFOs: Operation Trojan HorseΒ [3].

ufos-operation-trojan-horse-cover-a
John Keel, UFOs: Operation Trojan Horse

In sintesi John Keel, come riassume egregiamenteΒ Giovanni PellegrinoΒ in un articoloΒ [4]:

Β« […] giunse alla convinzione che ufologia, racconti riguardanti fate, gnomi ed elfi, sedute spiritiche, fenomeni paranormali, incontri con creature terrificanti […] erano tutti fenomeni misteriosi che riconoscevano la loro origine nella stessa realtΓ  ignota che si manifestava agli uomini utilizzando di volta in volta delle messe in scena e dei travestimenti estremamente variabili e camaleontici. Keel formulΓ² la sua famosa teoria dei β€œcavalli di Troia”: secondo tale teoria gli UFO e gli altri fenomeni appartenenti alla dimensione del mistero non erano altro che dei travestimenti, dei β€œcavalli di Troia” utilizzati da tale realtΓ  ignota per condizionare e manipolare la razza umana sin dagli inizi della storia del genere umano. Tale realtΓ  ignota cambierebbe nelle varie epoche storiche il modo di travestirsi per adattarsi intenzionalmente al contesto storico, sociale e culturale esistente nei vari periodi storici in modo da mimetizzarsi piΓΉ facilmente.

Per dirla in altro modo, Keel sosteneva che tale realtΓ  ignota si travestiva ai giorni nostri da extraterrestri perchΓ© ci trovavamo nell’era spaziale mentre nel medioevo tale realtΓ  ignota assumeva la forma di fate, gnomi ed elfi perchΓ© in quel periodo storico tale travestimento era molto credibile. […]Β Keel adottΓ² molte delle teorie di Charles Fort il quale era convinto che la razza umana era proprietΓ  di entitΓ  misteriose che consideravano gli esseri umani una loro proprietΓ , cosΓ¬ come gli allevatori consideravano i capi di bestiame una loro proprietΓ . Sulla scia di Charles Fort, Keel avanzΓ² l’ipotesi che esisteva intorno agli esseri umani un mondo invisibile che manipolava le convinzioni degli stessi.Β Β»

Secondo Keel l’origine di tutti i fenomeni misteriosi deve essere ricercata nell’attivitΓ  e nel potere del Β«superspettroΒ» [5]: egli pone tale realtΓ  ignota (denominata nel Medioevo Fairyland o, secondo VallΓ©e, Magonia) non in dimensioni o universi paralleli bensΓ¬ in una regione del nostro universo situata in una parte dello spettro elettromagnetico non percepibile dai nostri sensi. È la stessa conclusione che si ritrova, sebbene con una terminologia comprensibilmente differente, nel testo del reverendo Kirk che denomina la particolare abilitΓ  di una esigua minoranza di umani di connettersi a questo spettro occultoΒ Β«seconda vistaΒ» [6].

91PM-en7J5L.jpg
Jacques VallΓ©e, Passport to Magonia

Dal canto suo, Jacques VallΓ©eΒ β€”Β come abbiamo avuto modo di rilevare nel nostro precedente saggioΒ Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recentiΒ β€”Β Β«prendendo in esame fenomeni che esulanoΒ dall’ordinaria esperienza sensibile, notΓ² una similitudine fra certi fenomeni presenti nel folklore (come gli incontri con il popolo dei fairies), i moderni presunti incontri ravvicinati con gli extraterrestri e altri fenomeni paranormaliΒ (Passport to Magonia: From Folklore to Flying Saucers, 1969). Egli intravide nel(l’apparentemente) recente fenomeno delle abductionΒ un sistema di controllo dell’evoluzione terrestre che sarebbe attivo nella storia umana e opererebbe sull’inconscio collettivo della nostra specie [7].Β Secondo la sua ipotesi, queste entitΓ  non provengono dallo spazio, maΒ piuttostoΒ da una dimensione parallela alla nostra (Β«dimensione di MagoniaΒ»); sarebbero dunque entitΓ  interdimensionali, e l’incontro con essi avverrebbe unicamente in determinate situazioni di coscienza alterataΒ».

LEGGI ANCHE  Fairies, streghe e dee: il "nutrimento sottile" e il "rinnovamento delle ossa"

Nel folklore medievale Magonia era il mondo abitato da fate, gnomi, elfi e folletti, dei quali si credeva che in determinate circostanze favorevoli potessero accedere al nostro mondo ed in alcuni casi rapissero gli esseri umani per portarli nel loro ‘regno occulto’. L’ipotesi di lavoro del ricercatore franco-americano non si discosta dunque granchΓ© da quella del collega Keel.Β Citiamo ancora una volta il prezioso contributo di Pellegrino, che annota:

« Secondo Vallée gli abitanti della dimensione di Magonia fanno in modo sin dagli inizi della storia del genere umano di mantenere nelle varie epoche storiche un clima sociale, culturale, politico e religioso che sia compatibile con il loro scopo e il loro obiettivo, che sostanzialmente è sempre lo stesso nelle varie epoche storiche, cioè esercitare la loro influenza ed il loro controllo sulle credenze e sul comportamento degli esseri umani.

Per dirla in altro modo, le entitΓ  parafisiche della dimensione di Magonia (universo parallelo al nostro o se si preferisce una dimensione parallela alla nostra dimensione) vogliono sempre e comunque mantenere in tutte le epoche storiche una β€œstimmung” ed una β€œweltenschuung” che permetta loro di manipolare gli esseri umani, ragion per cui quando si rendono conto che il clima socio-culturale sta subendo delle variazioni che potrebbero creare problemi al loro obiettivo di controllare e manipolare gli esseri umani, immediatamente, cosΓ¬ come fa il termostato in una casa, si danno da fare per ristabilire un clima socio-culturale, una β€œstimmung” compatibile con i loro obiettivi. Β»

maxresdefault (16)
Remedios Varo, Strange woman dropping a boy (particolare)

L’Β«effetto termostatoΒ»

Giunti a questo punto del discorso, dobbiamo menzionare qualche altro studioso del fenomeno.Β BertrandΒ MeheustΒ ad esempio credette di riconoscere il minimo comune denominatore di tutte queste situazioni al limite del reale nelle Β«transe apatridiΒ», Β«esperienze che, al di lΓ  della cultura umana (ma con culture umane come sfondo), troverebbero il loro motivo di esistere in una natura umana, transculturale e astoricaΒ». Michel Meurger invece si Γ¨ domandato Β«se le persone che riportano di essere state rapite abbiano vissuto una qualche esperienza, tipo transe, ad esempio, oppure abbiano semplicemente costruito, sull’influenza del contesto culturale in cui sono immersi, un racconto che serve ad esprimere il registro di tale esperienza» [8].

L’argomento Γ¨ ancora oggi oggetto di discussione. In un suo scritto del 2000,Β Pierre Lagrange,Β riallacciandosi a Meurger, precisΓ² che a parer suo Β«il contesto e la storia […] non sarebbero che un ornamento che permette ad una “scena primordiale” di ripetersi davanti a noi. Secondo questa formula la tecnologia non sarebbe che l’ultimo mascheramento di un non-si-sa-cosa astorico che produce queste esperienzeΒ». Una volta compreso questo punto, gli interrogativi che si pone Lagrange sono piΓΉ che comprensibili nonchΓ©, oseremmo dire, pienamente giustificabiliΒ [9]:

« La fantascienza non Γ¨ altro che l’ultimo dei travestimenti utilizzato da un “fenomeno” che, prima, si era manifestato sotto la maschera della stregoneria, del folklore e dello sciamanesimo? I resoconti delle testimonianze relative alle osservazioni Ufo rinviano ad un fenomeno (o a determinate esperienze), oppure si tratta di semplici racconti? Se il testimone Ufo Γ¨ preso dal contesto dell’immaginario tecnologica, contesto che esercita un controllo sulla sua percezione dei fatti, cosa dobbiamo pensare dei lavori di Meheust che propongono delle similitudini con il folklore e/o con la stregoneria? Possiamo arrivare a una comprensione maggiore collegando gli Ufo a contesti diversi da quello tecnologico? Β»

Ricollegandoci nuovamente a VallΓ©e, il Pellegrino, in un altro articolo sulle tematiche esaminate in questa sedeΒ [10],Β parla di quello che il ricercatore franco-americano definΓ¬ Β«effetto termostatoΒ», uno dei punti-chiave dell’Β«ipotesi parafisicaΒ»:

Β« Gli abitanti di Magonia creerebbero in tutte le epoche un clima socio-culturale favorevole al raggiungimento dei loro scopi e farebbero di tutto per mantenere inalterato tale clima. Di conseguenza il loro comportamento sarebbe paragonabile all’azione di un termostato, che una volta raggiunta in una casa la temperatura desiderata dal padrone fa sΓ¬ che essa non subisca alcuna variazione, non diventando troppo fredda o troppo calda. Secondo Jacques VallΓ©e gli abitanti di Magonia utilizzerebbero tre strategie per creare e mantenere costante il clima socio-culturale, dando cosΓ¬ luogo allβ€™β€œeffetto termostato”: spaventare gli esseri umani assumendo le sembianze di creature e terrificanti e creando situazioni spaventose (ad esempio casi di vampirismo e licantropismo), dare luogo a situazioni ed eventi attraenti e piacevoli creando creature attraenti ed affascinanti (ad esempio le fate) e assumere comportamenti che creano confusione negli umani (ad esempio comportamenti contraddittori o privi di senso). Β»

22448424_10155092322937399_9079230377236470160_n
Ganesh Pyne, The Masks

Magonia o Fairyland?

A conclusioni simili, sebbene meno pessimistiche, giunge anche Janet Bord nel suo studio sul Β«piccolo popoloΒ», mettendo in risalto il fatto che [11] Β«nel mondo moderno talvolta accadono fatti che costituiscono un segno indicativo della vicinanza del nostro mondo a un altro, un mondo che noi non siamo in grado di vedere normalmente, ma che tuttavia interagisce con il nostroΒ» [12].

In questo la ricercatrice britannica Γ¨ perfettamente in linea con il parere del reverendo Kirk [13], che alla fine del Seicento descriveva i Fairies come Β«un popolo invisibile che sorveglia accuratamente gli uomini e che ha diversi compiti e capacitΓ Β» e che viveva in una dimensione sovrapposta alla nostra, pur essendo impossibile ai piΓΉ appurarne l’esistenza.Β Anche la Bord, inoltre, come Keel e VallΓ©e, manifestΓ² l’opinione che FairylandΒ e le sue entitΓ  siano invisibili ai piΓΉ perchΓ© esistonoΒ su un’altra frequenza vibratoria dello Β«spettrometroΒ» [14]:

Β« Se l’β€œaltro mondo”, o “mondo parallelo” o regno delle fate, o come altro preferite chiamarlo, Γ¨ davvero cosΓ¬ vicino, non possiamo escludere che a separarlo da noi vi sia solo un debole diaframma. Questo peraltro Γ¨ invalicabile dai semplici mortali, a meno di riuscire a realizzare le condizioni ideale per un istante o due e di cogliere con un’occhiata veloce ciΓ² che esiste sul versante opposto. Normalmente la nostra mente Γ¨ troppo ingombra per riuscire a mettersi sulla giusta lunghezza d’onda o in una condizione mentale ricettivaΒ […] Tutto ciΓ² acquista un senso solo se effettivamente il Piccolo Popolo vive in un altro mondo, parallelo al nostro, dove il ritmo delle vibrazioni Γ¨ diverso dal nostro […] Noi non li vediamo mai quali sono in realtΓ , a causa della differenza dei ritmi delle vibrazioni dei nostri due mondi. Β»

Michael Mott, nel suo libro Caverns, cauldrons and concealed creatures, ha tentato di fondere Β«in una visione unilaterale e coerente la maggior parte dei miti del pianeta provenienti dal folklore, suggerendo l’ipotesi di un “luogo sotterraneo”, “profondo”, una zona dell’Altrove a metΓ  strada fra la teoria della Terra cava e quella della quarta dimensione, in cui creature che crediamo estinte o mai esistite invece vivono, uscendone di tanto in tantoΒ» [15]. A questa dimensione altra apparterrebbero anche le creature della criptozoologia, come lo Yeti, il Sasquatch, il “mostro di Loch Ness” o il Mothman; su questo concordano anche Keel e VallΓ©e.

LEGGI ANCHE  "La fisica degli angeli": dialogo tra un biologo visionario e un teologo ribelle

PuΓ² essere utile ricordare che sia i resoconti delle ‘visite’ aΒ FairylandΒ sia quelli nel Β«Paese delle OmbreΒ» della tradizione sciamanica raccontino di incontri con trapassati, e aggiungere che non sempre sussiste una netta distinzione tra fate e streghe, traΒ fairiesΒ e divinitΓ  sciamaniche, tra spiriti ausiliari e anime dei morti: tutte queste entitΓ  sovrannaturali hanno la peculiaritΓ  di comparire di tanto in tanto nel nostro mondo, oltrepassando la ‘barriera’ del superspettro per influenzare, tramite la coscienza del ‘ricevitore’, la realtΓ  in cui viviamo.


Image185
Una rappresentazione del modello cosmografico di Filolao

L’Β«antiterraΒ» di Filolao e Platone

Come riallacciare tali ipotesi apparentemente fantascientifiche alle dottrine tradizionali degli Antichi? Forse ci puΓ² venire in aiuto la sapienza greca, in particolar modo pitagorica e platonica, con la credenza in una Β«antiterraΒ» o Β«controterra» (antichtōn).Β Si riteneva che questo misterioso corpo celeste fosse Β«oppostoΒ» (anti-), o Β«sovrappostoΒ», alla nostra terra.Β Ritroviamo quiΒ l’idea, cosΓ¬ comune nell’antichitΓ , che il mondo degli inferi sia un luogo di paradossi e rovesciamenti, come sembra esserlo FairylandΒ e altri ‘mondi occulti’ del folklore antico e moderno, come per esempio il Β«mondo degli spiritiΒ» nella tradizione dei nativi americani, avente tutte le caratteristiche di un mondo al contrario.

Secondo il modello cosmografico di Filolao, poi ripreso da Platone nel mito del Fedone, la cosiddetta «controterra» è il corpo celeste più vicino di tutti al «fuoco centrale» (che è ubicato al centro del cosmo e viene chiamato Hestia) e, esattamente come il fuoco centrale, possiede la peculiare proprietà di rimanere sempre invisibile agli abitanti della terra in cui viviamo. Ci baseremo per questa indagine conclusiva del nostro saggio su un consigliatissimo testo di Peter Kingsley [16], in cui si legge:

Β« […] la proprietΓ  specifica piΓΉ rilevante della controterra di Filolao Γ¨ l’invisibilitΓ  β€” una proprietΓ  fondamentale anche dell’Ade […] come l’Ade, anche la controterra ha la caratteristica di avere abitanti che noi dal nostro punto d’osservazione sulla superficie della terra siamo incapaci di vedere […] D’altro canto perΓ², nel suo significato letterale di β€œanti-terra”, la parola evoca anche l’immagine di una terra a rovescio, una specie di terra-ombra, una terra riflessa o guardata allo specchio che rappresenta l’Altro Mondo: il mondo dei morti […] Β»

Questa Β«terra occultaΒ» assurge talvolta a un Β«mondo dei mortiΒ», in cui il tempo sembra non scorrere (si confronti ciΓ² con il fenomeno delΒ Missing Time che si verifica durante le ‘visite’ a FairylandΒ e le moderne abduction), finendo addirittura per assumere le caratteristiche di una terra di beatitudine, una Β«vera terraΒ» in confronto alla quale quella in cui viviamo non sarebbe che una Β«pallida riproduzioneΒ» caratterizzata dal dominio della materialitΓ . Citiamo ancora Kingsley [17]:

Β« C’è poi l’idea di una β€œvera terra”: idea secondo la quale il mondo in cui viviamo Γ¨ solo una pallida riproduzione di un’altra terra di dimensioni cosmiche […] A stento si potrebbe tracciare una separazione netta tra questa teoria platonica di un’altra terra celeste β€” piΓΉ pura e piΓΉ bella della nostra, in cui vanno a vivere le anime purificate dopo la morte (Fedone: 109b-e, 114b-c) β€” e le diverse tesi pitagoriche su un β€œaltro” mondo β€œetereo”, β€œceleste” o β€œolimpico”, a sua volta abitato […] nell’antichitΓ  c’erano diversi modi per identificare quest’altra terra: come un pianeta invisibile, oppure la luna, le stelle o il cielo stesso […] dietro le diverse identificazioni affiora l’idea di fondo di un posto in cui le anime dei morti vanno a dimorare. Β»

Da Filolao, pitagorico e contemporaneo di Socrate, Platone riprese queste dottrine esoteriche, descrivendoΒ β€” nel giΓ  menzionato FedoneΒ β€” non una maΒ due terre [18]:

Β« In origine la terra Γ¨ la nostra terra […] In seguito, in aggiunta a questa terra presa in senso letterale viene anche introdotta un’altra terra, una terra β€œvera”, distinta dalla povera copia che ci Γ¨ riservata: un mondo etereo, celeste, abitato da esseri divini. Costoro sono i veri esseri viventi, mentre la cosiddetta vita sulla superficie della nostra terra corrotta e malsana Γ¨ soltanto una flebile ombra o un sogno, se paragonata alla loro. Β»


Conclusione

Se confrontata con le ipotesi del XX secolo, la concezione antica della “terra invisibile” appare molto piΓΉ ottimistica, quasi completamente priva di quelle sfumature sinistre che caratterizzano la visione di Keel e VallΓ©e. C’Γ¨ anche da osservare come tali interpretazioni “demoniache” non sono una novitΓ  della nostra epoca: giΓ  nel Medioevo le antiche credenze sui fairies e sulla fate avevano subito l’interpolazione della interpretatio cristiana, e di conseguenza il loro status passΓ² dal “sacrale” (nel senso “pagano” del termine) al “demonico”.

Verrebbe da notare, in conclusione di questo breve saggio, come in seguito all’avvento dell’Illuminismo e al prendere piede della concezione materialista e positivista fenomeni liminali come quelli che abbiamo trattato in questa sede vennero, se possibile, “demonizzati” ancora di piΓΉ che nei secoli precedenti. Ormai ritenuti del tutto estranei alla visione del mondo unanimamente accettata (o che perlomeno noi occidentali riteniamo tale), tali “elementi mitici” ci appaiono al giorno d’oggi così totalmente altriΒ da costituire un vero e proprio tabΓΉ su cui Γ¨ sconsigliabile avanzare qualunque tipo di ipotesi, se si tiene a essere considerati studiosi “seri” e “di buona reputazione”.

Eppure, persino oggi che viviamo nel “mondo delle macchine”, gli abitanti di Magonia ancora tornano ogni tanto a farci visita, rendendoci partecipi dell’Enigma che rappresentano: si cammuffano da “astronauti”, scorrazzano sulle allucinanti “macchine elfiche” di cui parla Terence McKenna. PiΓΉ raramente, in contrade che sono soltanto state sfiorate dal “progresso” e dalla diffusione abnorme della tecnologia (ad esempio in Islanda [19]) i magoniani appaiono ancora nel loro vecchio abito, quello dei fairies e delle fate: una considerazione, quest’ultima, che ci invita a non pochi spunti di meditazione.

LEGGI ANCHE  Non viviamo nel tempo, ma in β€œcronosfere”
12496329_10207938799921383_6227583443830120738_o
Uno scorcio islandese; foto dell’Autore

Note:

[1]Β Carl Gustav Jung,Β Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo.Β Bollati Boringhieri, Torino, 2004.

[2] Cit. Nico Conti,Β L’intrigato rapporto tra fantascienza e dischi volanti, su Il Laboratorio delle Anomalie. Nello stesso articolo, l’Autore menziona anche Bertrand Meheust, che negli anni Settanta riprese le ipotesi di Carrouges, mostrando Β«la panoplia diΒ artifici impiegati dagli “extraterrestri” durante gli incontri con i testimoni Γ¨ giΓ  presente nella vecchia fantascienza.Β Nani macrocefali, raggi paralizzanti, aeronavi a forma di disco e rapimenti alieni, sono elementi che erano giΓ  stati inventati dagli scrittori popolari dall’inizio del 900 in poiΒ». Il Conti fa anche riferimento all’influenza della fantascienza sulle teorie di Charles Fort, riallacciandosi ad alcune interessanti osservazioni giΓ  espresse daΒ Michel Meurger: Β«I famosi concetti fortiani “Siamo proprietΓ  altrui” e “Ci pescano” erano giΓ  presenti nella Guerra dei Mondi di H.G. Wells, e Fort non avrebbe fatto altro che rielaborare, tra gli altri elementi, un lungo brano del romanzo, in cui si ipotizza un mondo futuro dominato dai Marziani, i cui “maestri” hanno creato una classe di “schiavi di prima classe”, prigionieri e rinchiusi nelle loro gabbie, che evocano molto bene le bestie alle quali ci paragona l’autore de Il libro dei dannati: siamo nel 1919.Β GiΓ  in un libro di fiction francese del 1910 veniva espressa l’idea di certe sparizioni misteriose interpretate come rapimenti da parte di visitatori celesti.Β Infatti nel romanzo Le peril blue, di Maurice Renard, si fa riferimento ad un’ “oceano atmosferico” che ci sovrasta, dove noi uomini rappresenteremmo le creature dei fondali rapiti da esseri alati, i Sarvants, dopo essere stati per cosΓ¬ dire “pescati”Β».

[3] A tali lavori indispensabili per comprendere l’ipotesi su cui si fonda laΒ new ufologyΒ ne seguirono altri, tra i quali ricordiamoΒ Our Haunted PlanetΒ eΒ The Eight TowerΒ di Keel eΒ Disneyland of the Gods,Β UFOs: the Psychic SolutionΒ eΒ DimensionsΒ di VallΓ©e.

[4]Β Giovanni Pellegrino, Alcune riflessioni sulla teoria del superspettroΒ di John Keel, su NEXUS.

[5] CosΓ¬ Keel in uno dei suoi libri definisce il superspettro:Β Β«uno spettro ipotetico di energie di cui presupponiamo l’esistenza, ma che non possono essere misurate precisamente con gli strumenti di cui disponiamo al presente. È un mondo energetico che, pur avvolto nell’ombra, produce effetti fisici facilmente osservabili, specie sugli organismi biologici, e sull’uomo in particolare. Il superspettro Γ¨ all’origine di tutti i fenomeni paranormali […] È difficile definirlo in termini scientifici perchΓ© si tratta di uno spettro extradimensionale, che esiste cioΓ¨ al di fuori del nostro continuum spazio-temporale, pur condizionando ogni aspetto della nostra realtà» (L’ottava torre, Venexia, Roma, 2017, p. 63).

[6] Cfr.Β Robert Kirk, Il Regno Segreto.Β Adelphi, Milano, 1993; cfr. inoltre M. Maculotti,Β L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle β€œabduction”, su AXISmundi.

[7] Cfr. M. Maculotti,Β I rapimenti dei Fairies: il β€œchangeling” e il β€œrinnovamento della stirpe”, su AXISmundi.

[8]Β Nico Conti,Β op. cit.

[9] Ibidem.

[10] Giovanni Pellegrino,Β Il vampirismo alla luce delle teorie di Jacques VallΓ©e, su Centro Studi la Runa.

[11] Janet Bord, Fate. Cronaca degli incontri reali con il piccolo popolo.Β Mondadori, Milano, 1999,Β p. 175.

[12]Β Sui labili confini che separano il nostro mondo dalla dimensione del superspettro, citiamo ancora Keel:Β Β«Dove finisce la nostra realtΓ  e dove comincia il regno del superspettro? Le sue dimensioni sembrano talmente aggrovigliate che Γ¨ impossibile discernere una netta linea di confine, e piΓΉ ci addentriamo nell’Era dell’Acquario, piΓΉ appare difficile individuare punti di discrimine. In passato Γ¨ giΓ  successo che i due continuum spazio-temporali si sovrapponessero, inaugurando epoche governate dalla magia e dai miracoli religiosi. Oggi, con i mostri che zompettano per le nostre campagne e le sfere luminescenti che solcano i cieli notturni, si direbbe che stiamo precipitando in una nuova epoca, probabilmente oscura e governata dalla follia di una forza immateriale capace di raggiungerci e comunicare con noi tramite i nostri gingilli tecnologici»  (L’ottava torre, Venexia, Roma, 2017, p. 178).

[13] Kirk, op. cit., p. 57.

[14]Β Bord, op. cit.,Β pp. 180 ss.

[15]Β Cit. Massimo Conese,Β La malattia delle fate. Origine degli esseri fatati.Β Edizioni Studio Tesi, Roma, 2012, p. 95. Su ciΓ², cfr. M. Maculotti,Β CiviltΓ  β€œsotterranee” nel mito, nell’occultismo e nella β€œrealtΓ  alternativa” eΒ DivinitΓ  del Mondo Infero, dell’AldilΓ  e dei Misteri, su AXISmundi.

[16]Β Peter Kinglsey,Β Misteri e magia nella filosofia antica.Β Empedocle e la tradizione pitagorica. Il Saggiatore, 2007,Β p. 187.

[17] Ivi, p. 102.

[18]Β Ivi, p. 116.

[19]Β Sulla credenza tutt’ora viva in Islanda riguardo le “entitΓ  fatate” del folklore tradizionale, consigliamo la visione del film-documentario del regista francese Jean-Michel Roux intitolatoΒ EnquΓͺte sur le monde invisible,Β visionabile su YouTube.


Bibliografia:

  • Janet Bord, Fate. Cronaca degli incontri reali con il piccolo popolo.Β Mondadori, Milano, 1999.
  • Michel Carrouges, Les apparitions des Martiens. Paris, Fayard, 1963.
  • Massimo Conese,Β La malattia delle fate. Origine degli esseri fatati.Β Edizioni Studio Tesi, Roma, 2012.
  • Nico Conti, L’intrigato rapporto tra fantascienza e dischi volanti, su Il Laboratorio delle Anomalie.
  • Carl Gustav Jung,Β Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo.Β Bollati Boringhieri, Torino, 2004.
  • John Keel, L’ottava torre.Β Venexia, Roma, 2017.
  • John Keel,Β Our Haunted Planet.
  • John Keel,Β Strange Creatures From Time and Space.
  • John Keel,Β UFOs: Operation Trojan Horse.
  • Peter Kinglsey,Β Misteri e magia nella filosofia antica.Β Empedocle e la tradizione pitagorica. Il Saggiatore, 2007.
  • Robert Kirk, Il Regno Segreto.Β Adelphi, Milano, 1993.
  • Pierre Lagrange, “Entre nature et culture, la part des soucoupes“, Anomalies, L’Observateur des Parasciences, n. 2, Gennaio-Febbraio-Marzo 1997.
  • Pierre Lagrange, “La vΓ©ritΓ© est ailleurs”,Β Bifrost, n. 19, Luglio-Agosto 2000.
  • Bernard Meheust, “L’idΓ©e venue des bas fonds”,Β Anomalies, L’ Observateur des Parasciences, n. 2, Gennaio-Febbraio-Marzo 1997.
  • Bernard Meheust, Science -fiction et soucoupes volantes.Β Mercure de France, 1978.
  • Michel Meurger, Alien Abduction; L’enlevement extraterrestre de la fiction a la croyance, Scientifictions: La Revue de l’Imaginaire Scientifique, n. 1, Vol. 1,Β Encrage, 1995.
  • Giovanni Pellegrino, Alcune riflessioni sulla teoria del superspettroΒ di John Keel, su NEXUS.
  • Giovanni Pellegrino,Β Il vampirismo alla luce delle teorie di Jacques VallΓ©e, su Centro Studi la Runa.
  • Jacques VallΓ©e, Dimensions.
  • Jacques VallΓ©e,Β Disneyland of the Gods.
  • Jacques VallΓ©e, Passport to Magonia. From Folklore to Flying Saucers.
  • Jacques VallΓ©e, UFOs: the Psychic Solution.

24 commenti su “Chi si nasconde dietro la maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica

  1. Continuiamo, tutti, a parlare del nulla; snocciolando teorie e controteorie, rimaniamo alla fine nel dominio della Fede in qualcosa di meccanicistico, o sovrannaturale, oppure religioso, trascendentale, positivista… Tutto puΓ² sembrare davvero avvilente, o esaltante: ma abbiamo davvero un ruolo in tutto ciΓ²?

Rispondi

Scopri di piΓΉ da π€π—πˆπ’ ֎ πŒπ”ππƒπˆ

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere