Video-diretta: “L’uomo eterno e la profondità della natura”, con Riccardo Tennenini

Mercoledì 1 giugno alle 21:00 andrà in onda sui nostri canali la presentazione del libro La profondità della natura di Edgar Dacqué. Nostro ospite sarà Riccardo Tennenini, animatore di Epistème – Il sapere oltre il mainstream.

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ABSTRACT:

Per il filosofo Edgar Dacqué le specie animali discenderebbero involutivamente da un’umanità che non è tout court identificabile a quella attuale, ma che corrisponde ad un ceppo primordiale e non corporeizzato – lo definisce Urmensch – dal quale l’uomo materializzato, pur distinguendosene, tuttavia ne costituisce l’erede “perpendicolare” e più diretto. Ecco quindi l’uomo odierno, con le sue facoltà biologiche e razionali, che rappresenterebbe la “precipitazione” più approssimata e vicina di quest’Uomo originario, il quale non a caso anche Platone ebbe a sottolineare come dotato di una natura profondamente diversa da quella attuale. Il concetto di “specie”, quindi accostato a quello delle “idee platoniche”, al primo termine del binomio indù “nama-rupa” (nome-aspetto), all’eidos greco inteso come forma esemplare che avrebbe svolto una funzione archetipica e la quale in molte delle elaborazioni teologiche di ambito cristiano si collega al tema dell’immagine di Dio: dagli alessandrini (Clemente Alessadrino, Origene, S. Atanasio, ecc…) a Gregorio di Nissa, a Giovanni Scoto Eriugena, tale elemento non si riferisce tanto alla parte biologica dell’uomo, ma a quella spirituale, al Nous. A ciò che per René Guénon è in fondo l’Uomo Universale omnicomprensivo di tutte le sue potenzialità (infatti ancora precedente alla scissione Adamo-Eva del mito biblico) in rapporto al quale noi, Homo Sapiens, non saremmo che dei decaduti: anzi addirittura una sorta di “immagine seconda” di livello ancora più basso rispetto al Principio primo, assolutamente trascendente rispetto alla Manifestazione cosmica, che attraverso l’imago Dei plasmò tale Uomo primordiale. Ma dal cui impulso più centrale, come detto, l’umanità attuale nacque quale sorta di “precipitato” chimico, lungo una linea di caduta perfettamente verticale da un più alto piano di esistenza.

APPROFONDIMENTO:

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