ยซFoscaยป di Iginio Ugo Tarchetti: l’annegamento negli antri oscuri dell’Io

Il romanzo Fosca, pubblicato nel 1869, si apre con una serie di annotazioni autobiografiche, fra le quali primeggia un importante riferimento alla funzione immortalante della scrittura: lโ€™opera รจ, infatti, impregnata dallโ€™inizio alla fine nel tema della morte, che Iginio Ugo Tarchetti sentiva ormai vicina, malato di tubercolosi fin dallโ€™infanzia.

Queste sono le testuali parole riportate nella parte introduttiva della narrazione: lo stesso identico concetto si puรฒ ritrovare nellโ€™Ode su unโ€™Urna Greca di John Keats, in cui viene celebrata la forza commemorativa dellโ€™arte, in grado di preservare intatta la bellezza e la gioia di cui si fa portavoce, sottraendole dallโ€™inesorabile falce del tempo. La scrittura, allo stesso modo, viene qui definita un mezzo indispensabile per mantenere vive le proprie memorie, nel momento in cui, consapevoli del passato che ci si lascia alle spalle, ci si rende conto della fugacitร  dellโ€™esistenza.

Definirei i toni di questo romanzo chiaroscurali, come i raggi di sole che, di tanto in tanto, si fanno strada nel cielo plumbeo che si prepara alla tempesta. Lโ€™intenso amore per la vita, la natura e le sue creature, in particolare le varie specie floreali e ornitologiche, delle quali lโ€™autore dimostra di essere stato un acuto conoscitore, รจ accompagnato da un desiderio di morte che viene espresso tramite la potente metafora dellโ€™agognata discesa nellโ€™utero di madre terra, la cui bellezza viene piรน volte decantata nel corso di tutta lโ€™opera. Non รจ un caso se in diversi pantheon religiosi le divinitร  che presiedono lโ€™oltretomba sono le medesime che influenzano lโ€™abbondanza dei raccolti e la fertilitร .

Ritengo che questa frase tratta dal romanzo in questione sia particolarmente emblematica per quanto riguarda il convergere tra nascita e morte inizio e fine, che altro non รจ che un nuovo cominciamento.

Lโ€™amore malato e insostenibile, del quale Giorgio, il protagonista alter-ego dellโ€™autore, si ritrova vittima nel momento in cui viene chiamato a prestare servizio militare lontano da Milano e dalla sua amata Clara, per certi aspetti sembra richiamare la metafora sopraccitata riguardante il desiderio di sprofondare nei meandri ctoni dellโ€™Averno. Quella passione morbosa e soffocante che Fosca nutre nei confronti di Giorgio, risulta cosรฌ asfissiante, ossessiva e spaventosa, a tal punto che, piรน volte, nel corso della narrazione, il protagonista esprime il suo timore riguardo alla possibilitร  che Fosca, con i suoi comportamenti, voglia condurlo con sรฉ alla tomba.

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Mentre il rapporto con Clara permetterร  a Giorgio di rifiorire e di recuperare la sua salute compromessa dai precedenti affanni, la relazione con Fosca, invece, avrร  su di lui lโ€™effetto opposto, rischiando addirittura di essergli fatale. Febbricitante, scarno e debole, sotto lโ€™influenza quasi vampiresca di una creatura per nulla malvagia, ma affetta da una strana patologia, dovrร  lottare con tutto sรฉ stesso per sottrarsi a un destino avverso, dal quale sembra non esserci scampo.

Un altro aspetto molto interessante รจ il curioso parallelismo fra le due relazioni in questione: il rapporto fra Giorgio e Clara รจ un amore intenso e spensierato che riempie di gioia il cuore di entrambi, ma mentre il primo รจ coinvolto a tal punto da rischiare qualsiasi cosa pur di portare avanti quella relazione compromettente, Clara sembra amarlo per pietร , divenendo consapevole di aver giocato il ruolo di medico in quella relazione, mettendo da parte sรฉ stessa e i propri bisogni. Mentre Clara dichiara piรน volte di essere una donna felice, grata alla vita e a cui la sorte ha riservato il migliore dei destini, Fosca, desiderosa di concludere al piรน presto il suo percorso sulla terra, in una serie di lunghe epistole, esprime tutto il suo disgusto e la sua ripugnanza nei confronti della propria condizione di donna brutta e malata, ragione per cui si รจ ritrovata a compiere delle scelte rovinose, disorientata dal sentimento di inadeguatezza e dalla paura di non riuscire a dare un senso alla propria esistenza. Lei trova giovamento, soddisfazione e gratificazione nella relazione con Giorgio, a tal punto da sviluppare una vera e propria dipendenza nei suoi confronti, fin tanto che al malcapitato non resta che subire quellโ€™amore, fingendo un sentimento inesistente per pura pietร  nei confronti di una donna, la quale, consapevole dellโ€™effettiva realtร , preferisce unโ€™edulcorata finzione. Pur sapendo perfettamente che Giorgio non la ama, non la desidera e che il suo cuore pulsa di vero amore per unโ€™altra donna dalla quale รจ riamato, Fosca non desiste, finendo per chiedere ripetutamente una patetica messa in scena per potersi illudere, anche solo per un attimo, di essere amata.

A tal proposito, mi viene in mente il concetto espresso da Henry James riguardo al desiderio che lโ€™uomo nutre non tanto nei confronti della veritร , bensรฌ verso le โ€œstorieโ€, arrivando a sostituire al mondo reale una dimensione immaginativa, nella quale calarsi totalmente. Lโ€™uomo, inoltre, vittima dei pregiudizi, dei quali non puรฒ liberarsi del tutto se non decostruendosi totalmente, tende a comportarsi in maniera conforme al suo ambito sociale, proprio come farร  Clara che, per salvare la propria reputazione, evitare di essere vittima dei pettegolezzi e per risparmiare al figlioletto di cinque anni la colpa di una relazione extraconiugale, nel momento in cui lei percepisce il senso di colpa appesantirsi e si accorge che il marito ha di nuovo bisogno del suo affetto, decide di chiudere definitivamente ogni relazione con Giorgio, considerandola pericolosa. Fosca, invece, incurante dello scherno e del dileggio di cui sarebbe soggetta se si venisse a scoprire del suo amore per un uomo intelligente, colto, affascinante e vigoroso, lei che, sciatta e malata, viene reclusa ai margini della societร , ha una forza di volontร  affatto indifferente, a tal punto che Giorgio, resosi conto che il sui amore incondizionato รจ piรน autentico di quello di Clara, decide di sottostare al suo volere e di trascorrere una notte con lei.

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Fosca, delirante, onirica, immaginifica e contraddittoria, dai modi raffinati ed eleganti ai quali si unisce un notevole buon gusto nel vestire, di primo acchito trarrebbe in inganno chiunque, dato che la sua bruttezza รจ soprattutto nel viso. Ama sprofondare in mondi immaginari, vivendoli come se fossero effettivi, a tal punto da dichiarare che lei non legge per imparare e nemmeno per pensare, ma legge per dimenticare la propria condizione e per vivere in una dolce e temporanea illusione, in cui godere di felicitร  inesistenti e sognare ad occhi aperti. Preferisce sentirsi raccontare delle storie, piuttosto che affossarsi in una grigia monotonia che non promette nulla di buono. Infatti arriverร  a sostenere apertamente che il reale e il concreto sono destinati ad essere sempre inferiori allโ€™ideale.

Fosca viene descritta come estremamente magra ed emaciata, addirittura scheletrica, a tal punto che il protagonista dichiara di poterne indovinare il cranio sotto ai lineamenti del volto. Ritengo che questa estrema magrezza sia da considerarsi una metafora dellโ€™inesorabile invisibilitร  alla quale รจ condannata; non cโ€™รจ spazio per lei in una societร  dalla quale non viene nรฉ capita, nรฉ accettata. Forse il suo mal di vivere รจ sfociato in una potente crisi di nervi e di sconforto, che puรฒ essere interpretato come una disperata richiesta dโ€™aiuto. Probabilmente รจ stata etichettata come isterica e folle perchรฉ il suo modo di essere e di comportarsi รจ totalmente discostante dai parametri comuni ai quali lei cerca di sottrarsi. Lei stessa dichiara di aver bisogno di essere compresa e conosciuta, non esita a pronunciarsi in merito alla repulsione che prova nei confronti di coloro che, facendosi beffe di lei, si dimostrano del tutto ignoranti in ciรฒ che concerne lโ€™animo umano.

Edvard Munch, Il Vampiro, 1895

Questa frase emblematica si fa portavoce dellโ€™auto-repressione a cui รจ soggetta Fosca, costretta a comprimere nel proprio spirito una lunga serie di pensieri e stati dโ€™animo, che, accumulandosi, creano una pressione tale da sfociare in unโ€™inevitabile esplosione: ecco che il โ€œfolleโ€ grida aiuto lacerandoci i timpani con i suoi richiami disperati, ai quali, perรฒ, le orecchie di molti preferiscono rimanere sorde. La sua sofferenza รจ tale da indurla a confondere lโ€™amore con il desiderio di compatimento (inteso nel senso letterale del termine di derivazione latina, cum-patire, ยซsentire conยป).

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Ben consapevole che Giorgio non puรฒ darle il suo amore, ma solo la sua pietร  e il suo ascolto, lei vive perennemente immersa nella delirante illusione di una finta passione amorosa, per la quale lei รจ disposta pure a morire. La morte รจ un tema ricorrente, dato che, a causa della sua infermitร , lei era consapevole della brevitร  del tempo che le rimaneva da vivere e, piรน volte, ottenebrata dai suoi malumori e accecata dal dolore, invoca la morte, minacciando persino il suicidio.

Fosca, secondo, me, puรฒ essere considerata una metafora della ยซNotte Nera dellโ€™Animaยป, dato che incarna perfettamente il caos interiore nella quale ci troviamo imbrigliati nei periodi piรน difficili e complicati dellโ€™esistenza, paragonabili alla nigredo alchemica.

Tranquillo Cremona, L’Edera, 1878

Fosca, una donna dallโ€™intelletto acuto e di vasta cultura, descritta dallโ€™io narrante come una persona affatto comune e di vasta intelligenza, leggeva molti libri, ma riteneva che, alla lunga, tale intrattenimento potesse diventare pericoloso e causare lโ€™insorgere di una confusione tale da gettare lโ€™individuo in un disorientamento fitto e inestricabile, a tal punto da diventare un pericolo per la propria identitร .

Il rischio della perdita del proprio io รจ un altro tema ricorrente nel romanzo. Basti pensare alle innumerevoli contraddizioni che caratterizzano Fosca, talora una donna particolarmente acuta, riflessiva e dallโ€™animo profondo e sensibile, talora assillante come una bambina capricciosa, a volte persino minacciosa e irreprensibile come chi non accetta alcuna sconfitta.

Anche Giorgio, risentendo dellโ€™influenza di questa donna, si ritrova piรน volte sullโ€™orlo della crisi dโ€™identitร , soprattutto nel momento in cui, sottratto di tutta la vitalitร  che aveva ritrovato grazie a Clara, deve fare i conti con il proprio deperimento e mutamento, molto probabilmente una delle cause dellโ€™allontanamento di Clara dalla sua vita. Giorgio teme per la propria incolumitร , come se la malattia mentale potesse essere un male contagioso, e, colpendolo, trascinarlo nel baratro della pazzia facendogli perdere il suo sรฉ e il proprio baricentro individuale.

Un altro aspetto che io ho trovato degno di nota รจ lโ€™approccio del medico nei confronti della malattia di Fosca. Con il suo agire eccessivamente accondiscendente non fa che peggiorare la situazione, andando ad alimentare delle dinamiche comportamentali malsane, invece di cercare di limitarle. Pertanto, la nevrosi della giovane donna si aggrava e Giorgio, invitato a prestarsi per inscenare un finto amore pur di illudere Fosca di un sogno inesistente, giunge allo stremo e allo sfinimento. Solo a quel punto, il medico si ritroverร  a dover correre ai ripari per porre rimedio, nel limite del possibile, a una situazione ormai degenerata.

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