Giordano Bruno: il vincolo & il fantastico

A 421 anni dal rogo in Campo de’ Fiori, un approfondimento sulle premesse, i contenuti e le implicazioni della magia di Giordano Bruno, che declina operativamente le facoltร  fantastiche dell’uomo e la profonda cognizione di dinamiche psicologiche universali.

di Luca di Giacomo


1. Introduzione:
lโ€™equivoco su Giordano Bruno 

Giordano Bruno รจ tra le figure piรน controverse ed equivocate nella storia del pensiero sapienziale. Spesso escluso dalla filosofia ufficiale per via della sua antisistematicitร  e sincretismo, il piรน delle volte snobbato dai cultori dellโ€™esoterismo, approssimato a filosofo rinascimentale fuori tempo massimo e primo dei copernicani dai canali divulgativi, consacrato da troppi a martire della libertร  di pensiero e dellโ€™anticlericalismo. Ognuna di queste tendenze coglie, piรน o meno, una sfaccettatura di un personaggio straordinario, senza tuttavia mai comprenderlo. Vero รจ, infatti, che Bruno fu filosofo, ma lo fu sui generis, con la sua opera tanto eclettica quanto sfuggente, poco illustrativa e didattica, piรน propensa allโ€™accenno ispirato che allโ€™esposizione sistematica. Allo stesso modo, seppur sarebbe difficile smentire la derivazione del pensiero bruniano da ambiti legati a una Sapienza che non si esita a definire occulta o esoterica, quali quelli neoplatonici, ficiniani, pichiani o agrippani, dallโ€™altro Bruno continuรฒ, per tutta la vita, a comportarsi da โ€œbattitore liberoโ€ nel campo della ricerca sapienziale, citando, rielaborando, criticando aspramente questo o quellโ€™autore, questa o quella dottrina.

E se da un lato un certo โ€œermetismoโ€ di Bruno sembra ampiamente assodato, quanto si concilia malamente con ciรฒ la critica del Nolano rivolta niente di meno che ad Ermete Trismegisto, colpevole dโ€™aver introdotto la scrittura e quindi aver fatto accantonare agli uomini la preziosissima facoltร  mnemonica. Il ricollegarsi di Bruno ad una prisca sapientia o ad un autore precedente o idee contemporanee, come quelle di Copernico, non fu mai, quindi, unโ€™affiliazione ideale, un โ€œvincoloโ€ (parola questa fondamentale, come vedremo), ma scoperta e assorbimento di contributi coerenti alla formazione di un pensiero che il Nolano cuciva, di volta in volta, lasciandosi sempre trascinare da una varietร  di stimoli, interessi, finalitร , compromessi pratici. Infine, se รจ vero che pur morรฌ sul rogo appiccato dalla Chiesa Cattolica in Campo dรฉ Fiori, nel 1600, perchรฉ coerente fino allโ€™ultimo al suo ideale, ciรฒ fu per lโ€™innata tendenza โ€œprofeticaโ€ della sua figura che non per testimoniare principi democratici e libertari decisamente posteriori, nรฉ condivisibili da uno spirito elitario come il suo. 

Sui giudizi resi fino ad oggi su Bruno, inoltre, oltre alla tanta ignoranza e malafede, grava la poca diffusione di una buona parte della sua produzione letteraria, di natura prettamente magica, simbolica ed operativa. Per fortuna, anche tale aspetto รจ stato variamente studiato nellโ€™ultimo secolo [1]. Scopo di questo articolo รจ di essere una degna illustrazione, ancorchรฉ sintetica, della dimensione โ€œmagicaโ€ del filosofo nolano, vera chiave di interpretazione, a parere di chi scrive, di due tematiche carissime al suo pensiero: la mnemotecnica e i sigilli.ย 


2. Le premesse:
lo pneuma tra gnoseologia e cosmologia

La dimensione magica bruniana poggia su alcuni fondamenti gnoseologici e cosmologici comuni alla filosofia antica, ma che in Bruno, piรน che ridursi a meri postulati teorici di partenza, assumono il ruolo di irrinunciabili strumenti operativi. In primo luogo, una lunga tradizione filosofica, tramandatasi alle volte quasi implicitamente, voleva che la conoscenza non fosse possibile se non per immagini interiori [2]. Lo stimolo dei sensi, come anche la vita interiore del soggetto, sarebbero di fatto ciechi e sordi senza una mediazione immaginale attraverso la quale lโ€™oggetto della conoscenza diviene unโ€™immagine sottile e pneumatica conoscibile dallโ€™anima. Lโ€™immagine interiore digeribile dallโ€™anima in un processo al contempo cognitivo e vitale viene chiamata โ€œfantasmaโ€, ossia, etimologicamente, โ€œciรฒ che appareโ€. Tale termine serve ad indicare, ad un tempo, la natura visiva dei contenuti interiori e, in maniera piรน inquietante, la loro fallacitร . Secondo la riferita tradizione, pertanto, lโ€™esistenza come atto conoscitivo (e non solo umana) non sarebbe possibile senza questo teatro interiore di fantasmi, di volta in volta imposti dalla vita sensoriale, fabbricati dalla coscienza ovvero emergenti dallโ€™inconscio.

Tutta questa fantasmagoria si regge su un preciso senso interno, โ€œpneumaโ€ o, secondo gli stoici, โ€œegemonikonโ€, il reggente della vita interiore, grazie al quale avviene la traduzione della vita sensoriale ed interiore in fantasmi conoscibili dallโ€™anima.  Secondo le diverse tradizioni questo senso interno trova luogo nel cuore, quale organo fondamentale della fisiologia sottile dellโ€™individuo, ed รจ proprio per questa funzione fantastica che al cuore รจ riservata lโ€™attenzione di molte tradizioni religiose o iniziatiche [3], che subordinano lโ€™elevazione spirituale a pratiche di โ€œpulituraโ€ o โ€œpurificazioneโ€ del cuore, che cosรฌ divengono, secondo quanto detto, un vero e proprio rischiaramento della vita interiore del soggetto dai fantasmi della natura demonica, del vizio e dellโ€™ignoranza. 

Altra premessa fondamentale alla magia bruniana รจ, invero, un postulato universale dellโ€™antica sapienza: la continuitร  tra macrocosmo e microcosmo. In altre parole, lโ€™ambito individuale, compreso quello sottile, ricalca e riproduce la struttura dellโ€™Universo, permeato e vivificato dallโ€™Anima Mundi. Lโ€™omnipervasivitร  pneumatica e la concatenazione analogica tra i diversi livelli della realtร  sono gli elementi che consentono lโ€™azione magica. Tuttavia questo aspetto strutturale va integrato con una concezione dinamica che esplichi e codifichi i rapporti pneumatici del cosmo. In tal ambito, lโ€™influenza piรน pregnante nellโ€™epoca rinascimentale fu quella del De Radiis [4] di Al Kindi, sapiente arabo del IX secolo. Secondo Al Kindi, lโ€™universo รจ pervaso da radiazioni o raggi sottili che ne determinano i fenomeni. Questi raggi non provengono esclusivamente dagli astri ma โ€“ ed รจ questa la cifra del pensiero di Al Kindi โ€“ anche dagli elementi, motivo per il quale ogni ente fenomenico, sulla base del proprio composto elementare e della propria posizione nello spazio e nel tempo, manda in ogni direzione personali radiazioni sottili, di diversa intensitร  quantitativa e qualitativa, e, a sua volta, diversamente assorbe e riceve le radiazioni universali e di ciรฒ che lo circonda a seconda della diversa conformazione della sua materia pregiacente.

Tutto, dunque, si forma, reagisce, si avvicina, si allontana, si trasforma, deperisce tramite la propria personalissima azione e reazione nel telaio pneumatico delle radiazioni. Cosa ancor piรน importante, tuttavia, รจ che non solo gli enti, ma anche le loro azioni, come i gesti e le parole (che per questo possono essere magici), e i loro moti interiori, quali passioni, volontร , immaginazione, sono idonei a produrre raggi che, irradiandosi, influiscono sulla realtร  circostante. Cosรฌ, anche il singolo desiderio, quando concepito, imprime nellโ€™animo del soggetto unโ€™immagine che, bramata e vivacizzata dalla fantasia, emette raggi sullโ€™ambiente circostante facendo in modo che gli elementi piรน recettivi si dispongano fino ad avverare la cosa desiderata. La teoria delle radiazioni di Al Kindi trovรฒ una recezione piรน o meno consapevole nella dottrina dellโ€™Amore del Ficino. 

Tanto premesso, prima di passare alla declinazione bruniana dei concetti fino a qui riassunti, non รจ senza interesse e utilitร  fornire la spiegazione di alcuni fenomeni concreti alla luce delle sopraddette teorie pneumatiche. In primis, giร  in epoca medievale, si riteneva che il fenomeno visivo consistesse nellโ€™irraggiamento dagli occhi di fasci pneumatici che avvolgevano lโ€™oggetto esterno per poi ritornare al soggetto individuale restituendo al suo senso interno il fantasma di quanto visto. Da ciรฒ, lโ€™importanza della vista, quale senso pneumatico, in due fenomeni magici e sottili tra i piรน ricorrenti, lโ€™uno nella vita comune, lโ€™altro nel folklore: lโ€™innamoramento e il malocchio. Lโ€™innamoramento sarebbe, di fatto, una vera e propria โ€œinfezione fantasticaโ€ [5], dove il fantasma dellโ€™amato finisce per imprimersi nellโ€™apparato pneumatico dellโ€™amante, condizionandone la successiva produzione di fantasie e, nei casi piรน gravi o frustranti, sostituendosi addirittura al senso dellโ€™io dellโ€™altro. Lโ€™innamoramento, secondo queste teorie, avviene proprio attraverso lo sguardo che va, vero dardo pneumatico, dagli occhi dellโ€™amato a quelli dellโ€™amante, particolarmente sensibile, perlopiรน per concordanze astrologiche, allโ€™influsso erotico dellโ€™amato. Non diverso รจ il meccanismo presupposto al โ€œmalocchioโ€ [6], nel quale, tramite lo sguardo, รจ possibile infettare con una cattiva influenza o un fantasma morboso le facoltร  sottili dellโ€™individuo iettato. 

Un ultimo sguardo va, infine, concesso alla teoria del sacrificio illustrata da Al Kindi in coerenza con la sua dottrina. Secondo il sapiente arabo, infatti, ogni animale รจ un microcosmo che, per la sua sola esistenza, irraggia e regge lโ€™ambiente circostante. La morte naturale dellโ€™animale non รจ magicamente significativa, poichรฉ prodotta dal volgersi dellโ€™equilibrio delle cose. La morte per mano umana tramite il rito sacrificale, invece, cagiona un vuoto nel luogo macrocosmico prima occupato dallโ€™animale cui si va a sostituire (come un โ€œtema nataleโ€) lโ€™immagine pneumatica forgiata dallโ€™intenzione e volontร  dellโ€™officiante, la quale, tramite il proprio peculiare irraggiamento, agirร  sullโ€™ambiente circostante producendo gli effetti desiderati.

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Fidus, Giordano Bruno

3. Giordano Bruno:
senso fantastico, eros e magia

Per comprendere lโ€™operativitร  magica di Bruno non puรฒ prescindersi da due testi fondamentali della sua produzione: il Sigillo dei Sigilli, opera in latino la cui parte centrale รจ dedicata ad unโ€™interessantissima illustrazione della variegata casistica di eccitazioni, estasi, rapimenti ed illuminazioni tramite โ€œcontrazione del senso fantasticoโ€; il De vinculis in genere [7], opera in latino ed incompleta che illustra la teoria generale dei โ€œvincoliโ€ che legano tutte le componenti dellโ€™universo e le modalitร  per la loro โ€œmanipolazioneโ€. Quello che risulta evidente, fin da subito, รจ che Giordano Bruno, lungi dal rompere con precedenti tradizioni, si apprestรฒ tuttavia a fornire una declinazione psicologica, volontaristica ed erotica della pneumatologia raggiante e fantastica anzi sintetizzata. Nel Sigillo dei Sigilli, il filosofo di Nola elenca fino a quindici tipologie di โ€œcontrazioneโ€ del senso fantastico o dellโ€™immaginazione, che presiedono ad una variegata fenomenologia di volta in volta mistica, spirituale, estatica o miracolosa. Dal testo bruniano รจ ben intuibile come queste โ€œcontrazioniโ€ consistono nel temporaneo o definitivo ritrarsi delle facoltร   sottili dellโ€™uomo dallโ€™ambito sensoriale e corporeo, secondo dinamiche ben conosciute alle tradizioni sapienziali piรน disparate. Di seguito, si prova a passarle in rassegna.

La prima contrazione dellโ€™immaginazione รจ quella โ€œspazialeโ€, dovuta alla solitudine dellโ€™individuo. In questo caso, la deprivazione sensoriale determinerebbe una ritenzione delle facoltร  sottili dellโ€™individuo che ne cagiona lโ€™elevazione spirituale. Ciรฒ รจ avvenuto, secondo Bruno, con i diversi eremiti della storia dellโ€™umanitร . La seconda contrazione fantastica avviene a coloro che, โ€œper imprudenzaโ€ secondo Bruno, โ€œse ne andavano per alti precipiziโ€. Anche la stressante condizione psico-fisica dellโ€™alpinista e dello scalatore, dunque, sarebbero idonee a cagionare la contrazione fantastica [8]. Una terza contrazione รจ quella della salda forza di un animo che non erra (trattasi di speciale raccoglimento?), capace di percepire eventi avvenuti a grandi distanze. La quarta contrazione รจ quella provocata dalla tensione dellโ€™animo verso qualcosa da conoscere, che appronta lโ€™anima a visioni e sogni rivelatori. La quinta contrazione dellโ€™immaginazione รจ, invece, legata allโ€™infervoramento dovuto alla fede, tanto nella pratica religiosa, quanto in quella magica o medica, che consente cosรฌ il miracolo, il prodigio, la guarigione.

Altre tipologia contrattive sono legate alle forti affezioni dellโ€™animo, quali forti sentimenti, intense paure o percezioni assai intense, attraverso le quali sarebbero possibili anche guarigioni miracolose tramite il concentrarsi di spiriti vitali nella zona colpita da patologie. Ovviamente, anche lโ€™ardore amoroso o affettivo implica contrazioni fantastiche, che renderebbero le donne capaci di imprimere una forma piรน o meno desiderata al figlio. Contrazioni del senso fantastico avvengono anche tramite il sonno, che sospende lโ€™apparato sensoriale, o lโ€™occlusione di singoli canali di sensi (si pensi alla chiusura degli occhi), che intensifica i sensi rimanenti. Lโ€™ulteriore contrazione fantastica, ritenuta turpissima da Bruno, รจ quella provocata con una stimolazione libidinosa e lโ€™assunzione, tramite unzione del corpo o ingestione, di sostanze con qualitร  psicotrope, quali erbe o grassi. I dettagli forniti da Bruno, non senza prudenza, tra cui anche il riferimento ad un volo fuori dal corpo, lasciano ritenere che il sapiente nolano stesse descrivendo pratiche di natura stregonesca. La dodicesima contrazione fantastica รจ quella indotta dallo spirito melanconico e saturnino coltivato tramite pratiche misticheggianti e ascetiche. Sarebbe proprio lโ€™altissima contrazione fantastica generata da queste pratiche che cagionerebbe il comparire di piaghe e stimmate appartenenti ai santi modelli introiettatisi nella fantasia del soggetto. Lโ€™altro tipo di contrazione, tenuta in altissima considerazione da Bruno, รจ quella indotta da una pia attivitร  contemplativa, la quale portรฒ San Tommaso dโ€™Aquino a levitare. Contrazioni fantastiche possono essere indotte anche dallโ€™alimentazione o dalla sua assenza.

Lโ€™ultima contrazione, la piรน alta secondo Bruno perchรฉ propria dei veri filosofi, รจ quella che, contratto lo spirito attorno allโ€™amore per la virtรน e la sapienza, si manifesta nellโ€™irreversibile impassibilitร  per le vicende corporali, comprese quelle dolorose. Bruno, nel passo in questione, quasi in un commovente presentimento del suo destino, cita supplizi leggendari, come quelli di Anassarco di Abdera e San Lorenzo, e afferma โ€œE allora si verifica la realizzazione della perfetta filosofia, qualora qualcuno per la profonditร  della speculazione si separi dalle passioni del corpo tanto da non provare affatto doloreโ€, โ€œDovrei forse considerare intenso l’amore per la virtรน che non sia in grado di dissipare la paura di un fatto temporaneo? Io facilmente potrei credere che colui che ha paura di fatti corporali non sia mai stato congiunto a fatti diviniโ€. Secondo la tradizione, Giordano Bruno patรฌ le torture inferte dalla Chiesa senza mostrare sofferenza. Sicuramente non abiurรฒ.

Fidus, Giordano Bruno

Lโ€™elencazione fornita da Bruno sulle contrazioni fantastiche risulta quanto mai eterogenea. Vengono contemplati fenomeni fisiologici, alterazioni patologiche, affezioni e stupefazione, tecniche meditative ed espressioni di pura spiritualitร . A loro volta, tra gli effetti di questa ricca tipologia vengono annoverati, di volta in volta, fenomeni quotidiani, paranormali, miracolosi o prodigiosi, finanche sintomi di santitร . Anche in queste brillanti pagine Bruno non smentisce sรฉ stesso e si mostra tanto profondo e sapiente quanto eclettico e sfuggente. Tuttavia รจ  chiaro lโ€™intento di Bruno di fornire al lettore unโ€™illustrazione esemplificativa delle svariate possibilitร  straordinarie — e non sempre positive — derivabili dallโ€™astrazione delle facoltร  pneumatiche e sottili dalla vita sensoriale, fondamentale, come giร  si รจ potuto comprendere, per la sua filosofia e operativitร  magica. Nemmeno รจ da tralasciare il giudizio espresso dal Nolano su alcune di queste contrazioni. Al di lร  del gran novero di fenomeni cui si mostra, tutto sommato, indifferente, Bruno, infatti, aborrisce esplicitamente la turpe metolodologia stregonesca e giudica severamente la via misticheggiante, mentre tiene in alta considerazione le contrazioni dovute a contemplazione e amor per la sapienza: i seguaci delle prime, infatti, sono da annoverare tra coloro i quali โ€œcon la fantasia turbata dalla vana meditazione di fantasmi vanno incontro a una miserabile folliaโ€; gli altri utilmente perseguono la โ€œconsiderazione che conduce all’intelligenza, al giudizio e alla moderazione delle passioniโ€. 

Eros e Magia, nella concezione rinascimentale, si identificano o, almeno, sono fortemente analoghi. Lโ€™Eros รจ un fenomeno magico, la Magia obbedisce alla leggi universali dellโ€™Eros, ma รจ con Giordano Bruno che i raggi di Al Kindi diventano โ€œvincoliโ€, legami che si comportano eroticamente e, pertanto, manipolabili secondo una ben precisa scienza. Eros e Magia, di fatto, postulano la manipolazione dei propri ed altrui fantasmi. Nel De Vinculis in genere, Bruno parte dalla concezione dellโ€™Amore quale forza che tutto avvince ed ordina e, per questo, primo e piรน potente tra i vincoli. Pagato il tributo, secondo la tradizione platonica e neoplatonica, a questa dimensione metafisica e cosmica dellโ€™Amore, Giordano Bruno illustra tutte le dinamiche, piรน o meno concrete, dellโ€™attrazione, specialmente quella erotica tra persone, per poi passare a spiegare la metodologia magica della manipolazione del vincolo. Ci si chiede perchรฉ lโ€™insistenza sul vincolo erotico. Le ipotesi che si possono avanzare sono quattro: perchรฉ lโ€™Eros รจ paradigmatico per qualsiasi tipologia di vincolo; perchรฉ Bruno intende ricollegarsi alla tradizione della trattazione amorosa, che vede tra i suoi accoliti del secondo millennio nomi illustri quali Cappellano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola; per stabilire leggi per rendersi immuni alla diverse tipologie di vincolo; approntare un โ€œmanuale terapeuticoโ€ per guarire gli altri dalla sofferenza dโ€™amore.

A nostro parere, non puรฒ giungersi ad una risposta quantomeno verosimile se non si ha in mente lโ€™approccio usato da Bruno nellโ€™illustrazione delle contrazioni fantastiche. Come lรฌ il filosofo spiegava le diverse tipologie di una fenomenologia, dalle sue espressioni piรน comuni a quelle piรน rare, dalle piรน inquietanti alle piรน olimpiche, anche in questo caso prova a spiegare lโ€™intera dinamica del vincolo, assumendo ad ipotesi emblematica quella dellโ€™eros. รˆ naturale, perรฒ, a fronte di una trattazione cosรฌ generale, derivare applicazioni pratiche e finanche terapeutiche. Nemmeno va dimenticato che Bruno, in ogni scritto, resta sempre filosofo votato alla Sapienza e che nessuna pagina della sua produzione letteraria tradisce questo voto. Il De vinculis in genere รจ, pertanto, anche indicazione operativa per il vero filosofo che voglia liberarsi da i legami che ne impediscono lโ€™elevazione e, a sua volta, legare a sรฉ Veritร  e Sapienza. Ciรฒ che, allโ€™evidenza, risulta davvero estraneo allโ€™intento bruniano รจ, invece, la volontร  di ricollegarsi ad una tradizione letteraria dโ€™amore, visto lo stile minimalista e il taglio concreto dato da Bruno.

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Tanto detto, il vincolo bruniano รจ un legame sottile che si instaura a causa  della โ€œbellezzaโ€, in senso lato, del vincolante, capace di risuonare nellโ€™interioritร  del vincolato. Il fantasma del vincolante, cioรจ, รจ affine ad unโ€™immagine fantastica pregiaciente nel vincolato. Il vincolo intersoggettivo รจ, psicanaliticamente, una sorta di transfert. Per liberarsi da un vincolo รจ allora necessario scoprire i fantasmi interiori coinvolti e rompere la corrispondenza, inconsciamente creatasi, tra questi e il fantasma del vincolante percepito dallโ€™esterno. Si amano sempre immagini ed ombre. Per vincolare รจ, dโ€™altro canto, necessario conoscere i fantasmi interiori del futuro vincolato e destare in lui un corrispondente desiderio per il fantasma di sรฉ stessi.  Tanto basterebbe ad ogni dinamica relazionale, soprattutto quella erotica. Bruno tuttavia โ€“ e qui si comprende il fine sapienziale dellโ€™opera โ€“ non intende preparare una nuova ars amatoria, ma mira ad educare il perfetto manipolatore dei fantasmi, il Mago.

Il manipolatore bruniano deve, prima di tutto, liberarsi da ogni vincolo, compreso quello generato dallโ€™amor di sรฉ (anche se si ammette che questo vincolo puรฒ servire ad alcune operazioni magiche). La prima attivitร  manipolatoria รจ, dunque, quella da compiersi entro sรฉ stessi, sgomberando il cuore dalle immagini che lo ottenebrano e dai fantasmi egoici.  Il manipolatore di Bruno รจ, perciรฒ, un sapiente che ha giร  trasceso sรฉ stesso e che, quindi, non piega lโ€™arte manipolatoria e fantastica a fini biecamente personali. Avendo abdicato dallโ€™amor di sรฉ, egli ha raggiunto una serena immunitร  ai vincoli, sfuggendo al normale complesso dei rapporti caratterizzati da vincoli reciproci. Presumibilmente, poi, lโ€™emancipazione del senso fantastico dagli innumerevoli vincoli personali รจ fonte di unโ€™ulteriore tipologia di contrazione dellโ€™immaginazione che presiede, come detto, fenomeni di elevazione spirituale.

A questo punto, per poter destare in altri le piรน svariate sensazioni o emozioni, egli non solo deve conoscerle perfettamente, ma deve anche destarle massimamente in sรฉ, secondo la proprietร  transitiva della magia, per cui, per poter provocare unโ€™emozione o un affetto, lโ€™operatore deve prima di tutto svilupparlo in sรฉ stesso. Per usare la metafora erotica, lโ€™amato, al fin di manipolare lโ€™altro, deve sapersi eccitare intensamente per provocare la medesima sensazione nellโ€™amante. Il manipolatore perfetto, tuttavia, mago o amante che sia, pur avendo prodotto in sรฉ lโ€™emozione, non deve desiderare, per non finire a sua volta vincolato. Sulla stessa falsariga si situa la raccomandazione bruniana di astinenza dallโ€™autoerotismo. Prescrizione per nulla moralistica ma di carattere strettamente tecnico. In assenza di un sistema di riferimento (come quello yogico o taoista, dove la ritenzione del seme ha importanti fini spirituali), si puรฒ ritenere che la ritenzione del seme venga raccomandata da Bruno per tenere costantemente alto il fuoco emotivo e sensazionale del manipolatore, nonchรฉ per evitare frettolosi appagamenti dellโ€™attivitร  fantastica. Inoltre, nellโ€™antichitร , lโ€™eiaculazione e la parola erano viste come modalitร  manifeste di emissione dello pneuma individuale, motivo per il quale la ritenzione del seme evitava indebolimenti pneumatici. Cosรฌ, reso immune dai legami, sovraeccitato il proprio apparato pneumatico con le sensazioni da destare in altri, il manipolatore puรฒ procedere allโ€™applicazione, intensificazione e godimento del vincolo secondo le caratteristiche del vincolabile e la varietร  di parole, gesti, fantasie di cui puรฒ disporre, enciclopedicamente elencate da Bruno nella sua opera.

Anche le masse sono vincolabili secondo lo stesso schema, ovviamente con una difficoltร  esponenzialmente maggiore. Lโ€™esempio recato dallo stesso filosofo รจ quello delle religioni, forgiatrici di veri e propri fantasmi capaci di convogliare e reindirizzare le passioni, le emozioni, i pensieri, anche celatamente erotici, delle masse. Sia chiaro, Bruno non disconosce in toto la religiositร , ma ne fornisce una spiegazione โ€œtecnicaโ€ alla luce del criterio ermeneutico fornito dalla scienza dei vincoli. A riguardo, perdendosi in echi quasi orientali, afferma:

Posto anche che non esista inferno, la credenza immaginaria nell’inferno senza fondamento di veritร  produce veramente un vero inferno: l’immagine fantastica ha la sua veritร , con la conseguenza che essa reagisce realmente e realmente e potentemente resta imbrigliato chi si lascia vincolare e il tormento infernale si fa eterno con l’eternitร  della convinzione di fede; e l’animo, pur spoglio del corpo, conserva tuttavia il medesimo aspetto e nonostante tutto persevera con esso infelice nei secoli, anzi ancor piรน potentemente talvolta per indisciplina o diletto o acquisite parvenze.

Ma, postulando che lโ€™Eros, dunque il vincolo, lega tutto lโ€™Universo, la tecnica manipolatoria bruniana puรฒ essere applicata a qualsiasi โ€œaltroโ€ dellโ€™affollato cosmo rinascimentale. In primis, rimbaldianamente, lโ€™Io รจ un altro. Ossia, nella magia intrasoggettiva, il soggetto puรฒ, tramite lโ€™introversione della propria volontร  manipolatoria, operare sui propri fantasmi interiori, sia a fini terapeutici quanto a fini spirituali, slegandosi dai fantasmi della terrenitร  e legandosi, in un progressivo solve e coagula, a quelli olimpici del Bene e della Veritร  (e qualcuno ben direbbe che la piรน grande sapienza sta nel non legarsi a fantasma alcuno, per quanto sommo sia). La magia intersoggettiva si rivolge allโ€™altro da sรฉ, ma gli โ€œaltriโ€, nellโ€™universo rinascimentale, non sono solamente gli uomini, ma una folta schiera di esseri subumani, quali gnomi, elementali, demoni ecc., e sovrumani, quali eroi e divinitร . Tutti costoro sono manipolabili con la scienza dei vincoli, conoscendo lโ€™intrico di corrispondenze, analogie, supporti (visivi, vocaliโ€ฆ) tramite i quali risultano vincolabili.

La magia extrasoggettiva รจ, invece, quella che si rivolge agli oggetti, al mondo inanimato, a tutti gli enti sprovvisti di una struttura psichica almeno in parte analoga a quella umana dellโ€™operatore. Eppure, come accennato, anche lโ€™oggettivitร  esteriore รจ dotata di un sostrato sottile e pneumatico, altrettanto obbediente alla vincolistica bruniana quanto alle radiazioni di Al Kindi. รˆ la stessa tradizione a tramandare le immagini fantastiche e le leggi, piรน o meno originarie, utili allโ€™azione magica intra, inter ed extrasoggettiva, cosรฌ come le stesse possono anche emergere dalle remote profonditร  dellโ€™inconscio personale e collettivo. Sulla base di queste premesse, si possono individuare almeno tre diversi tipi di operatori โ€œmagiciโ€, a seconda del loro rapporto con le fantasmagorie inconsce: lโ€™invasato, che subisce passivamente e involontariamente i fantasmi; lo sciamano, che li padroneggia dopo esserne stato soggiogato; il mago, artista della loro manipolazione.


4. Elementi di Operativitร  Bruniana:
Mnemotecnica & Sigilli

Vanno esaminati altri due ulteriori elementi dellโ€™operativitร  di Giordano Bruno. Il primo, la mnemotecnica [9], contribuรฌ ampiamente alla sua fama in vita e, indirettamente, anche alla sua rovina [10]. Il secondo riguarda la grande attivitร  di Giordano Bruno come disegnatore, instancabile e meticoloso, di decine di sigilli [11], fino ad oggi passata abbastanza in sordina. Circa la mnemotecnica, non รจ intenzione di questo scritto analizzare tutte le tradizioni confluite nella riflessione bruniana sulla memoria e tutte le tecniche padroneggiate e suggerite dal Nolano. Ci si puรฒ limitare a ricordare che per Bruno le idee vengono meglio catturate dalla facoltร  mnemoniche se associate ad imagines agentes, ossia immagini che impressionano, meglio se eroticamente, il soggetto. Tali immagini erano, poi, di volta in volta, organizzate secondo diversi schemi e combinazioni, fino a formare un vero e proprio teatro della memoria

Ciรฒ suggerisce uno dei fini fondamentali della โ€œpassioneโ€ bruniana per mnemotecnica, ben superiore alla mera utilitร  di favorire la memorizzazione di dati in unโ€™epoca risalente. รˆ, infatti, fin troppo chiara lโ€™analogia tra la fantasmagoria di immagini interiori, eroticamente manipolabili, che compone lโ€™esistenza individuale e il teatro di immagini mentali, caricate eroticamente, in cui si risolve la tecnica mnemonica. La padronanza di questโ€™ultima in maniera estesa e costante, pertanto, al di lร  dei richiami platonicizzanti ad una dottrina della reminiscenza, puรฒ tradursi piรน concretamente nella generale capacitร  di disciplinare i propri contenuti immaginali interiori. La tecnica mnemonica diviene, quindi, abilitร  manipolatoria del fantastico, declinazione operativa della dottrina dei vincoli.

Lโ€™altro aspetto tecnico di Bruno รจ costituito dalla personale applicazione nel disegno di decine e decine di sigilli, immagini perlopiรน geometriche, a maggioranza mandalica, con sobrie ma costanti decorazioni a carattere grafico (es. cuori) e floreale. Questi diagrammi ermetici non venivano accompagnati da spiegazione e, il piรน delle volte, non presentavano nemmeno evidenti pertinenze col testo che accompagnavano. Risulta, pertanto, difficile stabilire il significato concettuale riferibile a ciascun diagramma, anche quando accompagnato da un titolo.  Puรฒ solo procedersi per ipotesi, ad esempio ritenendo che il diagramma โ€œAtrium Venerisโ€ rimandi allโ€™ambito venusiano perchรฉ basato sulla riproduzione caleidoscopica dellโ€™esagramma, quale incontro tra due triangoli con vertici opposti e perciรฒ sessualmente polarizzabili in senso opposto. Trattasi pur sempre di unโ€™ipotesi perรฒ. La presente riflessione puรฒ perรฒ ambire a individuare la funzione del sigillo per Bruno, pur senza scoprire i significati delle singole figure. 

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Scartata lโ€™ipotesi idiota delle decorazioni senza senso, pur avanzata [12], e del codice segreto di unโ€™organizzazione bruniana [13], non confortata da testimonianza alcuna, rimane lโ€™ipotesi magica, verosimile, a patto di una contestualizzazione. Bruno, di fatti, non sosteneva lโ€™idea superstiziosa di automatismi magici, nรฉ il suo discorso accoglieva tematiche astrologiche dominanti, invece, nella magia rinascimentale. In piรน, sul piano estetico, la rigorosa geometria della stragrande maggioranza dei diagrammi bruniani, il sobrio figurativismo di pochi sigilli, lโ€™assenza di simboli tradizionali, alchemici o astrologici o alfabetici (le lettere in Bruno indicano sovente gli angoli, come nel comune disegno geometrico), il mancato ricorso a tecniche di costruzione degli stessi precedentemente affermatesi [14], rendono queste figure estranee agli usi magici anteriori. Il loro potenziale magico, pertanto, stante la loro peculiaritร , puรฒ comprendersi solo con riferimento alla dottrina del senso fantastico e dei vincoli. 

In prima istanza, non puรฒ esser dubbio che la contemplazione dei sigilli e, ancor piรน, la loro realizzazione (effettuata manualmente da Bruno stesso, pur potendo certo rivolgersi a persone tecnicamente piรน qualificate) possa cagionare una contrazione del senso fantastico, circoscrivendo il โ€œfuoco psichicoโ€ del soggetto su pochi punti e figure e correlati significati. Come visto, per Bruno questa contrazione era prodromica a fenomeni di eterogeneo trascendimento della coscienza ordinaria, anche filosoficamente/spiritualmente considerevoli. A ciรฒ si aggiunge la possibilitร  di riconoscere, in tali diagrammi, delle vere e proprie imagines agentes facilmente memorizzabili con i loro contenuti di significato. Le vezzose decorazioni floreali, ornamentali, figurative apposte da Bruno alle rigorose forme geometriche, lungi dallโ€™essere la riproduzione grafica di fenomeni ottici [15], come ipotizzato, corroborano invece la conclusione appena data. Tali decorazioni sono, infatti, belle e il vincolo รจ primariamente bellezza, che lega lโ€™animo tramite il senso visivo e lโ€™immaginazione. Tramite la realizzazione/contemplazione di questi ed altri diagrammi, pertanto, si possono introiettare mnemonicamente imagines agentes nel proprio senso fantastico, giร  contratto dalla meditazione, arrivando a disporre prontamente di fantasmi utili alla manipolazione interiore o da comunicare/imporre nella magia inter ed extrapersonale [16].


5. Conclusioni

Si ritiene di aver sufficientemente reso giustizia ad un aspetto di Bruno variamente studiato ma ancora ignorato dai piรน: quello di unโ€™operativitร  magica โ€œlaicaโ€ e fondata su un incisivo approfondimento della psiche umana, le cui dinamiche vengono allargate in un vitalistico olismo universale. Ancor di piรน, la dottrina del vincolo รจ capace di imporsi, oggi, come criterio ermeneutico di molti dei fenomeni psicologici, sociali, antropologici e politici che caratterizzano e differenziano la modernitร . Il taglio cinico e laico usato da Bruno nel De Vinculis in genere ricorda, infatti, quello di unโ€™altra grande opera rinascimentale, Il Principe del Machiavelli, ma non puรฒ che concordarsi con Culiano nel ritenere che il primo abbia, per influenza e lungimiranza, superato il secondo.

Se Macchiavelli, di fatto, appronta un manuale per la perfezione del Principe, difficilmente applicabile nei sistemi politici liberali e democratici impostisi gradualmente nel โ€˜900, Bruno preconizza la manipolazione fantastica dellโ€™era mediatica e pubblicitaria, basata sulla ben studiata strumentalizzazione delle tendenze voluttuarie della massa per dirigerne il consumo o lโ€™opinione. Se Macchiavelli incensa Cesare Borgia, Giordano Bruno preconizza il Don Draper di Mad Men e oltre [17]. Eppure, da vero sapiente, a fianco la mera descrizione del fenomeno vincolistico, Bruno lascia le tracce utili per i veri filosofi a curarsi ed ascendere tramite il divincolamento dai legami inferiori, tra i quali si vanno ad aggiungere le moderne seduzioni, virtuali e consumistiche. รˆ questo, forse, il retaggio bruniano piรน prezioso, sicuramente quello meno passibile di definizioni semplicistiche e piรน immune a manipolazioni (!) ideologiche che, anche se suggestive, di Bruno hanno restituito, fino ad oggi, un fantasma che si avvicina al fantoccio. 


Note:

[1] Cfr., ex ceteris, YATES F.A., Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica, Laterza, 1969; CULIANU I.P., Eros e Magia nel Rinascimento, Boringhieri, 2006, cui questo saggio รจ liberamente ispirato; BRUNO G., Il Sigillo dei sigilli e i Diagrammi Ermetici, a cura di NICOLA U., Mimesis, 1995.

[2]  Su tutti, v. PLATONE, Convivio, VI, 6: โ€œServendosi degli strumenti dei sensi, (lo Spirito) coglie le immagini dei corpi esterni; ora, lโ€™anima stessa non puรฒ percepire queste immagini direttamente, essendo dato che la sostanza incorporea, superiore a quella dei corpi, non puรฒ da questi essere indotta a ricevere immagini. Presente ovunque nello spirito, lโ€™anima puรฒ agevolmente contemplarvi le immagini dei corpi, rilucendo in lui come in uno specchio. รˆ con queste immagini che essa puรฒ valutare i corpi stessiโ€.

[3]  Sul valore del cuore nellโ€™ascesi esicasta, con interessanti raffronti con la mistica cristiana e il sufismo, cfr. E.MONTANARI, La fatica del cuore, Java Bookl, 2003.

[4]  In italiano, v. AL KINDI, De Radiis o Teorica delle Arti Magiche, in Picatrix / De Radiis, La summa della magia ermetica attraverso la mediazione araba, Mimesis, 2018.

[5]  Cfr. EVOLA J., Metafisica del Sesso, Mediterranee, 2006, in particolare il paragrafo โ€œLa teoria magnetica dellโ€™amoreโ€ e correlata bibliografia, pp. 47 ss. 

[6]  Per una panoramica sul fenomeno, v. PETOIA E., Malocchio e jettatura: le forme, la storia, l’analisi di un’antica e universale superstizione dalle prime testimonianze letterarie ai giorni nostri, Newton Compton, 1995.

[7]  BRUNO G., De Magia โ€“ De vinculis in genere, Biblioteca dellโ€™immagine, 1986.

[8]  Sulla fenomenologia interiore e sulle possibilitร  superiori dellโ€™alpinismo, v. EVOLA J., Meditazioni sulle vette, Ed. Mediterranee, 2003.

[9]  Cfr. BRUNO G., Opere mnemotecniche, vol. I e II, Adelphi, 2004.

[10]  Si fa qui riferimento alla leggenda secondo cui il Nolano fu denunciato allโ€™Inquisizione dal patrizio Giovanni Francesco Mocenigo, suo protettore veneziano, perchรฉ questโ€™ultimo non aveva successo con le tecniche mnemoniche.

[11]  Si fa, in particolar modo, riferimento alle illustrazioni che accompagnano le edizioni originali de Articoli centosessanta contro i matematici (Praga, 1588) e De triplice minimo (Francoforte, 1591), pubblicati in Italia in BRUNO G., Il sigillo dei sigilli, cit. 

[12]  Si tratta di Tocco Felice  (Catanzaro, 11 settembre 1845 โ€“ Firenze, 6 giugno 1911), filosofo e storico della filosofia. Su Bruno scrisse Le opere latine di G. Bruno esposte e confrontate con quelle italiane, Firenze, 1889, Le opere inedite di G. Bruno, Napoli, 1891 e Le fonti piรน recenti della filosofia di Bruno, Napoli, 1892.

[13]  Ipotesi riportata ma non avallata da YATES, op. cit., pp. 439 ss.

[14]  In Agrippa, il diagramma evocante un demone planetario deriva da un’applicazione meccanica di corrispondenze numeriche e letterali: ogni lettera di un nome angelico equivale ad un numero di un preformato quadrato magico planetario; collegando i numeri-lettere si ha il segno magico che costituisce lโ€™archetipo grafico della potenza che si vuole evocare.  

[15]  NICOLA U., nella postfazione a BRUNO G., Il Sigillo dei sigilli, cit., pp. 73 ss., sostiene che tali decorazioni  riproducano fenomeni ottici che i diagrammi cagionerebbero nei soggetti meditanti, per cui le figure tenderebbero a โ€œmuoversiโ€, palesando una vitalitร  interna coerente al vitalismo universale sostenuto dalla filosofia bruniana. 

[16]  Ben si coglie la differenza tra questโ€™applicazione magica del sigillo e quella che avrebbe nella magia dei raggi di Al Kindi, dove la sola realizzazione del sigillo sarebbe ex se idonea ad irradiare e ricevere raggi corrispondenti alle influenze, planetarie e non solo, che si desiderano attirare. 

[17]  Mad Man รจ una serie televisiva americana, andata in onda dal 2007 al 2015 per sette stagioni, incentrata sul mondo pubblicitario newyorkese degli anni โ€™60. In questa scena, come in molte altre, il protagonista Don Draper altro non fa che derivare dalla conoscenza psicologica delle persone del proprio tempo lโ€™idea di un fantasma massivamente fruibile (la pubblicitร ) onde orientare le tendenze consumistiche delle stesse. Don spiega alla copyrighter Peggy come la pubblicitร  si basi su una proprietร  transitiva del tutto simile a quella magica, poichรฉ le sensazioni da destare nel consumatore sono le medesime avvertite dal copyrighter creatore.

Un commento su “Giordano Bruno: il vincolo & il fantastico

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