Video-diretta: L’Uomo Selvatico, con Massimo Centini

Domani sera alle 21:00 sul nostro canale YouTube avremo il piacere di ospitare il prof. Massimo Centini per discutere del corpus leggendario riguardante uno dei personaggi mitici più noti del folklore alpino: l’Uomo Selvatico.

🌿 VIDEO-DIRETTA


🌿 ABSTRACT

Nelle varie tradizioni europee (e non solo) l’Uomo Selvatico è una sorta di essere primordiale, a metà tra uomo e animale, che vive ai limiti della civiltà e i cui atteggiamenti, visti dall’ “uomo civile”, sono fin dall’antichità oggetto di fascino e di paura, di mistero e di indagine scientifica. L’Uomo Selvatico (“Wildermann” nei paesi mitteleuropei) è generalmente considerato l’iniziatore di attività fondamentali per le singole microeconomie, nelle quali di fatto svolge il ruolo di eroe culturale. Le narrazioni del folklore montàno testimoniano che, dopo aver insegnato le diverse tecniche di cui era depositario (arte casearia, agricoltura, attività mineraria), l’Uomo Selvatico fuggì nell’intrico del bosco, perché vittima degli scherzi e dell’incomprensione dell’ “uomo civile”. E così, da allora, questo essere si relegò al di fuori della civiltà.

Quello dell’Uomo Selvatico è un mito che esiste a tutte le latitudini e che sopravvive nelle nostre tradizioni e nel nostro folklore anche laddove non lo vediamo chiaramente: nelle celebrazioni dei cambi di stagione, nel Carnevale (nientemeno che in Arlecchino), nelle favole dei bambini, nell’arte, nella letteratura e nell’araldica. Una creatura che esce dal bosco ma che dal bosco non può allontanarsi troppo, perché lì risiedono gli antichi saperi e sono nati i primi mestieri dell’uomo: fare la legna, raccogliere il miele, allevare e proteggere gli animali… Forse è stato proprio lui a insegnarceli. L’Uomo Selvatico mette in discussione la nostra stessa idea di civiltà, e al tempo stesso la sostiene. In questa diretta cercheremo di scoprire i sentieri che l’Uomo Selvatico percorre per cercare la civiltà e sfuggirla, preferendo infine tornare a vivere tra le montagne e le vallate, e i sentieri che noi, “uomini civili”, percorriamo per seguirlo.


🌿 MASSIMO CENTINI

Laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Tra le attività più recenti: a contratto nella sezione “Arte etnografica” del Museo di Scienze Naturali di Bergamo; ha insegnato Antropologia Culturale all’Istituto di design di Bolzano. Docente di Antropologia culturale presso la Fondazione Università Popolare di Torino; insegna “Storia della criminologia” ai corsi organizzati da MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano. Ha pubblicato numerosi saggi con Mondadori, Piemme, Rusconi, Newton & Compton, Yume, Xenia, San Paolo e altri. Alcuni dei suoi volumi sono stati tradotti in varie lingue.


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