Come Erode duemila anni fa cercava disperatamente un neonato che sarebbe stato quel futuro “re” che lo avrebbe privato del suo potere temporale, cosรฌ l’Erode dei nostri tempi รจ anch’esso alla ricerca di un fanciullo prodigioso destinato a porre fine alla “storia”, il quale, giunto il suo avvento, ยซcolmerร la Terra di armonia e giustizia come ora รจ colma di tirannia e violenzaยป. Dei caratteri di questa misteriosa figura, fulcro assoluto della fede nell’Islam iranico declinata come religione dell’Atteso, si parlerร brevemente in questo articolo.
di Antonio Bonifacio
Certamente la Terra non sarร mai privata di un garante di Dio. Ma gli uomini saranno ciechi, incapaci di vederlo, a causa del loro ottenebramento, delle loro stravaganze e dei loro crimini contro di sรฉ (contro le loro anime).
Henry Corbin
Osservazioni introduttive
ร apparso di recente un articolo proposto da Maurizio Blondet dal titolo Israele teme il Mahdi. Da questo scritto vorremmo ricavare alcuni spunti argomentativi intorno a un tema, praticamente sconosciuto nei nostri lidi, che invece, come emerge dai contenuti dall’intervento appena citato, riveste un’importanza davvero epocale. L’aggettivo “epocale”, impiegato con una certa disinvoltura nelle piรน diverse occasioni, รจ, nella circostanza, davvero congruo perchรฉ tutto quello che si riferisce alla apparizione del Madhi puรฒ essere rilevante, non solo per il mondo Mediterraneo ma per l’intero globo terracqueo, essendo il personaggio espressione apocalittica dell’escatologia shi’ita a carattere universale. Si tratterร quindi della figura che apporterร l’ultima definitiva Rivelazione e, dopo di essa, il presente ciclo giungerร a compimento, come insegnano le scritture.
La tematica, cosรฌ come la presenta Maurizio Blondet, giornalista di schierata fede cattolica e dichiaratamente “complottista”, ha natura strettamente politica ed รจ la sua (e delle sue fonti) una lettura degli eventi che pone, in lizza tra loro, due contendenti portatori di una opposta visione del mondo ed in cui il terreno di gioco รจ appunto la contesa del potere sul nostro globo terracqueo. Tanto aspro si delinea il conflitto che esso dovrebbe condurre a un Armaggedon. In realtร , per impiegare un neologismo utilizzato dal Panunzio, relazionato agli eventi descritti nel testo di Blondet, nonchรฉ in questo nostro intervento, il predetto tema lo si potrebbe definire senz’altro di natura metapolitica, essendo l’argomento in oggetto intriso di escatologismo [1].
Per affrontare quindi l’argomento con cognizione di causa รจ perรฒ necessario operare alcune premesse introduttive e, per procedere in tal senso, si utilizzeranno i testi di Henry Corbin, che, com’รจ noto, รจ stato uno dei massimi interpreti del pensiero religioso formatosi nell’area iranica, con particolare riferimento al suo ricchissimo libretto L’Imam Nascosto.

L’Islam shi’ita
Secondo me le religioni esprimono una veritร unica perรฒ รจ solo la scuola sciita che spiega in modo chiaro e lampante come questa Veritร possa essere rimanere viva. Secondo me lo Sciismo ha ben rappresentato il carattere di questa veritร che media incessantemente fra il mondo umano e quello divino.
Henry Corbin, dialogo con Allamah Tabataba’i, teologo e filosofo musulmano
Lo sh’ismo, la gnosi dell’Islam, รจ un indirizzo religioso nato contemporaneamente alla prima predicazione del Profeta con l’investitura dell’imamato al genero di Muhammad, Ali Ibn Abi Talib, sposo di Fatima. I due sono i genitori di Hasan e Husain che saranno l’uno dopo l’altro i successori del padre all’imamato [2]. Un hadith fissa i termini di questa investitura che rappresenta il fondamento dello shi’ismo:
Mio Dio, ecco i membri della mia famiglia, mio fratello (Ali) รจ il principe degli Imam (…); i suoi figli sono i germogli della mia discendenza, e mia figlia, la sovrana delle donne. Il Madhi discenderร da noi. Avendo chiesto uno dei compagni ancora: “O inviato da Dio: chi รจ il Madhi?”, il profeta gli rispose. “Ci saranno nove Imam discendenti da Hosain Il nono sarร il Qa’im (colui che fa risorgere): colmerร la Terra di armonia e giustizia come ora รจ colma di tirannia e violenza. Combatterร per ricondurre al senso spirituale (ta’wil) come io stesso ho combattuto per la rivelazione del senso letterale (tanzil)“.

Evidentemente tutti i passaggi dell’hadith rivestono una importanza capitale, tuttavia davvero illuminante รจ l’ultimo di essi in quanto esso fonda i presupposti della gnosi iranica (l’Iran si definisce in Costituzione “il paese della gnosi” [3] dal momento che fissa precisamente i termini delle competenze tra la scansione profetica e quella dell’imamato). A tutti i sette profeti, nel tempo della loro manifestazione, รจ spettato il compito di portare agli uomini il messaggio divino i cui contenuti sono proporzionali allo stato spirituale dell’umanitร di una certa epoca — da qui l’inficiarsi della pretesa progressista sostituita dalla constatazione della discesa catabatica –, mentre all’Imam รจ affidato un diverso compito rispetto alla comprensione letterale della Parola e alla disciplina delle prescrizioni da essa impartite.
Scrive Corbin: “A partire dal momento in cui si conclude il ciclo della Profezia, comincia il Ciclo dell’Iniziazione, quello in cui gli Imam gli Amici di Dio e gli Amati da Dio devono iniziare i loro adepti all’esoterico della Profezia“ (Corbin: 2008, 72) [4]. La scansione รจ questa: Il verbo divino scende e, grazie a un Profeta legislatore, la Parola di Dio si fa “umana” e quindi diviene a tutti comprensibile in relazione alle circostanze storiche in cui questa si manifesta. Tuttavia questa comprensione “democratica” non esaurisce i significati contenuti in essa, in quanto la parola “gridata dai tetti” rappresenta solo la “facciata” ma il “senso vero” della stessa รจ ascoso in essa ed รจ coperto da un numero indeterminato di veli. Avviene cosรฌ che l’ermeneutica non รจ mai chiusa ma si presenta costantemente suscettibile di offrire nuovi significati, sempre comunque aderenti al testo.
In senso generale anche nell’Islam legalistico (sunnita) l’interpretazione del Verbo non รจ rimessa a un magistero dogmatico, che ne cura imperituramente il tramandamento, come avviene nel cattolicesimo, tuttavia nell’ordine exoterico delle cose si puรฒ senz’altro affermare che nel sunnismo prevale assolutamente una precettistica legalistica, si potrebbe dire… “talmudica”, tanto che Corbin ha potuto scrivere: “Gli umani non hanno piรน nulla da attendere dopo il Sigillo degli Iniziati. Di conseguenza, la maggioranza si รจ votata fanaticamente alla cieca salvaguardia della lettera” (Corbin: 2008, 90).

Alla linea dell’imamato รจ assegnato un diverso e complementare compito, che รจ espressione della “scienza della bilancia” [5], ovvero dell’equilibrio tra exoterico ed esoterico, che รจ una condizione sempre perseguita in queste dottrine islamiche che, appunto, prendono a paragone la corrispondenza che regna tra la durata del giorno e quella della notte. Si tratta quindi di ricondurre l’espressione della lettera alla sua origine, quando il Verbo era nella mente di Dio. Allo scostarsi di ogni velo corrisponde la “scoperta” di un significato e per conseguenza l’ermeneutica spirituale si presenta come una cornucopia di intimi sensi che sono tutti collocati in successione tra di loro e in cui, come in uno spartito musicale, la melodia puรฒ essere eseguita su diverse ottave. Dal momento che il “senso vero”, contenuto nel Verbo, diviene accessibile in virtรน della qualificazione propria all’imamato, provvidenzialmente garantito dalla sua scansione “dinastica” nel presente ciclo, avverrร che, esaurito il pleroma dei dodici, il tempo si sigillerร “solidificandosi” e il ciclo terminerร definitivamente.
Per l’Islam il dodicesimo Imam, apparso circa 1200 anni fa, s’รจ prodigiosamente occultato da bambino, all’etร di cinque anni, in concomitanza a una vicenda che tra poco brevemente si narrerร . Il sapientissimo fanciullo, la cui presenza nei secoli รจ tuttavia testimoniata dalle sue apparizioni e da sue azioni latenti, nel momento di massima discesa spirituale dell’umanitร , uscirร dal suo occultamento per ricomparire insieme a Cristo (sesto nell’Ordine dei Profeti secondo la concezione islamica) come descritto nell’hadith sopra riportato [6]. In questo caso si instaura una sorta di contemporaneitร tra l’uscita dall’occultamento del dodicesimo Imam e la seconda venuta del Cristo “Profeta” e tale sincronia รจ giustificata dal fatto che con tale evento costituirร il sigillo definitivo dell’era presente. (Si precisa che nella concezione iranica ogni ciclo profetico รจ scandito dall’apparizione di dodici Imam che formano un totale pleromatico di 84 personaggi).
Non stupisca piรน di tanto il ruolo gerarchico rivestito dal Cristo che รจ anteposto al Profeta dell’Islam; Ibn Arabi, che รจ il piรน celebrato dei sufi come il Doctor maximus (Shaiykh al Akhar) dell’esoterismo islamico, ebbe di Lui a scrivere: “Chi si ammala del Cristo non puรฒ guarire” e quindi รจ indubbia la devozione che riservano i musulmani tutti (quindi anche gli shi’iti) al Cristo e a sua Madre Maryam avendo loro anticipato il dogma dell’Immacolata Concezione rispetto agli stessi cristiani. Questo il quadro, delineato per somme linee.
Gettando sommessamente lo sguardo alle vicende attuali e avvertendo gli scricchiolii di un cattolicesimo sempre piรน volto al “sociale”, osservando le fenditure sempre piรน estese presenti nella grande muraglia dogmatica, eretta dopo secoli di controversie conciliari, รจ conseguente pensare che se si dovesse realizzare uno sfondo plausibile agli eventi apocatastatici [7] descritti, c’รจ da ipotizzare un possibile avvicinamento tra la piรน “tradizionale” Chiesa ortodossa con l’Islam sh’ita, piuttosto che con la Chiesa di Roma, in quanto quest’ultima puรฒ apparire agli occhi dei “conservatori” come un pianeta ormai sfuggito alla sua orbita e destinato a vagare nello spazio [8] diversamente dall’ortodossia orientale certamente piรน conservatrice e orientata dottrinalmente alla theosis.

Gli ultimi due Imam
La walayat รจ l’esoterico, l’idea gnostica della profezia (nobowwat); la profezia รจ l’essoterico e la forma visibile della walayat. Tutti i profeti sono stati epifanie (mazahir) del Sigillo dei profeti, tutti gli iniziati sono forme che manifestano colui che รจ il Sigillo degli Iniziati.
Henry Corbin
La pietร shi’ita s’รจ particolarmente concentrata sul racconto degli ultimi due Imam dei dodici del ciclo attuale, descrivendo quegli eventi storicamente lontani in una molteplicitร di racconti che vanno letti, come insegna Corbin, come ierostorie e non certo interpretati alla luce dello storicismo o del materialismo storico [9]. Si tratta comunque di ierostorie davvero magnifiche che fanno di questi scritti delle “commoventi” — nel senso pienamente etimologico del termine e sottolineamo che tali, condivise, aggettivazione laudativa รจ impiegata dal Corbin al fine introdurne la lettura — testimonianze della fede di un popolo. Siamo di fronte a racconti letterali che poi certamente solo letterali non sono, dal momento che la loro comprensione risveglia sicuramente i sopiti sensi spirituali del devoto lettore [10].
In queste concordanti versioni dell’evento escatologico piรน importante della pietร shi’ita, si narra come una principessa bizantina (e quindi cristiana) dal nome di un fiore, Narciso (uno pseudonimo), venga rapita dai musulmani che ne ignorano il grado di nobiltร e venga quindi condotta al mercato per essere venduta come schiava. Tutta l’operazione si trova sotto la gestione di una regia occulta che con preveggenza ha apparecchiato gli accadimenti descritti affinchรฉ Narciso conosca il suo futuro sposo e subitaneamente, ricambiata, se ne innamori, incontrando frequentemente la sua persona nella dimensione della “visione”.
Narciso discende direttamente dalla stirpe di Simon Pietro che, nell’ottica della processione degli eventi, รจ il primo dei dodici Imam che seguirono Gesรน nel suo ciclo. A causa di questa sua “forte” discendenza ella, in qualche modo, partecipa di quella “cristologia” alternativa che รจ caratteristica di una forma gnostica che attende di fiorire. Ciรฒ accadrร non appena Narciso diventerร parte attiva degli eventi che qui sommariamente si sono descritti. Gli incontri onirici con il futuro marito, al-Hasan al-Askari, costituiscono l’iniziazione della principessa cristiana alla gnosi islamica, ai cui contenuti ella aderirร convintamente nel corso degli eventi [11].
Ne scrive Corbin: “ร questa una delle basi su cui si possono studiare certe impressionanti corrispondenze tra la cristologia e l’imamologia shi’ita. Tali corrispondenze trovano, cosรฌ mi sembra, un’illustrazione tra le piรน stupefacenti nella visione in sogno della della Principessa Narciso, madre del dodicesimo Imam” (Corbin: 2009, 87). Sarร quindi il suo futuro sposo, l’undicesimo Imam, che la indirizzerร all’Islam mostrandogli il carattere profetico della figura di Gesรน e il conseguente sviamento della religione cristiana da quella cristologia angelica e profetica che ne sarebbe stata la caratteristica fondante dell’origine. Tutto il racconto quindi verte sulla pacificazione delle due religioni che nell’imamato duodecimano si fondono come in un unico corso d’acqua.
Narciso, divenuta infine sposa dell’undicesimo Imam, sarร madre di un fanciullo meraviglioso e straordinario, un “fanciullo perfetto” o “uomo perfetto”, la cui infanzia รจ agiograficamente caratterizzata da numerosi prodigi e che prenderร il nome di Muhammad al-Mahdi. Qual sia il destino di questo “uomo”, giunto il momento della sua Parusia, lo illustra il Corbin in questo straordinario passaggio: “L’Uomo perfetto, essendo la teofania perfetta, penetra il segreto teofanico degli esseri, attraverso di lui si attualizza la perfezione latente e virtuale di ogni essere, il suo segreto, il suo senso esoterico. Non solo le pietre, le piante e gli animali, ma tutte le dottrine, tutte le religioni sveleranno il loro senso nascosto, e cosรฌ l’Unitร divina apparirร come essenza nella moltitudine delle sue teofanie“ (Corbin: 2008, 93). Un brano quasi scopertamente perennialista che annuncia in maniera insuperabile gli eventi connessi all’apokatastasis che determineranno “la fine dell’etร oscura della presente umanitร inaugurando in governo universale e la restaurazione della Tradizione primordiale” (dalla presentazione del testo di Al Fadr ibn Shadhan an-Nischapuri, Il ritorno del Madhi) [12].

La piccola e la grande occultazione
Il senso profondo della ghaylat (occultazione) consiste nel fatto che sono stati gli uomini stessi a velare ai loro occhi l’Imam, divenendo incapaci o indegni di vederlo.
Henry Corbin
Nella teologia shi’ita sono concepite due diverse forme di occultazione: la “minore” e la “maggiore”. Questo รจ un tema lungamente ruminato dai filosofi locali perchรฉ in esso si concentra tutto il mistero dei tempi ultimi e per tale motivo gli accadimenti che riguardano questa specificitร dottrinale dello sh’ismo sono di estrema significazione.ย
In estrema sintesi questi gli accadimenti legati all’occultazione. L’undicesimo giovanissimo Imam era appena defunto quando suo figlio, prescelto per essere il dodicesimo, dopo pochi giorni o poche ore dalla morte del padre scomparve misteriosamente nei sotterranei della Moschea di Samarra in cui era uso pregare intensamente con il genitore. Abbiamo quindi due eventi praticamente concomitanti: la morte del padre e la scomparsa del figlio.
A Samarra odiernamente esistono due santuari. Uno ospita quattro tombe: quella del decimo Imam, quella di suo figlio, quello della sposa di costui, la principessa bizantina Narciso, quella infine di sua zia; tutti personaggi che sono presenti nei racconti meravigliosi e commoventi che narrano della confluenza in un’unica fede islamica e cristiana, evento determinatosi al fidanzamento della principessa Narciso. Un secondo santuario ospita il luogo sotterraneo attraverso il quale scomparve il giovane Imam Mohammed al Qa’im o al-Madhi, che da allora รจ l’Imam nascosto (Corbin: 2020, 510).
Quando si parla di Samarra se ne deve comprendere la specifica geosophia: infatti, a seguito di tali straordinari avvenimenti, la moschea รจ oggi anche un santuario che si trova ubicato in territorio iracheno, ed รจ santuario perchรฉ questo รจ il luogo nel quale l’Imam si รจ occultato agli uomini o, come sottolinea Corbin, s’รจ reso invisibile ai loro occhi carnali [13]. Al contempo v’รจ un altro santuario che รจ in diretto collegamento con Samarra ed รจ quello di Jam Karan in Iran, e il loro legame assume natura simbiotica in quanto รจ diretta espressione della legge della Bilancia di cui si รจ fatto cenno in precedenza. Difatti se il primo รจ il luogo della “scomparsa” del fanciullo, il secondo รจ il luogo privilegiato per le sue apparizioni, apparizioni possibili grazie “agli occhi di quell’organo sottile senza il quale un’antropologia resta incompleta“. Aggiunge Corbin: “Pertanto il compimento reale o mentale del pellegrinaggio che sia a Samarra o a Jam Karan presuppone in tutti i pellegrini il passaggio dalla percezione sensibile a un altro modo di percezione superiore” (Corbin: 2020, 386) [14].

Quando si parla di “occultazione minore” si intende un periodo di tempo che inizia dalla morte di Hasan padre (260/873) e che si protrae da quella data fino al 330 (942). Il trapasso di Hasan, in realtร , non รจ stato una vera morte quanto piuttosto una traslazione nel Malakut [15]. Da questo piano “intermedio” e per tutta la durata del tempo indicata, l’undicesimo Imam ha continuato misteriosamente a comunicare di “persona” con i suoi delegati, pur essendo invisibile alla gente “comune”.
La “occultazione maggiore” riguarda invece il dodicesimo Imam che, appunto, scomparve in etร infantile per non essere piรน ritrovato, sottraendosi cosรฌ anche alla ricerca dei nemici dell’imamato d’allora, i califfi abbassidi che avevano tenuto prigioniero il padre per diversi anni e che volevano rivolgere le loro poco benevole attenzioni al figlio del cui “ritorno” (e del significato del suo ritorno) ci siamo spesi in qualche considerazione nelle pagine precedenti.
Incomprensione moderna
Quando si solleverร il nostro Qa’im (lett. ยซcolui che sollevaยป), metterร la mano sulla testa dei servi di Dio riunendo i loro intelletti e perfezionandoli, dopodichรฉ il Signore perfezionerร la loro vista e il loro udito, in modo tale che non vi sia piรน alcun ostacolo tra loro e i Qa’im. In tal modo quando vorrร parlare con loro, essi potranno sentirlo e vederlo (da ogni luogo) senza che egli muova dal posto in cui si trova.
Imam Muhammad al Barqir, quinto emiro sciita
Come affermato nell’articolo, che ha ispirato questo breve intervento, la venuta del Madhi รจ certamente spasmodicamente attesa dai suoi fedeli adepti ma, allo stesso modo, il suo riapparire, nonostante il carattere paradisiaco che ne contraddistinguerebbe la venuta, รจ massimamente temuto da altre consorterie religiose che immaginano la figura come una sorta di “Saladino redivivo” o, peggio, di un “Bin Laden con super poteri”. Questo รจ un fatto e non un’opinione ed รจ singolare che tale credenza apocalittica, del resto condivisa con altre religioni, ad esempio il buddismo che attende Maitreya, il Budda futuro, invece di essere magari reputata come una “fantasia religiosa” e quindi risultare essere una innocua pia fraus, destinata ad alimentare in maniera astratta la fede dei suoi fedeli, venga presa davvero molto sul serio al punto di ricercare questo “Resurrettore” per ogni dove e da diversi anni, anche utilizzando mezzi non propriamente… leciti. A tale scopo stralciamo un raggelante brano dall’articolo di Blondet laddove si legge: “Ciรฒ divenne evidente durante lโoccupazione americana dellโIraq nel 2003, quando era routine torturare gli iracheni nelle carceriโฆ e una delle domande piรน sconcertanti poste durante gli interrogatori era: โDovโรจ lโuomo chiamato Imam Mahdi, dove si nasconde?โ.
Come abbiamo visto (Corbin docet) c’รจ una profonda differenza dal nascondersi e dall’occultarsi e quindi come il padre al-Hasan al-Askari, il “fanciullo perfetto”, รจ invisibile agli occhi dei sensi, che non sono in grado di scorgerlo, svelandosi solo ai suoi inviati prescelti ai quali ha impartito e impartisce comunque istruzioni che riguardano le strategie dell’etร ultima.
In conclusione si puรฒ affermare che la venuta del Madhi, come la seconda venuta del Cristo, che secondo l’Apocalisse di Giovanni tornerร “tra le nuvole”, mostra la totale inadeguatezza della mentalitร moderna a concepire un livello spirituale in cui inquadrare gli accadimenti della ierostoria e allo stesso modo รจ proprio questa ottusa cecitร a rendere consapevole l’interprete che la “fine del tempo” non puรฒ che essere prossima. Ha ragione il giร citato Panunzio quando scrive: “Saranno gli agenti ‘della mano sinistra di Dio’, le forze che hanno prodotto la lacerazione moderna, a farla (la contemporaneitร , ndr) implodere“.
NOTE
[1] Che si stiano vivendo i tempi ultimi รจ opinione da molti condivisa perchรฉ i segni del tracollo appaiono evidenti e non รจ piรน necessaria una lettura tra le righe dei fenomeni contemporanei. Anche i piรน sensibili uomini di Chiesa avvertono, nell’apostasia dilagante, il segnale dell’avvitarsi dell’era come preconizzato dallo stesso Cristo con “Ma il Figlio dellโuomo, quando verrร , troverร la fede sulla terra?” (Lc 18,8). [โฆ] Questa la premessa per giustificare la presentazione del presente brano, tratto da una recensione al libro Metapolitica del Panunzio: “A questo punto รจ bene chiedersi qual sia per Panunzio la reale funzione della Metapolitica. Egli attribuisce due compiti essenziali alla Metapolitica. 1) Sviluppare in termini organici e analitici la critica della modernitร ; 2) Ricostruire il disegno divino in terra. Gli uomini dovrebbero preliminarmente riconoscere la necessitร di compiere tabula rasa del presente, in vista di una rinascita. Anzi, Panunzio รจ fermamente convinto che saranno gli agenti โdella mano sinistra di Dioโ, le forze che hanno prodotto la lacerazione moderna, a farla implodere. [โฆ] La visione panunziana della storia mira a un fine, รจ centrata sullโยซottimismo finale, ma trascendenteยป”. Forse รจ un poco blasfemo ma il concetto si accosta alla “fiduciosa disperazione” di Lutero.
[2] Questa originaria pentade assume per la coscienza religiosa shi’ita dei contenuti davvero vertiginosi su cui รจ impossibile soffermarsi. I “cinque del mantello”, cosรฌ sono denominati a mostrare il carattere indissolubile, non solo familiare ma pleromatico che lega Il Profeta a Ali Ibn Abi Talib, l’ermeneuta spirituale della rivelazione coranica. La discendenza carnale del primo Imam, inaugurata da Fatima (la splendente) si concluderร con la principessa Narciso appartenente alla “famiglia” di Cristo, sposa dell’undicesimo Imam e madre del dodicesimo, cosรฌ da suggellare l’epoca presente.
[3] Diversamente dalla “gnosi cristiana” che non gode di nessun apprezzamento (semmai il contrario) lo shi’ismo, seppur numericamente minoritario rispetto all’Islam sunnita con le sue varie sfaccettature spesso in lizza, risponde a un requisito fondamentale dell’ottica iranica forse derivato dal precedente humus zoroastriano. Si tratta di questo: ogni elemento visibile ha una controparte invisibile e congiuntamente l’apparente e l’occulto formano una biunitร . Come si spiegherร piรน avanti, la Profezia, come discesa del verbo della carne (incarnazione grammatica scrive Panunzio) rappresenta la fisicizzazione della parola divina, la cui esegesi ultima perรฒ compete all’imamato spirituale di natura iniziatica che ne rappresenta la gnosi. Solo all’apparizione del dodicesimo Imam, sigillo dell’Iniziazione, completato il ciclo della Grande Occultazione, avverrร che il senso ultimo delle Sacre Scritture sarร rivelato senza piรน alcun velo.
[4] Nell’islam shi’ita la descrizione dei tempi ultimi, in sintonia con la scansione del kali yuga induista e dell’apparire del Resurrettore, รจ affidata anche a questo hadith che รจ il ventiduesimo del testo compilato da Al-Fadl Ibn Shadan an-Nishapuri presente nel suo scritto profetico dedicato al dodicesimo Imam e alla sua Occultazione: “…Un uomo chiese a Abu Abdilah [Ja’ far as Sadiq] ‘Quando apparirร il tuo Qa’im?’. Egli disse ‘Quando la guida deviata crescerร , e la retta guida diminuirร , l’oppressione e la miscredenza aumenteranno, e la giustizia e la bontร diminuiranno; gli uomini soddisferanno la loro lussuria con gli uomini e le donne con le donne, gli ulama saranno inclini al mondo e la maggioranza delle persone alla poesie [futili] e ai cantastorie un gruppo di eretici sarร trasformato in scimmie e maiali. Sufyani (il Sufyani รจ una figura malvagia nell’escatologia islamica, solitamente descritta negli hadith come un tiranno che diffonderร corruzione e malizia) sarร ucciso e apparirร il Dajjal (un essere malvagio destinato a regnare nel mondo per un periodo di 40 giorni prima del Giorno del Giudizio; quale figura anti-messianica, รจ comparabile all’Anticristo della escatologia cristiana e all’Amilus della escatologia ebraica medioevale) facendo il suo massimo nello sviare e deviare [i popoli]; a quel tempo il nome del Qa’im sarร annunciato al sorgere del ventitreesimo giorno del Ramadan” (Al-Fadl Ibn Shadan an-Nishapuri: 2015, 44).
[5] Questo stralcio di H. Corbin servirร a meglio comprendere l’importanza che riveste questa scienza peculiare per l’Islam ma di valore universale, in quanto essa corrisponde a una necessitร ontologica: “L’idea dell’equilibrio delle cose e quindi dell’equitร divina […] vanno di pari passo, per affermarsi nel simbolo della Bilancia quale simbolo escatologico (cfr. Corano 21.48). Nella gnosi islamica la Bilancia segna l’equilibrio fra la luce e le tenebre. Nella gnosi ismailita […] la Bilancia delle cose religiose permette di precisare la corrispondenza tra la gerarchia esoterica terrena e la gerarchia angelica celeste, e in generale le corrispondenze tra il mondo spirituale e i mondo corporeo. La parte visibile d’un essere presuppone infatti che essa sia equilibrata dalla sua controparte invisibile, celeste. Quel che appare, l’exoterico (zahir) รจ equilibrato dal nascosto (Batin). La negazione agnostica moderna ignora questa legge dell’essere integrale e non fa dunque che mutilare l’integritร di ogni essere” (Corbin: 2009, 14).
[6] Secondo Elia Benamozegh la Torah, per rendersi ancora idonea alla comprensione decaduta degli uomini, โscendeโ e, appunto, si solidifica divenendo, alla fine di questa catabasi, una mera, seppur indispensabile, precettistica. Giunto perรฒ il tempo della Rivelazione, quello in cui gli uomini si svestiranno finalmente delle loro โpelli di serpenteโ, essa sarร di nuovo pienamente comprensibile in quanto il suo contenuto spirituale si svelerร completamente. Questa รจ la stessa prospettiva indicata da Gioacchino da Fiore nella sua tripartizione delle etร , di cui lโultima sarร integralmente pneumatica e in cui per conseguenza sarร rivelato il senso pneumatico delle scritture.
[7] La qual cosa รจ esplicitamente citata in questo passaggio di H. Corbin: “La soteriologia e l’escatologia zoroastriane erano dominate dall’idea di frashkart, la trasfigurazione o rigenerazione del mondo, operate dal Saoshyant e dai suoi compagni che avrebbero preparato la restaurazione finale di tutte le cose. L’escatologia sh’ita รจ dominata dalla figura di colui che fa risorgere (il Qa’im) e dei suoi compagni; tende a un nuovo cominciamento a un Aion che รจ una apokatastasis, e non separa l’idea di “resurrezione minore” che รจ l’esodo individuale dal corpo soggetto a perire, dall’idea di resurrezione maggiore che รจ l’avvento di un nuovo Aion” (Corbin: 74).
[8] Il carattere della venuta del Madhi congiuntamente al Cristo non prevede un Armageddon e ciรฒ รจ in perfetta adesione all’hadith sopra citato. In unโintervista della NBC con il presidente Ahmadinejad nel 2009, lโintervistatore ha cercato di provocarlo a parlare dellโImam nascosto che porterร โunโapocalisse in Occidenteโ. Ahmadinejad ha invece affermato: โCiรฒ che si dice di una guerra apocalittica e di una guerra globaleโฆ Questo รจ ciรฒ che sostengono i sionisti. LโImam invece verrร con la logica, con la cultura, con la scienza. Verrร affinchรฉ non ci sia piรน la guerra. Niente piรน inimicizia, odio. Niente piรน conflittiโฆ. ritornerร con Gesรน Cristo. I due torneranno insieme. E lavorando insieme, riempirebbero questo mondo di amoreโ. Curiosamente anche un altro leader, il defunto Hugo Chavez, affermรฒ che non c’era da meravigliarsi che stia crescendo il bisogno di un salvatore mistico, dal momento che: โPer noi veri cristiani, Gerusalemme รจ un luogo molto santo dove il profeta Gesรน verrร , mano nella mano con Hazrat Mahdi; allora la pace prevarrร in tutto il mondoโ.
[9] ร bene precisare agli “scettici” che il tema dell’occultazione e delle sue modalitร non รจ stato ricostruito ex post ma รจ presente nella profezia degli accadimenti che il sapiente Al Fadr ibn Shadhan an-Nischapuri, autore Il ritorno del Madhi, aveva descritto in questo suo prezioso opuscolo. L’autore infatti morrร prima che quanto lui descritto accadesse (Sayyes Seed Aktar Rizvi nella prefazione di Al Fadr ibn Shadhan an-Nischapuri, Il ritorno del Madhi, p. 11).
[10] Una breve precisazione per quanto riguarda il tema della letteratura e della musica nel contesto islamico e shi’ita in particolare a confronto con l’Occidente. La grande diffusione della letteratura e della musica d’intrattenimento in Occidente, del tutto assente da qualsiasi riferimento al sacro e non indirizzata a un fine superiore, risponderebbe alla volontร di proporre/imporre un addormentamento delle coscienze. In particolare l’odierna importanza di certi generi musicali in grado persino di dissolvere le capacitร della coscienza di veglia e la corrispettiva mitologia dei loro esecutori sono il risultato di un ben determinato piano di indottrinamento posto in essere da “superiori ben conosciuti” dietro cui agiscono forze che non appartengono a questo piano di esistenza.
[11] Si noti questo passaggio incentrato sul tema del rapporto tra gnosi cristiana e islamica: “La questione dell’imamologia รจ legata per certi aspetti a quello che si รจ vissuto in ambito cristiano, con una grande differenza basata sul fatto che la Sh’ia probabilmente รจ piรน vicina ad alcuni settori gnostici della Chiesa che non alla chiesa ufficiale” (Corbin in Allamah Tabatataba’i: 2014, 125).
[12] Il tema dei Guardiani e/o dei custodi del mondo รจ assai studiato nell’universo islamico e H. Corbin nei suoi scritti accenna diffusamente alla funzione di costoro che, quale gerarchia superna, sono destinati a reggere l’umanitร fino al suo punto di collasso che avviene con ciclica ricorrenza. Un testo di riferimento sul tema รจ quello di Ibn Arabi Il Mistero dei Custodi del mondo, testo non solo definibile importante quanto piuttosto fondamentale per la comprensione del tema. Questo รจ uno dei tre libri che, diversamente dagli altri della sua immensa produzione, il teosofo andaluso dichiara di aver ricevuto per Rivelazione. Per conseguenza, per quanto questo scritto si componga di poche pagine, esso non รจ affatto “opera minore” dello stesso, ma contributo autorevole e fondamentale in cui si allude al carattere esoterico della Scienza del Polo che sta dietro il complesso simbolismo dei Custodi del mondo. Pregnante รจ una sottolineatura di Michel Valsan sull’argomento in relazione alla Tradizione Primordiale: “Questi esseri (i guardiani del polo, ndr) o piuttosto queste funzioni sono le colonne della Tradizione pura, la quale รจ, evidentemente la Tradizione primordiale e universale con cui l’Islam nella sua essenza si identifica. Bisogna aggiungere che, se queste funzioni primordiali sono cosรฌ designate da Profeti apparsi soltanto nel corso del ciclo umano, per lo Shaiykh al Akhar questa รจ solo una maniera per confortare, mediante realtร conosciute dalla tradizione islamica in generale, l’affermazione dell’esistenza di un Centro supremo al di fuori della forma particolare dell’Islam e al di sopra del centro spirituale islamico” (in Ibn Arabi: 2001, 9). Possiamo affermare, leggendo le cose da questa angolazione, che la figura del Madhi si identifica escatologicamente, e in parallelo a quanto dichiarato nella citazione, con i Guardiani. Egli infatti รจ descritto come il Restauratore della Tradizione primordiale e non con l’instauratore del ciclo di una tradizione particolare, come รจ quella islamica, come del resto ha ben sottolineato Henry Corbin in piรน occasioni.
[13] Il significato profondo della ghaybaqt (occultazione) riposa sul fatto che sono gli uomini a essersi velati all’Imam, a essersi resi incapaci o indegni di vederlo. Trasponendo potremmo anche dire: “lo storico sacro racconta che Dio ha esiliato Adamo dal paradiso, ma il mistico scopre che รจ Adamo (l’uomo), ad aver cacciato Dio dal paradiso. Questa รจ la realtร dell’infernum” (da Corbin: 4, 485).
[14] Non possiamo purtroppo dilungarci sul tema ma H. Corbin con la consueta prosa trascinatrice in questo suo testo ci dettaglia della manifestazione epifanica del dodicesimo Imam che ha dato luogo all’erezione di un santuario in un luogo identificante “geophisicamente” peculiare, pressochรฉ intermedio tra il sensibile e lo spirituale e quindi speculum del mondo celeste.
[15] Nella cosmologia araba la concezione del malakut, come mondo o spazio intermedio, รจ molto complessa e non univoca nei commenti degli autori. Ne diamo un cenno generale in questa nota rilevando che Il regno di Malakut (สฟฤlam al-malakลซt, lett. โ”mondo del regno [di Dio]”), noto anche come Hurqalya o Huralya, รจ un regno invisibile proposto della cosmologia islamica medievale. Malakut รจ talvolta usato in modo intercambiabile con ‘ฤlam al-mithฤl o regno immaginale, ma altrimenti distinto da esso come un regno tra ‘ฤlam al-mithฤl e ‘ฤlam al-jabarลซt. In questo contesto, Malakut รจ un piano al di sotto degli angeli superiori, ma piรน alto del piano dove vivono i jinn o i demoni. I regni superiori non sono mondi spazialmente separati ma influiscono sui regni inferiori. Tuttavia per approfondire il tema puรฒ essere estremamente utile leggere i quattro volumi de Nell’Islam iranico di H. Corbin dove l’argomento รจ esaminato da molteplici punti di vista e in molteplici contesti. Sul tema รจ parimenti indispensabile dello stesso Corbin Corpo spirituale e terra celeste.
BIBLIOGRAFIA
Iba Arabi: Il Mistero dei Custodi de mondo, Il Leone Verde, Torino, 2001
Al Fadr ibn Shadhan an- Nischapuri: Il ritorno del Madhi Irfan, San Demetrio Corone (CS) 2015
Daniele Bianchi: Lโorigine del cristianesimo nel pensiero di Elia Benamozegh. Tesi laurea Universitร degli studi Udine, Anno accademico 2008/2009, disponibile in rete
Henry Corbin: La scienza della Bilancia e le corrispondenze tra i mondi della gnosi islamica, SE, Milano, 2009
Henry Corbin: L’Imam nascosto, SE, Milano,2008
Henry Corbin: NellโIslam iranico vol.1, Mimesis, Milano Udine, 2012
Henry Corbin: NellโIslam iranico vol.2, Mimesis, Milano Udine, 2015
Henry Corbin: NellโIslam iranico vol.3, Mimesis, Milano Udine, 2017
Henry Corbin: NellโIslam iranico vol.4, Mimesis, Milano Udine, 2020
Henry Corbin: Tempo ciclico e gnosi ismailita, Mimesis, Milano-Udine, 2013
Allanah Tabataba’i: Islam sciita, Dialoghi con Henry Corbin, Irfan Edizioni, San Demetrio Corone 2014
I quaderni della sapienza, a cura del Centro Studi Internazionale “Dimore della Sapienza”: VOLUME II – “Tempi ultimi e Restaurazione finale”, San Demetrio Corone (CS)
