Le nostre radici zodiacali: il Totemismo e la teoria degli oggetti transizionali

Indagine antropologica e psicologica sul Totemismo, interpretandolo alla luce della teoria degli oggetti transizionali di D.W. Winnicott applicata all’ambito astrologico.


di Giuseppe Galeota “Al Rami”

 

Che fine farebbe il mito, la naturale capacitΓ  umana di essere creativi e di partorire i simboli, le idee, gli archetipi, la nostra capacitΓ  di concepire il numinoso se leggessimo alla lettera i testi antichi che parlano delle divinitΓ ? I contenuti inconsci, quando affiorano alla mente attraverso l’arte, la letteratura, la religione, il mito, non sono mai ricordi letterali del nostro passato: riguardano quasi sempre reinterpretazioni allegoriche, analogie, deformazioni e distorsioni di fatti reali. Per lo stesso motivo vediamo in cielo, talvolta, il riflesso di desideri inespressi.

Le figure mostruose, i giganti, gli animali visti collegando le stelle in costellazioni, ci parlano, spesso, del nostro mondo interiore. Ma ciΓ², per l’astrologo non significa che i pianeti e i segni dello zodiaco sono solo il frutto della proiezione che la mente opera nei riguardi di oggetti inanimati. Pare, sempre secondo chi studia le astrologie, che quei corpi celesti e quegli spazi cosmici abbiano anche proprietΓ  intrinseche; cioΓ¨ riguardano qualcosa che ha a che fare con la nostra vita fisica e psichica a prescindere dal fatto che noi vediamo in essi proprio ciΓ² che abbiamo dentro di noi.

Per esempio, Marte in astrologia rappresenta la guerra e l’energia vitale indipendentemente dal fatto che noi investiamo tale corpo celeste proprio di questi attributi psicologici. Jung chiamerebbe Β«sincronicitΓ Β» questa coincidenza, questa corrispondenza tra ciΓ² che vediamo in un pianeta e quel che in effetti rappresenta, stando alle ricerche astrologiche antiche e moderne. Qualcuno, invece, crede che questa associazione non sia avvenuta dal nulla di punto in bianco, che non sia il frutto di un’intuizione β€œmistica”; ma che sia nata in seguito alle osservazioni durate secoli e millenni. Nulla, perΓ², ci vieta di pensare che il percorso verso la nascita dell’astrologia abbia seguito le due strade contemporaneamente.

Vediamo insieme di fare alcune ipotesi sulle origini dell’astrologia.Β Secondo la mia personale visione delle cose, per comprendere le radici dell’astrologia risulta assai importante considerare il momento in cui un corpo celeste sorge, cioΓ¨ spunta all’orizzonte. L’attenzione degli antichi non era volta solamente al cielo, ma era ancora piΓΉ importante il punto di congiunzione tra cielo e terra perchΓ© rappresentava il principale riferimento da cui far partire tutti i calcoli astrometrici: per esempio, Sirio sorge in un preciso momento dell’anno e questo per gli antichi, evidentemente, rappresentava un momento importante per organizzare i raccolti e la vita sociale.

Ecco anche perchΓ© l’ascendente ha assunto grande importanza nel corso dei millenni sino a divenire il punto essenziale per la costruzione di un Oroscopo: perchΓ© spunta qualcosa che ogni volta dΓ  inizio a un preciso momento dell’anno; e questo Γ¨ sinonimo di continuitΓ , tradizione, organizzazione sociale. Avere un punto di inizio significa creare un ordine nello spazio che, probabilmente, ci parla anche di un ordine interiore oltre che sociale.

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Claude LΓ©vi-Strauss (1908 – 2009).

Per sostenere questa tesi sono partito da alcuni studi in campo antropologico e in particolare dal totemismo, cioΓ¨ quel complesso di credenze che si basano sull’idea degli antichi uomini, che esista un legame particolare tra un individuo (o una classe di individui) e un elemento della natura (animale o pianta, in questo caso un pianeta e un segno zodiacale). Il totemismo, secondo l’antropologo ClaudeΒ LΓ¨vi-Strauss Γ¨ un sistema di rappresentazione della natura per mezzo del simbolico; Γ¨ una primitiva forma religiosa, Γ¨ la venerazione della societΓ , Γ¨ una schematizzazione della mente umana.

Anche se Γ¨ tutto da dimostrare, per me non Γ¨ assurda l’idea che l’astrologia sia nata dalla necessitΓ  dell’uomo di creare un ordine sociale. Per esempio, dal punto di vista dei rapporti matrimoniali, il totemismo incentiva l’esogamia, cioΓ¨ Γ¨ utile per costruire rapporti con persone estranee alla propria famiglia. In soldoni, si parla di una maggiore apertura al prossimo per incentivare la solidarietΓ , ma solo con chi appartiene a totem “amici” al proprio sulla base di una regola che si fonda sull’analogia: Γ¨ affine solo quel gruppo che ha un totem che per qualche motivo somiglia al nostro: per esempio il gruppo dell’aquila somiglia a quello del falco perchΓ© i due sono animali rapaci.

Sappiamo che l’astrologia prima di diventare una β€œscienza” ovvero un sistema tecnico organizzato in algoritmi matematici, si mischiava alla fede che diede origine ai culti astrali; ma a loro volta possiamo ipotizzare che essi provenivano dal totemismo. Facciamo alcuni esempi: nell’antica Mesopotamia, per esempio, ogni cittΓ  era sotto il dominio di una divinitΓ ; e il sovrano stesso era un totem vivente poichΓ© era “imparentato” con la divinitΓ . Senza andare troppo indietro nel tempo, possiamo notare che ancora oggi ogni cittΓ  Italiana ha un santo patrono, un po’ l’equivalente del totem, cioΓ¨ quel simbolo religioso che tiene insieme la societΓ  attraverso la condivisione e per evitare la dispersione. Infatti prima il gruppo e poi la cittΓ  in generale, sono l’insieme di persone che interagiscono le une con le altre sulla base di aspettative condivise a riguardo del rispettivo comportamento.

Secondo lo psicologo sociale Kurt Lewin, alla base del gruppo vi Γ¨ il concetto di interdipendenza poichΓ© esso fornisce legami emozionali e un’identitΓ  sociale. Lo scopo Γ¨ il raggiungimento di determinati obbiettivi attraverso un impegno collettivo; e questo, secondo il mio parere, puΓ² esistere solo riconoscendosi in un ideale che anticamente era rappresentato dal totem. Di conseguenza, la β€œpressione sociale” esercitata sui singoli individui conduce a discriminare altri gruppi e quindi a mantenere l’aggregazione appunto evitando la dispersione. Per mantenere il gruppo ben saldo occorrevano regole che infine sono diventate religiose, cioΓ¨ comportamenti convenienti e comportamenti tabΓΉ. Ecco perchΓ© secondo me la societΓ  Γ¨ la combinazione di religione, β€œscienza” e natura.

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Tornando all’astrologia, appartenere a un segno zodiacale significava avere un animale totem che ci Γ¨ “parente” perchΓ© ci somiglia e ci rappresenta secondo il motivo che l’uomo, la natura e quindi le stagioni sono interconnessi. CiΓ² significa che ci saranno famiglie, categorie di persone, gruppi, appartenenti a totem con cui legare piΓΉ facilmente e altri con cui non si puΓ² legare affatto, secondo principi mitici, matematici e legati al pensiero analogico. Per esempio in astrologia sono affini i segni zodiacali che sono in trigono tra loro, cioΓ¨ sono a una distanza angolare di 120 gradi.

Queste sono le premesse che mi spingono a ipotizzare che il rapporto tra uomo e cosmo dipende dal desiderio che il primo ha di creare figure parentali col secondo, proiettando in cielo appunto dei contenuti interni, associati, secondo il principio delle analogie, ai cambiamenti stagionali. Ma da dove nasce tutto ciΓ²? Spingiamoci ancora piΓΉ indietro nel passato e nella profonditΓ  della nostra psiche.

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Donald Woods Winnicott (1896 – 1971).

PerchΓ© l’uomo dovrebbe considerare i pianeti come oggetti in cui riconoscersi? PerchΓ© ciΓ² che conta Γ¨ che i corpi celesti siano intesi pure come oggetti transizionali, ossia come sostituti del rapporto tra genitore e figli: in fin dei conti il padre Γ¨ pur sempre ancora figlio e questo legame non si risolve solamente nella discendenza. Secondo Donald Woods Winnicott, il bambino a fronte del suo sviluppo cognitivo ed emotivo e a fronte del processo di differenziazione e individualizzazione, vive una serie di stadi emancipativi che lo vedono coinvolto in un allontanamento e riavvicinamento al genitore (o a chi si occupa delle sue cure e dei suoi bisogni: il cosiddetto caregiver). Durante queste fasi di transizione da uno stadio all’altro, il bambino usa i contenuti emotivi ed affettivi emersi dal rapporto e li proietta in un oggetto divenuto simbolico del rapporto stesso.

CosΓ¬ come il bambino cerca la madre negli oggetti a lui vicini, allo stesso modo, forse, gli antichi usavano i pianeti per creare un collegamento con le loro storie, vivendoli inconsciamente come sostituti dei veri genitori. CosΓ¬, a mio parere, l’origine del totemismo e quindi della religione e del culto degli astri, deriva da questo bisogno: cosa sarebbe il gruppo e la societΓ  se non il bisogno di protezione e continuitΓ ?

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Questo diviene probabile forse perchΓ© l’uomo ha necessitΓ  di vivere l’archetipo o le costellazioni di archetipi associati al concetto di β€œlegame”. Le catene dell’esistenza, i nodi da sciogliere, l’unione in matrimonio, non sono che alcune tra le mille forme di un’idea che ha molto a che fare con il β€œtutto Γ¨ uno” contemplato dalle filosofie orientali, ma anche con la facoltΓ  basilare del cervello umano che Γ¨ quella di unificare e dividere il mondo in base alle somiglianze e le differenze che Γ¨ possibile scorgere in natura, fondamento da cui si sviluppa il totemismo quale fattore di regolazione sociale, spaziale e dunque cosmico-astrologico.

Ma questo ha un’effettiva influenza sull’uomo? CioΓ¨ esiste davvero una β€œcorrente” che si manifesta attraverso eventi di natura astrologica? PerchΓ© l’ascendente oltre a essere importante come base per effettuare i calcoli lo Γ¨ anche a livello astrologico? Evidentemente esiste un nesso tra il nascere e ciΓ² che spunta all’orizzonte. Da quel momento in poi si potrΓ  organizzare la giornata cosΓ¬ come la vita, perchΓ© ogni giorno puΓ² essere paragonato a un ciclo vitale. Se ammettiamo di essere un tutt’uno con la Terra e lo spazio, di far parte di questo sistema, allora forse reagiamo alle stesse regole, cioΓ¨ funzioniamo all’unisono con la rotazione terrestre diventando noi stessi come piccoli sistemi solari la cui alba Γ¨ rappresentata dalla nostra nascita…


Bibliografia:

  • Babilonia -P. Brusasco- Raffaello Cortina Editore.
  • Complesso, archetipo, simbolo -J. Jacobi- Bollati Boringhieri.
  • Conversando coi pianeti -A. Aveni- Edizioni Dedalo.
  • Gioco e realtΓ  -D. Winnicott- Armando editore
  • Gli archetipi dell’inconscio collettivo -C. G. Jung- Bollati Boringhieri.
  • I misteri di Mithra -D. Ulansey- Edizioni mediterranee.
  • Il cielo di Babilonia -M. Baigent- Marco Tropea Editore.
  • Il grande spettacolo del cielo -M. Bersanelli- Sperling&Kupfer.
  • Il totemismo oggi -C. Levi-Strauss- Et Al. Edizioni.
  • Immagini e simboli -M. Eliade- Jaka Book.
  • La nascita dell’astrologia -N. Campion- Astrolabio.
  • La natura sistemica dell’uomo -P. Bertrando, M. Bianciardi- Raffaello Cortina editore.
  • La scrittura celeste -G. Pettinato- Mondadori.
  • L’uomo e i suoi simboli -C. G. Jung- Raffaello Cortina Editore.
  • Nuova guida all’astrologia –C-Discepolo- Armenia Editore
  • Scienza e scienze umane -M. De Chiara, C. Discepolo- Edizioni Ricerca ’90.
  • Storia dell’astrologia –F. Boll, C. Bezold, W. Gundel- Laterza.
  • Storia dell’astrologia -K. Von Stuckrad- Oscar Mondadori.
  • Tetrabiblos di Claudio Tolomeo -S. Feraboli- Arnoldo Mondadori editore.
  • Verso un’ecologia della mente -G. Bateson- Adelphi.

 

2 commenti su “Le nostre radici zodiacali: il Totemismo e la teoria degli oggetti transizionali

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