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CiviltΓ del mondo sotterraneo nella narrativa fantascientifica
Il topos delle civiltΓ sotterranee sembra ricorrente nella storia del pensiero umano, che si tratti di mito, folklore, conoscenze esoteriche, realtΓ alternativa o βsempliceβ fantascienza, al punto che talvolta si ha difficoltΓ a etichettare le varie versioni del topos in una categoria piuttosto che nellβaltra. In questa sede ci occuperemo delle variazioni del topos nella letteratura fantascientifica tra XIX e XX secolo.
CiviltΓ “sotterranee” nel mito, nell’occultismo e nella “realtΓ alternativa”
In contemporanea con la pubblicazione del nostro articolo sulle “CiviltΓ del mondo sotterraneo nella letteratura fantastica” apparso su Dimensione Cosmica, abbiamo qui redatto un breve excursus sul medesimo topos nelle tradizioni sacre, nell’ambito esoterico e nella Β«realtΓ alternativaΒ» del Novecento
I segreti di Twin Peaks: il “Male che viene dal bosco”
di Marco Maculotti
Β«Ci rivedremo fra 25 anniΒ»βcosΓ¬ promise Laura Palmer, intrappolata nella dimensione parallela denominata Β«Loggia NeraΒ», allβagente Dale Cooper nellβultima puntata della seconda stagione de I segreti di Twin Peaks, andata in onda in U.S.A. il 10 giugno 1991. Quella che fino a poco tempo fa sembrava destinata a rimanere una promessa senza seguito Γ¨ invece ora sul punto di essere mantenuta: il 21 maggio andrΓ infatti in onda in America la prima puntata della terza, attesissima stagione del serial, che riprenderΓ il discorso esattamente da dove lo avevamo lasciato, con uno iato di un quarto di secolo. In attesa che lβepisodio pilota della nuova stagione giunga sui nostri schermi televisivi (26 maggio, sul canale Sky Atlantic) vogliamo proporre ai nostri lettori unβanalisi dei temi piΓΉ specificamente βesotericiβ che hanno reso Twin Peaks un vero e proprio evento mediatico degli anni Novanta.
Il Regno Sotterraneo (F. Ossendowski, «Bestie, Uomini, Dèi»)
(Tratto da F.A. Ossendowski, «Bestie, Uomini, Dèi: il mistero del Re del Mondo», cap. XLVI)
La Mongolia, con le sue nude e terribili montagne, le sue sconfinate pianure disseminate di ossa disperse degli antenati, ha dato i natali al Mistero. La sua gente, spaventata dalle passioni tempestose della Natura o cullata dalle sue paci che somigliano alla morte, avverte il suo mistero. I suoi Lama Β«RossiΒ» e Β«GialliΒ» preservano e rendono poetico il suo mistero. I Pontefici di Lhasa e di Urga lo conoscono e lo posseggono. Conobbi il Β«Mistero dei MisteriΒ» per la prima volta viaggiando per lβAsia centrale, e non saprei dargli altro nome. In un primo momento non gli concessi molta attenzione e non gli diedi lβimportanza che successivamente realizzai meritasse, me ne resi conto soltanto dopo che ebbi analizzati e confrontati fra loro molti indizi sporadici, vaghi e non di rado contradditori. Gli anziani sulla riva del fiume Amyl mi raccontarono unβantica leggenda secondo la quale una certa tribΓΉ mongola nella propria fuga dalle pretese di Gengis Khan si era nascosta in un paese sotterraneo. In seguito un Soyot che veniva dai pressi del lago di Nogan Kul mi mostrΓ² la porta fumante che funge da ingresso al Β«Regno di AghartiΒ». Attraverso questa porta un cacciatore in passato era entrato nel Regno e, dopo il suo ritorno, cominciΓ² a raccontare quello che vi aveva visto. I Lama gli tagliarono la lingua per impedirgli di raccontare il Mistero dei Misteri. Raggiunta la vecchiaia, tornΓ² allβingresso di questa grotta e scomparve nel regno sotterraneo, il cui ricordo aveva ornato e illuminato il suo cuore nomade. Ricevetti informazioni piΓΉ realistiche riguardo a ciΓ² dal Hutuktu Jelyb Djamsrap a Narabanchi Kure. Egli mi raccontΓ² la storia dellβarrivo semi-realistico del potente Re del Mondo dal regno sotterraneo, del suo aspetto, dei suoi miracoli e delle sue profezie; e solo allora cominciai a comprendere che in quella leggenda, ipnosi o visione di massa, qualunque cosa essa fosse, si cela non solo del mistero ma una realistica e potente forza capace dβinfluenzare il corso della vita politica dellβAsia. Da quel momento ho cominciato a svolgere alcune indagini. Il Gelong Lama favorito del principe Chultun Beyli e il principe stesso mi diedero un resoconto del regno sotterraneo.





