“Al muro del tempo”: la questione della Storia e la crisi del mondo moderno

L’opera di Ernst JΓΌnger sul tempo ciclico, pubblicata ormai 60 anni fa, segna l’apice di quella che fu denominata Β«cultura della crisiΒ», corrente di pensiero incentrata sulla presa di coscienza del dramma della Storia e dello Storicismo e sull’immagine del tempo come un flusso impetuoso che tutto travolge: intuizioni che, prima di JΓΌnger, vennero portate a galla da Oswald Spengler, RenΓ© GuΓ©non, Julius Evola e Mircea Eliade.

Cicli cosmici e rigenerazione del tempo: riti di immolazione del ‘Re dell’Anno Vecchio’

di Marco Maculotti


Mircea Eliade scrisse che β€œla differenza principale tra l’uomo delle societΓ  arcaiche e tradizionali e l’uomo delle societΓ  moderne, fortemente segnato dal giudeo-cristianesimo, consiste nel fatto che il primo si sente solidale con il cosmo e con i ritmi cosmici, mentre il secondo si considera solidale solamente con la storia” [Eliade (1), p.5
]. Questa Β«vita cosmicaΒ» Γ¨ connessa al microcosmo da una β€œcorrispondenza strutturale di piani disposti in ordine gerarchico” che β€œcostituiscono nel loro insieme la legge universale armonica in cui Γ¨ integrato l’uomo” [Sanjakdar, p.155].

L’uomo arcaico teneva nella massima considerazione soprattutto i solstizi e gli equinozi, nonchΓ© le date ad essi intermedi: si riteneva che in questi particolari giorni, che segnavano il passaggio da una fase del ciclo alla successiva della Β«ruota dell’annoΒ», l’energia del cosmo fluisse piΓΉ liberamente, e dunque scelsero tali date per operare i propri rituali. In questa sede ci interessano soprattutto determinate date comprese fra il Solstizio d’Inverno e l’Equinozio di Primavera, vale a dire la fase calendariale in cui il Sole sembra morire: la cosiddetta Β«crisi solstizialeΒ» o Β«crisi invernaleΒ».