Viaggio alla scoperta delle antiche popolazioni indoeuropee di cavalieri guerrieri che occuparono, durante l’etΓ del ferro, il vasto territorio compreso fra l’Est Europa, il Caucaso e le steppe dell’Asia centrale
di Alfonso Piscitelli
articolo originariamente pubblicato su EreticaMente
immagine:Β Viktor Vasnetsov, “Knight at the Crossroads”, 1878.
Le popolazioni che β prima dellβirruzione dei Goti β si avvicendarono nellβarea del Ponto appartenevano al ceppo iranico: i Cimmeri prima, gli Sciti poi, quindi i Sarmati. Erano irani delle steppe piΓΉ selvaggi e nomadi.
I piΓΉ antichi ad apparire in furono i Cimmeri, che colpirono la fantasia dei Greci. Per Omero i Cimmeri vivevano βdi nebbia e nube avvoltiβ nellβestremo settentrione. La loro terra senza Sole veniva considerata un tramite per comunicare col mondo dei morti. Per questo Ulisse nella Odissea si reca appunto in Cimmeria per praticare la nekya, lβevocazione dei morti, compiendo un sacrificio di sangue che attira le anime dei morti dallβErebo. Il mondo culturale romano curiosamente attribuΓ¬ ai Cimmeri una serie di localitΓ italiche, localizzandone le sedi nella zona del Lago dβAverno o di Lucrino o a Cuma (secondo un ragionamento etimologico che collegava Cuma e Kymmeri): in tutti questi casi era esplicito il riferimento alla contiguitΓ tra il popolo dei Cimmeri e il Mondo dei Morti. Infatti il Lago dβAverno veniva considerato porta dβaccesso allβAde e Cuma era sede di una celebre Sibilla che appunto viveva sospesa tra il mondo dei vivi e lβaldilΓ per poter pronunciare i suoi enigmatici vaticini.

Ma questo Γ¨ mito. Nella realtΓ storiografica i Cimmeri furono una antica popolazione indoeuropea del Caucaso. A un certo punto pressati dagli Sciti si spostarono a Ovest e Sud, dilagando nel Vicino Oriente, dove furono alla fine sconfitti dagli Assiri. Gli Assiri stessi si accorsero che tra Cimmeri e Sciti avveniva una guerra in famiglia dal momento che entrambi appartenevano alla genia degli irani delle steppe.
Dei Cimmeri sono stati tramandati i nomi di tre re: Teushpa, Tugdamme e Sandakshatra. Si noti soprattutto nel terzo nome la forte valenza indo-iranica (gli Kshatrya in India erano gli appartenenti alla casta guerriera). I Cimmeri diedero il primo nome alla penisola di Crimea in antico denominata appunto Cimmeria.
A distanza di secoli fu Goethe a riprendere lβimmagine omerica nella sua opera βItalienische Reiseβ, identificando con i Cimmeri i popoli del Nord immersi nelle nebbie, in contrapposizione al luminoso Mediterraneo. Γ cimmero il barbaro Conan partorito dalla fantasia dello scrittore americano del Novecento Robert E. Howard.
Il secondo popolo ad apparire nellβarea a nord del Mar Nero per effetto di uno spostamento in direzione est-ovest furono gli Sciti. I Greci li consideravano progenie di Eracle e del mostro serpentino Echidna. Anche la loro origine storica si riconduce alla famiglia iranica. Gli Sciti chiamavano sΓ© stessi Scoloti (Skuta o Saka), dal nome del re Skules. Nel nome nazionale si riconosce la radice indoeuropea *skeud: “gettare”, “tirare” (confronta con lβinglese to shoot), nome adeguato a un popolo di arcieri e cacciatori.
Ma, tornando al mito, da Eracle ed Echidna nacquero tre figli e lβeroe li sottopose alla prova del tendere lβarco. Il terzogenito vinse la prova e divenne primo re di Scizia. Un altro mito narra che il primo uomo nato in Scizia fosse Targitao, figlio di Zeus e del fiume Boristene. Anche questi generΓ² tre figli. Un giorno dal cielo scesero tre doni divini: una coppa, un’ascia bipenne e un aratro. Anche in questo caso il terzogenito riuscΓ¬ a impadronirsi dei doni e del regno. Γ evidente in questi miti lo schema della tripartizione indoeuropea dumΓ©ziliana. La coppa Γ¨ simbolo della funzione sacerdotale e della scienza divina, lβascia bipenne rimanda alla funzione guerriera e lβaratro alla feconditΓ /ricchezza garantite dalla terza funzione sociale. La Coppa degli Sciti Γ¨ il predecessore di ciΓ² che nel Medio Evo celtico-germanico sarΓ la Coppa del Graal.

Nel fisico gli Sciti erano tipicamente europei, come confermano gli studi mitocondriali del 2002: spiccata la somiglianza con gli attuali abitatori dellβEuropa dellβEst (con la diffusione dellβaplogruppo R1a1-M17). Secondo uno studio genetico del 2009, gli Sciti presentavano occhi blu o verdi, pelle e capelli chiari. I sovrani venivano scelti in base a criteri eugenetici, cosΓ¬ stabilmente i corpi riesumati dei re presentano altezza di 1,80 m, spiccatamente superiore alla media del clan.
Provenendo dallβarea compresa tra il Mar Caspio e i Monti Altaj a ridosso della Siberia, gli Sciti si stanziarono nella vasta area tra il Don e il Danubio nel X secolo avanti Cristo. Da quellβarea scacciarono i Cimmeri che erano precedentemente stanziati lΓ¬. Avanzando gli Sciti, i Cimmeri si diedero alla fuga.
Una suddivisione interna dellβetnia attestata dai Greci era tra gli Sciti dellβOvest, piΓΉ dediti allβagricoltura, e quelli dellβEst fieri cacciatori nomadi. Nella loro fase di furore espansionista gli Sciti sconfinarono in Medio Oriente, sottomisero Assiri e Medi, entrarono in Palestina nel 700 avanti Cristo. Lβimpero mediorientale degli Sciti durΓ² trenta anni e manifestΓ² le sue intemperanze.
Racconta Erodoto che gli Sciti depredarono la cittΓ di Ascalona in Siria; un gruppo di loro saccheggiΓ² il santuario di Afrodite Urania. La DivinitΓ sdegnata per lβaffronto punΓ¬ i saccheggiatori e la loro discendenza con una βmalattia femminileβ: li rese impotenti e androgini: i loro figli andarono a formare la classe degli indovini androgini degli Enarei. Ricacciati a Nord da una coalizione di Medi e Babilonesi, gli Sciti subirono lβinvasione persiana di Dario I. Intanto da Est avanzavano i Sarmati che spinsero gli Sciti a spostarsi piΓΉ a Ovest. Il Regno Scita fu definitivamente estinto dai Goti nel II secolo dopo Cristo.
Lβarte scita si trasmise nellβarea ucraina alle successive popolazioni slave: unβarte fatta di vivaci decorazioni con scene di animali in movimento: il cervo, in particolare. Lβelemento delle corna β simbolo di feconditΓ e rigenerazione β fu oggetto di miriadi di raffigurazioni. Gli Sciti ritenevano che il cervo conducesse anche gli uomini nellβaldilΓ . Le raffigurazioni degli uccelli rapaci lasciarono traccia nella successiva arte dei Goti e dei Franchi.

Tipici degli Sciti furono i Kurgan: tumuli funerari risalenti alla piΓΉ alta preistoria indoeuropea. I capitribΓΉ venivano seppelliti nei Kurgan insieme a gioielli e suppellettili, con grande sfarzo. Ma le dimore stabili erano piΓΉ per i morti che per i vivi: essi infatti non possedevano cittΓ strutturate, prediligendo la vita nomade.
Lo stile di vita era nomade e poligamo, ma gli Sciti erano anche decisamente xenofobi: punivano con la morte chi si ellenizzava nei costumi. Come iniziazione guerriera ogni Scita doveva bere il sangue del primo nemico ucciso. Alla fine di ogni battaglia il guerriero portava al re almeno una testa recisa, per guadagnarsi il diritto alla spartizione del bottino. Chi non ne aveva era escluso con disprezzo. Praticavano anche lo scalpo e lo scuoiamento del nemico, pelli e chiome diventando ornamenti.

A parte questa barbarie profonda, si ravvisa nei culti degli Sciti una somiglianza con quelli dei civilizzati Persiani nella loro fase pre-zoroastriana: il culto del fuoco, il culto di Mitra, lo sciamanesimo, lβuso di bevande inebrianti durante i riti, il sacrificio di cavalli, il giuramento presso il focolare del sovrano. Elementi tipici della cultura aryo-iranica e altri piΓΉ generalmente indoeuropei (il sacrificio del cavallo Γ¨ un caposaldo rituale dellβIndia e di Roma).
Alcuni studiosi sottolineano lβimportanza fondamentale del culto di una Grande Dea dal corpo femminile e serpentiforme. Questo culto spiegherebbe anche il mito della origine degli Sciti da Erakle e dal mostro serpentiforme Echidna. PerΓ² solo al Dio della Guerra gli Sciti ergevano un tempio.
Erodoto attesta presso gli Sciti una straordinaria fascinazione per lβoro, metallo di valenza magica: lβoro era fondamento del potere, era ponte tra lβumano e il divino. Il re era il custode dellβoro sacro. Un altro elemento fondamentale della vita di questi barbari era β per ovvie considerazioni β il cavallo: compagno in vita e nellβoltretomba. Dal suo latte ricavavano una bevanda particolare: il kumys.

A ridosso del crepuscolo dellβimpero zarista e della rivoluzione bolscevica, in Russia si sviluppΓ² un revival del mito scita. Il fiero barbaro scita dellβEst fu interpretato come figura libera e indomita e contrapposta al sedentario borghese occidentalizzato. Dello Scita si fece lβarchetipo dellβidentitΓ russa profonda. Γ del 1914 la “suite scita” di Sergej SergeeviΔ Prokofβev.
La terza popolazione della famiglia iranica-indoeuropea ad avvicendarsi nella vasta regione a Ovest del Caucaso sul Mar Nero fu quella dei Sarmati. Erano divisi in quattro grandi tribΓΉ, la piΓΉ importante delle quali era quella degli Alani.Β Anche il movimento originario degli Alani fu da Est a Ovest: dalle regioni degli Urali meridionali (dove si scontravano con Battriani e Parti), i Sarmati si proiettarono verso la Russia meridionale europea ponendo fine al dominio degli Sciti sulla regione.
I Romani li percepirono principalmente come grandi allevatori di cavalli. Con lβImpero i Sarmati ebbero rapporti periodici di pace e guerra: schierandosi con i Daci al tempo di Traiano subirono una netta sconfitta nel momento della massima espansione di Roma. Ma fu il crollo dellβUrbe che espose i Sarmati ai movimenti di popoli da Nord e da Est: furono dominati prima dai Goti e poi dagli Unni.
Ma gruppi consistenti di Alani furono inglobati nellβimpero e giocarono a suo favore. GiΓ Marco Aurelio impiegΓ² in Britannia gli eccellenti cavalieri alani. Nella battaglia di Pollenzo i cavalieri Sarmati fronteggiarono i Visigoti nelle file delle truppe dellβestenuato Impero. Come premio per questi servizi gli Alani ottennero di stanziarsi in alcuni centri nellβItalia Settentrionale sul Tanaro creando Sarmatorium.

La valenza guerriera dei Sarmati era tutta concentrata sulla Cavalleria: si dividevano in cavalieri leggeri (arcieri a cavallo) e cavalieri catafratti: la cavalleria pesante dotata di armature formate da squame metalliche e di una lunga lancia dβimpatto. Alcuni storici e lo stesso Pio Filippani-Ronconi vedono nellaΒ cavalleria catafratta degli Alani-Sarmati addirittura la premessa logistica a quella che sarΓ la Cavalleria feudale dellβEuropa Medievale.
Poco dopo i Variaghi della Rusβ anche i Sarmati si convertirono al Cristianesimo Ortodosso. Subirono lβonda dβurto dei Mongoli e ne divennero popolo tributario. Poi dovettero subire lβespansionismo turco e generalmente islamico: assimilarono alcuni tratti di quelle culture, ma mantennero salda la fede ortodossa. Curiosamente i Sarmati esistono ancora e rappresentarono una delizia per le orecchie di Georges DumΓ©zil: sono gli Osseti delle due repubbliche settentrionale e meridionale.

Bibliografia:
- Fonti classiche:
Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, libro LI
Erodoto, Le Storie, libro IV
Omero, Odissea, cap. X e XI.
Plinio, Naturalis Historia, libro III
Strabone, Geografia, libro V - Fonti Moderne:
Enciclopedia Italiana Treccani, I Sarmati, consultabile on-line
Georges DumΓ©zil, Storie degli Sciti, Milano, Rizzoli, 1980
Villar F., Gli indoeuropei e le origini dellβEuropa, Bologna, Il Mulino, 1997

Bonjour,
Super site !
Malheureusement, je ne peux pas lire l’italien. Pourriez-vous m’aider Γ trouver une image des CimmΓ©riens (en bonne rΓ©solution et disponible gratuitement). J’aurais besoin de l’avoir pour mon film documentaire sur les peuples de Russie.
Cordialement
Hello there!
If you cannot find good images of the Cimmerians, you could look for Scythian ones, for they were the ancestors of the first. There are lots of findings from their ancient burials, as well. And if you want to read the articles on this site in your own language you should use the apposite form in the footer of the page (“TRANSLATE IN YOUR LANGUAGE”)… look for it!
MM
Wohin das Auge blickt in Zentral-, Nord-, West-, und SΓΌdwestasienasien:
Γberall nur ZIG weisse Arier-ReiterstΓ€mme…
Dazu gehΓΆren auch die Tochar(i)er, Mitanni, Meder, Parsen/Parther, Hethiter, Thraker, Spartaner, Saka (Vorfahren der Sachsen?) usw. usf.
Mit anderen Worten: die weiΓen asiatischen Nomaden waren am WEITVERBREITETSTEN. Aber nicht so gebΓ€rfreudig wie die die Asiaten mit der typischen Lidfalte und gelblicher oder leicht dunklerer Haut, die in der Mehrheit waren und als Misch-Hunnen, Misch-Tataren und Mongolen schlieΓlich die ganze Region aufmischten.
Interessant in diesem Zusammenhang sind auch die umstrittenen noch nicht verifizierten Theorien vom nordischen Ursprung dieser ArierstΓ€mme, die stΓ€ndig Hummeln im Hintern hatten und irgendwen erobern und beherrschen mussten, um gleich wieder weiterzuziehen: Stichwort a) der untergegangene Daaria-Kontinent am Nordpol b) HyperborΓ€a (GrΓΆnland, Spitzbergen, Nordskandinavien, vielleicht sogar die NordseeanrainerlΓ€nder) und die Perun Veden, viel Γ€lter als die indischen Vedas, die von den Saka nach NW-Indien gebracht wurden.
Sie beziehen sich auf die Zeit VOR der biblischen Sintflut in der Younger Dryas Periode (ca. vor 13000-11500 Jahren) mit all den Kometenverursachten Kataklysmen, wie sie z.B. Graham Hancock, Randall Carlsson, Otto Muck, Alexander Tollmann, H.J. Zillmer u.v.a.m untersucht haben…