Breve retrospettiva sul Sacro Femminino nell’antico Mediterraneo, tra archetipi numinosi e contesto sociale.
di Ascanio Modena Altieri
originariamente pubblicato su L’Intellettuale Dissidente
immagine: Diana Efesina
Da esse tutto proviene, in esse ognuno si ritrova e si immerge, loro che di vita sono le dispensatrici. La donna, sia in ambito mitico β volendo religioso e spirituale β che storico, ha sempre attratto lβinteresse e la curiositΓ di ogni comunitΓ di studio, soprattutto per il ruolo sociale e simbolico allβinterno degli steccati temporali in cui hanno vissuto. Mitologia e storia, soprattutto in contesti antichi, si sono spesso intrecciati, divenendo sensibilmente simili e utili a legittimare e rinsaldare un forte legame fra la compagine mortale terrestre e quella immortale divina. Sia in oriente che in occidente, la figura della Grande Madre ha segnato in modo cruciale lo sviluppo metafisico e spirituale del genere umano, portando la donna al centro di un mondo cultuale imprescindibile per la collettiva sopravvivenza: la fertilitΓ .
Dee…
La Dea, oltre ogni specifica religione, diviene giΓ rappresentante della realtΓ ctonia, tellurica, la base da cui sorge ogni esistenza, sia umana che, opportunamente, divina. Nella tradizione sumera, la dea TiΔmat, signora di tutti gli universi e strettamente legata ad ambiti marini e abissali, trovatasi in conflitto con il turbolento figlio Marduk, verrΓ da esso uccisa assieme alle di lei schiere mostruose, tuttavia le sue membra verranno successivamente utilizzate per la creazione del globo terracqueo. Lβastrologo e storico di epoca alessandrina e seleucide Berosso di Babilonia, accomuna TiΔmat a Thalatte β da Thalassa, ΞάλαΟΟΞ± in greco β ritenuta essere una divinitΓ primigenia, personificazione del Mar Mediterraneo, sorella di Gaia, la Terra e Urano, il Cielo.

Da questa cosmica struttura divina β condivisa da e fra il mondo indo-ario ed europeo tradizionale β possiamo tessere il lungo peplo delle fitte ed intricate genealogie sumere di Eridu e Nippur, fino ai ricchi gruppi vedici e preolimpici, ove la figura della donna in qualitΓ di dea ha un ruolo fondamentale, seppur oramai immesso in un quadro sempre piΓΉ patriarcale, siamo infatti giΓ lontani dalle veneri neolitiche dai marcati attributi. Afrodite/Venere nasce da Talassa stessa, fecondata dai testicoli di Urano, a sua volta castrato da Crono/Saturno. Efesto/Vulcano, invaghitosi di Atena/Minerva, eiaculΓ² β dipende dalla tradizione β o a terra o sulla gamba della Pallade; in ambo le versioni, lo sperma β pulito dalla Dea con un pezzo di lana β venne ad ogni modo gettato al suolo.
Qui torniamo nuovamente al nocciolo della narrazione: il terreno venne fecondato, Gaia stessa fu ingravidata e diede alla luce Erittonio, figlio della Vergine, uno dei mitici re di Atene, collegato per natura anguiforme β secondo le tradizioni aveva due serpenti al posto delle gambe, per altre si trattava di un serpente crestato e barbuto β al mitico Cecrope, primo re di Atene, le cui figlie ne saranno le primissime nutrici. Proprio sulla figura di Atena troviamo uno dei pochissimi casi di divinitΓ donna scevra da una prominente natura femminea: essa era nata dalla testa di Zeus/Giove, il quale, avendo inghiottito Meti, dea della saggezza, era divenuto unico βgenitoreβ della Vergine. Meti, nellβatto di costruire veste ed elmo della figlia allβinterno del capo del re degli dei, ne provocΓ² la lancinante emicrania; accorso Efesto, con unβascia bipenne, aprΓ¬ il cranio del tonante e da questo uscΓ¬ armata di tutto punto la Glaucopite Atritonia.

Una forte indole mascola, accostata a fiorenti attributi femminili, venne ben incarnata nella figura dellβAmazzone, a sua volta legata ad un contesto caotico e distaccato dallβambito civile. Vi sono anche le tre gorgoni, con la mortale Medusa fra quelle piΓΉ note, senza contare le tentatrici sirene omeriche β oggi accostabili alle arpie β e lβancestrale sfinge, creatura preolimpica condivisa da tutto il bacino mediterraneo orientale. Indubbiamente, senza tenere in considerazione le due dee della triade capitolina Minerva β incarnazione della dea donna guerriera dai gusti mascoli β e Giunone β madre e donna per eccellenza, in quanto regina degli dei e protettrice dei matrimoni e dei parti β una divinitΓ madre che ben riuscΓ¬ a sincretizzarsi con i mondi orientali fu Demetra/Cerere, la quale assieme alla figlia, Persefone Kore, funse da figura centrale allβinterno dei riti misterici di Eleusi.
…e donne
Riguardo il culto greco, la divinitΓ femminile aveva un ruolo vitale, tuttavia nel contesto sociale essa era, se non quasi schiavizzata, estremamente relegata: i ginecei, a parte rare eccezioni di carattere religioso e pubblico, erano il luogo ove la donna passava la maggior parte del suo tempo. Spicca fra tutte a moβ di eccezione Saffo di Lesbo, la poetessa vissuta a cavallo fra il VII e il VI secolo a.e.v. la quale Γ¨ divenuta per i posteri esempio di emancipazione culturale e sessuale; questo ultimo fattore era poi ritenuto decisivo per la formazione delle giovani fanciulle prima del matrimonio, dβaltro canto, il rapporto omoerotico era una prassi nel mondo greco prima ed ellenistico poi.
Se Roma puΓ² rappresentare lβequivalente piΓΉ allβacqua di rose rispetto al mondo greco β dal Divo Augusto in poi le donne saranno detentrici de facto di una grande influenza politica β i mondi in cui la donna godeva di una completa emancipazione erano quelli sumero-assiro-babilonesi, egizi ed etruschi. Se Atene ebbeΒ Aspasia di Mileto, compagna di Pericle e Roma ebbe da Lucrezia, Cornelia, fino alle auguste consorti con in testa Livia Drusilla, nelle terre dβoriente vi erano donne abilitate a lasciare testamenti β cosa impensabile in ambito nostrano β e legittimate al regno temporale e spirituale, come lo furono le faraone Nefertiti della XVIII dinastia e Cleopatra VII della dinastia Tolemaica.

Caso emblematico europeo Γ¨ quello della societΓ etrusca, qui infatti, la donna godeva degli stessi privilegi dellβuomo ed era tenuta in altissima stima, fatto che potrebbe avvalorare la tesi della provenienza anatolica dei Tursha. Forse Γ¨ proprio in ambiti misterici orientali, come nel culto di Attis e Cibele β altra grande madre β di Tammuz e Ishtar, oppure nellβancor piΓΉ noto filone isiaco, che troviamo il grimaldello esplicativo del ruolo religioso e anche in parte storico della donna. Nulla puΓ² sintetizzare meglio la considerazione che lβantico poteva avere di una donna, nel sacro e nel profano, come ci Γ¨ presentata in un inno ad Iside, madre di Horus e moglie del redivivo signore dellβaldilΓ Osiride, ritrovato fra le varie pergamene di Nag Hammadi, risalenti ai secoli III e IV e.v.:
PerchΓ© io sono la prima e lβultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dΓ alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità ,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli Γ¨ il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
PoichΓ© io sono la Scandalosa e la Magnifica.
Bibliografia consigliata:
- M. Bacchiega, Dio Padre o Dea Madre?
- J.J. Bachofen, Le madri e la virilitΓ olimpica (a cura di J. Evola)
- M. Bulteau,Β Le figlie delle acque
- Campbell, Eisler, Gimbutas, MusΓ©s, I nomi della Dea
- M. Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose
- J. Evola, Metafisica del sesso
- L. Faranda,Β Anime assenti. Sul corpo femminile nel Mediterraneo antico
- J. Frazer,Β Matriarcato e Dee Madri
- R. Graves, La Dea bianca
- K. KerΓ©nyi, Figlie del Sole

Lettura molto interessante da approfondire. Grazie π