“I remember Lemuria!”: il Mistero Shaver, un mito per l’era atomica

Portato alla ribalta dal magazine pulp “Amazing Stories”, diretto da Ray Palmer, negli anni ’40 del secolo scorso, il “Mistero Shaver” viene ricordato ancora oggi come uno dei capitoli piΓΉ controversi ed influenti del filone — a metΓ  strada tra occultismo e fantascienza — della cosiddetta “RealtΓ  Alternativa”.


di Francesco Cerofolini
originariamente pubblicato su Incunabula

In una giornata del settembre 1943 una bizzarra lettera viene recapitata alla redazione diΒ Amazing Stories. Ad aprirla Γ¨ il giovane direttore editoriale Howard Browne. Β«Signori, vi invio la presente nella speranza che la inseriate in un articolo per impedire che muoia con me. SusciterΓ  molte discussioni. Vi mando la lingua in modo che un giorno o l’altro possiate farla esaminare da qualcuno all’universitΓ  o da un amico studioso dei tempi antichi. Questa lingua sembra la prova definitiva della leggenda atlantideaΒ», legge Browne ad alta voce per il diletto dei suoi colleghi. Poi accartoccia la lettera e la butta nel cestino. Β«Il mondo Γ¨ pieno di svitatiΒ», commenta Browne. Ma quello svitati fa scattare qualcosa inΒ Ray Palmer che lavorava nello stesso studio. Palmer ha fiuto per le buone storie, sennΓ² non sarebbe il direttore di Amazing Stories. Palmer recupera la lettera dal cestino, la legge avidamente e poi rivolgendosi a Browne: Β«E tu ti permetti di definirti direttore editoriale? Pubblicala per intero nella rubrica delle lettere del prossimo numeroΒ».Β Palmer ha fiuto per le storie. Ed aveva appena scovato quella della sua vita. La lettera era firmata da un certo Richard Shaver di Barto, Pensylvania.

Inizia cosΓ¬ la saga del Β«Mistero ShaverΒ» (o Β«Beffa ShaverΒ» come la ribattezzarono i detrattori), forse il capitolo piΓΉ bizzarro della storia della fantascienza americana. Una storia in cui realtΓ  e finzione collidono, la storia di due uomini, un po’ sognatori e un po’ imbroglioni, che cercarono di vendere la fantascienza come fosse una veritΓ  rivelata. Una parabola che mostra come l’uomo abbia un disperato bisogno di credere, non importa a cosa, e che anticipa le varie mitologie moderne del XX secolo come l’ufologia, la teoria della cospirazione e quella degli antichi astronauti. Ma la storia del Β«Mistero ShaverΒ» Γ¨ soprattutto una storia di svitati. E gli svitati mi stanno molto simpatici. Per questo ho deciso di raccontarla.Β Prima di svelare cosa c’era scritto nella lettera del misterioso Richard Shaver e bene parlare un po’ del destinatario, Ray Palmer.


Meet Ray Palmer

Β« In questi tempi di falsitΓ  monotona e poco convincente, c’è ancora qualcosa di cui dobbiamo essere grati. Le promozioni di Palmer hanno il tocco del genio. Possiede vitalitΓ , estro e vera capacitΓ  persuasiva. Lo splendore delle sue luci le rende visibili a chilometri di distanza. La cosa da fare Γ¨ mettersi comodi e godersi lo spettacolo. Β»

palmerCon queste parole lo scrittore di fantascienza P.W. Fairman descrive Palmer nel 1952. Parte scrittore, parte affarista e parte imbonitore, Palmer costruΓ¬ la sua carriera nel mondo della fantascienza praticamente dal nulla. Dal carattere estroverso e ambizioso, sapeva bene come mettersi in mostra. Una volta in un suo editoriale scrisse di ricordare perfettamente quando nell’anno della sua nascita (era nato il 1Β° Agosto 1910) fosse stato tenuto vicino alla finestra per vedere la cometa di Halley. Quando un lettore gli scrisse che non era possibile, poichΓ© la cometa non era visibile dopo luglio, lui rispose: Β«ChissΓ ? Forse la vidi psichicamente dal grembo di mia madreΒ».

Tra le altre storie che amava raccontare su di sΓ© c’era quella che lo vedeva leggere quotidianamente il giornale a quattro anni e da adolescente divorare sedici libri della biblioteca al giorno.Β In realtΓ  l’infanzia di Palmer fu tragica. A sette anni un camion lo investΓ¬ fratturandogli una vertebra. Nel corso degli anni ciΓ² aumentΓ² la pressione sulla spina dorsale al punto da impedirgli di stare eretto e camminare. I medici tentarono un trapianto spinale ma l’operazione causΓ² un infezione che mise in serio pericolo il piccolo Palmer. Ray sopravvisse ma rimase invalido. Divenne gobbo e il dolore cronico lo accompagnΓ² tutta la vita. La sua altezza non superΓ² mai il metro e quarantadue.

Palmer si gettΓ² allora a capofitto nella lettura e presto scoprΓ¬ il suo vero amore: la fantascienza. Non ci volle molto perchΓ© anche lui si mettesse a scrivere. A sedici anni un suo racconto fu pubblicato e accettato da Science Wonder. MilitΓ² attivamente nel nascente fandom fantascientifico, scrivendo racconti e pubblicando fanzine. Nel 1938 l’editore Ziff-Davis gli offrΓ¬ il posto di direttore di Amazing Stories. Il suo carattere scaltro gli permise di siglare un accordo con la Ziff-Davis con cui si assicurΓ² una percentuale sui profitti della rivista. Ma il suo colpo piΓΉ clamoroso nacque da quella lettera che salvΓ² dal cestino in quel settembre del 1943.


Un alfabeto antidiluviano

Il contenuto della missiva era strampalato e bizzarro. Illustrava una sorta di codice che a parere dell’autore era nascosto nel comune alfabeto latino. La lettera A stava per animale. La B significava essere, vista l’assonanza con il to be della lingua inglese. PiΓΉ si andava a vanti piΓΉ le rivelazioni diventavano clamorose (o deliranti a seconda dei punti di vista). La T, simile alla croce, stava per β€œintegrazione” mentre la D simboleggiava l’energia disgregatrice.

Β« Presentiamo questa interessante lettera riguardante un antica lingua senza alcun commento, se non per dire che abbiamo il significato letterale per le singole lettere di molte parole radice e nomi propri di antica origine traendone un senso sorprendente […] Si tratta di un caso di memoria razziale, e questa formula costituisce la base di una delle lingue piΓΉ antiche della Terra? Il mistero ci incuriosisce molto. Il direttore Β»

Con queste parole Palmer presentava ai suoi lettori il primo tassello di quello che sarebbe divenuto noto come il Β«Mistero ShaverΒ». La risposta del pubblico fu tanto eccezionale quanto inaspettata. Palmer racconterΓ , se c’è da credergli, di aver ricevuto oltre cinquantamila lettere. Centinaia di lettori asserivano di aver applicato le istruzioni contenute nella lettera e di aver scoperto il significato nascosto delle parole.Β Palmer capΓ¬ di aver qualcosa di grosso tra le mani. Decise cosΓ¬ di andare direttamente alla fonte e contattare Shaver stesso per saperne di piΓΉ.


Una mitologia per l’Era Atomica

Alla richiesta di nuovo materiale Shaver rispose con un dattiloscritto di 10000 parole intitolato a β€œA Warning to Future Man”. Il testo era strampalato e sconclusionato, in linea con la prima lettera, cosΓ¬ Palmer si mise alla macchina da scrivere e ne ricavΓ² un racconto di 31000 parole dal titolo β€œI Remember Lemuria!”, una sorta di summa della mitologia shaveriana.

MDJackson_Shaver_1La cosmogonia elaborata da Shaver prendeva avvio oltre ventimila anni fa quando la terra era dominata dai Titani, giganteschi esseri giunti dalle stelle. I Titani erano longevi ed eternamente giovani, e ci superavano in intelletto e sviluppo tecnologico.Β Tra le varie meraviglie della loro tecnologia spiccava l’ingegneria genetica, attraverso cui essi avevano creato una grande quantitΓ  di specie da destinare ai lavori di fatica. Una di queste razze, migliaia di anni dopo, avrebbe generato quella degli homo sapiens. Altre razze erano dotate di sei braccia per manovrare le macchine dei Titani, la cui memoria si Γ¨ conservata nelle rappresentazioni delle divinitΓ  indΓΉ. Altre avevano corna e zoccoli, altre metΓ  umane e metΓ  serpenti. Shaver definiva queste razze β€œrobotiche”, non perchΓ© fossero in qualche modo meccaniche ma perchΓ© venivano controllate mentalmente dai Titani attraverso un apparecchio chiamato telaug,Β abbreviazione di telepathic augmentor.

Con il tempo il sole iniziΓ² a cambiare e i suoi raggi divennero letali per i Titani, facendoli invecchiare e morire. L’EtΓ  dell’Oro era finita. I Titani non potevano rimanere sulla superficie della Terra, cosΓ¬ costruirono immense cittΓ  sotterranee collegate da una fitta rete di gallerie. Ma tutto ciΓ² non bastΓ². Le radiazioni nocive del sole penetravano anche nelle profonditΓ  della Terra.Β CosΓ¬ i Titani evacuarono il pianeta per stabilirsi su un nuovo mondo con un nuovo sole. Ma non c’era abbastanza posto nelle astronavi dei Titani, cosΓ¬ le razze robotiche furono lasciate indietro. Nei secoli alcune di esse risalirono in superficie e si adattarono a vivere sotto il sole.

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vanueAltre invece preferirono rimanere nelle tenebre delle caverne. Essi degenerarono in una razza di orribili nani, i dero (abbreviazione di detrimental robots). I dero sono il centro della mitologia (e delle ossessioni) di Shaver. Animati solo da odio e malvagitΓ  pura, tramite i macchinari lasciati indietro dai Titani i dero tormentano gli abitanti della superficie usando raggi in grado di uccidere o fare impazzire. Nel corso degli anni Shaver addosserΓ  ai dero le colpe degli omicidi che riempiono le cronache, delle catastrofi, della morte di Franklin D. Roosvelt e quella di Kennedy, dell’Olocausto e perfino della crocifissione di Cristo. Quando non sono occupati a far il male per il gusto di farlo, i dero sfogano le loro perversioni sessuali su povere terrestri con l’aiuto di particolari macchinari β€œstimolatori”.Β Secondo Shaver esiste anche una fazione benigna, i tero, ma che purtroppo Γ¨ infinitamente piΓΉ debole dei malvagi cugini.

La storia apparve sul numero di maggio 1945 che andΓ² subito a ruba. Palmer scrisse la storia corredandola di note a fondo pagina a rimarcare il senso di β€œverità” del tutto. La risposta dei fan fu talmente entusiastica che fu aperta una nuova rubrica interamente dedicata al Mistero Shaver, β€œReport from the Forgotten Past?” dove i lettori potevano riferire le loro reminescenze di vite passate.Β Le lettere dei lettori diventarono sempre piΓΉ numerose e soprattutto piΓΉ lunghe. La lettera piΓΉ memorabile fu forse quella di ben quaranta pagine scritta da due ragazzini di dodici e sedici anni. La loro tartaruga, dopo essere morta, gli avrebbe comunicato psichicamente molti fatti che confermavano le teorie di Shaver.Β Individui bizzarri cominciarono a frequentare la redazione di Amazing Stories, tra cui un uomo che asseriva di essere un Titano reincarnato.

Nei mesi successivi il duo Palmer-Shaver rincarΓ² la dose con i racconti β€œThought Records of Lemuria”, β€œCave City of Hel” e β€œCult of the Witch Queen”. Il Β«Mistero ShaverΒ» ebbe presto anche un suo fan club, lo Shaver Mystery Club, fondato con una donazione in denaro dello stesso Shaver. Il Β«Mistero ShaverΒ» divenne il principale argomento di conversazione degli appassionati di fantascienza di tutto il paese, divisi tra i credenti e gli scettici. Ma chi era l’uomo dietro a tutto questo? Chi era davvero Richard Shaver? Nel gennaio 1945 Ray Palmer lo incontrΓ² nella sua casa in Pensylavania.


Meet Richard S. Shaver

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Richard Shaver fu per tutta la sua vita un uomo inquieto e tormentato. Lo dimostra il fatto che nel corso degli anni abbia dato versioni diverse e discordanti dei suoi trascorsi e degli eventi che lo portarono a scoprire le nefaste attivitΓ  dei dero.Β Nacque tra il 1908 e il 1910 in Pennsylvania. PassΓ² l’infanzia girando per lo stato, seguendo il padre che apriva e perdeva ristoranti. La madre scriveva sotto pseudonimo per varie riviste e cosΓ¬ faceva il fratello maggiore, a cui Richard era molto legato. Il fratello morΓ¬ quando Shaver era ancora adolescente.Β Dopo aver militato per qualche anno nel Partito Comunista, durante i suoi anni giovanili Shaver passΓ² da un lavoro saltuario all’altro: autotrasportatore di alberi, macellaio in un mattatoio e infine saldatore per la Ford Motor Co. Si sposΓ² tre volte, ma solo l’ultimo matrimonio, quello con Dorothy, una cristiana fondamentalista, risultΓ² duraturo.

La versione piΓΉ famosa di come Shaver venne a conoscenza dei dero e dei tero, lo vedeva impegnato a saldare nello stabilimento della Ford quando si accorse di udire Β«voci lontane di straordinaria complessitΓ Β». Presto Shaver capΓ¬ che quelle voci erano i pensieri dei suoi colleghi. La sua mente era invasa da informazioni. Captava ogni pensiero di ogni persona nell’edificio. Ma c’erano altri pensieri, cosΓ¬ strani, alieni e crudeli che non potevano appartenere alle persone che aveva intorno:

Β« “Mira a lei , colpiscila.” Poi sentivo le urla di una donna sempre piΓΉ forti e in quelle urla un agonia sempre maggiore e alla fine un gorgoglio un rantolo di morte. In seguito mi accorgevo che qualcuno stava pensando ad un’astronave, non a una nuova astronave ma a una antica, attraverso la quale aveva viaggiato nello spazio. Β»

Spaventato da questa nuova realtΓ , Shaver lasciΓ² il lavoro e si dette al vagabondaggio. Per un po’ guidΓ² camion di liquori di contrabbando, poi lasciΓ² anche questo lavoro per dirigersi a Montreal dove si imbarcΓ² da clandestino in una nave che pensava fosse diretta nel Regno Unito. Invece approdΓ² a Terranova, dove Shaver fu arrestato. O forse no. Qui la sua biografia diventa nebulosa. Sappiamo solo che qualche tempo dopo lo ritroviamo in carcere in un luogo imprecisato.

Durante la sua prigionia Shaver racconta di aver ricevuto visite da una ragazzina tero di nome Nydia. Nydia era cieca come l’omonimo personaggio de Gli Ultimi Giorni di Pompei. La ragazza spiegΓ² a Shaver che le voci che udiva erano quelle dei dero e successivamente aiutΓ² Shaver a scappare dalla prigione. Stando sempre al suo racconto, Shaver si stabilΓ¬ in una caverna non molto lontana e visse alcuni anni con i tero che gli svelarono la storia segreta del mondo. Quando negli anni Settanta Palmer fu interrogato sulla permanenza sotterranea di Shaver egli rispose:

« Shaver non ha passato otto anni nel Mondo Sotterraneo, ma in un ospedale psichiatrico. »

Senza dubbio Shaver credeva fermante a ciΓ² che raccontava. Dopo la pubblicazione delle prime storie del Β«Mistero ShaverΒ», Richard si trasferΓ¬ a McHenry nell’Illinois per poter lavorare piΓΉ vicino al suo mentore Palmer. Bill Hamling, un collaboratore di Palmer racconta di un pomeriggio in cui insieme a Ray andΓ² a trovare Shaver. Erano tutti e tre seduti intorno ad un tavolo. All’improvviso Shaver sbirciΓ² sotto la sua sedia. Il silenzio calΓ² sulla stanza. Poi Shaver disse: Β«Quello era MaxΒ». Shaver spiegΓ² che Max era il dero che lo tormentava e a detta di Hamling, nel dire quelle parole fu tremendamente serio.

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Nonostante queste credenze Shaver era un uomo del tutto materialista, al contrario di Palmer che amava flirtare con il mistero e le suggestioni esoteriche. Un esempio di tale spaccatura tra i due si ebbe quando Palmer tentΓ² di far coincidere le rivelazioni di Shaver con quelle contenute nella cosiddetta “Bibbia di Oahspe”, un testo che venne dettato ad un medium nel 1881. A Shaver l’interpretazione spiritistica non andΓ² giΓΉ. Le entitΓ  che lo perseguitavano non erano esseri disincarnati o spiriti, ma persone in carne ed ossa che vivevano sottoterra.


La Guerra Segreta del Fandom

cbf98fcee4262a9541fecc7909e2df97Dall’inizio della saga del Β«Mistero ShaverΒ» la circolazione di Amazing Stories era passata dalle 135.000 alle 185.000 copie mensili. Con il numero di Settembre 1945 Ray Palmer oltrepassΓ² un confine importante asserendo che tutto quello che veniva raccontato nelle storie di Shaver non era altro che la pura veritΓ . Ray arrivΓ² anche a sostenere di avere anche lui reminescenze del lontano passato lemuriano e invitΓ² i lettori a scrivere per dare il loro contributo attraverso le loro esperienze. Il Β«Mistero ShaverΒ» divenne la principale attrattiva diΒ Amazing Stories e Palmer arrivΓ² addirittura a rifiutare storie di Ray Bradbury e Henry Hasse pur di fare spazio alle nuove puntate del Mistero.

Ma non tutti i fan erano entusiasti della piega presa dalla rivista. Una parte del fandom, quella piΓΉ giovane e riottosa, vedeva la fantascienza come un mezzo per mettere in discussione le convenzioni della societΓ  in cui vivevano. PiΓΉ affini alla fantascienza sofisticata e intellettuale di Astounding Science-Fiction di John W. Campbell che a quelle avventurosa e populistica della rivista di Palmer, questi nuovi fan vedevano sΓ© stessi come atei, comunisti e ribelli. Gente che non era disposta a bersi le favole di Palmer, che per loro erano ormai divenute la Beffa Shaver.

Il boicottaggio del Β«Mistero ShaverΒ» iniziΓ² all’interno dei club di fantascienza locali. Ad esempio la Queens Science Fiction League di New York deliberΓ² che le storie di Shaver ponevano una minaccia alla salute mentale dei lettori. Durante un congresso di fan a Filadelfia si pensΓ² di presentare una petizione al Ministero delle Poste perchΓ© bloccasse l’inviΓ² per corrispondenza di Amazing Stories.Β Dalle colonne della sua rivista Palmer rispose ai tentativi di boicottaggio e ostracismo esponendosi in prima persona e ribattendo alle accuse di quelli che lo accusavano di ingannare il suo pubblico.

Presto nella rubrica delle lettere di Amazing Stories iniziarono ad apparire missive sempre piΓΉ bizzarre e improbabili di cui forse la piΓΉ spassosa e la seguente:

Β« Sono un laureato in scienze occulte presso la Miskantonic University e sono stato coinvolto nella lotta contro i β€œdero sotterranei” del signor Shaver sin dalla mia laurea nel 1935 […] La Traduzione dell’undicesimo capitolo del Necronomicon tramite β€œl’alfabeto lemuriano” potrebbe aiutare a scovare i pezzi mancanti. Β»

Il curatore della posta Howard Browne non colse i riferimenti a Lovecraft e pubblicΓ² la lettera nel numero seguente con tanto di risposta di Palmer: Β«Il suo uso delle virgolette intorno ai β€œdero sotterranei” ci interessa assai, poichΓ© Γ¨ esattamente quello che avremmo fatto noi, conoscendo ciΓ² che noi conosciamo!Β».Β Quando Palmer ricevette la lettera in cui il lettore confessava lo scherzo, decise di passare al contrattacco. Tramite il suo collega Hamiling, Palmer inviΓ² una lettera ad un fan suo detrattore in cui si riferiva della sua scomparsa improvvisa. Sempre nella lettera si raccontava che Palmer era stato ritrovato in stato confusionale con in mano un pezzo di carbone e un magnete. La diagnosi era chiara: esaurimento nervoso con immediato ricovero in manicomio. I critici di Palmer, tra cui molti eminenti fan, ci si buttarono a capofitto e rimasero di stucco quando quest’ultimo confessΓ² la burla.

Il critico piΓΉ agguerrito di Palmer fu un certo Thomas Gardner, un fan molto attivo nel perorare la causa della fantascienza. Scriveva:

Β« I picchiatelli, come vengono chiamati, sono almeno un milione negli Stati Uniti. Si tratta perlopiΓΉ di adulti, con un livello di istruzione che va dal semianalfabetismo a quello di laureati impiegati nel settore tecnico. Molti di essi sono seriamente convinti dell’esistenza di civiltΓ  superiori alla nostra… Β»

Una delle paure di Gardner era che questo nuovo β€œculto” potesse espandere la sua influenza sul settore dell’educazione pubblica.


La storia piΓΉ sensazionale mai raccontata

Il 1947 segnΓ² lo zenith del Β«Mistero ShaverΒ» ma anche l’avvio del suo inesorabile declino. Il numero di giugno fu interamente dedicato al Mistero e Palmer nel suo editoriale lasciΓ² intendere che i dero avevano fatto il possibile per ostacolarne la pubblicazione e ribadΓ¬ pubblicamente la sua fede nelle affermazioni di Shaver:

« L’uomo non governa questa Terra e questa Γ¨ la pura veritΓ . Continua ad intrigarci, Mistero Shaver! Β»

Shaver-Mystery-June-1945

Ma il vento stava cambiando. L’editore William Ziff non era piΓΉ contento di vedere il suo nome accostato ad un argomento diventato ormai troppo controverso per non dire ridicolo e iniziΓ² a fare pressioni su Palmer perchΓ© la piantasse con questa baracconata. A tutt’oggi non sono chiare le ragioni di questo improvviso cambio di rotta e nel corso degli anni si sono ventilate diverse ipotesi. Si parlΓ² della mole sempre piΓΉ insostenibile di lamentele da parte di vecchi fan disgustati dal nuovo corso della rivista, come di una decisione dello stesso Palmer che vedeva il Mistero come un argomento poco adatto ad una rivista di fiction. Nel 1961 Palmer dichiarΓ² addirittura che Ziff aveva deciso di troncare la serie perchΓ© le idee di Shaver contraddicevano le idee di Einstein (qualsiasi cosa voglia dire). Comunque sia dal numero di gennaio 1948 i racconti di Shaver iniziarono a diradare. In contemporanea Palmer se ne usciva con annunci roboanti sull’imminente pubblicazione della prova che avrebbe validato una volta per tutte le teorie di Shaver, che sarebbe stata rivelata sul numero di Aprile 1948.

Intanto un nuovo fenomeno stava catalizzando l’attenzione degli appassionati di mistero. Il 24 giugno 1947 il pilota civile Kenneth Arnold aveva riferito di aver avvistato in volo nove oggetti di origine sconosciuta: era iniziata l’era degli UFO. Palmer fu uno dei piΓΉ entusiasti promotori di questo nuovo fenomeno tanto che dedicherΓ  la copertina della sua nuova rivista Fate all’avvistamento di Arnold. Shaver dal canto suo intuiva che i dischi volanti stavano rubando la scena al suo Mistero.Β Il numero di Marzo 1948 arrivΓ² in edicola con una nuova storia di Shaver, β€œGods of Venus”. Dalle posizioni intransigenti di qualche mese prima, Palmer divenne piΓΉ elastico sulla veridicitΓ  delle storie di Shaver: Β«Per quelli che chiamano le nostre storie veritΓ  (che lo siano o meno!) che chiamino questa qui finzione, e che lascino quelli che sanno riconoscere le parti vere (se ce ne sono) discernerle da soliΒ». Ma subito dopo Palmer annunciava che la prova definitiva sarebbe stata presentata nel numero del mese successivo.

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Il mese di Aprile 1948 arrivΓ² e con esso il nuovo numero di Amazing Stories. Quello che non arrivΓ² fu la tanto agognata prova. Nel suo editoriale, in un articolato panegirico, Palmer si arrampicava sugli specchi cercando di giustificarsi, ma alla fine concludeva perentorio:Β Amazing Stories raccontava storie di fantasia che non avevano nulla a che fare con la realtΓ .Β Nel 1949 Ray Palmer lasciava la Ziff-Davis. Il nuovo direttore di Amazing Stories divenne Howard Browne, proprio l’uomo che aveva buttato nel cestino la prima lettera di Shaver e che definirΓ  tutta la faccenda Β«la porcheria piΓΉ disgustosa in cui mi sia mai imbattutoΒ».Β L’epopea del Mistero Shaver finiva cosΓ¬.


Epilogo

other_worlds_4911Lasciatosi alle spalle l’esperienza di Amazing StoriesΒ Palmer si dedicΓ² anima e corpo alla sua nuova avventura editoriale, Fate, una rivista interamente dedicata al mistero in tutte le sue declinazioni: occultismo, UFO, parapsicologia, ecc.Β Fate sarΓ  destinata a diventare una delle piΓΉ longeve riviste del settore. Alcuni anni dopo Palmer venderΓ  la rivista e successivamente avvierΓ  una serie di testate analoghe come Imagination, Mystic, Serach e Other Worlds sulle quali continuerΓ  a dare spazio agli scritti di Shaver che avevano ormai abbandonato la consueta forma narrativa e assunto quella farneticanti ammonimenti.Β All’inizio degli anni Sessanta Richard e Dorothy Shaver si trasferirono in una fattoria ad Amherst nel Wisconsin, a pochi passi dalla casa di Palmer e la sua famiglia. Qui tra il 1961 e il 1964 Palmer e Shaver poterono dedicarsi al loro magnum opus, The Hidden World, una serie di sedici volumi per un totale di tremila pagine presentata come l’opera definitiva sul Β«Mistero ShaverΒ».

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Negli ultimi vent’anni della sua vita Shaver fu totalmente assorbito da quella che ai suoi occhi doveva essere la prova delle sue teorie sui dero. CominciΓ² a produrre quelle che lui chiamΓ² Β«Pietre di Arte PrediluvianaΒ». Secondo Shaver gli antichi abitanti della Terra avevano impresso i loro pensieri sulle pietre sotto forma di immagini che potevano essere portate alla luce attraverso un particolare procedimento. Chiamati anche Β«libri di rocciaΒ» questi artefatti consistevano in lastre di agata tagliate in due che poi venivano proiettate su lastre di cartone tramite un proiettore opaco. A quel punto, dopo aver trattato il cartone con coloranti e detergenti da tintoria, Shaver vi dipingeva sopra per mostrare a tutti ciΓ² che lui vedeva. Shaver era convinto che studiando i libri di roccia si sarebbero potuti estrapolare i segreti dell’avanzatissima tecnologia dei Titani. Nell’attesa di studi approfonditi, Shaver iniziΓ² a vendere per corrispondenza questi pezzi di art brut tramite inserzioni su varie riviste.

Richard Shaver morΓ¬ di cancro nel 1975, ormai dimenticato da tutti.Β Ray Palmer, dopo una vita spesa a pubblicizzare un mistero dopo l’altro mantenendo un atteggiamento sempre furbamente agnostico, si spense nell’agosto 1977.Β Che dire di tutta questa storia? La storiografia della fantascienza ci ha tramandato le figure di Palmer e Shaver come quelle di due profittatori che presero in giro l’ingenuo pubblico dei pulp degli anni Quaranta. Ma fu davvero cosΓ¬?Β Ma soprattutto Shaver e Palmer credevano davvero a ciΓ² che andavano raccontando? Per quanto riguarda Shaver la risposta Γ¨ probabilmente affermativa. Tutti quelli che lo conobbero riconoscono la sua ferma fede nelle sue convinzioni. Si Γ¨ speculato anche su una possibile schizofrenia, viste le somiglianze tra il telaug con cui i dero lo tormentavano e la cosiddetta macchina influenzante, elemento tipico delle fantasie degli schizofrenici.

Per quanto riguarda Palmer la faccenda Γ¨ piΓΉ complessa. Nonostante si sia ormai cristallizzata l’immagine di un Palmer manipolatore e cinico, alcuni dei suoi colleghi invece raccontano un Palmer genuinamente affascinato dal mistero. La sua fu una figura molto piΓΉ complessa. Come spiega Richard Toronto nel suo War Over Lemuria: Richard Shaver, Ray Palmer and the Strangest Chapter of 1940s Science Fiction il nome del Β«Mistero ShaverΒ» non fu scelto a caso. Un mistero per Palmer era qualcosa che non doveva nΓ© poteva essere risolto poichΓ© la sua esistenza ci spingeva a pensare e a mettere in discussione le nostre certezze. Nel 1977 intervenendo ad una conferenza sui dischi volanti esplicitΓ² cosΓ¬ il suo pensiero:

« Se sapessimo esattamente cosa siano i dischi volanti […] avremmo risolto il mistero e torneremmo alla noia e avremmo di nuovo smesso di pensare. Io spero che il mistero dei dischi volanti non venga mai risolto. Β»

Toronto dipinge un Palmer convinto che il 99% della popolazione fosse rimbecillita dall’istruzione e dalla religione. Un Palmer convinto che le nuove e provocatorie idee della fantascienza potessero produrre cittadini dotati di senso critico.Β Per quanto mi riguarda penso che Shaver e Palmer si limitarono a vendere ad una nazione stremata dalla guerra e dalla crisi economica un sogno, una realtΓ  alternativa nella quale rifugiarsi. Una nuova mitologia che spiegasse le leggi segrete che sottostavano ad un mondo sempre piΓΉ caotico ed incomprensibile.

9781559500159-uk-300Oggi che siamo entrati nel XXI secolo tutto ciΓ² si sta ripetendo ancora una volta, con il fiorire di mitologie pseudoscientifiche che non si avvalgono piΓΉ della carta economica dei pulp magazines per diffondersi, ma delle pagine web e della rete. Come fa giustamente notareΒ Walter Krafton-Minkel nel suo seminale Mondi Sotterranei: il mito della Terra Cava, la mitologia di Shaver non sopravvisse a sΓ© stessa poichΓ© mancava di un elemento salvifico. La sua visione del mondo prospettava un’umanitΓ  in balia di forze oscure, condannata ancora prima di nascere. In un breve articolo su The Hidden World Shaver sintetizzΓ² cosΓ¬ la sua visione del mondo in poche righe:

Β« Se solo oggi avessimo amore invece di odio. Se solo […] possedessimo la conoscenza dei nostri predecessori. Se solo […] le nostre brevi vite fossero felici. Se solo […] essi fossero tutti morti, e noi non fossimo mai nati; non sarebbe stato meglio? Β»


Bibliografia:

  • Mondi Sotterranei: il mito della Terra Cava di Walter Kafton-Minkel
  • War Over Lemuria: Richard Shaver, Ray Palmer and the Strangest Chapter of 1940s Science FictionΒ di Richard Toronto

8 commenti su ““I remember Lemuria!”: il Mistero Shaver, un mito per l’era atomica

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