Lβinconscio, come fondo oscuro, viene a coincidere con il destino ed Γ¨ allora necessario modificare lβinconscio per modificare il destino. A questo proposito la dimensione della trance puΓ² rappresentare una particolare modalitΓ di confronto e di dialogo con lβinconscio, in grado di far emergere alcune capacitΓ spesso nascoste della nostra mente e anche di modificare i copioni attraverso cui costruiamo inconsciamente la realtΓ .
copertina: Kinuko Y. Craft, βPsyche Weepingβ, 2019
INTRODUZIONE
di Roberto Cecchetti
Come docente di filosofia della Scuola di psicoterapia Erich Fromm mi trovo spesso a dover gettare ponti fra la tradizione del pensiero dellβOccidente e la psicologia dinamica.
Per andare in profonditΓ in questa ricerca che si rivela carica di connessioni di grande rilevanza con il pensiero tradizionale, il dott. Marco Maculotti ed io, abbiamo pensato di incontrare il prof. Giuseppe Vercelli, attualmente docente di psicologia dello sport presso lβUniversitΓ Unicusano, giΓ professore presso lβUniversitΓ di Torino, psicoterapeuta e responsabile dellβarea psicologia allβinterno dello Juventus Medical Center, unβautoritΓ per quanto riguarda lβipnosi, la trance, la psicologia, soprattutto in relazione al modo dello sport.
Fra i lavori del professor Vercelli ricordiamo Vincere con la mente (Ponte alle Grazie 2016), Il potere nascosto dellβombra (Anteprima 2013), Lβintelligenza agonistica (Ponte alle Grazie 2017), La psicologia dello sport in pratica (Manfrini 2019).
Prima di procedere con le domande al professor Vercelli vorrei cercare brevemente di chiarire il motivo dellβinteresse filosofico prima ancora che psicologico e clinico nei confronti di fenomeni come quelli della trance e dellβipnosi. Possiamo muovere dal problema della libertΓ e del destino.
Nel pensiero di Heidegger la gettatezza, geworfenheit, Γ¨ da considerarsi come il momento primo ed ineludibile in cui lβesser-ci, cioΓ¨ lβuomo, si trova ad aver a che fare con un mondo che da sempre gli sta dinnanzi. Lβesser gettati, il trovarsi immersi in un linguaggio e in un orizzonte di oggetti e di soggetti che ci precedono, significa incontrare il primato dellβalteritΓ , significa dover riconoscere che un mondo giΓ da sempre ci determina, ovvero determina in gran parte le nostre motivazioni, il nostro stesso movimento, la motilitΓ che costituisce lβerranza propria dellβumano.
Del resto lo stesso Husserl, in un celebre passaggio di Idee II si rendeva conto del fatto che la motivazione che determina il movimento, lβavvio dellβattivitΓ cinetica, della dynamis corporea, riposava su di uno sfondo oscuro, e per comprendere questa origine dβombra era necessaria in ultima istanza la psicoanalisi. Interessante il fatto che il padre della fenomenologia ritenga opportuna lβindagine psicoanalitica in quanto capace di indagare il fondo oscuro che determina la stessa motivazione dei nostri movimenti. La gettatezza non Γ¨ decisa dallβesserci, cosΓ¬ come resta ignoto ed implicito il fondo oscuro di cui parla Husserl. Entrambi questi elementi ci dicono della precedenza costitutiva dellβinconscio sulla coscienza.
La saggezza contenuta nei racconti mitici delle societΓ tradizionali riguardava in primo luogo la necessitΓ di liberarsi dal dominio dellβinconscio: si trattava di una necessitΓ individuativa che lβuomo tradizionale poteva mettere in atto grazie allβazione, al gesto rituale che si inseriva in un contesto mitico-simbolico.
Quello che occorre innanzitutto mettere a fuoco Γ¨ lβiniziale dominio dellβinconscio sulla coscienza. Di tale dominio tratterΓ anche un grandissimo allievo di Carl Gustav Jung, Erich Neumann, il quale assimilerΓ lo stato iniziale dello sviluppo della coscienza individuale, in cui lβuomo si trova gettato nel mondo, alla condizione di fusione della coscienza con lβinconscio nella cosiddetta fase uroborica.
Se il compito di ogni soggetto Γ¨ quello di interrogare quellβessere che egli stesso Γ¨, al fine di procedere in un movimento ermeneutico che si faccia carico del senso del proprio essere, tale compito coincide con lβinterrogazione dellβinconscio; Γ¨ questa interrogazione che dΓ vita ad ogni atto trasformativo e generativo di senso per lβindividuo.
Il fatto che, dopo la morte di Dio, dopo il crollo della societΓ patriarcale-tradizionale, lβimportanza della ricerca di senso si faccia ancora piΓΉ urgente, sta ad indicare la necessitΓ di un confronto sempre piΓΉ autentico e sempre piΓΉ intimo con lo sfondo inconscio che ci precede. Nella modernitΓ perΓ² questo confronto sembra non essere piΓΉ supportato in maniera decisiva dallβapparato mitico-simbolico proprio della societΓ tradizionale. Come ripeteva Jung, non esiste piΓΉ unβimitazione di Cristo, ma ciascuno deve da solo, nel confronto spaesante con la libertΓ di questo tempo, fare i conti con ciΓ² che costituisce lβadesione al proprio daimon, al proprio destino, alla propria unicitΓ individuale, in assenza di modelli.
A questo sembra chiamato lβuomo del nostro tempo, ad una indagine circa la propria gettatezza, circa il fondo oscuro che dirige e ordina le nostre vite inconsce. Allora diviene chiaro il legame fra libertΓ e destino: finchΓ© prevale lβinconscio non cβΓ¨ alcuna libertΓ per il soggetto ed al contempo lβinterpretazione ed il dialogo, il confronto con lβinconscio, rappresentano la via per lβacquisizione di un destino personale ed autentico.
Allora il destino, ciò che si oppone alla nostra volontà , è qualcosa di inconscio? Il destino è cioè il modo con cui inconsciamente ci facciamo interpreti della realtà ? Ecco cosa scrive a proposito della visione costruttivista lo stesso Vercelli:
βAnalizzando dettagliatamente ciΓ² che il cervello struttura e costruisce attraverso il linguaggio, si scopre che la maggior parte del pensiero risulta essere inconscio e automatico. Dal momento che il pensiero Γ¨ per lo piΓΉ inconscio e senza controllo, capita che, nel prendere decisioni, spesso non si Γ¨ in grado di scegliere consapevolmente quali mappe della nostra rappresentazione mentale sia meglio utilizzare. In genere, si pensa e si prendono decisioni utilizzando la prima interpretazione che si presenta alla nostra consapevolezza, che Γ¨ il risultato, spesso, di aspettative e pregiudizi.β
Lβinconscio, come fondo oscuro, viene dunque a coincidere con il destino ed Γ¨ allora necessario modificare lβinconscio per modificare il destino. A questo proposito la dimensione della trance puΓ² rappresentare una particolare modalitΓ di confronto e di dialogo con lβinconscio, in grado di far emergere alcune capacitΓ spesso nascoste della nostra mente e anche di modificare i copioni, le metafore, le mappe attraverso cui costruiamo inconsciamente la realtΓ .

Intervista di Roberto Cecchetti e Marco Maculotti
al prof. GIUSEPPE VERCELLI
Cecchetti: Prof. Vercelli, dopo questa breve premessa volevo chiederle di spiegare brevemente cosa si intende per trance
Per trance si intende uno stato alternativo di coscienza, generato da una focalizzazione dellβattenzione su unβunica, dominante e precisa idea. Questo stato, sempre piΓΉ studiato negli anni anche dalle neuroscienze, Γ¨ definito da attivazioni corticali e sottocorticali specifiche nel quale si ha una forte connessione e interazione fra mente e corpo, con una conseguente unβamplificazione sensoriale e unβattivazione delle risorse latenti dellβindividuo. Proprio come viene ben rappresentato da questa immagine molto esplicativa, lβidea Γ¨ che tutto quello che lβindividuo sa fare bene nello stato di normale veglia, lo puΓ² fare meglio nello stato di trance ipnotica, considerando quindi la trance come una sorta di βamplificatoreβ.
Particolarmente esemplificativa Γ¨ inoltre la frase Β«lβipnosi non esiste, esistono solo prove di ipnosiΒ» che deriva, alla luce delle recenti scoperte neuroscientifiche, da una sorta diΒ parafrasi di una citazione di Milton Erickson, uno dei piΓΉ grandi ipnotisti del β900, il quale affermava che Β«lβipnosi non esiste, tutto Γ¨ autoipnosiΒ». Ogni trance Γ¨, in ultima analisi, unβauto-trance in cui la persona accede alle capacitΓ insite nellβessere umano.
Cecchetti: Se la creazione del simbolo e della narrazione mitica rappresentano creazioni dellβinconscio, secondo quanto ebbe modo di osservare lo stesso Jung, Γ¨ possibile far vivere al soggetto in ipnosi un processo mitico-simbolico in grado di produrre nel soggetto stesso o nel paziente uno sviluppo di coscienza?
In ipnosi il simbolo o lβarchetipo sono usati per attivare la dimensione βtranspersonaleβ, cioΓ¨ di espansione della coscienza in cui si attivano le capacitΓ superiori della nostra mente. Esempi di quanto appena affermato sono rappresentati dallβinsight, la creativitΓ e il problem solving. Lβespansione della coscienza Γ¨ obiettivo dominante di tutte le discipline mistiche e delle branche di ogni religione e contesto, basti pensare al sufismo e alla cabala. Il simbolo, nellβipnosi costruttivista, serve quindi per attivare la monoidea di tipo transpersonale e accedere a tale dimensione della nostra mente. CiΓ² non avviene, perΓ², in maniera automatica: il soggetto deve essere allenato, a prescindere che si tratti di unβipnosi indotta o auto-indotta.
Cecchetti: Potrebbe parlarci brevemente del modello S.F.E.R.A.? Nel suo libro vincere con la mente parla di un vero e proprio rituale che porta ad una condizione di perfetta attivazione psico-fisica. Pensa che questo processo possa essere utilizzato anche da che non Γ¨ un atleta per uno sviluppo completo della relazione mente-corpo?
S.F.E.R.A. Γ¨ un Modello e Metodo di analisi e intervento, basato sui cinque fattori alla base della prestazione umana. Ideato circa quindici anni fa all’interno dell’UnitΓ Operativa di Psicologia dello Sport del Centro Ricerche in Scienze Motorie (SUISM) dellβUniversitΓ di Torino e attualmente applicato con successo in ambito sportivo e accademico e come procedura di business e life coaching. Γ stato presentato, inoltre, alla comunitΓ scientifica internazionale in occasione del XII Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport a Marrakech (Marocco) nel giugno 2009. Il Modello S.F.E.R.A. si distingue principalmente per ordinare e semplificare, in modo immediato e di facile memorizzazione, tutte le componenti necessarie per raggiungere la massima prestazione. Γ definibile come un Modello anche perchΓ©, ricordiamoci che un modello Γ¨ tale se Γ¨ rappresentabile graficamente.
S.F.E.R.A. permette di dare risposte a qualsiasi tipo di prestazione, partendo da una fase piΓΉ generale, chiamata fase di analisi, per arrivare allβidea di NooSFERA, ossia la conoscenza e la connessione con lβambiente. PiΓΉ nello specifico, i Fattori del modello sono la Sincronia, cioΓ¨ la capacitΓ di concentrazione nel qui ed ora, i punti di Forza, ossia le risorse tecniche, fisiche e mentali che lβindividuo riconosce di possedere, lβEnergia, che consiste nellβuso attivo e bilanciato della forza, il Ritmo, ovvero il giusto flusso nella sequenza dei movimenti e lβAttivazione, che fa riferimento al motore motivazionale e alla massima espressione della passione del soggetto. Lβipnosi Γ¨ strettamente legata a S.F.E.R.A. perchΓ© Γ¨ lo strumento privilegiato per facilitare la connessione funzionale tra mente e corpo: la Sincronia Γ¨ di fatto lo stato di massima espressione di Β queste due componenti.
Cecchetti: Spesso si intende lo sport come attivitΓ ricreativa o passatempo. Secondo lei lo sport puΓ² essere visto come attivitΓ che conduce allo stato di trance dove lβio si dissolve e viene meno lβopposizione soggetto-oggetto?
Lo sport porta sempre a una connessione. Nella lingua keniana, per esempio, per definire unβazione non si dice Β«il cavallo galoppaΒ» ma qualcosa che suonerebbe comeΒ Β«il galoppo cavallaΒ». In altri termini, si tratta di unβespressione linguistica in cui il soggetto Γ¨ lβazione. Una diversa costruzione della frase e lβattivazione di registri linguistici differenti permettono quindi di avere delle rappresentazioni mentali completamente diverse. Anche nello sport nascono dei neologismi, come quelli utilizzati per definire alcuni termini tecnici. Parlando di sci, ad esempio, la parola βtagliareβ ha un significato ben preciso per un atleta che fa Slalom o che fa Gigante, mentre per una persona che non conosce tale disciplina potrebbe non voler dire nulla.
Cecchetti: Quindi la ritualitΓ puΓ² essere intesa come un metodo per indirizzare lβinconscio e dunque il destino del soggetto?
Al contrario della dimensione psicoanalitica classica, ortodossa, nella pratica ipnotica ericksoniana e in quella costruttivista lβinconscio Γ¨ considerato esclusivamente come un serbatoio di risorse. In trance ipnotica noi attingiamo alle risorse dellβinconscio, tanto Γ¨ vero che negli incipit delle induzioni cβΓ¨ sempre lβidea che, se dobbiamo risolvere un problema non chiediamo allβinconscio di risolverlo e di trovare la soluzione, ma gli chiediamo di ricordare la soluzione. A tale proposito Γ¨ indicativa la seguente tabella che riassume una semplice distinzione tra le funzioni che solitamente sono attribuite alla mente conscia e dallβaltra quelle attribuite alla mente inconscia.
Possiamo dire quindi che Γ¨ la relazione con lβinconscio a essere diversa: se rendiamo virtuosa questa relazione, il limite puΓ² essere realmente trasformato in una opportunitΓ .
Maculotti: Esistono studi sul cervello in grado di rilevare lβattivitΓ cerebrale sotto sostanze psicotrope che nella ritualitΓ tradizionale venivano impiegate per raggiungere lo stato di trance?
Quando si parla di trance bisogna stare attenti a non confonderci: lβuso di sostanze psichedeliche altera la percezione e, di conseguenza, lo stato di coscienza. Diversa Γ¨, invece, la trance, che possiamo definire come uno stato alternativo di coscienza. Se consideriamo gli aspetti neurologici e neuroanatomici il concetto di βtrance ipnoticaβ riguarda un particolare funzionamento dellβindividuo che permette di influire sulle proprie condizioni fisiche, psichiche e comportamentali.
Maculotti: Le piΓΉ svariate tradizioni sacre, da quella indo-buddihista a quelle sciamaniche, individuano nel soggetto in stato di trance alcuni cambiamenti non solo psichici, ma altresΓ¬ fisici. Uno di questi sarebbe il cosiddetto βcalore internoβ, che gli Induisti denominano βtapasβ e cui gli antichi Norreni, che denominavano βΓ²orβ, attribuivano capacitΓ eccezionali quali la trasformazione in Berserker o in animali di vario genere. La sua esperienza nel campo delle ricerche della trance le ha mai permesso di individuare, nei soggetti analizzati, un cambiamento simile di βcalore internoβ durante lo stato estatico?
Possiamo definire il βcalore internoβ come unβimmagine metaforica,Β la quale mette in evidenza il fatto che quando siamo in estrema connessione con noi stessi, effettivamente percepiamo delle sensazioni nuove e diverse. Non Γ¨ importante lβetichetta: possiamo chiamarlo βcalore internoβ, cosΓ¬ come stato di ispirazione o insight. Dal punto di vista neurofisiologico ci sono effettivamente delle modificazioni cerebrali di differenti aree, come ad esempio una disattivazione di alcune parti dei lobi parietali sinistro e destro (corteccia parietale mediale) associata a sensazioni diverse. In sintesi, si tratta di unβidentificazione simbolica di qualcosa che ha a che fare con una pratica.
Maculotti: Nella tradizione sciamanica di vari paesi, ad es. nelle Americhe, nellβAsia centrale e settentrionale e in Australia, si fa menzione, durante i rituali iniziatici, di βdardi invisibiliβ o βcristalli di quarzoβ che vengono βproiettatiβ (o βcantati dentroβ) la struttura fisica del neofita allo scopo di compierne la trasmutazione interiore. Tenendo conto delle sue ricerche nel campo della trance, si puΓ² ravvisare qualcosa di simile nel panorama dellβodierno mondo βdesacralizzatoβ?
Nella trance ipnotica si parla di minimal cues, ossia di indicatori di trance. Ognuno ha i suoi minimal cues e il compito dellβipnotista Γ¨ quello di individuarli, sia che lavori sullβipnosi o sullβauto-ipnosi. Tali indicatori possono essere di tipo cinestesico, uditivo o visivo. Nel caso dei dardi invisibili o dei cristalli di quarzo si farebbe riferimento alla decodifica ipnotica di questi fenomeni a minimal cues di tipo visivo. Γ inoltre ampiamente noto il fatto che la presenza e la comparsa, in stato di trance, di forme e colori molto vividi, tra il blu e il viola, si lega sempre al raggiungimento di stati mentali profondi. Questo non Γ¨ perΓ² lβunico sistema per certificare la trance: anche gli stimoli cinestesici, come per esempio i movimenti rotatori automatici oppure stimoli uditivi o di tamburellamento, lo possono essere.
Maculotti: Vorremmo concludere con una curiositΓ . Sappiamo che ebbe modo di conoscere personalmente Gustavo Rol. Ritiene che una apertura verso il fantastico possa essere una risorsa in questo momento storico?
Ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare per sei anni questo personaggio che, al di lΓ di come Γ¨ interpretato da fan o detrattori,Β era sicuramente dotato di una straordinaria intelligenza e di unβenorme sensibilitΓ sul mondo. La sua caratteristica principale era una forma di empatia straordinaria. Al di lΓ del personaggio Rol, ritornando al βfantasticoβ inteso come spirituale, vorrei citare Maslow, che alla fine dello studio sulla sua piramide motivazionale profetizza che lβuomo, quando avrΓ raggiunto la piena autorealizzazione, cadrΓ in realtΓ in uno stato di psicopatologia della normalitΓ . Come si fa, quindi, a contrastare questa psicopatologia della normalitΓ che oggi interessa un poβ tutti? Attraverso una nuova spiritualitΓ , anche slegata dalla religione,Β e attuataΒ proprio tramite lβaccesso allaΒ dimensione transpersonale di cui abbiamo trattato in precedenza.

Un commento su “Ipnosi e psiche: intervista al prof. Giuseppe Vercelli”