Il Pishtaco: le origini e l’attualitΓ  del “vampiro bianco” delle Ande

Dalla conquista spagnola del PerΓΉ a oggi la sinistra figura del Pishtaco infesta la psiche degli indios andini, al punto che gli etnografi che hanno studiato le leggende che lo riguardano le hanno collegate a una sorta di “trauma intergenerazionale” che da secoli si autoalimenterebbe terrorizzando ancora oggi i discendenti del popolo quetchua.

“Altiplano”: le doglie della Pachamama e dell’Anima Mundi

Il film di Brosens e Woodworth Γ¨ molto piΓΉ di un accorato appello alla conservazione delle risorse naturali del nostro pianeta: nel dramma di Saturnina convergono simbolismi e concezioni sacre del Nuovo e del Vecchio Mondo, che permettono di affrontare la questione su piΓΉ livelli intimamente connessi fra loro.

Viracocha e i miti delle origini: creazione del mondo, antropogenesi, miti di fondazione

di Marco Maculotti


Ci siamo prefissati in questo ciclo di saggi classificati come Β«Quaderni Andini» di mettere a fuoco gli aspetti piΓΉ significativi dellaΒ tradizione dell’antico PerΓΉ, che si presentava molto piΓΉ esteso dell’attuale, comprendendo anche parte dell’Ecuador, del Cile settentrionale e della Bolivia. Dopo aver trattato in precedenza la dottrina dei Β«Cinque SoliΒ» e del Pachacuti [cfr. Pachacuti: cicli di creazione e distruzione del mondo nella tradizione andina] passiamo ora ad analizzare la principale figura numinosaΒ del pantheon andino: il dio creatore Viracocha (o Wiracocha o Huiracocha). Ai fini diΒ questa indagine, faremo soprattutto ricorsoΒ alle cronache antiche (Garcilaso Inca de la Vega, Sarmiento de Gamboa, Cristobal de Molina, BernabΓ© Cobo, Guaman Poma, Juan de Betanzos, etc.) e al manoscritto di Huaru Chiri, tradotto solo di recente, che integreremo di volta in volta con i racconti del folklore rurale (collazionati dall’antropologo Mario Polia) e con alcune delle ipotesi piΓΉ recenti, qualoraΒ degne di nota.

Pachacuti: cicli di creazione e distruzione del mondo nella tradizione andina

di Marco Maculotti
copertina: tessile della cultura Paracas (PerΓΉ costiero)


Un concetto centrale nella tradizione cosmogonica andina Γ¨ la credenza in cicli regolari di creazione e distruzione che darebbero inizio e porrebbero fine alle varie ere cosmiche. Il tempo veniva concepito in maniera circolare; in accordo a tale dottrina, esso aveva solo due dimensioni: il presente (
Kay Pacha) che al suo termine sfocia nel β€œtempo antico” (Nawpa Pacha), dal quale si ritornerΓ  nuovamente al tempo presente [Carmona Cruz p.28].

Tale dottrina, paragonabile a quella indiana degli yuga e a quella esiodea delle etΓ , si fonda su un principio di ciclicitΓ  che governerebbe ogni cosa nel cosmo e che viene denominato dalla tradizione andina Pachacuti, letteralmente β€œuna rivoluzione, una processione dello spazio e del tempo”. Con tale termine, nei miti, vengono descritti una serie di eventi catastrofici che prevedono la distruzione generale dell’umanitΓ  del ciclo e la sua successiva sostituzione con una nuova umanitΓ β€”vedi i miti di origine del lago Titicaca, in cui si narra che Viracocha sterminΓ² una precedente razza di giganti con il diluvio o con una pioggia di fuoco per poi creare una successiva umanitΓ , quella attuale [cfr. Viracocha e i miti delle origini: creazione del mondo, antropogenesi, miti di fondazione].