H.P. Lovecraft & J.R.R. Tolkien: creatori di mondi nel secolo dell’Irrazionalismo

Howard Phillips Lovecraft e John Ronald Reuel Tolkien sono insieme sia figli che attivi protagonisti del XX secolo. È possibile leggere la loro opera ed attivitΓ  come espressione delle aspirazioni, bisogni emotivi, ma anche delle paure e delle tensioni dell’uomo del Novecento, nonchΓ© stabilire, a ragione, delle connessioni fra esse e i movimenti dell’Irrazionalismo novecentesco che, a piΓΉ livelli, caratterizzano la fuga dalla realtΓ  del secolo scorso: dalle pseudoscienze all’antroposofia, dall’esoterismo al revival dei miti delle civiltΓ  perdute e sommerse dal Mare, nei tempi di Atlantide e Lemuria.

H.P. Lovecraft, i “mondi perduti” e la Teosofia

Una delle cose che piΓΉ colpiscono il lettore che abbia familiaritΓ  con i temi dell’esoterismo Γ¨ la grande quantitΓ  di elementi tradizionali nei racconti di Lovecraft, il che Γ¨ ben strano se si tiene conto che egli si definiva un assertore convinto del meccanicismo e del materialismo. Questi concetti, tra cui quello dei cosiddetti “continenti perduti”, non gli giunsero perΓ² attraverso fonti autenticamente tradizionali, bensΓ¬ per mezzo delle cogitazioni e delle affabulazioni dei teosofi di fine Ottocento, che ispirarono anche alcuni colleghi del Sognatore di Providence, come Clark Ashton Smith e Robert E. Howard.

Fuori ora! Β«Zothique n.7: speciale Robert E. HowardΒ»

Segnaliamo l’uscita dell’albo numero 7 di “ZOTHIQUE”, Rivista di Cultura Fantastica e Weird pubblicata da Dagon Press, interamente dedicato allo scrittore statunitense Robert Ervin Howard, uno dei padri del filone “Heroic Fantasy”, noto soprattutto per essere il creatore del celeberrimo personaggio di Conan il Barbaro.

Jacques Bergier e il “Realismo Magico”: un nuovo paradigma per l’era atomica

Recentemente tradotto in italiano dai tipi de Il Palindromo, “Elogio del Fantastico” dello scrittore e giornalista francese Jacques Bergier, noto soprattutto per aver scritto con Louis Pauwels “Il mattino dei maghi”, fornisce un’analisi dell’opera di alcuni “scrittori magici” al tempo sconosciuti al pubblico francofono (tra cui Tolkien, Machen e Stanislav Lem), volta a definire un nuovo paradigma per il XXI secolo che possa coniugare la scienza e la fantascienza con la categoria ontologica del “sacro”.