Muse, sirene e stelle nere: i racconti crudeli di Carlo H. De’ Medici

Nel panorama della narrativa fantastica e sovrannaturale italiana un posto di rilievo Γ¨ da riservare a Carlo H. De’ Medici, i cui racconti “neri”, scritti negli anni ’20 del Novecento, furono ispirati sia dall’orrore psicologico di Edgar Allan Poe e Auguste Villiers de l’Isle-Adam, sia dal filone decadentista francese. Analizziamo in questa sede i suoi racconti contenuti nell’antologia Β«I topi del cimiteroΒ», recentemente ristampati dai tipi di Cliquot Edizioni.

Il Portatore di Fuoco: Prometeo e il senso del tragico nell’antica Grecia

Da una parte il fuoco rappresenta il Logos, ma dall’altra Prometeo incarna la natura selvaggia dell’antica cosmologia, contrapposta alla razionalizzazione attuata dalla societΓ  della polis sul mondo esterno alla civiltΓ  ellenica considerato β€œbarbaro” e irrazionale. Il senso stesso del tragico si fonda esattamente sulla sfera della non-razionalitΓ , sulla rappresentazione mitica delle ombre inconsce della popolazione greca della polis e dell’uomo stesso.

Edgar Allan Poe, cantore dell’abisso

Misconosciuto in vita, Edgar Allan Poe vide pienamente riconosciuto il suo genio solo dopo la morte prematura, come avvenne in seguito anche per H.P. Lovecraft, che ne seguΓ¬ le orme: ad oggi, a quasi due secoli dalla sua dipartita, Poe Γ¨ considerato un autore piΓΉ unico che raro nel narrare l’inconsueto, nell’esplorare i piΓΉ grandi ed atavici terrori dell’uomo, nel rievocare perdute bellezze dei tempi ancestrali.

Sul “Randolph Carter” di H.P. Lovecraft: il Sogno, la Morte e il Sublime

Dentro “La dichiarazione di Randolph Carter”, racconto che darΓ  vita a un ciclo di storie dedicate al personaggio, si dipana quella rete di significati e concetti tanto cari a Howard Phillips Lovecraft, seppur lo stesso racconto sia lungo soltanto poche pagine.Β