Sulla simbologia sacra del mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto

Prendendo spunto dagli studi di autori come Burckhardt, Eliade, GuΓ©non e Chevalier sul “simbolismo costruttivo” delle cattedrali, ci occupiamo in questa sede di quella di Santa Maria Annunziata di Otranto in Puglia.Β 


di Valentina Tamburrano

 

Il mosaico pavimentale della Cattedrale di Santa Maria Annunziata di Otranto Γ¨ una delle opere senza dubbio piΓΉ affascinanti che l’Italia conserva, e di cui, nonostante le numerose interpretazioni, ben poco si Γ¨ scoperto circa il reale significato simbolico celato tra le splendide raffigurazioni che lo popolano. Chi ha potuto godere, infatti, del privilegio di osservarlo dal vivo ha senz’altro sperimentato quella bizzarra sensazione di trovarsi di fronte ad un messaggio profondo ma nascosto, sfuggente, eppure maestosamente coinvolgente. Eppure, sebbene di fatto si conosca ben poco sulle vicende che hanno portato alla realizzazione dell’opera musiva, un’analisi piΓΉ attenta in grado soprattutto di prendere in considerazione la mentalitΓ  e i costumi simbolici della societΓ  dell’epoca potrebbe condurre a risultati di sicuro piΓΉ soddisfacenti per la comprensione del suo significato ultimo.

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IL SIMBOLISMO DELLE CATTEDRALI

Nel momento in cui ci si approccia al mondo dei simboli bisogna innanzitutto accettare e riconoscere il fatto che l’uomo delle societΓ  tradizionali, a differenza di quello moderno, attribuiva un alto valore all’idea di β€˜sacro’: sacri erano ritenuti tutti quegli aspetti della realtΓ  (naturali e umani) in grado di rivelare l’aspetto archetipico dell’Universo, ovvero capaci di interrompere il naturale fluire dell’esistenza ordinaria ed attualizzare il tempo e lo spazio divini delle origini.

In un contesto, quindi, in cui il mondo era ritenuto β€œsacro in quanto opera degli dΓ¨i” [1], il santuario occupava un posto d’eccezione, giacchΓ© nel suo interno si realizza il contatto immediato e continuo fra l’essere umano e la divinitΓ : nel tempio, cioΓ¨, β€œluogo santo per eccellenza” [2], il tempo profano, lineare e quantitativo, cessa di esistere a favore di un tempo sacro, immutabile e qualitativo. β€œPer i cristiani, […] la chiesa doveva essere l’immagine della cittΓ  divina” scrive TitusΒ BurckhardtΒ [3]: difatti per il cristianesimo l’archetipo del santuario Γ¨ incarnato dal modello della Gerusalemme Celeste che fu rivelato all’uomo per grazia divinaΒ [4]. La CittΓ  viene β€œparagonata ad un gioiello unico, inalterabile e sfavillante” [5], dimora di Dio e simbolo del Centro che contiene in sΓ© β€œil nuovo ordine delle cose che sostituirΓ  quello del mondo presente, alla fine dei tempi” [6].

Il simbolo della Gerusalemme Celeste Γ¨ analogo a quello del Paradiso: se questo rappresenta l’esistenza che si svolge prima della caduta nella dimensione della dualitΓ , la CittΓ  divina costituisce il superamento di tale dimensione, in cui l’esistenza umana rinasce in un ordine completamente rinnovato. L’armonia del Cosmo, che nel Paradiso si esprime attraverso la vitale bellezza delle piante e degli animali che lo abitano, nella Gerusalemme Celeste viene incarnata da un’architettura staticamente perfetta: la forma quadrata [7]Β deriva cosΓ¬ da misure di uguale lunghezza, larghezza e altezza; dodici porte, tre per ogni direzione cardinale, sono sparse lungo le sue mura ad indicare il percorso del sole; dodici sono gli angeli e i β€œnomi scritti, i nomi delle dodici tribΓΉ dei figli d’Israele” (Ap 21, 12) [8], dodici come gli apostoli, infine, sono le sue fondamenta.

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A tale modello, dunque, si ispiravano i primi cristiani nella costruzione degli edifici sacri, sebbene di fatto essi credevano anche che β€œrimanendo la chiesa ancora sulla terra e nel tempo, essa non deve assomigliare letteralmente alla CittΓ  celeste” [9]: cosΓ¬ fu deciso di adottare una serie di espedienti geometrici e direzionali i quali dovevano, tuttavia, attenersi ad un preciso schema simbolico per fare in modo che l’edificio terrestre somigliasse il piΓΉ possibile al suo modello celesteΒ [10]. Tale fenomeno, che rientra in quel sistema piΓΉ vasto che conosciamo come simbolismo costruttivo, Γ¨ di per sΓ© complesso, e tuttavia costituisce una tradizione comune a popoli geograficamente e temporalmente molto distanti tra loro: se si parte dal presupposto che per le societΓ  tradizionali l’insediamento delineava una separazione tra un Cosmo ordinato e una realtΓ  caotica ed oscura, si puΓ² comprendere allora quale fosse l’importante ruolo che per tali societΓ  era svolto dalle abitazioni e, in misura ancora maggiore, dagli edifici sacri. Costruendo, l’uomo ripeteva e imitava l’atto di creazione dell’Universo; per questo motivo la costruzione non doveva avvenire in maniera casuale, ma si sottoponeva a regole rigide e ciclici riti di consacrazioneΒ [11].

In particolare, i cristiani presero in prestito dai romani l’usanza delle costruzioni orientate, ovvero l’abitudine di disporre in maniera consapevole nello spazio gli edifici, di modo che la loro direzione simboleggiasse il ricongiungimento metaforico del mondo terreno con quello celesteΒ [12]. Nel caso specifico dei templi cristiani si era soliti disporre l’ingresso ad Ovest β€œregione delle tenebre, dell’angoscia, della morte, delle dimore eterne dei morti che attendono la risurrezione dei corpi e il giudizio universale” e l’altare ad Est, β€œPorta del Paradiso” [13]Β in cui Dio appare allo stesso modo del sole che nasce ad Oriente: in questo modo si tracciava un vero e proprio percorso simbolico che si muoveva per tutta la lunghezza della navata centrale, in grado di segnare, per il fedele, il passaggio dalla dimensione del peccato a quella dell’incontro con DioΒ [14].

Ovviamente la simbologia non riguardava unicamente la direzione dell’edificio, ma anche i suoi spazi interni: β€œl’interno della chiesa Γ¨ l’universo. […] Il centro dell’edificio Γ¨ la Terra. […] Le quattro parti all’interno di una chiesa sono il simbolo dei quattro punti cardinali” [15]. In piΓΉ, il tempio era considerato anche il riflesso microcosmico del celeste ordine macrocosmico, di modo che la stessa sua struttura imitasse la forma del corpo umano, con il capo laddove vi Γ¨ l’abside, le braccia negli spazi dei transetti, il petto nel luogo dell’altare, e il resto del corpo disteso lungo tutta la navata con i piedi disposti all’ingresso dell’edificio. È Cristo che vive nel tempio ed Γ¨ l’uomo, che a sua immagine, inscritto nella forma dell’edificio, realizza il matrimonio tra dimensione celeste e materia terrestre [16]:

Β« Iscritto nel piano della chiesa, il corpo di Cristo Γ¨ come β€˜inchiodato’ alla croce degli assi del cielo: la sua testa riposa a Est, i suoi piedi sono disposti a Ovest, e le sue braccia si stendono verso il Nord e il Sud. La corrispondenza fra la croce cardinale e la croce della Passione viene attestata dalla tradizione. Secondo i Padri della Chiesa Girolamo e Basilio, la croce degli assi celesti Γ¨ la prefigurazione, nel cosmo, della croce del martirio alla quale fu inchiodato il Salvatore. Β»

Oltre a simboleggiare le direzioni dello spazio e la relazione che esiste fra le forze del mondo, gli assi della croce realizzano la condizione di quello che RenΓ© GuΓ©non chiama l’ β€œUomo perfetto” o β€œUomo universale”. Se l’Universo Γ¨ pensato come l’insieme delle possibilitΓ  manifeste e non degli infiniti stati dell’essere che si emanano dal Centro, e se si considera l’asse orizzontale come β€œl’ampiezza o l’estensione integrale dell’individualità” e quello verticale come β€œla gerarchia […] degli stati molteplici” [17], allora l’Uomo totale sarΓ  colui che realizza l’espansione massima sia nel senso della larghezza che in quello della profonditΓ ; esaudisce, cioΓ¨, la pienezza delle possibilitΓ  di esistenza sia nella sfera della manifestazione individuale che in quella della manifestazione universale.

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Nel cristianesimo l’Uomo universale Γ¨ il Profeta, per gli ebrei Γ¨ l’ β€œAdam QadmΓ΄n della Qabbalah […];Β pure il Re ( Wang ) della tradizione estremo-orientale” [18]. Nello spazio del tempio si consuma la crocifissione di Cristo, che Γ¨ anche la crocifissione di ciascun essere umano inchiodato ai molteplici stati del divenire: solamente attraverso il raggiungimento di una piena consapevolezza della propria origine divina, l’uomo potrΓ  risorgere allo stesso modo di GesΓΉ Cristo.

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ABSIDE: LA MORTE INIZIATICA, LE ACQUE E IL SOLE

Nell’abside orientato verso Est, Pantaleone rappresenta le vicende del profeta Giona, dalla caduta in mare al momento in cui viene inghiottito dal mostro marino, sino all’arrivo nella cittΓ  di Ninive, dove annuncia la punizione di Dio ai suoi abitanti infedeli e peccatori. È significativo innanzitutto il fatto che tale racconto sia stato voluto proprio nell’abside, ovvero nello spazio rivolto ad Est e pertanto piΓΉ prossimo a Dio. La storia di Giona Γ¨ principalmente un richiamo al simbolismo acquatico: l’acqua esiste prima della CreazioneΒ [19] e ne Γ¨, anzi, la fonte da cui sgorga l’esistenza intera; l’acqua Γ¨ β€œsimbolo cosmogonico, ricettacolo di tutti i germi, […] sostanza magica e medicinale per eccellenza; guarisce, ringiovanisce, assicura la vita eterna” [20], ma essa rappresenta anche lo spazio indistinto a cui tutte le esistenze fanno ritorno dopo la morte.

L’importanza predominante dell’acqua come simbolo madre di tutte le possibilitΓ  dell’esistenza Γ¨ un tratto comune a molte culture, cosΓ¬ come viene attestato non soltanto nei testi sacri, ma anche nei molteplici riti legati a questo elemento che investono la dimensione della sacralitΓ  tanto quanto quella della profanitΓ Β [21]. Nonostante l’eterogeneitΓ  dei riti magico-religiosi sviluppatisi in tempi e regioni diversi, la funzione delle acque rimane sempre la stessa: in quanto sorgente primordiale e dimensione indifferenziata che contiene la potenzialitΓ  dell’esistenza, l’acqua Γ¨ uno spazio che precede la creazione e al quale la creazione tutta riviene. Molti miti cosmogonici narrano della creazione del mondo come procreato dall’informe caos delle acque iniziali, cosΓ¬ come sempre a queste acque Γ¨ associato il simbolo dell’albero.

L’acqua Γ¨ anche pozione purificatrice e principio della vita eterna: coloro che vogliono possederne le virtΓΉ devono pertanto sottoporsi ad una β€œprova iniziatica di tipo eroico” [24]Β e sconfiggere i mostri che la popolano. Questa Γ¨ l’impresa cui deve sottoporsi Giona, le cui vicissitudini anticipano quelle di Cristo e assumono tutte le caratteristiche di una vera e propria β€œmorte iniziatica”. Come tutti i simboli, infatti, anche quello dell’acqua presenta un duplice volto; essa Γ¨ dispensatrice di feconditΓ  e vita eterna, ma anche potenza distruttrice che, attraverso il diluvio inonda la creazione intera consentendo l’avverarsi di una condizione ciclica del Cosmo, tramite cui le esistenze dapprima annientate, risorgono come purificate e reintegrate nel nuovo ordine dell’Universo.

Il rito del diluvio viene ripetuto al livello della condizione umana dal battesimo: β€œsimbolicamente l’uomo muore per mezzo dell’immersione, e rinasce purificato, rinnovato […]” [25]. Il senso della β€œmorte iniziatica” va ricercato nel suo costituire un rito di passaggio tra la dimensione profana e quella divina: β€œmorte in rapporto allo stato antecedente, nascita in rapporto allo stato conseguente. L’iniziazione Γ¨ generalmente descritta come una Β«seconda nascitaΒ» e lo Γ¨ di fatto; ma, questa Β«seconda nascitaΒ» implica necessariamente la morte al mondo profano ed in qualche modo la segue immediatamente, poichΓ© non si tratta in veritΓ  che delle due facce di uno stesso cambiamento di stato” [26].

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Questa condizione Γ¨ quindi una specie di palingenesi, dal momento che annulla la storia e attua la β€œrestaurazione dello stato germinale” [27]; poichΓ© la restaurazione implica la ripetizione della cosmogonia, Γ¨ necessaria la caduta in una condizione infernale da cui l’iniziato deve risalire per rinascere completamente mondo. La condizione infernale in questione Γ¨ rappresentata dal mostro marino che abita le acque primordiali: discendendo nelle sue viscere, Giona, l’iniziato, cade nella dimensione inferioreΒ [28] dominata dalle tenebre che rievocano la Notte Cosmica, ovvero il Caos primordiale. Il periodo di prigionia che dura esattamente tre giorni si conclude con la nuova nascita del profeta e preannuncia la futura resurrezione di Cristo.

La presenza della balena Γ¨ altrettanto significativa: essa infatti β€œnasconde la polivalenza dello sconosciuto e dell’interno invisibile; Γ¨ la sede degli opposti che possono venire ad esistere. La sua massa ovoidale Γ¨ stata paragonata perciΓ² alla congiunzione di due archi di cerchio che sarebbero i simboli del mondo superiore e di quello inferiore, del cielo e della terra. […] Questa semicirconferenza rappresenta ugualmente una coppa, che per certi aspetti puΓ² significare la matrice. In quest’ottica, cioΓ¨ come elemento passivo della trasmutazione spirituale […] la balena rappresenta in qualche modo ogni individualitΓ , nella misura in cui contiene nel suo centro il germe dell’immortalità” [29].

In quanto coppa del germe iniziale, del nocciolo dell’esistenza, la balena ricorda la β€œcaverna iniziatica” [30] dalla quale emerge l’essere completamente rinnovato. CosΓ¬ il β€œnuovo” profeta Giona puΓ² svolgere la missione affidatagli da Dio convertendo Ninive, la cittΓ  peccatrice, ed instaurare anche qui l’ordine divino. La dimensione caotica in cui vive la cittΓ  Γ¨ rappresentata nel mosaico da uomini nudi che danzano, dal re che osserva terrorizzato e impone che β€œtutta la cittΓ  si penta, digiuni e si vesta di sacco” [31], probabilmente anche da una scena di caccia al cinghiale e dai β€œsuonatori di trombaΒ [che]Β diffondono la tremenda profezia dalle porte e dalle mura cittadine […]” [32].

Il movimento del racconto prosegue da destra verso sinistra, da Sud a Nord, dalla dimensione maschile a quella femminile [33]. Il personaggio di Sansone, l’eroe biblico dalla forza sorprendente, ricorda quello dell’eroe β€œsolare” che nel Medioevo veniva costantemente associato al β€œprototipo di Cristo vittorioso” [34]. Le ierofanie solari, a differenza di ciΓ² che si Γ¨ comunemente portati a pensare, conservano uno stretto legame con i riti funerari, dunque con la dimensione lunare-infernale: tramontando, il Sole muore per poi risorgere nuovamente. In questo percorso esso assume il valore di psicopompo, dal momento che guida le anime nella regione infernale per poi ricondurle alla resurrezione della luce nuova. Anche nella storia di Sansone, dunque, si incontra il simbolismo della β€œmorte iniziatica” [35]: uccidendo il leone, l’eroe rinnova se stesso ed instaura un nuovo ordine delle cose.

Ora, la figura del leone presenta, come tutti i simboli, una doppia ambivalenza: esso Γ¨ β€œsimbolo di potenza, di sovranitΓ , […] del Sole, dell’oro, della forza penetrante della luce e del verbo” [36]Β (per merito di tali qualitΓ , il leone Γ¨ stato uno degli animali privilegiati dall’iconografia cristiana; emblema spesso di Cristo e della resurrezione); ma anche, a causa di un temperamento violento e degli appetiti insaziabili, simbolo di aviditΓ  e di istintivitΓ . Sansone squarcia il leone β€œcome si squarcia un capretto” [37]Β e, annullandone la natura malvagia, ne assimila le proprietΓ  divine simbolicamente espresse tramite le figure del miele e delle apiΒ [38] che invadono la carcassa dell’animale. Il fenomeno di passaggio delle virtΓΉ dell’oggetto al soggetto avviene attraverso una specie di processo omeopatico: mangiando le carni dell’animale-divinitΓ , l’eroe ne assorbe le caratteristiche [39].

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La corrispondenza esistente fra la figura di Sansone e quella dell’eroe solare che si risolve completamente nell’abside-testa dell’edificio sacro Γ¨ convalidata anche dal fatto che la forza dell’eroe risiede nei suoi capelli. Oltre a rappresentare β€œalcune virtΓΉ o certi poteri dell’uomo: la forza, la virilità” [40], Γ¨ significativo il loro crescere in corrispondenza del cranio, dove si situa la corona divina (la Keter della Qabbalah ebraica); i capelli potrebbero pertanto essere i raggi tramite cui la potenza e la grazia di Dio possono discendere sull’uomoΒ [41]. La minaccia delle tenebre Γ¨ perennemente in agguato, come si puΓ² percepire grazie alla presenza del grande mostro-serpenteΒ [42] raffigurato subito prima di Sansone. È l’eroe biblico, tuttavia, a terminare la prima narrazione che si svolge nell’abside, simbolo completo della β€œmorte iniziatica” che salendo dalle tenebre delle acque prima al regno del Sole poi, inaugura il nuovo ordine divino.

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Note:

[1]Β M. Eliade ( Il sacro e il profano, Bollati Boringhieri, 2013), p. 42

[2]Β Ibid.

[3]Β T. Burckhardt ( La Nascita della Cattedrale, Chartres; Edizioni Arkeios, 1995 ), p. 13

[4]Β β€œPer il popolo d’Israele i modelli dei tabernacoli, di tutti gli utensili sacri e del Tempio, sono stati creati da JahvΓ¨ dall’eternitΓ  e JahvΓ¨ li rivelΓ² ai suoi eletti perchΓ© li riproducessero sulla Terra. In questi termini parlΓ² a MosΓ¨: β€œCostruirete il tabernacolo con tutti gli strumenti, esattamente secondo il modello che ti mostrerò” ( Esodo, 25. 8-9 . […] Quando Davide consegna al figlio Salomone il progetto di fabbricazione del Tempio, del tabernacolo e degli utensili, lo assicura che β€œtutto ciΓ²…si trova in uno scritto di pugno dell’Eterno, che egli mi ha svelato” ( I Cronache, 28.19 )” – M. Eliade ( Ibid. ), p.43

[5]Β T. Burckhardt ( Ibid. ), p.32

[6]Β J. Chevalier; A. Gheerbrant ( Dizionario dei simboli, BUR Rizzoli; 2016 ), p.494

[7]Β β€œ[…] questo [il Paradiso]Β era il cielo sulla terra, mentre la nuova Gerusalemme Γ¨ la terra nel cielo; le forme circolari si riferiscono al cielo, quelle quadrate alla terra” – J. Chevalier, A. Gheerbrant ( Ibid. ), p. 495

[8]Β Da (Ap 21, 12) in T. Burckhardt ( Ibid. ), p. 3

[9]Β T. Burckhardt ( Ibid. ), p.35

[10]Β Quello che Burckhardt definisce come β€œcoagulazione del cerchio” ( T. Burckhardt, Ibid., p. 37 ) Γ¨ il risultato di un meticoloso procedimento geometrico attraverso il quale gli β€œarchitetti” cristiani erano in grado di derivare gli assi dell’edificio da una figura circolare tracciata sul suolo tramite l’uso del compasso. Tale processo motivava la dissomiglianza del tempio in terra dall’archetipo celeste: β€œSe consideriamo il cerchio come la traccia visibile del tempo, la Β«coagulazioneΒ» del cerchio in rettangolo rappresenta la trasformazione del tempo in uno Β«spazioΒ» spirituale. Questo corrisponde al simbolo della Gerusalemme celeste che, alla fine dei tempi, discenderΓ  dal cielo sotto forma di un cubo perfetto” ( T. Burckhardt, Ibid., p.37 ). Sul ruolo privilegiato del compasso citiamo un breve commento che si legge nel Vitruvius-Teutsch di Cesare Cesariano: β€œInnanzi tutto vi Γ¨ il compasso, la cui importante caratteristica Γ¨ che in ogni cerchio di qualsivoglia dimensione le due punte possono essere applicate sei volte sulla circonferenza tracciata; in altre parole, la metΓ  del diametro di ogni cerchio ne divide tutta la circonferenza in sei parti uguali” ( M. Gout, Il simbolismo nelle cattedrali medievali, Edizioni Arkeios, 2001; p. 30 ). Il cerchio diviso in sei parti Γ¨ un simbolo ricorrente nella cristianitΓ  perchΓ©: a) vi si legge in maniera limpida il rapporto tra il centro (l’UnitΓ , il Principio) e la circonferenza (manifestazione del centro, dunque il Mondo), non potendo sussistere questa senza il primo; b) i raggi, di numero potenzialmente infinito, che diramandosi dal centro, dividono la circonferenza, hanno come effetto innanzitutto quello di conferirle valore in quanto espressione di un eterno movimento ciclico che governa la realtΓ ; in secondo luogo, simboleggiano la linea ideale attraverso cui il centro si manifesta nel mondo e, in un percorso alla rovescia, il mondo puΓ² ritornare al Principio; c) infine, il cerchio cosΓ¬ disegnato ricorda il monogramma di Cristo, i cui raggi corrispondono β€œai punti cardinali e all’asse polare, simbolo del Β«sole invincibileΒ» (sol invictus)” – T. Burckhardt ( Ibid. ), p. 20; R. GuΓ©non ( Il simbolismo della croce, Adelphi, 2012 ). È lecito dunque affermare che, oltre che nel campo dell’ontologia, la sacralitΓ  della chiesa in quanto Centro del Mondo viene legittimata anche dalle regole di costruzione le quali, nell’utilizzo di specifiche figure geometriche, si dimostrano intrise di un elevato spirito religioso.

[11]Β Per approfondimenti: M. Eliade ( β€œLo spazio sacro e la sacralizzazione del mondo”, in Il sacro e il profano, Bollati Boringhieri, 2013 )

[12]Β Il tempio Γ¨ uno dei simboli del Centro: tale simbolismo giustifica il mondo come manifestazione su livelli diversi dell’UnitΓ  primordiale e si esprime geometricamente nella figura del punto all’interno di una circonferenza ( R. GuΓ©non, β€œL’idea del centro nelle tradizioni antiche”, Ibid. ). Nei luoghi ove si realizza l’identitΓ  con il Centro, con l’Essere originario, vi Γ¨ una β€œrottura dei livelli” attraverso cui diventa possibile entrare in comunicazione con il mondo celeste superiore o con quello infernale inferiore. Tale comunicazione Γ¨ comunemente simboleggiata da immagini, quali l’albero, la scala, la montagna ecc., β€œche si identificano con l’Axis mundi […]” attorno al quale β€œsi estende il β€˜Mondo’” ( M. Eliade, Ibid. ), p.29

[13]Β M. Eliade ( Ibid. ), p. 44

[14]Β Nel mondo cristiano si videro coabitare relativamente presto due tipi di cattedrali molto differenti fra loro: la basilica sviluppata in lunghezza, che raffigurava il rapporto fra il nostro mondo e l’aldilΓ  mediante una via orizzontale, dal sagrato all’abside; e l’edificio a cupola chiuso sul centro, che raffigurava il cielo a strapiombo sulla terra. La cristianitΓ  latina privilegiΓ² il tipo della basilica; diversamente, per la cristianitΓ  greco-ortodossa, la costruzione a cupola risultΓ² il modello predominante, anche se non esclusivo. Una tale scelta si spiega in parte attraverso la liturgia delle due chiese che pone in risalto soprattutto la differenza fra le attitudini spirituali delle due comunitΓ : lo spirito latino mette l’accento sul progresso spirituale mediante le opere e l’ascesi; lo spirito orientale, invece, fa risaltare la visione contemplativa.” – T. Burckhardt ( Ibid. ), p. 25

[15]Β T. Burckhardt ( Ibid. ), p. 30

[16]Β Ibid.

[17]Β R. GuΓ©non ( Il simbolismo della croce, Adelphi, 2012 ), p. 30

[18]Β Ibid., p. 25

[19]Β β€œLe Acque esistevano prima (come si legge nel Genesi: β€œle tenebre coprivano la superficie dell’abisso e lo Spirito di Dio planava sulle acque”) […]” – M. Eliade ( Il sacro e il profano, Bollati Boringhieri 2013 ), p. 83

[20]Β M. Eliade ( Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2007 ), p. 174

[21] “In India, l’acqua Γ¨ la materia prima, la Prakriti. Il Brahmanda, l’Uovo del mondo, Γ¨ covato sulla superficie delle acque. […] Per i Cinesi, l’acqua Γ¨ il Wu-chi, il senza culmine, l Caos primitivo. […] Nelle tradizioni ebraica e cristiana l’acqua simboleggia innanzitutto l’origine della creazione. La lettera β€˜men’ (M) ebraica simboleggia l’acqua sensibile, madre e matrice, fonte di tutte le cose, essa manifesta il trascendente e deve perciΓ² essere considerata una ierofania, una manifestazione del sacro. […] Anche nella tradizione islamica l’acqua simboleggia diverse realtΓ . a) Il Corano designa l’acqua che cade dal cielo come uno dei segni divini […]” – J. Chevalier, A. Gheerbrant ( Ibid. ), pp. 7-8; per i riti fecondatori e purificatori legati all’acqua si veda M. Eliade ( Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2007 ), pp. 169-194

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[22]Β β€œLe acque simboleggiano la sostanza primordiale da cui nascono tutte le forme, e alle quali tornano, per regressione o cataclisma” – M. Eliade ( Ibid. ), p. 169

[23]Β L’albero della Vita nel Paradiso Γ¨ circondato dal β€œfiume dalle quattro braccia” (Genesi, 2, 9, 10); β€œIl β€˜fiume senza età’ (vijāra nadΔ«) si trova accanto all’albero miracoloso della KausitakΔ« UpaniαΉ£ad, I, 3; e nell’Apocalisse (22, 1-2) i due simboli stanno uno accanto all’altro: β€œMi mostrΓ² poi il fiume e l’acqua della vita, limpida come cristallo, che sgorga dal trono di Dio e dell’agnello […] E sulle due sponde del fiume cresce l’albero della vita”” – M. Eliade ( Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2007 ), pp. 174-175; un’ulteriore affinitΓ  tra il simbolo dell’albero e quello delle acque come fonte di vita eterna consiste nella prova iniziatica cui deve cimentarsi chiunque voglia acquisire tale privilegio: per le acque vedremo il significato della vicenda di Giona e il ruolo del mostri marini, per l’albero, invece, β€œ[…] i miti sulla ricerca dell’immortalitΓ  e della giovinezza, mostrano un albero dai frutti d’oro o dalle foglie miracolose, albero che si trova β€˜in un paese lontano’ (cioΓ¨ nell’altro mondo) e difeso dai mostri (grifoni, draghi, serpenti)” – M. Eliade ( Il sacro e il profano, Bollati Boringhieri, 2013 ), p. 96

[24] Ibid.

[25]Β M. Eliade ( Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2007 ), p. 177

[26]Β R. GuΓ©non ( Considerazioni sull’iniziazione, Luni editrice, 2014 ), p.141

[27]Β M. Eliade ( Miti, sogni e misteri, Rusconi, 1990 ), p.188

[28] “Nelle visioni medievali gli inferi sono frequentemente immaginati sotto la forma di un enorme mostro marino, che ha forse il suo prototipo nel Leviatano biblico. Essere inghiottiti equivale quindi a morire, a penetrare negli inferi […]” – M. Eliade ( Ibid. ), p. 187

[29]Β J. Chevalier, A. Gheerbrant ( Ibid. ), p. 130

[30]Β Ibid.

[31]Β (Giona 3, 8)

[32]Β C. A. Willemsen ( L’enigma di Otranto, Congedo Editore; 1980 ), p. 66

[33]Β Se osserviamo perΓ² le figure del mosaico assumendo lo sguardo del Corpo virtualmente contenuto nel tempio, allora la destra diventerΓ  sinistra e viceversa; il maschile sarΓ  femminile (Giona e le Acque) e il femminile maschile (Sansone e il Sole). Ancora, Γ¨ possibile citare la tesi secondo la quale la caduta dell’uomo primordiale sconvolge l’ordine ontologico delle cose in maniera da invertire la destra con la sinistra: β€œNell’economia di tale dramma, l’uomo Γ¨ pervenuto all’illusione dell’unitΓ  acquisita con la conquista del suo NOME senza aver cominciato il lavoro dagli sponsali inferiori. Adamo Γ¨ ormai rivestito di β€œtuniche di pelle”, β€œrivoltato” all’esterno di sΓ©. […] Questa natura distribuisce le energie in modo tale che la destra Γ¨ divenuta la sinistra e la sinistra la destra. Nell’uomo-in-tunica-di-pelle […] il cervello destro, corrispondente alla saggezza, invia le sue informazioni al lato sinistro del corpo, e il femminile, che Γ¨ ontologicamente forza profonda, diviene misericordia femminilizzata, cioΓ¨ affettivitΓ  emozionale.” A. de Souzenelle ( Il simbolismo del corpo umano, Servitium editrice; 2010 ), p. 69; In questo senso allora, sinistra femminile e destra maschile segnano il passaggio da una dimensione lunare (quella delle acque) ad una solare (incarnata nel mosaico dalla figura di Sansone).

[34]Β H. e M. Schmidt ( Il linguaggio delle immagini, iconografia cristiana, CittΓ  nuova, 1988 ), p. 21 in G. Gianfreda ( Ibid. ), p. 113

[35]Β La β€œmorte” che avviene sotto il segno del Sole Γ¨ tuttavia differente rispetto a quella tipica del simbolismo lunare: il Sole β€œsenza conoscere la morte (come la conosce, per esempio, la Luna), attraversa ogni notte il regno della morte e riappare l’indomani, eternamente uguale a se stesso. Il β€œtramonto” non Γ¨ percepito come β€œmorte” del Sole (contrariamente ai tre giorni di oscuritΓ  della Luna , bensΓ¬ come una discesa dell’astro nelle regioni infere, nel regno dei morti. Diversamente dalla Luna, il Sole ha il privilegio di attraversare queste regioni senza subire la modalitΓ  della morte)” – M. Eliade ( Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2007 ), p. 122

[36]Β J. Chevalier, A. Gheerbrant ( Ibid. ), p. 574

[37]Β (Giudici 14, 6)

[38]Β Sia il miele che le api sono simbolo di rigenerazione e purificazione: β€œil miele Γ¨ simbolo del nutrimento spirituale dei santi e dei saggi; […] secondo le Pseudo Dionigi l’Areopagita, gli insegnamenti di Dio sono paragonabili al miele β€œper la loro proprietΓ  di purificare e di conservare”. Il miele designerΓ  la cultura religiosa, la conoscenza mistica, i beni spirituali, la rivelazione iniziatica […]. Nel corso dei misteri eleusini, del miele veniva β€œdato agli iniziati di un grado superiore come segno di vita nuova”. Il miele ha cosΓ¬ una funzione nel risveglio primaverile iniziatico ed Γ¨ legato ai riti di rinascita” – J. Chevalier, A. Gheerbrant ( Ibid. ), pp. 654-655; β€œsecondo antiche credenze le api potevano nascere per germinazione spontanea da animali sacrificati da divinitΓ . […] ovunque l’ape era considerata un essere di fuoco, una natura ignea. Rappresenta le sacerdotesse del tempio, le Pitonesse, le anime pure degli iniziati, lo spirito, la parola; purifica con fuoco e nutre col miele, brucia col suo dardo e illumina col suo splendore. […]” – Ibid., p. 74

[39]Β J. Frazer ( Il ramo d’oro, Bollati Boringhieri, 2014 ), pp. 586-590

[40]Β J. Chevalier, A. Gheerbrant ( Ibid. ), p. 195

[41]Β A. de Souzenelle ( Ibid. ), p. 353

[42]Β Il serpente gigantesco situato ai margini del mosaico dell’abside Γ¨ probabilmente il Leviatano biblico, il cui significato rimanda al simbolismo dei mostri acquatici di cui abbiamo giΓ  trattato con l’episodio di Giona. Viene qui raffigurato nell’atto di strangolare un cervo con la sua coda, ovvero di β€œinghiottire il sole” (J. Chevalier, A. Gheerbrant; Ibid.; p. 584 ), se ammettiamo l’assorbimento del cervo nella dimensione degli animali solari.


Bibliografia:

  • T. Burckhardt – La Nascita della Cattedrale, Chartres; Edizioni Arkeios, 1995
  • J. Chevalier; A. Gheerbrant – Dizionario dei simboli, BUR Rizzoli; 2016
  • J. Frazer – Il ramo d’oro, Bollati Boringhieri, 2014
  • M. Gout – Il simbolismo nelle cattedrali medievali, Edizioni Arkeios, 2001
  • R. GuΓ©non – Considerazioni sull’iniziazione, Luni editrice, 2014
  • R. GuΓ©non – Il simbolismo della croce, Adelphi, 2012
  • M. Eliade – Miti, sogni e misteri, Rusconi, 1990
  • M. Eliade – Il sacro e il profano, Bollati Boringhieri, 2013
  • M. Eliade – Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2007
  • A. de Souzenelle – Il simbolismo del corpo umano, Servitium editrice; 2010
  • C. A. Willemsen – L’enigma di Otranto, Congedo Editore; 1980

 

2 commenti su “Sulla simbologia sacra del mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto

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