(Tratto da F.A. Ossendowski, «Bestie, Uomini, Dèi: il mistero del Re del Mondo», cap. XLVI)
La Mongolia, con le sue nude e terribili montagne, le sue sconfinate pianure disseminate di ossa disperse degli antenati, ha dato i natali al Mistero. La sua gente, spaventata dalle passioni tempestose della Natura o cullata dalle sue paci che somigliano alla morte, avverte il suo mistero. I suoi Lama Β«RossiΒ» e Β«GialliΒ» preservano e rendono poetico il suo mistero. I Pontefici di Lhasa e di Urga lo conoscono e lo posseggono. Conobbi il Β«Mistero dei MisteriΒ» per la prima volta viaggiando per lβAsia centrale, e non saprei dargli altro nome. In un primo momento non gli concessi molta attenzione e non gli diedi lβimportanza che successivamente realizzai meritasse, me ne resi conto soltanto dopo che ebbi analizzati e confrontati fra loro molti indizi sporadici, vaghi e non di rado contradditori. Gli anziani sulla riva del fiume Amyl mi raccontarono unβantica leggenda secondo la quale una certa tribΓΉ mongola nella propria fuga dalle pretese di Gengis Khan si era nascosta in un paese sotterraneo. In seguito un Soyot che veniva dai pressi del lago di Nogan Kul mi mostrΓ² la porta fumante che funge da ingresso al Β«Regno di AghartiΒ». Attraverso questa porta un cacciatore in passato era entrato nel Regno e, dopo il suo ritorno, cominciΓ² a raccontare quello che vi aveva visto. I Lama gli tagliarono la lingua per impedirgli di raccontare il Mistero dei Misteri. Raggiunta la vecchiaia, tornΓ² allβingresso di questa grotta e scomparve nel regno sotterraneo, il cui ricordo aveva ornato e illuminato il suo cuore nomade. Ricevetti informazioni piΓΉ realistiche riguardo a ciΓ² dal Hutuktu Jelyb Djamsrap a Narabanchi Kure. Egli mi raccontΓ² la storia dellβarrivo semi-realistico del potente Re del Mondo dal regno sotterraneo, del suo aspetto, dei suoi miracoli e delle sue profezie; e solo allora cominciai a comprendere che in quella leggenda, ipnosi o visione di massa, qualunque cosa essa fosse, si cela non solo del mistero ma una realistica e potente forza capace dβinfluenzare il corso della vita politica dellβAsia. Da quel momento ho cominciato a svolgere alcune indagini. Il Gelong Lama favorito del principe Chultun Beyli e il principe stesso mi diedero un resoconto del regno sotterraneo.
Β«Ogni cosa nel mondoΒ», disse il Gelong, Β«si trova costantemente in uno stato di cambiamento e di transizione: popoli, scienza, religioni, leggi e costumi. Quanti grandi imperi e splendide culture sono periti! CiΓ² che rimane invariato Γ¨ soltanto il Male, lo strumento degli Spiriti Maligni. PiΓΉ di 60 mila anni fa, un Santo scomparve con tutta una tribΓΉ di persone nel sottosuolo e non Γ¨ mai riapparso nuovamente sulla superficie della terra. Molte persone, tuttavia, da allora hanno visitato questo regno, Sakkia Mouni, Undur Gheghen, Paspa, Khan Baber e altri. Nessuno sa dove si trovi questo luogo. Qualcuno dice in Afghanistan, altri in India. Tutte le persone laggiΓΉ sono protette contro il Male e i crimini non allignano entro i suoi confini. La scienza in quel luogo Γ¨ stata sviluppata con tranquillitΓ e nulla Γ¨ minacciato dalla distruzione. Il popolo sotterraneo ha raggiunto le vette della conoscenza. Oggi Γ¨ un grande regno, con milioni di persone con il re del Mondo come loro sovrano. Egli conosce tutte le forze del mondo e legge tutte le anime del genere umano e il grande libro del loro destino. Invisibilmente egli governa ottocento milioni di uomini sulla superficie della terra ed essi compiranno ogni suo ordineΒ».
Il Principe Chultun Beyli aggiunse: Β«Questo regno Γ¨ Agharti. Si sviluppa attraverso una rete planetaria di gallerie sotterranee. Ho udito un Lama della Cina istruito in materia riferire a Bogdo Khan che tutte le caverne sotterranee dellβAmerica sono abitate da antiche persone scomparse nel sottosuolo. Tracce di loro si trovano ancora sulla superficie della terra. Queste genti e regioni sotterranee sono governate da sovrani obbedienti al Re del Mondo. In tutto ciΓ² non vi Γ¨ nulla di stupefacente. Voi sapete che nei due piΓΉ grandi oceani dellβEst e dellβOvest vi erano in precedenza due continenti. Scomparvero sotto le acque, ma i popoli che li abitavano si trasferirono nel regno sotterraneo. Nelle grotte del sottosuolo esiste una luce particolare che permette la crescita di cereali e verdure e una lunga vita senza malattia per le persone. Vi sono molti popoli diversi e molte differenti tribΓΉ. Un vecchio Brahman buddhista in Nepal stava eseguendo la volontΓ degli Dei nel far visita allβantico reame di Gengis Khanβil Siamβdove incontrΓ² un pescatore che gli ordinΓ² di prendere posto nella sua barca e di far vela con lui sul mare. Il terzo giorno raggiunsero unβisola dove incontrarono un popolo con due lingue che poteva parlare separatamente in differenti idiomi. Essi gli mostrarono animali sconosciuti e peculiari, tartarughe con sedici zampe e un occhio, enormi serpenti con una carne molto gustosa e uccelli muniti di denti che catturavano pesce per i loro padroni nel mare. Questa gente gli disse che proveniva dal regno sotterraneo e gli descrisse certe parti del mondo nel sottosuoloΒ».
Lama Turgut viaggiando con me da Urga a Pechino mi fornΓ¬ ulteriori dettagli. Β«La capitale di Agharti Γ¨ circondata da cittΓ di sommi sacerdoti e scienziati. Ricorda Lhasa, dove il palazzo del Dalai Lama, il Potala, Γ¨ la cima di una montagna ricoperta di monasteri e templi. Il trono del Re del Mondo Γ¨ circondato da milioni di Dei incarnati: sono i sacri Pandita. Il palazzo stesso Γ¨ attorniato dai palazzi del Goro, che possiede tutte le forze visibili e invisibili della terra, dellβinferno e del cielo e che puΓ² compiere ogni cosa per la vita e la morte dellβuomo. Se la nostra folle umanitΓ dovesse intraprendere una guerra contro di loro, essi sarebbero in grado di far esplodere tutta la superficie del nostro pianeta e di trasformarla in deserto. Essi possono prosciugare i mari, trasformare le terre in oceani e ridurre le montagne nella sabbia dei deserti. Per ordine loro alberi, erbe e cespugli possono essere fatti crescere; uomini vecchi e deboli possono divenire giovani e coraggiosi; e il morto puΓ² essere resuscitato. In strane macchine a noi sconosciute essi corrono attraverso le strette fenditure allβinterno del nostro pianeta. Alcuni Brahmani indiani e Dalai Lama tibetani, durante le loro faticose scalate alle cime di montagne che nessun altro piede umano aveva mai calcato, trovarono lΓ¬ iscrizioni incise sulle rocce, impronte nella neve e tracce di ruote. Il beato Sakkia Mouni rinvenne sulla cima di una montagna delle tavole di pietra con iscritte parole che comprese solo nella propria vecchiaia e in seguito penetrΓ² nel Regno di Agharti, da cui riportΓ² briciole del sacro insegnamento conservato nella sua memoria. LΓ in palazzi di cristallo meraviglioso vivono gli invisibili governanti di tutte le persone pie, il Re del Mondo o Brahytma, che puΓ² parlare con Dio come io parlo con voi, e i suoi due assistenti, Mahytma, che conosce le finalitΓ degli eventi futuri, e Mahynga, che governa le cause di questi eventiΒ».
Β«I santi Pandita studiano il mondo e tutte le sue forze. A volte i piΓΉ sapienti fra loro si riuniscono e mandano inviati in quel luogo dove gli occhi umani non sono mai penetrati. Questo Γ¨ descritto dal Tashi Lama vissuto 850 anni fa. I piΓΉ elevati Pandita pongono le loro mani sugli occhi e alla base del cervello dei piΓΉ giovani e li costringono in un sonno profondo, lavano i loro corpi con un infuso di erbe e li rendono immuni al dolore e piΓΉ duri delle pietre, li avvolgono in panni magici, li legano e poi pregano il Grande Dio. I giovani pietrificati giacciono con gli occhi e le orecchie aperte e vigili, vedono, sentono e ricordano ogni cosa. In seguito un Goro si avvicina e mantiene a lungo lo sguardo fisso su di loro. Molto lentamente i corpi stessi si sollevano da terra e scompaiono. Il Goro si siede e scruta con gli occhi immobili verso il luogo dove li ha inviati. Fili invisibili li uniscono alla sua volontΓ . Alcuni di essi girano tra le stelle, osservano le loro manifestazioni, i loro popoli sconosciuti, la loro vita e le loro leggi; ascoltano i loro discorsi, leggono i loro libri, capiscono le loro fortune e sventure, la loro santitΓ e i peccati, la loro pietΓ e il male. Alcuni si mescolano con la fiamma e vedono la creatura di fuoco, rapida e feroce, eternamente in lotta, fondendo e martellando i metalli nelle profonditΓ dei pianeti, bollendo lβacqua per i geyser e le sorgenti, fondendo le rocce ed eruttando lava fusa sulla superficie della terra attraverso le aperture nelle montagne. Altri corrono insieme alle sempre sfuggenti, infinitamente piccole, trasparenti creature dellβaria e penetrano nei misteri della loro esistenza e nelle finalitΓ della loro vita. Altri scivolano nelle profonditΓ dei mari e osservano il regno delle sagge creature dellβacqua, che trasportano e diffondono il giusto calore su tutta la terra, governando i venti, le onde e le tempeste… In Erdeni Dzu viveva un tempo un Pandita Hutuktu, che era venuto da Agharti. In punto di morte, raccontΓ² del momento in cui viveva secondo la volontΓ del Goro su una stella rossa a Oriente, fluttuava nellβoceano ricoperto di ghiaccio e volava tra i fuochi tempestosi nelle profonditΓ della terraΒ».
Questi sono i racconti che udii nelle yurte dei principi mongoli e nei monasteri lamaiti. Queste storie erano tutte raccontate in un tono solenne che vietava ogni discussione e dubbio.


Herrliche Mythologie Asiens!
In dem Zusammenhang kann man auch die Tschuden, die Nagas, die Yetis, Nicolas Roerich, Sven Hedin, die Ahnerbe-Expedition, die Mysterien Tibets und Nepals, Alexandra Neels, Helena Blavatsky, die blonden Mumien der Taklamakan und Gobi-WΓΌsten, Agharta, Shangri-La, MU, die Prophezeiungen der Celestine, die Mysterien Chinas (die Dropa, riesige ausgeschabte HΓΆhlen u.v.m.), Belovodye, Daaria, die Veden und vieles mehr assoziieren.
Da wird es noch viele Γberraschungen geben…