Uttara Kuru, il Paradiso Boreale nella cosmografia e nell’arte indiana

Giuseppe Acerbi esamina il tema del Paradiso Boreale nella tradizione induista, inquadrandolo nella dottrina dei cicli cosmici e mettendone in rilievo le corrispondenze con la tradizione esiodea e platonica, analizzando infine i simbolismi che si ritrovano nelle rappresentazioni artistiche di tale locus amoenus.ย 


di Giuseppe Acerbi
originariamente pubblicato su Alle pendici del Monte Meru, blog dell’autore
e ripostato da L’Immagine Perduta
copertina: Mandala del Monte Meru

La concezione vicino orientale del Paradiso Terrestre quale sede originaria della prima coppia umana trova riscontro anche nel Medio Oriente, tanto in Iran quanto in India. In India perรฒ รจ rintracciabile pure qualcosโ€™altro in proposito, non corrispondente alla ristretta visione delle tradizioni abramitiche, almeno nei loro aspetti essoterici. Avviene insomma nel mito e nellโ€™iconografia una specie di moltiplicazione erotica del tema, ad es. nel famoso complesso architettonico di Khajurฤho. Le coppie divengono innumerevoli e si mescolano orgiasticamente le une alle altre, in maniera quasi da trasfondersi nella coppia divina originaria, secondo un modello archetipico che le trascende e le valorizza sino allโ€™estremo grado dellโ€™essere in un giardino sovrannaturale dei piaceri. In pratica esse riflettono, su un piano spaziale poeticamente immerso nel mondo della natura sebbene formalmente stilizzato, la dimensione spirituale primordiale di comunione col mondo animale e vegetale; nel simbolo descritta come uno stato di magnifica beatitudine fisica, non disgiunta tuttavia da unโ€™acquisizione di beni del tutto interiore. Lโ€™abbondanza dei piaceri assume il ruolo, cosรฌ, di veicolo di doni celesti e terreni ad un tempo.


La culla geografica del ceppo ario

Gli europei negli ultimi due secoli si sono dati molto da fare per rintracciare la pretesa sede originaria della โ€œrazza arianaโ€, pretesa che in quanto tale non poteva essere minimamente soddisfatta; poichรฉ non corrispondeva ad alcunchรฉ di vero sul piano cosmografico reale, lo scopoย nascosto di questa teoria essendo sottosotto quello di giustificare il colonialismo europeo in Asia ed altrove. Ciรฒ non significa che soltanto gli europei ne siano andati soggetti.ย Eurocentrismo a parte, purtroppo codesto errore รจ stato commesso anche dagli studiosi orientali, in particolare indiani; i quali hanno subito le influenze negative del cd.ย ฤ€rya Samฤj, lett. โ€˜Assemblea degli Arรฎโ€™, un movimento apparentemente indigeno ย (fu fondato nel 1875 da D.Saraswati ed influenzรฒ in parte persino il grande Tilak), ma fortemente condizionato dalla mentalitร  imperiale anglosassone tramite la Societร  Teosofica, non a caso insediatasi in India proprio in quegli anni.ย  E come tale votato al pregiudizio razziale.

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Mappa dellโ€™Uttarรขkuru (cartina contemporanea, ricostruzione topografica in base ai testi).

Manvantara, Yuga e Ciclo Avatarico

Qui non vogliamo trattare perรฒ lโ€™argomento ariano in relazione al razzismo ottocentesco europeo, bensรฌ in riferimento allโ€™Uttarฤย Kuruย (scr.ย Uttarฤkuru)ย (1). Lโ€™Uttara Kuru รจ, secondo la cosmografia hindu, la quinta manifestazione delle terre emerse nellโ€™arco dellโ€™intero Grande Eone (Manvantara). Unย Manvantaraย รจ un periodo umano nella sua totalitร , se vogliamo un intero ciclo adamitico; poichรฉ come avviene nellโ€™iranismo pure nellโ€™induismo si concepisce una molteplicitร  di 7 cicli umani, corrispondenti a 7 Terre, effigiate da 7 anelli concentrici attorno alย Merupฤrvata. Questi 7 cicli si ripetono poi allโ€™inverso a formare unย Kalpa, fatto di 14ย Manvantara. Ogni Grande Eone a sua volta รจ suddivisibile in 10 Cicli Avatarici, ossia in 10ย Yugaย di 6.480 anni ciascuno; quel che nella cultura greco-romana classica era definitoย Mรขgnus Annus Platรดnis,ย con relativi Grandi Mesi, evidentemente ciascuno di 540 anniย (2).

Anche il Ciclo Avatarico era noto a Greci e Romani, probabilmente lo avevano appreso dai โ€œCaldeiโ€,ย secondo quanto si deduce da certi passi di Platone che abbiamo altrove commentatoย (3)ย nonchรฉ attraverso la virgiliana IVย Eclogaย (4). Ogni singoloย yugaย รจ determinato dalloย yogaย (congiunzione) dei 7 pianeti visibili, lโ€™ultimo dei quali รจ avvenuto in cielo il 3 maggio del 2000ย (5). Ciรฒ a conclusione del X Periodo Avatarico, benchรฉ il mondo non ne abbia โ€“ sinora almeno โ€“ assolutamente preso coscienza se non in forma subcosciente. I grandi cambiamenti che paiono allโ€™ordine del giorno in politica e nella natura circostante sono sicuramente interpretabili in tale ottica, anche se bisogna star molto attenti a non cadere nelle illusioni.

รˆ su siffatta base dottrinaria che va comunque impostato il problema ario, esattamente come hanno fatto a loro tempo Esiodo e Platone cogli Eroi (anche in quel caso una generazione umana e non una razza), anzichรฉ sul pregiudizio storicistico manifestato da certa Destra europea o allโ€™opposto sul pregiudizio anti-storicistico proprio della parte politica avversa. La suddivisione delย Manvantaraย puรฒ essere comunque alternativamente quinaria o quaternariaย (6). La prima comprende le stesse periodizzazioni della suddivisione denaria, ma raggruppate a due a due; sicchรฉ ciascun ciclo raddoppiato โ€“ di oltre 12.960 anni โ€“ sarร  messo in rapporto solamente colle 5 Grandi Direzioni (i Punti Cardinali + il Centro Polare Boreale, vale a dire lโ€™Artide)ย (7), escludendo dal novero i Punti Intermedรฎ (NE, SE, SO, NO + il Centro Polare Australe, cioรจ lโ€™Antartide)ย (8).

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Lโ€™Uttarรขkuru ed il Devakuru, sua immagine speculare, col Merupรขrvata al centro (gouache su tessuto, Rรขjasthan, XVII sec.).

La seconda invece รจ caratterizzata dal simbolismo dharmico ovvero da uno sviluppo regressivo del tempo, tale per cui in ogni ciclo โ€“ dallโ€™Etร  dellโ€™Oro allโ€™Etร  del Ferro โ€“ gliย yugaย vengono raggruppati decrescentemente secondo la nota formulaย 4+3-2+1=10; quel che chiamasi, geometricamente, quadratura del cerchio. Si tratta dโ€™un problema ermetico diffuso in tutta evidenza tanto nel mondo indo-iranico, quanto in quello greco-latino; e che รจ presente, seppure in modo meno conclamato, persino nella cultura celto-germano-slava. Le denominazioni cambiano qua e lร , ma la sostanza rimane pressappoco la medesimaย (9).

Un analogo mito cosmogonico, checchรฉ ne pensasse Eliade, fa dโ€™altronde capolino pure nel mondo semito-camitico, sebbene maggiormente occultato rispetto al mondo jafetico. Proprio questโ€™ultimo termine introduce dโ€™altronde indirettamente il discorso sul Paradiso Boreale. Giacchรฉ delle 5 Grandi Ecumeni (Paรฑcamahฤdvฤซpa) presenzianti via via nelย Jambudvฤซpaย (oย Dvฤซpaย della Melarosa), lโ€™estensione continentale caratteristica del VIIย Manvantaraย (benchรฉ qualcuno usi il termine in maniera piรน ristretta, quale sinonimo diBhฤrataย ossia del territorio indiano), lโ€™Uttara Kuru รจ la quinta in ordine di tempo. Venendo dopo lโ€™Ilฤvแน›taย (Artide), ilย Ketumฤlaย (ad E), ilย Bhฤratavarแนฃaย (a S), ilย Bhadrฤล›vaย (ad O) e situandosi a Nย (10).

Un Nord perรฒ ben distinto dallโ€™Artide, quantunque per trasposizione unโ€™ecumene rimandi allโ€™altra e si riferisca ad una data direzione semplicemente come centro nevralgico dโ€™espansione culturale in una determinata epoca. Ora, non รจ di Arรฎ che dovremmo parlare in rapporto al Paradiso Boreale (Nordico), ma piuttosto di Jafeti, termine biblico assai piรน conveniente di quello ora citato ed ingiustamente rigettato dagli studiosi odierniย (11).ย ย Dato che, cโ€™insegna ancora una volta Platoneย (12),ย i Semidei od Eroi โ€“ ai quali gli Arรฎ paiono apparentati fin etimologicamenteย (13)ย โ€“ appartenevano allโ€™Etร  del Bronzo.

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Il Jambรปvriksha coi suoi 5 Rami (gouache su carta, Rรขjasthan, XVIII sec.).

Quindi, stando allaย dottrina platonica, cronologicamente apparterrebbero ad un periodo di 12.960 anni antecedente alla mitica Etร  del Ferroย (14).ย ย Siccome questโ€™ultima รจ lโ€™Etร  degli Uomini, non degli Eroi.ย Prima del grande filosofo del VI sec. a.C il poeta Esiodoย (15)ย li collocava, invero un poโ€™ disordinatamente seppur con efficacia, addirittura piรน addietro; cioรจ a mezzo fra lโ€™Etร  del Bronzo e lโ€™Etร  del Ferro, ma nello schema quinario da lui adottato sarebbe stato meglio parlare di III e V Era, ‘sรฌ da associare lโ€™Epoca degli Eroi alla IV.ย ย Oppure introdurre il simbolismo dโ€™un quinto metallo, come ha fatto la cosmologia iranica.

In termini cronologici precisi, il riferimento platonico รจ ad un ciclo che va dal 17.440 al 4.480 a.C., quello esiodeo ad uno protraentesi dal 23.920 al 10.960 a.C.ย ย In altre parole, Platone pone gli Eroi fra lโ€™Avvento dellโ€™Atlantide ed il Diluvio di Deucalione; diversamente, Esiodo li situa per intero allโ€™interno di quello che in termini di cosmologia gitana potremmo chiamare โ€œCiclo della Razza Rossaโ€. La Razza Rossa secondo la cultura zingaraย (16), non per niente dโ€™origine indiana, era da considerare una razza mistaย (17). Cosa del resto comprovata oggi dallโ€™etno-antropologia, che ipotizza lโ€™arrivo di due ceppi incrociatisi sul suolo americano, uno paleoasiatico proveniente dallโ€™Artide e lโ€™altro austronesiano dโ€™origine antartica. (Un terzo ramo etnico sarebbe giunto addirittura dal Pacifico.)

Non dichiarava la mitologia greca, vedi ad es. Eracle, che gliย Hรฉrลesย odย Hemitheoรญย erano figli di dรจi intrattenutisi cogli umani? Le tradizioni ebraiche precisavano ulteriormente il concetto, asserendo seppur oscuramente (Gen.โ€“ VI. 4) che per genti eroiche andavano intese i discendenti dei โ€œfiglรฎ di Dio incrociatisi colle figliuole degli uominiโ€.

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Il Jambรปdvรฎpa (gouache su carta, Gujarat, XVIII sec.).

Insomma,ย secondo quanto in genere sโ€™interpreta, sethiti e cainiti.ย Nonostante lโ€™incongruenza del vate ellenico del VII sec., visto che questi ha adottato i termini ciclici della suddivisione quaternaria (Oro, Argento, Bronzo e Ferro) pur inserendo di fatto nella sua cosmogonia il numero di generazioni umane proprio invece di quella quinaria (Dei, Demoni Superiori, Demoni Inferiori, Eroi ed Uomini), la collocazione ciclica degli Eroi od Arรฎ che dir si voglia da lui adottata appare corretta; una collocazione che oseremmo definire tardo-paleolitica, interpretando il problema in chiave paletnologica, glโ€™Indoeuropei โ€“ denominazione fasulla inventata per convenzione in epoca contemporanea, partendo dagli studรฎ linguistici e mai unanimemente accettata se non nel Novecento โ€“ non essendo altro che lโ€™ultima forma assunta dai biblici Jafeti dopo i varรฎ incroci delle stirpi arie occidentali ed orientali con elementi razziali differenti (pre-arรฎ).

Si deve tener conto altresรฌ che nella stessa stirpe eroica platonicamente intesa, ovverosia piazzata 6.480 anni piรน tardi, andrebbero annoverati pur con distinzione percentuale Semiti e Camiti. In pratica tutti i discendenti del leggendario Noรจ, che i Greci chiamavano Eracle e glโ€™Indianiย Kแน›แนฃแน‡aย (questi ultimi due sono stati peraltro identificati tra di loro sin dallโ€™antichitร ), diversamente mescolatisi in territorio eurasiatico e nordafricano a quel che rimaneva nella V Era delle precedenti razze: la Bianca, la Gialla e la Nera; le uniche reputate pure dagli Zingari siccome mai ibridatesi, a differenza della Rossa e della Bruna, la penultima e lโ€™ultimaย (18).

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Il Diluvio di Noรจ (L.Ghiberti, incisione lignea, Battistero, porta esterna, Firenze, XV sec.).

Secondo quanto comprova indirettamente il simbolismo originario dei colori dei 3 Re Magi, indicante cripticamente un passaggio di consegne sacrali dal bianco Baldassarre latore di Mirra (cioรจ dโ€™Amore in senso profetico)ย dapprima al giallo Gaspare latore dโ€™Incenso (Conoscenza in senso sacerdotale) e poi, alfine, al nero Melchiorre latore dโ€™Oro (Potere in senso regale)ย (19). La figura di Noรจ non meno di quelle di Eracle e diย Kแน›แนฃแน‡aย ha dโ€™altronde biblicamente due aspetti, uno anti-diluviano e lโ€™altro post-diluviano; nella mitologia greca, nondimeno, il personaggio di Eracle mostra alcuni rimandi olimpico-paleoliticiย ed altri eroico-mesoliticiย (20),ย giร  rilevati peraltro da Erodotoย (21). Egualmente in India il IXย Avatฤra,ย Kแน›แนฃแน‡a-Jagannฤtha,ย appare visibilmente laย controfigura post-diluviana โ€“ o mesolitica se si preferisce โ€“ย dellโ€™VIII,ย Kแน›แนฃแน‡a-Gopฤla.

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Se dunque intendiamo gliย Uttarฤkuraย dei testi indiani (dei quali il Bussagli rilevava unโ€™eco negliย Ottorokรณrraiย dellโ€™autore greco Amomรจto)ย (22), a partire dalย Mahฤbhฤrata, come i discendenti eracleo-noaico-krishnaiti nel loro assieme รจ chiaro che costoro debbano esser presi quale metonimia delle popolazioni dislocate pressappoco a nord dellโ€™equatore nelle attuali contingenze del globo; ovvero, intendendole in senso cronologico, pressappoco gli abitanti eurasiatici (ad esclusione dei Paleoasiatici, che sono altra cosa, e di altri ceppi provenienti da sud ibridatisi colla Razza Gialla) degli ultimi 12.960 anni.ย Quelli insomma appartenenti alla cd.V Era, dominata secondo i gitani dalla Razza Bruna โ€“ la denominazione deriva dallโ€™ebraico, cioรจ dal significato del nomeย Cam,ย che รจ il primo ad aprire lโ€™ultima epoca โ€“ e secondo i greci dagliย รnthropoi.ย ย Il loro paradiso (che รจ anche il nostro, di noi uomini attuali), chiaramente unโ€™eco lontana di quello originariamente iperboreo in un mondo ancora preistorico evidentemente scemato via a poco a poco per lasciare il posto alle nefandezze delย Kaliyuga,ย appare piรน una chimera che non una realtร  effettiva.

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Diluvio universale (Michelangelo Buonarroti, affresco rinascimentale, Cappella Sistina, XVI sec.).

Non รจย cosรฌ che appare, infatti, la tanto decantataย Thoulฤ“ย (23)ย dei Greci e dei Romani? In ogni caso, le suddette popolazioni non rientrerebbero assolutamente fra gli Eroi esiodei, ma sarebbero viceversa da identificare in base a Platone per una metร  agli Eroiย e per lโ€™altra metร  agli Uomini; quel che insomma nel linguaggio paletnologico definiamo, grossomodo, Mesolitici e Neolitici. Nellโ€™insieme le due categorie, si noti, corrispondono semplicemente agli Uomini dello schema quinario esiodeo. Lo schema quinario esiodeo รจ utilizzato in India soprattutto dalย Mahฤbhฤrata, mentre lo schema quaternario platonico โ€“ talora lo usa anche Esiodo e viceversa fa Platone col quinario โ€“ ricorre spesso neiย Purฤแน‡a; fermo restando il fatto che le due soluzioni possano apparire invertite, qua e lร , pure in India. Dato che si tratta dโ€™applicazioni di determinate regole mitiche, non di forme di pensiero distinte. Lo schema quaternario รจ proporzionale, quello quinario paritetico.

Chiarito questo punto essenziale e rimandando ad altri studรฎย (24)ย per una piรน ampia discussione dellโ€™argomento, implicante necessariamente idee divergenti dalle nostre e meno aderenti ad una discussione di carattere propriamente cosmografico, ci accingiamo ad esaminare qui di seguito i riscontri del mito in campo letterario ed artistico. Sempre ricordando che il pregiudizio ario โ€“ malafede a parte โ€“ รจ in parte giustificato, ma solo in parte, dallโ€™effettiva confusione intervenuta nei tempi ultimi fra lโ€™Airyฤnem vaฤ“ฤตoย (25)ย โ€“ la definizione รจ propria dei testi sacri iranici, per quanto esista in India tuttโ€™oggi una regione chiamataย Hariyฤnฤย โ€“ ed ilย Varaย (โ€˜Recintoโ€™ = Giardino) originario, che glโ€™indรน conoscono comeย Ilฤvแน›ta.ย Vide suprรข.

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Sem. Jafet e Cam (illustrazione biblica, Genesi, Epoca Contemporanea).

Siamo convinti da parte nostra che lโ€™Airyanยem Vaezoย (questa la pronunzia corretta, collaย -e-ย brevissima del gen.pl. e laย -z-ย dolce) equivalga piรน o meno allโ€™Uttara Kuru, insomma allโ€™Ecumene Settentrionale e non a quella Artica, indipendentemente dalla parte di Artide cui si allude. Eย che ilย Varaย (26)ย rimandi per contro alย Pairi-daezaย (ilย Paradeล›aย indiano), cioรจ lโ€™Iperborideย (27), sebbene nel testo iranico appaiano la stessa cosa. Ciรฒ per il fatto che la sovrapposizione fra le due terre, poste cronologicamente agli antipodi delย manvantara, รจ avvenuta costantemente cosรฌ in Iran come in India. Tanto che รจ difficile distinguere al riguardo quando non vi siano altri riferimenti aggiuntivi che ne fanno due ecumeni separate, oltrechรฉ piazzate allโ€™inizio ed alla fine del Grande Eone. Colla conseguenza inevitabile, passando il tempo, di sfumare lโ€™una nellโ€™altra.

Ultimamente ci siamo convinti che persino sul piano geografico, non solo cronologico e cosmografico, dovette esservi una netta distinzione fra le due terre. Poichรฉ non รจ plausibile che la Terra Paradisiaca delle origini adamiche sia sprofondata di qualche centinaia di metri sotto il livello marino dellโ€™Artide attuale e poi sia tornata parzialmente a galla, la cosa valendo esclusivamente semmai per la terra denominataย Varฤhฤซย (28).ย  Se la nostra tesi รจ corretta allora significa che non meno dei 2 poli celesti gli stessi poli terrestri nellโ€™arco di molti millennรฎ devono essersi spostati allโ€™interno dei rispettivi circoli polari da un dato punto ad un altro (attualmente i due poli geografici si trovano uno nellโ€™Oceano Artico, in corrispondenza della Terra di Baffin, e lโ€™altro nel bel mezzo dellโ€™Antartide), oppure che la perdita dellโ€™Iperboride sia avvenuta a causa di fattori climatici dovuti allo spostamento dellโ€™inclinazione dellโ€™asse terrestre, i dati tradizionali spingendo in tal direzioneย (29).

E la Regione degli Arรฎ qual era allora? La Scandinavia o la Groenlandiaย (lett. โ€˜Terra Verdeโ€™) (30), od unโ€™altra zona dellโ€™Eurasia oppure dellโ€™America Settentrionaleย (31)?ย  Personalmente siamo convinti che si trovasse nel Nord America, magari in Groenlandia od in qualche terra ad essa adiacente. Lo presuppongono i miti celtici.ย  E che poi si fosse spostata in una nuova terra, questa volta del Nord Europaย (32). Stando alle denominazioni si potrebbe additare quale secondo centro dโ€™irradiazione la Britanniaย (33), non a caso identificata allโ€™Avallon,ย la โ€˜Terra delle Meleโ€™. In quanto al passaggio da una riva allโ€™altra dellโ€™Atlantico, non รจ detto che si sia provveduto in unโ€™unica soluzione, via Islanda. Potrebbe essere avvenuto anche un passaggio piรน a sud, via Azzorre, secondo quanto insegna laย Bibbia: vedi leggenda dello sbarcoย sul Monte Ararat, nel mezzo dellโ€™inondazione, cosa che sottintende un precedente ingresso nel Mediterraneo. Di lร  sarebbe poi avvenuta una ricongiunzione in Europa dei due filoni etnici di provenienza oltreatlantica.

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Yugalika sotto lโ€™Albero del Kalpa (scultura indiana, bassorilievo granitico, Mus. di Mathurรข, Mathurรข, X sec. d.C.).

Il Paradiso Nordico nella letteratura e nell’arte

Riferimenti letterarรฎ al tema sono reperibili al dire della Agrawalaย (34)ย neiย Brฤhmaแน‡aย (Ait.B.โ€“ viii. 14 e 23), ma non neiย Veda, oltrechรฉ nella letteratura epico-puranica (Har.P.โ€“ vii,ย Pd.P.โ€“ iii). Anche la tradizione buddhista ha fatto proprio il concetto, dalย Dฤซgha Nikฤyaย (At.โ€“ xxxiii. 4) alย Mahฤvฤnija Jฤtaka; ed, analogamente, quellaย jainaย (ร‚di Pur.โ€“ iii). I 2 elementi fondamentali caratterizzanti lโ€™Uttarฤkuruย sono la Coppia (oย Mithuna, che iย jainaย chiamanoย Yugala) nonchรฉ lโ€™Albero delย Kalpaย (Kalpavแน›kแนฃaย oย Kalpadruma). Sono siffattiย emblemi, difatti, che spiccano nelle rappresentazioni artisticheย (35). รˆ soltanto nellโ€™arteย jainaย perรฒ che lโ€™Uttara Kuru viene illustrato sul piano cartografico. Non si tratta tuttavia dโ€™una rappresentazione con riscontri geografici autentici, ma piuttosto dโ€™una raffigurazione cosmografica idealeย (36), tendente a contrapporre la suddetta ecumene alย Devakuru, la Regione degli Deiย (37).

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Yugalika sotto lโ€™Albero del Kalpa (scultura indiana, pannello in pietra, Khajurรขho, X sec. d.C.).

Secondo lโ€™Agrawala il Paradiso Nordico ha finito per diventare nella mitologia indiana un paradigma di riferimento non meno dโ€™altri paralleli emblemi di beatitudine e dโ€™abbondanza quali il Vaso Ripieno (Pรปrแน‡aghata), la Cornucopia (Nidhiล›แน›แน‡ga), la Vacca dei Desiderรฎ (Kรขmadhenu) o la Gemma del Pensiero (Cintamani). Ciascuno di codesti contrassegni costituisce un rimando prezioso per lโ€™indรน a quel misteriosoย quidย interiore avente la proprietร , appunto, di soddisfare ogni desiderio. Ilย quid, ovviamente, รจ dato da quel che gli alchimisti occidentali ritengono il punto dโ€™arrivo della cd. Grande Opera.

Adesso comunque a scopo di maggior chiarezza occorrerร  spiegare ad uno ad uno gli emblemi citati, includendo quelli paradisiaci ad inizio e conclusione del discorso. Ilย Kalpaย รจ la maggior unitร  di misura temporale nella cosmogonia indiana.ย ย In 1ย kalpaย son racchiusi i 14ย manvantaraย ed ogni kalpa indica pertanto un ciclo a sรฉ di manifestazione.ย ย Ilย Kalpavแน›kแนฃaย ha perciรฒ la stessa funzione delย Jambลซvแน›kแนฃa, seppur in un arco di tempo piรน ampio. Circa ilย Purแน‡aghataย รจ presto detto. Non รจ che lโ€™equivalente indiano della neopersiana Coppa Oracolare diย Jamล›ฤซd,ย o del cristico Santo Graal.

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Uttarรขkura, piaceri di coppia (scultura indiana., pannello granitico, pilastro frontale, Cancello Occidentale, Grande Stรปpa, Sรขรฑchรฎ, I sec. a.C.).

Viceversa ilย Nidhiล›แน›แน‡gaย (lett. ‘Corno del Tesoroโ€™) รจ associato spesso aย Kuberaย e funge da Corno dellโ€™Abbondanza, pieno di gemme, pur detenendo in sostanza le medesime prerogative della nostra Cornucopia,ย che invece รจ piena di frutta.ย Kamadhenuย (lett. ‘Vacca del Desiderioโ€™), prima-nata dal Rimestamento dellโ€™Oceano di Latteย (lโ€™Oc. Artico),ย รจย alternativamenteย denominataย Surabhฤซ, Nandinฤซย oย Ilฤย (vilฤ)ย e possiede delle controparti sia in Egitto che nel Nordeuropa. La bianca vaccaย Shillukย ad es., cโ€™insegnano gli Stutleyย (38), รจ generata dal Nilo, mentre la norrenicaย Auohumlaย nasce del pari dalla fusione dโ€™imponenti masse di ghiaccio. Invece la Cintamani non รจ che la Pietra Filosofale.

In conclusione, ilย Mithunaย nella Landa Nordica รจ poeticamente immaginato vivere in una condizione atemporale di perpetua beatitudine ed invariata prosperitร , esente dai bisogni e dalle pene affliggenti la comune natura umana. In tale idillica visione i membri delle varie coppie paradisiache sono descritti nel compimento dโ€™una vita mai lontana da quella del proprioย partner, inseguendo un destino parallelo di morte indolore.

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Uttarรขkura, piaceri di coppia (scultura indiana., pannello granitico, pilastro frontale, Cancello Settentrionale, Grande Stรปpa, Sรขรฑchรฎ, I sec. a.C.).

Quasi un rapimento estatico, in linea collโ€™intimo rapimento dei sensi in cui hanno trascorso la loro esistenza. Nel 1972 il prof. Bussagli (ordinario di Storia delโ€™Arte dellโ€™India e dellโ€™Asia C. alla โ€˜Sapienzaโ€™ di Roma), in occasione della pubblicazione del suo bel saggio sullโ€™erosย (39), introduceva cosรฌ lโ€™argomento:

ยซ Unโ€™antica leggenda indiana, rimasta viva attraverso i secoli, descrive gli esseri che abitano il โ€œcontinente del nordโ€, lโ€™Uttarakuru delle fantasiose cosmologie tradizionali, e li immagina come esseri umani di straordinaria bellezza, nati senza dolore, a coppie (maschio e femmina), destinati ad un rapidissimo sviluppo. Ogni coppia, perduta nella reciproca contemplazione, esperta di tutti i piaceri ed i giuochi dโ€™amore vive diecimila anni di fiorente giovinezza.ย Nati insieme, i due muoiono contemporaneamente, stretti in un abbraccio supremo e iย giganteschi garuda, uccelli magici che si nutrono di serpenti e di elefanti, trasportano i loro corpi sulla montagna, che รจ lโ€™asse del mondo, senza che resti traccia o memoria della loro vita, del loro aspetto, della fiamma dโ€™amore che li ha alimentati ed avvinti per millenni. ยป

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Lโ€™Uttarakuru, ove gli uomini vivono sempre accoppiati (yugalikau)(gouache su carta, Rรขjasthan, XVIII sec.).

Note:

1) Per lโ€™etimo di codesta espressione vedi da un lato il gr.chแน“raย (โ€˜terra, territorioโ€™), scr.kur-u/ kurฤย (id.); dallโ€™altro lโ€™ing.ut-t-erย (โ€˜esterioreโ€™), compar. di unโ€™arcaica prep.*utย (โ€˜fuoriโ€™, donde lโ€™ingl.mod.ย o-ut), sup.ut-mostย oย ut-ter-mostย (โ€˜estremoโ€™).ย  Cfr. col comp.out-erย (piรน esternoโ€™), sup.out-mostย oย out-er-mostย (โ€˜molto piรน esternoโ€™).ย  Corrispondentemente in greco abbiamo, in quasi analoga accezione, il comp.m.hรฝs-t-erosย ed il sup.m.hรฝs-t-atos; del pari, in sanscrito, il comp.m.ut-t-ar-aย (f.โ€“ฤซ) ed il sup.m.ut-tam-aย (f.โ€“รฎ).ย  La particella di riferimento in tal caso รจย ud, preposizione che viene erroneamente assimilata allโ€™ing.up(โ€˜suโ€™) ed in rari casi compare da sola.ย ย Udย equivale invece allo zendย uz, got.ลซt, aat.ลซz, nat.aus/ย ausser.ย  E significa โ€˜fuori, daโ€™.ย  Da notare che le voci greche citate indicano una โ€œsecondarietร  nello spazio e nel tempoโ€ secondo il Vocabolario Greco-italiano di D.G. Gemoll (ed.R.Sandron, Milano-Palermo 1922,ย s.v.hรฝsteros, p.831, col.b), traduz. del Dizionario greco-tedesco dello stesso autore; mentre quelle sanscrite, in senso figurato, significano rispettivamente โ€˜del nordโ€™ eย dellโ€™estremo nordโ€™. ย Pertanto, da tutto ciรฒ deduciamo che lโ€™Uttarฤย Kuruย non era la Terra Iperborea, ecumene per la qualeย lโ€™India ha riservato la denominazione specialeย dโ€™Ilฤvแน›taย (โ€˜Terra Nascostaโ€™), bensรฌ la Terra Settentrionale; se dellโ€™America o dellโ€™Eurasia non รจ ben chiaro, ma crediamo della prima.

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2)ย G.Acerbi,ย Kฤlacakra. La Ruota Cosmicaโ€“ Univ. โ€œCaโ€™Foscariโ€, Venezia 1985, P.II, Cap.V, pp. 364.5.

3)ย Cfr. G.Acerbi,ย Le โ€˜Casteโ€™ secondo Platone. Analisi dei paralleli nel mondo indoeuropeoโ€“ Convivium (Sear), A.IV, Nยฐ12(gen.-mar.), Scandiano 1993, P.II, Cap.V, pp. 364-5.

4)ย Nel breve studio introduttivo alla IV Ecloga L.Canali (Virgilio,ย Bucoliche-Rizzoli, Milano 1978, p.93) interpreta il passo delleย Buc.- iv. 4-55ย ssย quale riferimento evidente al nuovo ciclo di 10 grandi anni annunciato dalla Sibilla Cumana, ogni grande anno essendo caratterizzato da un metallo.

5)ย  C.Berlitz,ย 1999, lโ€™anno dellโ€™Apocalisseโ€“ Mondadori, Milano 1984 (ed.or.ย Doomsday 1999 A.D.), p.49, fig.n.num.

6)ย Nello schema grafico quaternario proprio del calendario annuale europeo compaiono soltanto 4 Direzioni anzichรฉ 5, a meno di considerare anche il centro; sicchรฉ sarร  il Solstizio Invernale, cioรจ il N (in relazione al Nadir), a rappresentare il Polo Nord.ย ย Mentre il Solstizio Estivo, ossia il S (in relazione allo Zรจnit), rappresenterร  il Polo Sud.ย ย Cfr. in proposito R.Guรฉnon,ย Forme tradizionali e cicli cosmiciโ€“ Mediterranee, Roma 1974,ย passim; ed. or.ย Formes traditionnelles et Cycles cosmiques-ย Gallimard, Parigi 1970).ย ย Ragion per cui lโ€™Equinozio di Primavera, in rapporto allโ€™E, comprenderร  non solo lโ€™E; ma ancheย le 2 direzioni intermedie, il NE ed il SE.ย ย Parimenti lโ€™Equinozio dโ€™Autunno, in rapporto allโ€™O, compronderร  non solo lโ€™O, ma anche il SO ed il NO.ย ย Se invece applicassimo alCaturyugaย lo schema quaternario zodiacale, come fa anche lโ€™Alighieri (Par.- xxvi, 138-42), dovremmo appaiare la Primavera e quindi lโ€™E allโ€™Etร  dellโ€™Oro, lโ€™Estate ed il S allโ€™Etร  dellโ€™Argento, lโ€™Autunno e lโ€™O allโ€™Etร  del Bronzo, lโ€™Inverno ed il N allโ€™Etร  del Ferro.ย ย ย Nel primo caso lโ€™applicazione รจ di carattere direzional-annuale, nel secondo ritmico-stagionale.

7)ย Oggidรฌ lโ€™Artide coincide colla Siberia per coloro che ostinatamente intendono il polo geografico boreale come fisso, ma se accettiamo lโ€™idea che il polo โ€“ o meglio la crosta terrestre โ€“ sia mobile รจ evidente che in passato il circolo artico possa essersi trovato in altra regione: Scandinavia, Terra di Baffin od Alaska.ย ย Come determinati studรฎ, dโ€™altronde, hanno rilevato (G.Hancock,ย Impronte degli Deiโ€“ Corbaccio, Milano 1996; ed.or.ย Fingerprints of the Gods, 1995).ย ย Si possono consultare, in proposito, due altri scritti citati dallโ€™autore nella P.V del libro testรฉ indicato: C.H. Hapgood,Lo scorrimento della crosta terrestreโ€“ Einaudi, Torino 1965; Id.,ย The Path of the Pole, Chilton B., N.York 1970.

8)ย Lo stesso discorso di cui alla n.prec. vale per lโ€™Antartide, dove perรฒ a causa del prevalere delle terre sommerse gli spostamenti polari sono naturalmente piรบย difficili da constatare.

9)ย Purtroppo รจ questa suddivisione corretta, basata sui 5 punti cardinali (tradizionalmente sono 5, non 4, essendo da considerare pure il Polo Artico) e quelli intermedรฎย che รจย mancataย al tradizionalismo nostrano fin dai tempi di F. dโ€™Olivet a differenza di quello autentico (indiano, ad es.); sicchรฉ ne รจ derivata unโ€™impostazione sbagliata giร  in partenza, pur facendo capo a grandi personaggi di grande valore come Guรฉnon ed Evola.ย  In ciรฒ va vista, ad ogni modo, la mano sottesa dโ€™un certa organizzazione contro-tradizionale retta da Saint-Yves.ย  Dagli autori citati, parlando di cose tradizionali non si puรฒ tuttavia non prescindere, รจ giusto riservare loro lโ€™onore che meritano; perรฒ nello stesso tempo vanno corretti i loro errori, perchรฉ questo rientra nellโ€™ottica stessa dei loro insegnamenti.

10)ย A dimostrazione di ciรฒ, in una cartina riportata da D.C. Sircar nel suoย Cosmography and Geography in Early Indian Literatureย โ€“ e riprea in C.Blacker & M.Loewe,ย Antiche cosmologieโ€“ Ubaldini, Roma 1978 (ed.or.ย Ancient Cosmologiesโ€“ G.Allen & Unwin- Londra 1975), Cap.5, p.105, n.9 โ€“ il Monte Meru รจ posto al centro dโ€™un cerchio attorniato dalla catena montuosa delย Lokฤlokaย ed illustrante la situazione della Terra a livello cosmografico.ย ย In alto, cioรจ al Nord, รจ posto lโ€™Uttarฤkuru.ย ย Se fosse stato la medesima cosa delย Meru, questโ€™ultimo non sarebbe stato collocato in mezzo ai 4ย Dvฤซpa.ย Gli autori, non avvedendosi della differenza ora indicata, identificano erroneamente gliย Uttarฤkuruย (si dice tuttaviaUttarฤkura) cogli Iperborei.ย ย Lโ€™errore di confondere il Nord col Polo Artico รจ stato commesso praticamente da tutti, anche da Evola e Guรฉnon (rispettive scuole comprese), seppur piรน dallโ€™uno che dallโ€™altro.ย  Negli anni maturiย Guรฉnon ha messo in guardia per la veritร  gli europei dal loro eurocentrismo, ma nel bailame generale โ€“ e forse per una questione karmica visto il tributo da questi offerto in gioventรน allโ€™Oto (attraverso il ramo Papus-Reuss) o meglio allโ€™Otrย al dire di alcuno (M.Introvigne,ย Il cappello del magoโ€“ Sugarco, Varese 1990, P.II,ย Cap.7, p.276 e Cap.6, pp. 237-8), non meno di Evolaย e di altriย โ€“ ha finito pure lui per cadere parzialmente nelle trappole della Sinarchia.ย  Anche se il suo pensiero deveย ancora essere esplorato per intero.ย  Il prof.Introvigne, lo si capisce fin troppo bene, cerca di screditarlo facendolo passare per uno spiritista convertito di poi allโ€™islamismo; con tutto quel che ne consegue in termini di serietร  spirituale, evidentemente.ย  Questo non รจ un buon motivo, da parte di altri,ย per negare i passaggรฎย necessarรฎย che hanno condotto il maestro francese alle sue posizioni successive.ย  Anche dei profeti le varieย scritture non negano la fase infera.

11)ย Il biblicoย Iaphetย equivale al titano grecoย โ€˜Iapรฉtos, figlio di Urano e padre di Atlante oltrechรฉ di Prometeo ed Epimeteo.ย ย Secondo taluno (A.Morelli,ย Dei e miti. Enciclopedia di mitologia universaleโ€“ E.L.I., Torino ?,ย s.v.Giapรฉto, pp. 256, col.aโ€“ 257, col.b) โ€œGiapeto รจ forse da identificare con Jafet, figlio di Noรจ. A suffragio di questโ€™ipotesi non sta soltanto la somiglianza dei nomi. Prometeo, figlio di Giapeto, รจ considerato il progenitore della stirpe greca.ย Orbene, uno dei figli di Jafet รจ Javan, e Javan รจ il termine col quale presso i Semiti si designavano i Greci, cioรจ gli Ionii. E non basta; il libro dellaย Genesiย (10, 5) precisa: ยซDa essiย (cioรจ dai figli di Javan) vennero i popoli che si sparsero per le isole delleย gentiยป.ย ย Quelle isole non possono che essere lโ€™arcipelago greco”. ย Il Morelli ha ragione, soprattutto se si tien conto che da Prometeo nasce Deucalione e da questi Elleno. In unโ€™altra versione del mito Deucalione รจ figlio di Minosse, doppione di Prometeo. Il nome ebraico diย Iaphetย rimanda altresรฌ a quello indiano diย Prajฤpati, lett. il โ€˜Signore (Pati) della Progenie (Prajฤ), divinitร  argentea posteriore aย Varuแน‡a.ย ย Il s.f.ย pra-jฤย รจ formato difatti in sanscrito dal pref.ย pra-ย (lat.prae-, gr.pro-)ย e dal part.pass.โ€“jฤย (โ€˜natoโ€™). Perciรฒ ne ricaviamo che il nume presiedente alย Kaliyuga,ย Prajฤpatiย appunto (vecchio titano orionico-solare riciclato nei tempi ultimi non meno di Prometeo, che nella sua veste anteriore equivaleva a Crono), ha funto da antenato archetipico umano dopo la morte diย Kแน›แนฃแน‡aย alla Fine delย Dvฤparayuga. Non per nulla รจ sostituito nei testi indiani, a volte, daย Manu; non ilย Manuย originario, aureo, ma piuttosto il prototipo deiย Manuแนฃaย (โ€˜Uominiโ€™) in senso ctonio. Si spiega in tal modo lโ€™equivalenza diย Manuย con Minosse,ย Varuแน‡aย con Urano,ย Prajฤpatiย con Giapeto,ย Kแน›แนฃแน‡aย (o Noรจ, se vogliamo) con Atlante; e del cerviforme orionico Elleno (vedi etimo) col cacciatore orionicoย Nebrod, la figura biblica cui รจ attribuita la leggendaria edificazione della Babelica Torre. In alte parole, la creazione dโ€™un infermo sub-terreno (palpelย in ebraico, cโ€™informa il Semerano, significa โ€˜confondereโ€™), secondo quanto cโ€™insegna lโ€™iconografia occulta della XVI Lama dei Tarocchi.

12)ย Crat.-ย xv/c-xvi/ย e.

13)ย Il gr.Hรฉrลsย (โ€˜eroeโ€™) รจ visibilmente apparentato dal punto di vista filologico al scr.ฤ€ryaย (โ€˜nobile, rispettabileโ€™).ย ย Gliย Hรฉrลesย non a caso sono messi da Platone in rapporto alla classe commerciale ed artigianale (agricoltori compresi), utilizzante il fattore della feconditร ย (รฉrลs)ย quale principio-guida; ebbene, ciรฒ รจ proprio pure degliย ฤ€rya. Se รจ vero che il s.m.ย arya, scritto collaย aย breve, significa in sanscrito โ€˜commercianteโ€™. Il fatto che anche gli Eroi utilizzassero le armi o fossero re, principi non provava la loro reale appartenenza allโ€™aristocrazia, cosรฌย come i militi del mondo antico e moderno non appartengono per lo stesso motivo alla generazione eroica seppure si siano autoproclamati imperatori.ย A meno di speciali meriti, sempre possibili anche al di fuori dโ€™una categoria sociale consolidata od in tempi posteriori a quelli dellโ€™espansione ciclica di unย dato ceto. Come insegna la Grecia. Cfr. in proposito Ac.,art.cit.,ย pp. 17-8.

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14)ย Che nulla ha che fare, ovviamente, collโ€™etร  archeologica in questo modo denominata.

15)ย Hรชs.,ย Op.- vv. 156-73.

16)ย Cfr. G.Acerbi,ย Iย Paรฑcajฤna, le โ€˜Cinque Razze degli Zingari e i โ€˜Semiโ€™ del Taroccoโ€“ Algiza, (Nยฐ12), Chiavari 1999, p.16.

17)ย Il concetto di razza presso Greci e Latini era assente, tantโ€™รจ che non vi sono termini greci o latini per indicarlo.ย Il termineย ghลกรฉnosย (lat.genus), connesso al lat.gensย (scr.jฤna, jฤta/ i), designa in realtร  la stirpe o il lignaggio.ย ย La voce โ€˜razzaโ€™ infatti รจ considerata dagli etimologi dโ€™incerta origine, quantunque paia derivare dallโ€˜a.frc.haraz(โ€˜allevamento di cavalliโ€™). Il francese moderno utilizzaย race,ma mantiene ancora il s.m.haras,ย col significato di โ€˜razza, mandria; deposito di stalloni, stabilimento equino da monta.โ€™ย Probabilmente รจ un nome onomatopeico in riferimento alla monta dei cavalli, ma connota in generale un atto ripetitivo.ย ย Inย tal senso cfr. i seguenti due verbi: il frc.harasser(โ€˜stancareโ€™) ed il gr.arรกssลย (โ€˜battere facendo rumoreโ€™).

18)ย Ibรฎd.

19)ย Questa nostra interpretazione non รจ campata per aria, ha un significato tradizionale indipendentemente dal colore proprio della pelle dei Re Magi. Tantโ€™รจ che ritroviamo unโ€™identica ripartizione simbolica in un contesto non cristiano, una fiaba nordica raccolta e riadattata da O.Wilde nella sua raccolta di fiabe pubblicata nel 1891,ย Una casa di Melograni. Il racconto, intitolatoย Il Pescatore e la sua Anima, concepisce un viaggio dellโ€™Anima una volta disgiunta dal Pescatore verso le 4 Direzioni del Mondo. ย La prima tappa รจ ad Oriente, da dove origina lo Specchio della Saggezza, in cui si riflette tutto ciรฒ che esisteย tranne colui che guarda. Tornata dal Pescatore lโ€™Anima gli chiede di rientrare in lui, che lโ€™aveva abbandonata onde dedicarsi ad un sogno dโ€™amore per una Sirena. Ma il Pescatore le nega il rientro, poichรฉ โ€œlโ€™Amore รจ meglio della Saggezzaโ€. La seconda tappa รจ a Sud, dove lโ€™Anima reperisce lโ€™Anello della Ricchezza. Stesso cerimoniale al ritorno, ma ancora una volta il Pescatore la respinge, poichรฉ โ€œlโ€™Amore รจ meglio della Ricchezzaโ€. ย Le altre due tappe, teoricamente ad Ovest e a Nord, paiono soppresse in ciรฒ che รจ rimasto del racconto originario, o meglio ridotte confusamente ad una. Perรฒ vi รจ un ultimo tentativo da parte dellโ€™Anima di rientrare col ricatto del piacere ed ancora una volta il Pescatore le dice di no. Poichรฉ โ€œlโ€™Amore รจ meglio del Piacereโ€. Fino a che la Sirena non muore, determinando la morte per disperazione anche del Pescatore, costretto qualche istante prima tuttavia a lasciare un pertugio alla propria Anima per tornare una sola cosa con lui. Orbene, se intendiamo lโ€™Amore in rapporto alla Direzione Suprema, la quinta, che trascende le altre (in altre parole la Direzione Polare), รจ chiaro che nel contesto lโ€™Amore svolge la parte della Mirra, la Saggezza dellโ€™Incenso e la Ricchezza dellโ€™Oro. In una versione sceneggiata della suddetta narrazione, realizzata nel 2000 e presentata invano a qualche casa cinematografica milanese e romana per la realizzazione dโ€™un film in 35 mm, abbiamo da parte nostra modificato la trama a tal punto da ricreare le 2 Direzioni mancanti colle relative Ecumeni (Occidentale e Nordica, cioรจ unโ€™Atlantide fantastica e la Gran Bretagna storica), lโ€™insieme essendo ovviamente in relazione ai 5 Elementi. Ma รจ chiaro che le piรน importanti sono le prime 3, le uniche non a caso presenti nella fiaba.ย Esse equivalgono quindi ai 3 Re Magi, incarnanti simbolicamente le prerogative psichiche delle 3 Razze fondamentali: la Bianca, la Gialla, la Nera.

20)ย Cfr.ย C. Bonnet Xella,ย Le grandi Fatiche di Ercoleโ€“ Archeo (IX, Nยฐ1 [107], gen. โ€™94), De Agostini-Rizzoli, Roma 1994, pp. 58-71;ย inoltre,ย G.Acerbi,ย Il Re Pescatore e ilย ย Pesce dโ€™Oroโ€ฆโ€“ Atanor, Roma 2013 (pross.), Cap.VI,ย passim.

21)ย Ibid., p.72.ย ย Questo fatto dร  lโ€™impressione che in realtร  i Semidei, diversamente da quanto comunicatoci da Esiodo e Platone, erano distinti dagli Eroi. Questi ultimi erano insomma piรน vicini agli Uomini, cronologicamente e caratterialmente; mentre gli altri indicavano i diretti discendenti, sul suolo atlantideo od americano che dir si voglia, di coloro che la tradizione ebraica definisce Sethiti e Cainiti. Gli eroi sarebbero, in altre parole, i superstiti del Diluvio.

22)ย Altri scrittori greci, come Tolomeo, ne hanno in realtร  parlato; altri ancora, quali Megastene, si sono riferiti secondo Lassen aglโ€™Iperborei ma intendevano gliย Ottorakรณrraiย (L.B.G. Tilak,ย The Arctic Homeโ€ฆโ€“ Tilak Bros., Poona 1971, ed.or. 1903; Cap.XI, pp. 319-20).

23)ย Lett.โ€˜terraโ€™: lat.tellลซsย (id.); scr.talaย = โ€˜base, superficie, fondo, pianta del piede, suola della scarpaโ€™ etฤlฤ/ย tallikฤย = โ€˜terra fragranteโ€™. Altri (J.Evola,ย Rivolta contro il mondo modernoโ€“ Mediterraneee, Roma 1969, I ed.1934; P.II, Cap.2, p.232) fa derivare il termine daย Tonalanย  (โ€˜Terra del Soleโ€™), donde la contraz. inย Tullan, patria mitica dei Toltechi.ย  Come si puรฒ spiegare lโ€™aspirata, in tal modo, nel gr.Thoรบlฤ“?ย  Seppure siamo convinti si tratti invero dโ€™un unico etimo originario, alludente da un lato al cielo od al sole e dallโ€™altro alla terra, facciamo notare che lโ€™aspirazione differenzia talora nelle lingue indoeuropee la seconda accezione dalla prima: cfr. ad es. il scr.kฤlaย (โ€˜tempoโ€™ in senso celeste), lat.arc.ย cร elusย (โ€˜cieloโ€™ in senso atmosferico), conย khalaย /ย kuru/ kuย (โ€˜terraโ€™), gr.chแน“ra/ย gฤ“ย (id.).ย  Dunque, osserviamo, la consonante iniziale dei vocaboliย ctonรฎย varia dalla gutturale (k-,ย kh-,ย gh-) alla dentale (t-, th-,ย d).ย  Il gr.chtแน“nย (โ€˜terraโ€™) le riassume tutte, poichรฉ unisce la gutturale alla dentale, seppur la liquida mediale (-r-, -l-) si sia nasalizzata.ย  Invece nel lat.humusย (โ€˜terreno, suoloโ€™), solitamente appaiato ad esso per via dellโ€™avv.chamaรญโ€ฆ(da *chamรกย = id., dove laย -m-ย corrisponde allaย -n-), รจ perdurata unicamente lโ€™aspirata.

24)ย R.C. Jain,The Most Ancient Aryan Societyโ€“ I.B.R., Delhi 1964, Cap.IIIย sgg.

25)ย Codesta locuzione รจ stata intesa come โ€˜โ€˜culla degli Arรฎโ€ (Til.,ย op.cit., p.295), intendendoย vaฤ“ฤตoย come termine apparentato al scr.bฤซjaย (โ€˜semeโ€™); ma sarebbe piรน corretto filologicamente a nostro giudizio collegarla col scr.varแนฃa/vartaย (โ€˜terra, continenteโ€™).ย  Insomma, lโ€™Airyฤnวm vaฤ“ฤตoย altro non รจ che lโ€™ฤ€ryavarta, in tutte le accezioni nelle quali si puรฒ intendere lโ€™espressione; benchรฉ la prima parola in iranico sia un nome declinato al genitivo plurale ed in sanscrito unโ€™apposizione attributiva, alla maniera dellโ€™inglese.ย  Vedi sul tema G.Acerbi,ย Il mito delย Gokarแน‡aย ed il drammatico agone fra Persรฉo e Medรบsaโ€“ Alle pendici del Meru (17-01-13), su questoย blog, pp. 11-2, n.8.

26)ย Cfr. in proposito il scr.ฤชล›vara, voce ove la prima parte (ฤชล›/ย ฤชล›a)ย del nome compostoย allude allo Spirito Supremo ossia al Signore in senso personale; mentre il suff.โ€“vara,ย apparendo dโ€™incerta origine, potrebbe celare un rimando cosmografico obliterato al suddetto โ€œRecintoโ€. Tanto piรน che la baseย *var-, indicante occultamento, รจ rintracciabile nella seconda parte del termineย Ilฤ-varta,ย variante terminologica diย Ilฤโ€“vแน›ta. Il senso dellโ€™espressione รจ quello stesso del lat.Latium,ย dal vr.lateoย = โ€™esser nascostoโ€™, ossia di โ€˜(Terra) Nascostaโ€™.ย  Il scr.ilฤย (โ€˜terraโ€™, in senso boscoso) รจ appaiabile, piรบ precisamente, al gr.รlฤ“ย (โ€˜selvaโ€™).

27)ย Quel che asserisce Guรฉnon (op.cit, Cap.II n.num., p.31) ovvero che il pref.yperย venne aggiunto dai Greci in un tempo โ€“ lโ€™Etร  Classica โ€“ in cui non si conosceva piรน il senso dellโ€™attr.Borลก-รฉa-sย (โ€˜borealeโ€™), chโ€™egli collega alla radice da cui proviene il nome del verro (scr.var-ฤh-a), non รจ corretto; รจ semmai vero il contrario, ossia che รจ il tradizionalismo europeo contemporaneo ad aver smarrito la distinzione originaria fra Ciclo Iperboreo e Ciclo del Nord. Ciononostante, questa distinzione fa capolino ogni tanto sia nella cosmografia guรฉnoniana che in quella evoliana, senza che i due autori ne traggano le dovute conseguenze. Ciรฒ che lโ€™autore francese aggiunge subito dopo relativamente al Ciclo del Cinghiale e a quello dellโ€™Orso dimostra che egli confondeva gli assunti della tradizione druidica con quelli della tradizione brahmanica. Del resto, il nomeย Vฤrฤhฤซย non allude tanto alla โ€˜Terra Iperboreaโ€™ quanto alla โ€˜Terra Orientaleโ€™. Tutta la questione in veritร  รจ maggiormente complessa di quanto non si dica ora in nota, andrebbe trattata in modo specifico come argomento a sรฉ.ย  E se la semplifichiamo, lo facciamo esclusivamente per una ragione di spazio.

28)ย Confusa con essa ma in realtร  un doppione dellโ€™Ecumene Orientale, ilย Bhadrฤล›va,ย chiamato daglโ€™indigeni polinesianiย Hawai-ki; tanto che nella contemporaneitร  questo nome ha finito per diventare,ย mutatis mutandis, il nome dโ€™un esotico succo di frutta proveniente dal Pacifico.

29)ย Sul tema magnificamente Evola (op.cit., Cap.3, p.235) cita un passo decisivo (Li-tzeโ€“ v), menzionando il Giganteย Kung-Kungย che โ€œinfrange la colonna del cieloโ€.

30)ย Evola (ibid., p.237) osserva al riguardo:ย ย โ€œLa Groenlandia, come sembra dirlo lo stesso nome, fino al tempo dei Goti pare presentasse una ricca vegetazione e non fosse investita ancoraย dal congelamento.โ€ Ciรฒ รจ estremamente interessante, indipendentemente dal fatto che lโ€™autore confonda lโ€™Artide col Nord. Cosa comprensibile, dโ€™altronde, se รจ vero che รจ avvenuta anche nei testi tradizionali e nei dati di trasmissione orale.

31)ย Vedi in proposito quanto specificato in Ac.,ย art.cit., n.12.ย ย A tal quesito proveremo a rispondere prossimamente in un libro che abbiamo intenzione di preparare, intitolatoย Gli Avatฤrย e lo slittamento dei Poli, di cui fra breve pubblicheremo ivi anticipatamente in forma dโ€™articolo a sรฉ stante il capitolo conclusivo, giร  provvisoriamente stilato.

32)ย Anche altri (F.Vinci,ย Sulle tracce dellโ€™Eden-ย Hera, Nยฐ109, feb. โ€™09,ย passim), benchรฉ non distinguano fra una terra atlantica post-paradisiaca (il veroย Eden, cioรจ lโ€™Erenย al dire del Dupuis, letteralmente la โ€˜Terra degliย Arรฎโ€™)ย ed il Paradiso Terrestre, pongonoย ย lโ€™ultima patria โ€“ ci verrebbe da dire โ€œlโ€™Ultima Thuleโ€ โ€“ prima dei tempi storici nellโ€™Europa Settentrionale; e non in Asia Centrale, ove lโ€™importazione dei cavalli parrebbe relativamenteย ย recente.

33)ย Evola (cit., p.239, n.18) menziona un altro passo, di Ecateo dโ€™Abdera (IV sec. a.C.), ove รจ stabilito che la Britannia era stata abitata dagli Iperborei. Queste genti, dโ€™origine subartica, sono state identificate ai Protocelti; un ramo celtico evidentemente strettamente affine se non identico a quello protogermanico, costituito di pescatori e cacciatori, che pare abbia preceduto il ramo celtico piรน evoluto (camito-druidico) dโ€™origine mediterranea. Questo secondo ramo era viceversa dedito alla pastorizia e allโ€™agricoltura, secondo quanto lโ€™archeologia subacquea ha provato di recente attraverso i reperti delย Doggerland, la striscia di terra che univa tempo fa la Britannia allโ€™Europa prima dellโ€™ultima inondazione. Ed avrebbe raggiunto la zona allโ€™inizio del Neolitico, ovvero c. 6.000 anni fa,ย fondendosi poi colla popolazione locale.

34)ย P-K. Agrawala,ย Mithuna.ย The Male-Female Symbol In Indian Art and Thoughtโ€“ Munshiram M., N.Delhi 1983, Cap.3, pp. 15-6.

35)ย Ibid., ill. 24, 26, 43, 44.

36)ย C.Caillat,& R.Kumar,ย Jain Cosmologyโ€“ Ravi Kumar/ Lilakala AG, Basilea-Parigi-N.Delhi 1981, p.159, tav.83.

37)ย Ibid., p.157, tav.82.

38)ย M.&J. Stutley,ย Dizionario dellโ€™Induismoโ€“ Ubaldini, Roma 1980 (ed.or.ย A Dictionary of Hinduismโ€“ Routledge & Kegan P., Londra 1977),ย s.v.:Kฤ€MADHENU, pp. 204-col.b-205, col.a.

39)ย M.Bussagli,ย Eros indianoโ€“ Bulzoni, Roma 1972, Intr., p.11.


Un commento su “Uttara Kuru, il Paradiso Boreale nella cosmografia e nell’arte indiana”

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