Giuseppe Acerbi esamina il tema del Paradiso Boreale nella tradizione induista, inquadrandolo nella dottrina dei cicli cosmici e mettendone in rilievo le corrispondenze con la tradizione esiodea e platonica, analizzando infine i simbolismi che si ritrovano nelle rappresentazioni artistiche di tale locus amoenus.ย
di Giuseppe Acerbi
originariamente pubblicato su Alle pendici del Monte Meru, blog dell’autore
e ripostato da L’Immagine Perduta
copertina: Mandala del Monte Meru
La concezione vicino orientale del Paradiso Terrestre quale sede originaria della prima coppia umana trova riscontro anche nel Medio Oriente, tanto in Iran quanto in India. In India perรฒ รจ rintracciabile pure qualcosโaltro in proposito, non corrispondente alla ristretta visione delle tradizioni abramitiche, almeno nei loro aspetti essoterici. Avviene insomma nel mito e nellโiconografia una specie di moltiplicazione erotica del tema, ad es. nel famoso complesso architettonico di Khajurฤho. Le coppie divengono innumerevoli e si mescolano orgiasticamente le une alle altre, in maniera quasi da trasfondersi nella coppia divina originaria, secondo un modello archetipico che le trascende e le valorizza sino allโestremo grado dellโessere in un giardino sovrannaturale dei piaceri. In pratica esse riflettono, su un piano spaziale poeticamente immerso nel mondo della natura sebbene formalmente stilizzato, la dimensione spirituale primordiale di comunione col mondo animale e vegetale; nel simbolo descritta come uno stato di magnifica beatitudine fisica, non disgiunta tuttavia da unโacquisizione di beni del tutto interiore. Lโabbondanza dei piaceri assume il ruolo, cosรฌ, di veicolo di doni celesti e terreni ad un tempo.
La culla geografica del ceppo ario
Gli europei negli ultimi due secoli si sono dati molto da fare per rintracciare la pretesa sede originaria della โrazza arianaโ, pretesa che in quanto tale non poteva essere minimamente soddisfatta; poichรฉ non corrispondeva ad alcunchรฉ di vero sul piano cosmografico reale, lo scopoย nascosto di questa teoria essendo sottosotto quello di giustificare il colonialismo europeo in Asia ed altrove. Ciรฒ non significa che soltanto gli europei ne siano andati soggetti.ย Eurocentrismo a parte, purtroppo codesto errore รจ stato commesso anche dagli studiosi orientali, in particolare indiani; i quali hanno subito le influenze negative del cd.ย ฤrya Samฤj, lett. โAssemblea degli Arรฎโ, un movimento apparentemente indigeno ย (fu fondato nel 1875 da D.Saraswati ed influenzรฒ in parte persino il grande Tilak), ma fortemente condizionato dalla mentalitร imperiale anglosassone tramite la Societร Teosofica, non a caso insediatasi in India proprio in quegli anni.ย E come tale votato al pregiudizio razziale.

Manvantara, Yuga e Ciclo Avatarico
Qui non vogliamo trattare perรฒ lโargomento ariano in relazione al razzismo ottocentesco europeo, bensรฌ in riferimento allโUttarฤย Kuruย (scr.ย Uttarฤkuru)ย (1). LโUttara Kuru รจ, secondo la cosmografia hindu, la quinta manifestazione delle terre emerse nellโarco dellโintero Grande Eone (Manvantara). Unย Manvantaraย รจ un periodo umano nella sua totalitร , se vogliamo un intero ciclo adamitico; poichรฉ come avviene nellโiranismo pure nellโinduismo si concepisce una molteplicitร di 7 cicli umani, corrispondenti a 7 Terre, effigiate da 7 anelli concentrici attorno alย Merupฤrvata. Questi 7 cicli si ripetono poi allโinverso a formare unย Kalpa, fatto di 14ย Manvantara. Ogni Grande Eone a sua volta รจ suddivisibile in 10 Cicli Avatarici, ossia in 10ย Yugaย di 6.480 anni ciascuno; quel che nella cultura greco-romana classica era definitoย Mรขgnus Annus Platรดnis,ย con relativi Grandi Mesi, evidentemente ciascuno di 540 anniย (2).
Anche il Ciclo Avatarico era noto a Greci e Romani, probabilmente lo avevano appreso dai โCaldeiโ,ย secondo quanto si deduce da certi passi di Platone che abbiamo altrove commentatoย (3)ย nonchรฉ attraverso la virgiliana IVย Eclogaย (4). Ogni singoloย yugaย รจ determinato dalloย yogaย (congiunzione) dei 7 pianeti visibili, lโultimo dei quali รจ avvenuto in cielo il 3 maggio del 2000ย (5). Ciรฒ a conclusione del X Periodo Avatarico, benchรฉ il mondo non ne abbia โ sinora almeno โ assolutamente preso coscienza se non in forma subcosciente. I grandi cambiamenti che paiono allโordine del giorno in politica e nella natura circostante sono sicuramente interpretabili in tale ottica, anche se bisogna star molto attenti a non cadere nelle illusioni.
ร su siffatta base dottrinaria che va comunque impostato il problema ario, esattamente come hanno fatto a loro tempo Esiodo e Platone cogli Eroi (anche in quel caso una generazione umana e non una razza), anzichรฉ sul pregiudizio storicistico manifestato da certa Destra europea o allโopposto sul pregiudizio anti-storicistico proprio della parte politica avversa. La suddivisione delย Manvantaraย puรฒ essere comunque alternativamente quinaria o quaternariaย (6). La prima comprende le stesse periodizzazioni della suddivisione denaria, ma raggruppate a due a due; sicchรฉ ciascun ciclo raddoppiato โ di oltre 12.960 anni โ sarร messo in rapporto solamente colle 5 Grandi Direzioni (i Punti Cardinali + il Centro Polare Boreale, vale a dire lโArtide)ย (7), escludendo dal novero i Punti Intermedรฎ (NE, SE, SO, NO + il Centro Polare Australe, cioรจ lโAntartide)ย (8).

La seconda invece รจ caratterizzata dal simbolismo dharmico ovvero da uno sviluppo regressivo del tempo, tale per cui in ogni ciclo โ dallโEtร dellโOro allโEtร del Ferro โ gliย yugaย vengono raggruppati decrescentemente secondo la nota formulaย 4+3-2+1=10; quel che chiamasi, geometricamente, quadratura del cerchio. Si tratta dโun problema ermetico diffuso in tutta evidenza tanto nel mondo indo-iranico, quanto in quello greco-latino; e che รจ presente, seppure in modo meno conclamato, persino nella cultura celto-germano-slava. Le denominazioni cambiano qua e lร , ma la sostanza rimane pressappoco la medesimaย (9).
Un analogo mito cosmogonico, checchรฉ ne pensasse Eliade, fa dโaltronde capolino pure nel mondo semito-camitico, sebbene maggiormente occultato rispetto al mondo jafetico. Proprio questโultimo termine introduce dโaltronde indirettamente il discorso sul Paradiso Boreale. Giacchรฉ delle 5 Grandi Ecumeni (Paรฑcamahฤdvฤซpa) presenzianti via via nelย Jambudvฤซpaย (oย Dvฤซpaย della Melarosa), lโestensione continentale caratteristica del VIIย Manvantaraย (benchรฉ qualcuno usi il termine in maniera piรน ristretta, quale sinonimo diBhฤrataย ossia del territorio indiano), lโUttara Kuru รจ la quinta in ordine di tempo. Venendo dopo lโIlฤvแนtaย (Artide), ilย Ketumฤlaย (ad E), ilย Bhฤratavarแนฃaย (a S), ilย Bhadrฤลvaย (ad O) e situandosi a Nย (10).
Un Nord perรฒ ben distinto dallโArtide, quantunque per trasposizione unโecumene rimandi allโaltra e si riferisca ad una data direzione semplicemente come centro nevralgico dโespansione culturale in una determinata epoca. Ora, non รจ di Arรฎ che dovremmo parlare in rapporto al Paradiso Boreale (Nordico), ma piuttosto di Jafeti, termine biblico assai piรน conveniente di quello ora citato ed ingiustamente rigettato dagli studiosi odierniย (11).ย ย Dato che, cโinsegna ancora una volta Platoneย (12),ย i Semidei od Eroi โ ai quali gli Arรฎ paiono apparentati fin etimologicamenteย (13)ย โ appartenevano allโEtร del Bronzo.

Quindi, stando allaย dottrina platonica, cronologicamente apparterrebbero ad un periodo di 12.960 anni antecedente alla mitica Etร del Ferroย (14).ย ย Siccome questโultima รจ lโEtร degli Uomini, non degli Eroi.ย Prima del grande filosofo del VI sec. a.C il poeta Esiodoย (15)ย li collocava, invero un poโ disordinatamente seppur con efficacia, addirittura piรน addietro; cioรจ a mezzo fra lโEtร del Bronzo e lโEtร del Ferro, ma nello schema quinario da lui adottato sarebbe stato meglio parlare di III e V Era, ‘sรฌ da associare lโEpoca degli Eroi alla IV.ย ย Oppure introdurre il simbolismo dโun quinto metallo, come ha fatto la cosmologia iranica.
In termini cronologici precisi, il riferimento platonico รจ ad un ciclo che va dal 17.440 al 4.480 a.C., quello esiodeo ad uno protraentesi dal 23.920 al 10.960 a.C.ย ย In altre parole, Platone pone gli Eroi fra lโAvvento dellโAtlantide ed il Diluvio di Deucalione; diversamente, Esiodo li situa per intero allโinterno di quello che in termini di cosmologia gitana potremmo chiamare โCiclo della Razza Rossaโ. La Razza Rossa secondo la cultura zingaraย (16), non per niente dโorigine indiana, era da considerare una razza mistaย (17). Cosa del resto comprovata oggi dallโetno-antropologia, che ipotizza lโarrivo di due ceppi incrociatisi sul suolo americano, uno paleoasiatico proveniente dallโArtide e lโaltro austronesiano dโorigine antartica. (Un terzo ramo etnico sarebbe giunto addirittura dal Pacifico.)
Non dichiarava la mitologia greca, vedi ad es. Eracle, che gliย Hรฉrลesย odย Hemitheoรญย erano figli di dรจi intrattenutisi cogli umani? Le tradizioni ebraiche precisavano ulteriormente il concetto, asserendo seppur oscuramente (Gen.โ VI. 4) che per genti eroiche andavano intese i discendenti dei โfiglรฎ di Dio incrociatisi colle figliuole degli uominiโ.

Insomma,ย secondo quanto in genere sโinterpreta, sethiti e cainiti.ย Nonostante lโincongruenza del vate ellenico del VII sec., visto che questi ha adottato i termini ciclici della suddivisione quaternaria (Oro, Argento, Bronzo e Ferro) pur inserendo di fatto nella sua cosmogonia il numero di generazioni umane proprio invece di quella quinaria (Dei, Demoni Superiori, Demoni Inferiori, Eroi ed Uomini), la collocazione ciclica degli Eroi od Arรฎ che dir si voglia da lui adottata appare corretta; una collocazione che oseremmo definire tardo-paleolitica, interpretando il problema in chiave paletnologica, glโIndoeuropei โ denominazione fasulla inventata per convenzione in epoca contemporanea, partendo dagli studรฎ linguistici e mai unanimemente accettata se non nel Novecento โ non essendo altro che lโultima forma assunta dai biblici Jafeti dopo i varรฎ incroci delle stirpi arie occidentali ed orientali con elementi razziali differenti (pre-arรฎ).
Si deve tener conto altresรฌ che nella stessa stirpe eroica platonicamente intesa, ovverosia piazzata 6.480 anni piรน tardi, andrebbero annoverati pur con distinzione percentuale Semiti e Camiti. In pratica tutti i discendenti del leggendario Noรจ, che i Greci chiamavano Eracle e glโIndianiย Kแนแนฃแนaย (questi ultimi due sono stati peraltro identificati tra di loro sin dallโantichitร ), diversamente mescolatisi in territorio eurasiatico e nordafricano a quel che rimaneva nella V Era delle precedenti razze: la Bianca, la Gialla e la Nera; le uniche reputate pure dagli Zingari siccome mai ibridatesi, a differenza della Rossa e della Bruna, la penultima e lโultimaย (18).

Secondo quanto comprova indirettamente il simbolismo originario dei colori dei 3 Re Magi, indicante cripticamente un passaggio di consegne sacrali dal bianco Baldassarre latore di Mirra (cioรจ dโAmore in senso profetico)ย dapprima al giallo Gaspare latore dโIncenso (Conoscenza in senso sacerdotale) e poi, alfine, al nero Melchiorre latore dโOro (Potere in senso regale)ย (19). La figura di Noรจ non meno di quelle di Eracle e diย Kแนแนฃแนaย ha dโaltronde biblicamente due aspetti, uno anti-diluviano e lโaltro post-diluviano; nella mitologia greca, nondimeno, il personaggio di Eracle mostra alcuni rimandi olimpico-paleoliticiย ed altri eroico-mesoliticiย (20),ย giร rilevati peraltro da Erodotoย (21). Egualmente in India il IXย Avatฤra,ย Kแนแนฃแนa-Jagannฤtha,ย appare visibilmente laย controfigura post-diluviana โ o mesolitica se si preferisce โย dellโVIII,ย Kแนแนฃแนa-Gopฤla.
Se dunque intendiamo gliย Uttarฤkuraย dei testi indiani (dei quali il Bussagli rilevava unโeco negliย Ottorokรณrraiย dellโautore greco Amomรจto)ย (22), a partire dalย Mahฤbhฤrata, come i discendenti eracleo-noaico-krishnaiti nel loro assieme รจ chiaro che costoro debbano esser presi quale metonimia delle popolazioni dislocate pressappoco a nord dellโequatore nelle attuali contingenze del globo; ovvero, intendendole in senso cronologico, pressappoco gli abitanti eurasiatici (ad esclusione dei Paleoasiatici, che sono altra cosa, e di altri ceppi provenienti da sud ibridatisi colla Razza Gialla) degli ultimi 12.960 anni.ย Quelli insomma appartenenti alla cd.V Era, dominata secondo i gitani dalla Razza Bruna โ la denominazione deriva dallโebraico, cioรจ dal significato del nomeย Cam,ย che รจ il primo ad aprire lโultima epoca โ e secondo i greci dagliย รnthropoi.ย ย Il loro paradiso (che รจ anche il nostro, di noi uomini attuali), chiaramente unโeco lontana di quello originariamente iperboreo in un mondo ancora preistorico evidentemente scemato via a poco a poco per lasciare il posto alle nefandezze delย Kaliyuga,ย appare piรน una chimera che non una realtร effettiva.

Non รจย cosรฌ che appare, infatti, la tanto decantataย Thoulฤย (23)ย dei Greci e dei Romani? In ogni caso, le suddette popolazioni non rientrerebbero assolutamente fra gli Eroi esiodei, ma sarebbero viceversa da identificare in base a Platone per una metร agli Eroiย e per lโaltra metร agli Uomini; quel che insomma nel linguaggio paletnologico definiamo, grossomodo, Mesolitici e Neolitici. Nellโinsieme le due categorie, si noti, corrispondono semplicemente agli Uomini dello schema quinario esiodeo. Lo schema quinario esiodeo รจ utilizzato in India soprattutto dalย Mahฤbhฤrata, mentre lo schema quaternario platonico โ talora lo usa anche Esiodo e viceversa fa Platone col quinario โ ricorre spesso neiย Purฤแนa; fermo restando il fatto che le due soluzioni possano apparire invertite, qua e lร , pure in India. Dato che si tratta dโapplicazioni di determinate regole mitiche, non di forme di pensiero distinte. Lo schema quaternario รจ proporzionale, quello quinario paritetico.
Chiarito questo punto essenziale e rimandando ad altri studรฎย (24)ย per una piรน ampia discussione dellโargomento, implicante necessariamente idee divergenti dalle nostre e meno aderenti ad una discussione di carattere propriamente cosmografico, ci accingiamo ad esaminare qui di seguito i riscontri del mito in campo letterario ed artistico. Sempre ricordando che il pregiudizio ario โ malafede a parte โ รจ in parte giustificato, ma solo in parte, dallโeffettiva confusione intervenuta nei tempi ultimi fra lโAiryฤnem vaฤฤตoย (25)ย โ la definizione รจ propria dei testi sacri iranici, per quanto esista in India tuttโoggi una regione chiamataย Hariyฤnฤย โ ed ilย Varaย (โRecintoโ = Giardino) originario, che glโindรน conoscono comeย Ilฤvแนta.ย Vide suprรข.

Siamo convinti da parte nostra che lโAiryanยem Vaezoย (questa la pronunzia corretta, collaย -e-ย brevissima del gen.pl. e laย -z-ย dolce) equivalga piรน o meno allโUttara Kuru, insomma allโEcumene Settentrionale e non a quella Artica, indipendentemente dalla parte di Artide cui si allude. Eย che ilย Varaย (26)ย rimandi per contro alย Pairi-daezaย (ilย Paradeลaย indiano), cioรจ lโIperborideย (27), sebbene nel testo iranico appaiano la stessa cosa. Ciรฒ per il fatto che la sovrapposizione fra le due terre, poste cronologicamente agli antipodi delย manvantara, รจ avvenuta costantemente cosรฌ in Iran come in India. Tanto che รจ difficile distinguere al riguardo quando non vi siano altri riferimenti aggiuntivi che ne fanno due ecumeni separate, oltrechรฉ piazzate allโinizio ed alla fine del Grande Eone. Colla conseguenza inevitabile, passando il tempo, di sfumare lโuna nellโaltra.
Ultimamente ci siamo convinti che persino sul piano geografico, non solo cronologico e cosmografico, dovette esservi una netta distinzione fra le due terre. Poichรฉ non รจ plausibile che la Terra Paradisiaca delle origini adamiche sia sprofondata di qualche centinaia di metri sotto il livello marino dellโArtide attuale e poi sia tornata parzialmente a galla, la cosa valendo esclusivamente semmai per la terra denominataย Varฤhฤซย (28).ย Se la nostra tesi รจ corretta allora significa che non meno dei 2 poli celesti gli stessi poli terrestri nellโarco di molti millennรฎ devono essersi spostati allโinterno dei rispettivi circoli polari da un dato punto ad un altro (attualmente i due poli geografici si trovano uno nellโOceano Artico, in corrispondenza della Terra di Baffin, e lโaltro nel bel mezzo dellโAntartide), oppure che la perdita dellโIperboride sia avvenuta a causa di fattori climatici dovuti allo spostamento dellโinclinazione dellโasse terrestre, i dati tradizionali spingendo in tal direzioneย (29).
E la Regione degli Arรฎ qual era allora? La Scandinavia o la Groenlandiaย (lett. โTerra Verdeโ) (30), od unโaltra zona dellโEurasia oppure dellโAmerica Settentrionaleย (31)?ย Personalmente siamo convinti che si trovasse nel Nord America, magari in Groenlandia od in qualche terra ad essa adiacente. Lo presuppongono i miti celtici.ย E che poi si fosse spostata in una nuova terra, questa volta del Nord Europaย (32). Stando alle denominazioni si potrebbe additare quale secondo centro dโirradiazione la Britanniaย (33), non a caso identificata allโAvallon,ย la โTerra delle Meleโ. In quanto al passaggio da una riva allโaltra dellโAtlantico, non รจ detto che si sia provveduto in unโunica soluzione, via Islanda. Potrebbe essere avvenuto anche un passaggio piรน a sud, via Azzorre, secondo quanto insegna laย Bibbia: vedi leggenda dello sbarcoย sul Monte Ararat, nel mezzo dellโinondazione, cosa che sottintende un precedente ingresso nel Mediterraneo. Di lร sarebbe poi avvenuta una ricongiunzione in Europa dei due filoni etnici di provenienza oltreatlantica.

Il Paradiso Nordico nella letteratura e nell’arte
Riferimenti letterarรฎ al tema sono reperibili al dire della Agrawalaย (34)ย neiย Brฤhmaแนaย (Ait.B.โ viii. 14 e 23), ma non neiย Veda, oltrechรฉ nella letteratura epico-puranica (Har.P.โ vii,ย Pd.P.โ iii). Anche la tradizione buddhista ha fatto proprio il concetto, dalย Dฤซgha Nikฤyaย (At.โ xxxiii. 4) alย Mahฤvฤnija Jฤtaka; ed, analogamente, quellaย jainaย (รdi Pur.โ iii). I 2 elementi fondamentali caratterizzanti lโUttarฤkuruย sono la Coppia (oย Mithuna, che iย jainaย chiamanoย Yugala) nonchรฉ lโAlbero delย Kalpaย (Kalpavแนkแนฃaย oย Kalpadruma). Sono siffattiย emblemi, difatti, che spiccano nelle rappresentazioni artisticheย (35). ร soltanto nellโarteย jainaย perรฒ che lโUttara Kuru viene illustrato sul piano cartografico. Non si tratta tuttavia dโuna rappresentazione con riscontri geografici autentici, ma piuttosto dโuna raffigurazione cosmografica idealeย (36), tendente a contrapporre la suddetta ecumene alย Devakuru, la Regione degli Deiย (37).

Secondo lโAgrawala il Paradiso Nordico ha finito per diventare nella mitologia indiana un paradigma di riferimento non meno dโaltri paralleli emblemi di beatitudine e dโabbondanza quali il Vaso Ripieno (Pรปrแนaghata), la Cornucopia (Nidhiลแนแนga), la Vacca dei Desiderรฎ (Kรขmadhenu) o la Gemma del Pensiero (Cintamani). Ciascuno di codesti contrassegni costituisce un rimando prezioso per lโindรน a quel misteriosoย quidย interiore avente la proprietร , appunto, di soddisfare ogni desiderio. Ilย quid, ovviamente, รจ dato da quel che gli alchimisti occidentali ritengono il punto dโarrivo della cd. Grande Opera.
Adesso comunque a scopo di maggior chiarezza occorrerร spiegare ad uno ad uno gli emblemi citati, includendo quelli paradisiaci ad inizio e conclusione del discorso. Ilย Kalpaย รจ la maggior unitร di misura temporale nella cosmogonia indiana.ย ย In 1ย kalpaย son racchiusi i 14ย manvantaraย ed ogni kalpa indica pertanto un ciclo a sรฉ di manifestazione.ย ย Ilย Kalpavแนkแนฃaย ha perciรฒ la stessa funzione delย Jambลซvแนkแนฃa, seppur in un arco di tempo piรน ampio. Circa ilย Purแนaghataย รจ presto detto. Non รจ che lโequivalente indiano della neopersiana Coppa Oracolare diย Jamลฤซd,ย o del cristico Santo Graal.

Viceversa ilย Nidhiลแนแนgaย (lett. ‘Corno del Tesoroโ) รจ associato spesso aย Kuberaย e funge da Corno dellโAbbondanza, pieno di gemme, pur detenendo in sostanza le medesime prerogative della nostra Cornucopia,ย che invece รจ piena di frutta.ย Kamadhenuย (lett. ‘Vacca del Desiderioโ), prima-nata dal Rimestamento dellโOceano di Latteย (lโOc. Artico),ย รจย alternativamenteย denominataย Surabhฤซ, Nandinฤซย oย Ilฤย (vilฤ)ย e possiede delle controparti sia in Egitto che nel Nordeuropa. La bianca vaccaย Shillukย ad es., cโinsegnano gli Stutleyย (38), รจ generata dal Nilo, mentre la norrenicaย Auohumlaย nasce del pari dalla fusione dโimponenti masse di ghiaccio. Invece la Cintamani non รจ che la Pietra Filosofale.
In conclusione, ilย Mithunaย nella Landa Nordica รจ poeticamente immaginato vivere in una condizione atemporale di perpetua beatitudine ed invariata prosperitร , esente dai bisogni e dalle pene affliggenti la comune natura umana. In tale idillica visione i membri delle varie coppie paradisiache sono descritti nel compimento dโuna vita mai lontana da quella del proprioย partner, inseguendo un destino parallelo di morte indolore.

Quasi un rapimento estatico, in linea collโintimo rapimento dei sensi in cui hanno trascorso la loro esistenza. Nel 1972 il prof. Bussagli (ordinario di Storia delโArte dellโIndia e dellโAsia C. alla โSapienzaโ di Roma), in occasione della pubblicazione del suo bel saggio sullโerosย (39), introduceva cosรฌ lโargomento:
ยซ Unโantica leggenda indiana, rimasta viva attraverso i secoli, descrive gli esseri che abitano il โcontinente del nordโ, lโUttarakuru delle fantasiose cosmologie tradizionali, e li immagina come esseri umani di straordinaria bellezza, nati senza dolore, a coppie (maschio e femmina), destinati ad un rapidissimo sviluppo. Ogni coppia, perduta nella reciproca contemplazione, esperta di tutti i piaceri ed i giuochi dโamore vive diecimila anni di fiorente giovinezza.ย Nati insieme, i due muoiono contemporaneamente, stretti in un abbraccio supremo e iย giganteschi garuda, uccelli magici che si nutrono di serpenti e di elefanti, trasportano i loro corpi sulla montagna, che รจ lโasse del mondo, senza che resti traccia o memoria della loro vita, del loro aspetto, della fiamma dโamore che li ha alimentati ed avvinti per millenni. ยป

Note:
1) Per lโetimo di codesta espressione vedi da un lato il gr.chแนraย (โterra, territorioโ), scr.kur-u/ kurฤย (id.); dallโaltro lโing.ut-t-erย (โesterioreโ), compar. di unโarcaica prep.*utย (โfuoriโ, donde lโingl.mod.ย o-ut), sup.ut-mostย oย ut-ter-mostย (โestremoโ).ย Cfr. col comp.out-erย (piรน esternoโ), sup.out-mostย oย out-er-mostย (โmolto piรน esternoโ).ย Corrispondentemente in greco abbiamo, in quasi analoga accezione, il comp.m.hรฝs-t-erosย ed il sup.m.hรฝs-t-atos; del pari, in sanscrito, il comp.m.ut-t-ar-aย (f.โฤซ) ed il sup.m.ut-tam-aย (f.โรฎ).ย La particella di riferimento in tal caso รจย ud, preposizione che viene erroneamente assimilata allโing.up(โsuโ) ed in rari casi compare da sola.ย ย Udย equivale invece allo zendย uz, got.ลซt, aat.ลซz, nat.aus/ย ausser.ย E significa โfuori, daโ.ย Da notare che le voci greche citate indicano una โsecondarietร nello spazio e nel tempoโ secondo il Vocabolario Greco-italiano di D.G. Gemoll (ed.R.Sandron, Milano-Palermo 1922,ย s.v.hรฝsteros, p.831, col.b), traduz. del Dizionario greco-tedesco dello stesso autore; mentre quelle sanscrite, in senso figurato, significano rispettivamente โdel nordโ eย dellโestremo nordโ. ย Pertanto, da tutto ciรฒ deduciamo che lโUttarฤย Kuruย non era la Terra Iperborea, ecumene per la qualeย lโIndia ha riservato la denominazione specialeย dโIlฤvแนtaย (โTerra Nascostaโ), bensรฌ la Terra Settentrionale; se dellโAmerica o dellโEurasia non รจ ben chiaro, ma crediamo della prima.
2)ย G.Acerbi,ย Kฤlacakra. La Ruota Cosmicaโ Univ. โCaโFoscariโ, Venezia 1985, P.II, Cap.V, pp. 364.5.
3)ย Cfr. G.Acerbi,ย Le โCasteโ secondo Platone. Analisi dei paralleli nel mondo indoeuropeoโ Convivium (Sear), A.IV, Nยฐ12(gen.-mar.), Scandiano 1993, P.II, Cap.V, pp. 364-5.
4)ย Nel breve studio introduttivo alla IV Ecloga L.Canali (Virgilio,ย Bucoliche-Rizzoli, Milano 1978, p.93) interpreta il passo delleย Buc.- iv. 4-55ย ssย quale riferimento evidente al nuovo ciclo di 10 grandi anni annunciato dalla Sibilla Cumana, ogni grande anno essendo caratterizzato da un metallo.
5)ย C.Berlitz,ย 1999, lโanno dellโApocalisseโ Mondadori, Milano 1984 (ed.or.ย Doomsday 1999 A.D.), p.49, fig.n.num.
6)ย Nello schema grafico quaternario proprio del calendario annuale europeo compaiono soltanto 4 Direzioni anzichรฉ 5, a meno di considerare anche il centro; sicchรฉ sarร il Solstizio Invernale, cioรจ il N (in relazione al Nadir), a rappresentare il Polo Nord.ย ย Mentre il Solstizio Estivo, ossia il S (in relazione allo Zรจnit), rappresenterร il Polo Sud.ย ย Cfr. in proposito R.Guรฉnon,ย Forme tradizionali e cicli cosmiciโ Mediterranee, Roma 1974,ย passim; ed. or.ย Formes traditionnelles et Cycles cosmiques-ย Gallimard, Parigi 1970).ย ย Ragion per cui lโEquinozio di Primavera, in rapporto allโE, comprenderร non solo lโE; ma ancheย le 2 direzioni intermedie, il NE ed il SE.ย ย Parimenti lโEquinozio dโAutunno, in rapporto allโO, compronderร non solo lโO, ma anche il SO ed il NO.ย ย Se invece applicassimo alCaturyugaย lo schema quaternario zodiacale, come fa anche lโAlighieri (Par.- xxvi, 138-42), dovremmo appaiare la Primavera e quindi lโE allโEtร dellโOro, lโEstate ed il S allโEtร dellโArgento, lโAutunno e lโO allโEtร del Bronzo, lโInverno ed il N allโEtร del Ferro.ย ย ย Nel primo caso lโapplicazione รจ di carattere direzional-annuale, nel secondo ritmico-stagionale.
7)ย Oggidรฌ lโArtide coincide colla Siberia per coloro che ostinatamente intendono il polo geografico boreale come fisso, ma se accettiamo lโidea che il polo โ o meglio la crosta terrestre โ sia mobile รจ evidente che in passato il circolo artico possa essersi trovato in altra regione: Scandinavia, Terra di Baffin od Alaska.ย ย Come determinati studรฎ, dโaltronde, hanno rilevato (G.Hancock,ย Impronte degli Deiโ Corbaccio, Milano 1996; ed.or.ย Fingerprints of the Gods, 1995).ย ย Si possono consultare, in proposito, due altri scritti citati dallโautore nella P.V del libro testรฉ indicato: C.H. Hapgood,Lo scorrimento della crosta terrestreโ Einaudi, Torino 1965; Id.,ย The Path of the Pole, Chilton B., N.York 1970.
8)ย Lo stesso discorso di cui alla n.prec. vale per lโAntartide, dove perรฒ a causa del prevalere delle terre sommerse gli spostamenti polari sono naturalmente piรบย difficili da constatare.
9)ย Purtroppo รจ questa suddivisione corretta, basata sui 5 punti cardinali (tradizionalmente sono 5, non 4, essendo da considerare pure il Polo Artico) e quelli intermedรฎย che รจย mancataย al tradizionalismo nostrano fin dai tempi di F. dโOlivet a differenza di quello autentico (indiano, ad es.); sicchรฉ ne รจ derivata unโimpostazione sbagliata giร in partenza, pur facendo capo a grandi personaggi di grande valore come Guรฉnon ed Evola.ย In ciรฒ va vista, ad ogni modo, la mano sottesa dโun certa organizzazione contro-tradizionale retta da Saint-Yves.ย Dagli autori citati, parlando di cose tradizionali non si puรฒ tuttavia non prescindere, รจ giusto riservare loro lโonore che meritano; perรฒ nello stesso tempo vanno corretti i loro errori, perchรฉ questo rientra nellโottica stessa dei loro insegnamenti.
10)ย A dimostrazione di ciรฒ, in una cartina riportata da D.C. Sircar nel suoย Cosmography and Geography in Early Indian Literatureย โ e riprea in C.Blacker & M.Loewe,ย Antiche cosmologieโ Ubaldini, Roma 1978 (ed.or.ย Ancient Cosmologiesโ G.Allen & Unwin- Londra 1975), Cap.5, p.105, n.9 โ il Monte Meru รจ posto al centro dโun cerchio attorniato dalla catena montuosa delย Lokฤlokaย ed illustrante la situazione della Terra a livello cosmografico.ย ย In alto, cioรจ al Nord, รจ posto lโUttarฤkuru.ย ย Se fosse stato la medesima cosa delย Meru, questโultimo non sarebbe stato collocato in mezzo ai 4ย Dvฤซpa.ย Gli autori, non avvedendosi della differenza ora indicata, identificano erroneamente gliย Uttarฤkuruย (si dice tuttaviaUttarฤkura) cogli Iperborei.ย ย Lโerrore di confondere il Nord col Polo Artico รจ stato commesso praticamente da tutti, anche da Evola e Guรฉnon (rispettive scuole comprese), seppur piรน dallโuno che dallโaltro.ย Negli anni maturiย Guรฉnon ha messo in guardia per la veritร gli europei dal loro eurocentrismo, ma nel bailame generale โ e forse per una questione karmica visto il tributo da questi offerto in gioventรน allโOto (attraverso il ramo Papus-Reuss) o meglio allโOtrย al dire di alcuno (M.Introvigne,ย Il cappello del magoโ Sugarco, Varese 1990, P.II,ย Cap.7, p.276 e Cap.6, pp. 237-8), non meno di Evolaย e di altriย โ ha finito pure lui per cadere parzialmente nelle trappole della Sinarchia.ย Anche se il suo pensiero deveย ancora essere esplorato per intero.ย Il prof.Introvigne, lo si capisce fin troppo bene, cerca di screditarlo facendolo passare per uno spiritista convertito di poi allโislamismo; con tutto quel che ne consegue in termini di serietร spirituale, evidentemente.ย Questo non รจ un buon motivo, da parte di altri,ย per negare i passaggรฎย necessarรฎย che hanno condotto il maestro francese alle sue posizioni successive.ย Anche dei profeti le varieย scritture non negano la fase infera.
11)ย Il biblicoย Iaphetย equivale al titano grecoย โIapรฉtos, figlio di Urano e padre di Atlante oltrechรฉ di Prometeo ed Epimeteo.ย ย Secondo taluno (A.Morelli,ย Dei e miti. Enciclopedia di mitologia universaleโ E.L.I., Torino ?,ย s.v.Giapรฉto, pp. 256, col.aโ 257, col.b) โGiapeto รจ forse da identificare con Jafet, figlio di Noรจ. A suffragio di questโipotesi non sta soltanto la somiglianza dei nomi. Prometeo, figlio di Giapeto, รจ considerato il progenitore della stirpe greca.ย Orbene, uno dei figli di Jafet รจ Javan, e Javan รจ il termine col quale presso i Semiti si designavano i Greci, cioรจ gli Ionii. E non basta; il libro dellaย Genesiย (10, 5) precisa: ยซDa essiย (cioรจ dai figli di Javan) vennero i popoli che si sparsero per le isole delleย gentiยป.ย ย Quelle isole non possono che essere lโarcipelago greco”. ย Il Morelli ha ragione, soprattutto se si tien conto che da Prometeo nasce Deucalione e da questi Elleno. In unโaltra versione del mito Deucalione รจ figlio di Minosse, doppione di Prometeo. Il nome ebraico diย Iaphetย rimanda altresรฌ a quello indiano diย Prajฤpati, lett. il โSignore (Pati) della Progenie (Prajฤ), divinitร argentea posteriore aย Varuแนa.ย ย Il s.f.ย pra-jฤย รจ formato difatti in sanscrito dal pref.ย pra-ย (lat.prae-, gr.pro-)ย e dal part.pass.โjฤย (โnatoโ). Perciรฒ ne ricaviamo che il nume presiedente alย Kaliyuga,ย Prajฤpatiย appunto (vecchio titano orionico-solare riciclato nei tempi ultimi non meno di Prometeo, che nella sua veste anteriore equivaleva a Crono), ha funto da antenato archetipico umano dopo la morte diย Kแนแนฃแนaย alla Fine delย Dvฤparayuga. Non per nulla รจ sostituito nei testi indiani, a volte, daย Manu; non ilย Manuย originario, aureo, ma piuttosto il prototipo deiย Manuแนฃaย (โUominiโ) in senso ctonio. Si spiega in tal modo lโequivalenza diย Manuย con Minosse,ย Varuแนaย con Urano,ย Prajฤpatiย con Giapeto,ย Kแนแนฃแนaย (o Noรจ, se vogliamo) con Atlante; e del cerviforme orionico Elleno (vedi etimo) col cacciatore orionicoย Nebrod, la figura biblica cui รจ attribuita la leggendaria edificazione della Babelica Torre. In alte parole, la creazione dโun infermo sub-terreno (palpelย in ebraico, cโinforma il Semerano, significa โconfondereโ), secondo quanto cโinsegna lโiconografia occulta della XVI Lama dei Tarocchi.
12)ย Crat.-ย xv/c-xvi/ย e.
13)ย Il gr.Hรฉrลsย (โeroeโ) รจ visibilmente apparentato dal punto di vista filologico al scr.ฤryaย (โnobile, rispettabileโ).ย ย Gliย Hรฉrลesย non a caso sono messi da Platone in rapporto alla classe commerciale ed artigianale (agricoltori compresi), utilizzante il fattore della feconditร ย (รฉrลs)ย quale principio-guida; ebbene, ciรฒ รจ proprio pure degliย ฤrya. Se รจ vero che il s.m.ย arya, scritto collaย aย breve, significa in sanscrito โcommercianteโ. Il fatto che anche gli Eroi utilizzassero le armi o fossero re, principi non provava la loro reale appartenenza allโaristocrazia, cosรฌย come i militi del mondo antico e moderno non appartengono per lo stesso motivo alla generazione eroica seppure si siano autoproclamati imperatori.ย A meno di speciali meriti, sempre possibili anche al di fuori dโuna categoria sociale consolidata od in tempi posteriori a quelli dellโespansione ciclica di unย dato ceto. Come insegna la Grecia. Cfr. in proposito Ac.,art.cit.,ย pp. 17-8.
14)ย Che nulla ha che fare, ovviamente, collโetร archeologica in questo modo denominata.
15)ย Hรชs.,ย Op.- vv. 156-73.
16)ย Cfr. G.Acerbi,ย Iย Paรฑcajฤna, le โCinque Razze degli Zingari e i โSemiโ del Taroccoโ Algiza, (Nยฐ12), Chiavari 1999, p.16.
17)ย Il concetto di razza presso Greci e Latini era assente, tantโรจ che non vi sono termini greci o latini per indicarlo.ย Il termineย ghลกรฉnosย (lat.genus), connesso al lat.gensย (scr.jฤna, jฤta/ i), designa in realtร la stirpe o il lignaggio.ย ย La voce โrazzaโ infatti รจ considerata dagli etimologi dโincerta origine, quantunque paia derivare dallโa.frc.haraz(โallevamento di cavalliโ). Il francese moderno utilizzaย race,ma mantiene ancora il s.m.haras,ย col significato di โrazza, mandria; deposito di stalloni, stabilimento equino da monta.โย Probabilmente รจ un nome onomatopeico in riferimento alla monta dei cavalli, ma connota in generale un atto ripetitivo.ย ย Inย tal senso cfr. i seguenti due verbi: il frc.harasser(โstancareโ) ed il gr.arรกssลย (โbattere facendo rumoreโ).
18)ย Ibรฎd.
19)ย Questa nostra interpretazione non รจ campata per aria, ha un significato tradizionale indipendentemente dal colore proprio della pelle dei Re Magi. Tantโรจ che ritroviamo unโidentica ripartizione simbolica in un contesto non cristiano, una fiaba nordica raccolta e riadattata da O.Wilde nella sua raccolta di fiabe pubblicata nel 1891,ย Una casa di Melograni. Il racconto, intitolatoย Il Pescatore e la sua Anima, concepisce un viaggio dellโAnima una volta disgiunta dal Pescatore verso le 4 Direzioni del Mondo. ย La prima tappa รจ ad Oriente, da dove origina lo Specchio della Saggezza, in cui si riflette tutto ciรฒ che esisteย tranne colui che guarda. Tornata dal Pescatore lโAnima gli chiede di rientrare in lui, che lโaveva abbandonata onde dedicarsi ad un sogno dโamore per una Sirena. Ma il Pescatore le nega il rientro, poichรฉ โlโAmore รจ meglio della Saggezzaโ. La seconda tappa รจ a Sud, dove lโAnima reperisce lโAnello della Ricchezza. Stesso cerimoniale al ritorno, ma ancora una volta il Pescatore la respinge, poichรฉ โlโAmore รจ meglio della Ricchezzaโ. ย Le altre due tappe, teoricamente ad Ovest e a Nord, paiono soppresse in ciรฒ che รจ rimasto del racconto originario, o meglio ridotte confusamente ad una. Perรฒ vi รจ un ultimo tentativo da parte dellโAnima di rientrare col ricatto del piacere ed ancora una volta il Pescatore le dice di no. Poichรฉ โlโAmore รจ meglio del Piacereโ. Fino a che la Sirena non muore, determinando la morte per disperazione anche del Pescatore, costretto qualche istante prima tuttavia a lasciare un pertugio alla propria Anima per tornare una sola cosa con lui. Orbene, se intendiamo lโAmore in rapporto alla Direzione Suprema, la quinta, che trascende le altre (in altre parole la Direzione Polare), รจ chiaro che nel contesto lโAmore svolge la parte della Mirra, la Saggezza dellโIncenso e la Ricchezza dellโOro. In una versione sceneggiata della suddetta narrazione, realizzata nel 2000 e presentata invano a qualche casa cinematografica milanese e romana per la realizzazione dโun film in 35 mm, abbiamo da parte nostra modificato la trama a tal punto da ricreare le 2 Direzioni mancanti colle relative Ecumeni (Occidentale e Nordica, cioรจ unโAtlantide fantastica e la Gran Bretagna storica), lโinsieme essendo ovviamente in relazione ai 5 Elementi. Ma รจ chiaro che le piรน importanti sono le prime 3, le uniche non a caso presenti nella fiaba.ย Esse equivalgono quindi ai 3 Re Magi, incarnanti simbolicamente le prerogative psichiche delle 3 Razze fondamentali: la Bianca, la Gialla, la Nera.
20)ย Cfr.ย C. Bonnet Xella,ย Le grandi Fatiche di Ercoleโ Archeo (IX, Nยฐ1 [107], gen. โ94), De Agostini-Rizzoli, Roma 1994, pp. 58-71;ย inoltre,ย G.Acerbi,ย Il Re Pescatore e ilย ย Pesce dโOroโฆโ Atanor, Roma 2013 (pross.), Cap.VI,ย passim.
21)ย Ibid., p.72.ย ย Questo fatto dร lโimpressione che in realtร i Semidei, diversamente da quanto comunicatoci da Esiodo e Platone, erano distinti dagli Eroi. Questi ultimi erano insomma piรน vicini agli Uomini, cronologicamente e caratterialmente; mentre gli altri indicavano i diretti discendenti, sul suolo atlantideo od americano che dir si voglia, di coloro che la tradizione ebraica definisce Sethiti e Cainiti. Gli eroi sarebbero, in altre parole, i superstiti del Diluvio.
22)ย Altri scrittori greci, come Tolomeo, ne hanno in realtร parlato; altri ancora, quali Megastene, si sono riferiti secondo Lassen aglโIperborei ma intendevano gliย Ottorakรณrraiย (L.B.G. Tilak,ย The Arctic Homeโฆโ Tilak Bros., Poona 1971, ed.or. 1903; Cap.XI, pp. 319-20).
23)ย Lett.โterraโ: lat.tellลซsย (id.); scr.talaย = โbase, superficie, fondo, pianta del piede, suola della scarpaโ etฤlฤ/ย tallikฤย = โterra fragranteโ. Altri (J.Evola,ย Rivolta contro il mondo modernoโ Mediterraneee, Roma 1969, I ed.1934; P.II, Cap.2, p.232) fa derivare il termine daย Tonalanย (โTerra del Soleโ), donde la contraz. inย Tullan, patria mitica dei Toltechi.ย Come si puรฒ spiegare lโaspirata, in tal modo, nel gr.Thoรบlฤ?ย Seppure siamo convinti si tratti invero dโun unico etimo originario, alludente da un lato al cielo od al sole e dallโaltro alla terra, facciamo notare che lโaspirazione differenzia talora nelle lingue indoeuropee la seconda accezione dalla prima: cfr. ad es. il scr.kฤlaย (โtempoโ in senso celeste), lat.arc.ย cร elusย (โcieloโ in senso atmosferico), conย khalaย /ย kuru/ kuย (โterraโ), gr.chแนra/ย gฤย (id.).ย Dunque, osserviamo, la consonante iniziale dei vocaboliย ctonรฎย varia dalla gutturale (k-,ย kh-,ย gh-) alla dentale (t-, th-,ย d).ย Il gr.chtแนnย (โterraโ) le riassume tutte, poichรฉ unisce la gutturale alla dentale, seppur la liquida mediale (-r-, -l-) si sia nasalizzata.ย Invece nel lat.humusย (โterreno, suoloโ), solitamente appaiato ad esso per via dellโavv.chamaรญโฆ(da *chamรกย = id., dove laย -m-ย corrisponde allaย -n-), รจ perdurata unicamente lโaspirata.
24)ย R.C. Jain,The Most Ancient Aryan Societyโ I.B.R., Delhi 1964, Cap.IIIย sgg.
25)ย Codesta locuzione รจ stata intesa come โโculla degli Arรฎโ (Til.,ย op.cit., p.295), intendendoย vaฤฤตoย come termine apparentato al scr.bฤซjaย (โsemeโ); ma sarebbe piรน corretto filologicamente a nostro giudizio collegarla col scr.varแนฃa/vartaย (โterra, continenteโ).ย Insomma, lโAiryฤnวm vaฤฤตoย altro non รจ che lโฤryavarta, in tutte le accezioni nelle quali si puรฒ intendere lโespressione; benchรฉ la prima parola in iranico sia un nome declinato al genitivo plurale ed in sanscrito unโapposizione attributiva, alla maniera dellโinglese.ย Vedi sul tema G.Acerbi,ย Il mito delย Gokarแนaย ed il drammatico agone fra Persรฉo e Medรบsaโ Alle pendici del Meru (17-01-13), su questoย blog, pp. 11-2, n.8.
26)ย Cfr. in proposito il scr.ฤชลvara, voce ove la prima parte (ฤชล/ย ฤชลa)ย del nome compostoย allude allo Spirito Supremo ossia al Signore in senso personale; mentre il suff.โvara,ย apparendo dโincerta origine, potrebbe celare un rimando cosmografico obliterato al suddetto โRecintoโ. Tanto piรน che la baseย *var-, indicante occultamento, รจ rintracciabile nella seconda parte del termineย Ilฤ-varta,ย variante terminologica diย Ilฤโvแนta. Il senso dellโespressione รจ quello stesso del lat.Latium,ย dal vr.lateoย = โesser nascostoโ, ossia di โ(Terra) Nascostaโ.ย Il scr.ilฤย (โterraโ, in senso boscoso) รจ appaiabile, piรบ precisamente, al gr.รlฤย (โselvaโ).
27)ย Quel che asserisce Guรฉnon (op.cit, Cap.II n.num., p.31) ovvero che il pref.yperย venne aggiunto dai Greci in un tempo โ lโEtร Classica โ in cui non si conosceva piรน il senso dellโattr.Borลก-รฉa-sย (โborealeโ), chโegli collega alla radice da cui proviene il nome del verro (scr.var-ฤh-a), non รจ corretto; รจ semmai vero il contrario, ossia che รจ il tradizionalismo europeo contemporaneo ad aver smarrito la distinzione originaria fra Ciclo Iperboreo e Ciclo del Nord. Ciononostante, questa distinzione fa capolino ogni tanto sia nella cosmografia guรฉnoniana che in quella evoliana, senza che i due autori ne traggano le dovute conseguenze. Ciรฒ che lโautore francese aggiunge subito dopo relativamente al Ciclo del Cinghiale e a quello dellโOrso dimostra che egli confondeva gli assunti della tradizione druidica con quelli della tradizione brahmanica. Del resto, il nomeย Vฤrฤhฤซย non allude tanto alla โTerra Iperboreaโ quanto alla โTerra Orientaleโ. Tutta la questione in veritร รจ maggiormente complessa di quanto non si dica ora in nota, andrebbe trattata in modo specifico come argomento a sรฉ.ย E se la semplifichiamo, lo facciamo esclusivamente per una ragione di spazio.
28)ย Confusa con essa ma in realtร un doppione dellโEcumene Orientale, ilย Bhadrฤลva,ย chiamato daglโindigeni polinesianiย Hawai-ki; tanto che nella contemporaneitร questo nome ha finito per diventare,ย mutatis mutandis, il nome dโun esotico succo di frutta proveniente dal Pacifico.
29)ย Sul tema magnificamente Evola (op.cit., Cap.3, p.235) cita un passo decisivo (Li-tzeโ v), menzionando il Giganteย Kung-Kungย che โinfrange la colonna del cieloโ.
30)ย Evola (ibid., p.237) osserva al riguardo:ย ย โLa Groenlandia, come sembra dirlo lo stesso nome, fino al tempo dei Goti pare presentasse una ricca vegetazione e non fosse investita ancoraย dal congelamento.โ Ciรฒ รจ estremamente interessante, indipendentemente dal fatto che lโautore confonda lโArtide col Nord. Cosa comprensibile, dโaltronde, se รจ vero che รจ avvenuta anche nei testi tradizionali e nei dati di trasmissione orale.
31)ย Vedi in proposito quanto specificato in Ac.,ย art.cit., n.12.ย ย A tal quesito proveremo a rispondere prossimamente in un libro che abbiamo intenzione di preparare, intitolatoย Gli Avatฤrย e lo slittamento dei Poli, di cui fra breve pubblicheremo ivi anticipatamente in forma dโarticolo a sรฉ stante il capitolo conclusivo, giร provvisoriamente stilato.
32)ย Anche altri (F.Vinci,ย Sulle tracce dellโEden-ย Hera, Nยฐ109, feb. โ09,ย passim), benchรฉ non distinguano fra una terra atlantica post-paradisiaca (il veroย Eden, cioรจ lโErenย al dire del Dupuis, letteralmente la โTerra degliย Arรฎโ)ย ed il Paradiso Terrestre, pongonoย ย lโultima patria โ ci verrebbe da dire โlโUltima Thuleโ โ prima dei tempi storici nellโEuropa Settentrionale; e non in Asia Centrale, ove lโimportazione dei cavalli parrebbe relativamenteย ย recente.
33)ย Evola (cit., p.239, n.18) menziona un altro passo, di Ecateo dโAbdera (IV sec. a.C.), ove รจ stabilito che la Britannia era stata abitata dagli Iperborei. Queste genti, dโorigine subartica, sono state identificate ai Protocelti; un ramo celtico evidentemente strettamente affine se non identico a quello protogermanico, costituito di pescatori e cacciatori, che pare abbia preceduto il ramo celtico piรน evoluto (camito-druidico) dโorigine mediterranea. Questo secondo ramo era viceversa dedito alla pastorizia e allโagricoltura, secondo quanto lโarcheologia subacquea ha provato di recente attraverso i reperti delย Doggerland, la striscia di terra che univa tempo fa la Britannia allโEuropa prima dellโultima inondazione. Ed avrebbe raggiunto la zona allโinizio del Neolitico, ovvero c. 6.000 anni fa,ย fondendosi poi colla popolazione locale.
34)ย P-K. Agrawala,ย Mithuna.ย The Male-Female Symbol In Indian Art and Thoughtโ Munshiram M., N.Delhi 1983, Cap.3, pp. 15-6.
35)ย Ibid., ill. 24, 26, 43, 44.
36)ย C.Caillat,& R.Kumar,ย Jain Cosmologyโ Ravi Kumar/ Lilakala AG, Basilea-Parigi-N.Delhi 1981, p.159, tav.83.
37)ย Ibid., p.157, tav.82.
38)ย M.&J. Stutley,ย Dizionario dellโInduismoโ Ubaldini, Roma 1980 (ed.or.ย A Dictionary of Hinduismโ Routledge & Kegan P., Londra 1977),ย s.v.:KฤMADHENU, pp. 204-col.b-205, col.a.
39)ย M.Bussagli,ย Eros indianoโ Bulzoni, Roma 1972, Intr., p.11.

Un commento su “Uttara Kuru, il Paradiso Boreale nella cosmografia e nell’arte indiana”