L’Altrove fantastorico di Pupi Avati

Per l’anniversario dei 45 anni dall’uscita nelle sale del film-cult “La casa dalle finestre che ridono” (16 agosto 1976), riproponiamo anche questa intervista rilasciata da Pupi Avati ad Andrea Scarabelli nell’ottobre 2019, in occasione dell’uscita de “Il signor Diavolo”.

di Andrea Scarabelli

originariamente pubblicato su Il Giornale il 2 ottobre 2019

รˆ da poco uscito nelle sale cinematografiche Il signor Diavolo, ultimo lavoro di Pupi Avati, il cui successo cinquantennale non รจ forse dovuto solo a fattori tecnici ma a una precisa ยซvisione del mondoยป sottesa alla sua produzione. Il film รจ stato accompagnato da due pubblicazioni, edite da Bietti: Gotico padano, di Claudio Bartolini e Ruggero Adamovit, e un numero monografico di Inland, che affronta il mondo avatiano a trecentosessanta gradi, soffermandosi in particolare su questa ยซvisione del mondoยป, tesa tra folklore e immaginario, Medioevo e modernitร , le assolate distese emiliane e un Altrove piรน vicino di quanto si possa pensare. Proprio da qui ha preso le mosse questa chiacchierata.

9788882484170_0_0_626_75

Qual รจ la chiave di volta della sua cinematografia ยซfantasticaยป?

ยซรˆ anzitutto l’idea che il fantastico conviva con la realtร . Noi tutti nasciamo con un potenziale fantastico enorme, viviamo in un mondo in cui possibile e impossibile sono contigui, ma poi la ragione fa sรฌ che la parte non verificabile venga rimossa. Le persone creative, che mantengono un rapporto con l’immaginario, continuano a giudicare realtร  e irrealtร  come dotate della stessa dignitร . Ammettono, insomma, che l’improbabile possa subentrare al probabile. Sono convinto esista un mondo parallelo, alternativo, nel quale potersi rifugiare e su cui contare. Spesso tace, abbandonandoci al silenzio e al dubbio, ma si propone sempre. Il rapporto con l’immaginario รจ una tribolazione continua, ma รจ l’aspetto piรน vivace, misterioso e sacrale della nostra vitaยป.

LEGGI ANCHE  Il dio primordiale e triplice: corrispondenze esoteriche ed iconografiche nelle tradizioni antiche

รˆ il ยซGrande Altroveยป che fa spesso capolino nei suoi film.

ยซPer concepirlo, occorre porsi in una condizione di ascolto, partendo anzitutto dalla convinzione che esso esista. Uno stato di assoluta ricettivitร , basato su un totale indebolimento della ragione. Ne L’Arcano Incantatore (1996), per accedere a questo Altrove il protagonista si fa salassare. รˆ la stessa condizione descritta da Dante all’inizio del suo viaggio ultraterreno, quando parla di un’estrema sonnolenza, una continua spossatezza: รจ questo stato a renderlo ricettivo. Secondo Robert Frost, il poeta รจ come una ricetrasmittente; riceve messaggi, e solo nel trascriverli scopre quel che fa. Allo stesso modo, Poe parla della catatonia in cui si trova mentre scrive i suoi racconti, che descrivono sempre qualcosa situato oltre la Realtร . L’ascolto รจ il pertugio attraverso cui si accede all’Altrove. Lo stesso accade nella preghiera, stato di attesa sacrale nel quale attendiamo l’arrivo di qualcosa di cui non siamo noi gli autoriยป.

MV5BZDZmZmYyMTYtYzQ5ZS00N2NlLWFjYjYtYmRkNGU5YWRmN2I2XkEyXkFqcGdeQXVyMTYzNTE3NDA@._V1_

Esiste quindi un rapporto tra fantastico e sacro?

ยซVede, io credo che la sacralitร  sia una componente fondamentale della nostra vita. Tutto ciรฒ che sfugge alla ragione, che รจ misterioso e inesplicabile, mi affascina profondamente. Provo una grande nostalgia per l’educazione preconciliare di quando ero bambino, quella difesa da Cristina Campo, una scrittrice che adoro, che si รจ occupata molto di liturgia. Un’educazione dotata di una profonda e misteriosa componente sacrale, oggi guardata con diffidenza; il Dio a cui ci rivolgevamo era imperscrutabile. A essere indecifrabile era il Sommo Bene ma anche, in qualche misura, il Sommo Maleยป.

A quest’aspetto รจ dedicato il suo ultimo lavoro, Il signor Diavolo.

LEGGI ANCHE  Licantropia archetipica: ยซUomo diventa lupoยป di Robert Eisler

ยซIl tema รจ proprio il Male, che ha un’importanza da non sottovalutare. Ho la sensazione che, come il Bene, anch’esso giochi un ruolo significativo nella nostra esistenza. Da questo punto di vista, si puรฒ dire che la sacralitร  del Bene e la sacralitร  del Male abbiano, in qualche modo, pari dignitร . Certo, esiste anche un Male per il Male, privo di finalitร  apparenti, spesso esercitato dagli uomini di potere. Non saprei definirlo. O รจ legato a disturbi psichiatrici oppure trova una giustificazione in quell’Oltre di cui ho giร  parlato, grazie a cui passiamo dal Bene al Male. Ed ecco apparire, nel titolo del film, il signor Diavoloยป.

รˆ, tra l’altro, un male ormai ยซnormalizzatoยป.

ยซVede, un tempo, quando ero piccolo, si praticava il cosiddetto esame di coscienza. La sensazione รจ che, oggi, non solo nessuno ci induca a compiere quest’autoanalisi, ma che vi sia una sorta di autoassoluzione, una morale prรชt-ร -porter che trova nell’utile la propria giustificazione. Basta andare in chiesa: durante la Messa, la Comunione viene impartita a tutti. Eppure, nessuno piรน si confessa. Tutti si autoassolvono o, forse, nemmeno si pongono il problema dei loro peccati. Me ne rendo conto e capisco di essere parte di un mondo che sta scomparendoยป.

voci-notturne-6

Mi ha stupito molto scoprire, in Gotico padano, che uno dei suoi libri preferiti รจ Il mattino dei maghi, manifesto del realismo fantastico.

ยซQuando lo lessi per la prima volta, vidi spalancarsi qualcosa che istintivamente intuivo giร , connessioni a cui non avevo mai pensato con il nitore e la chiarezza che avrebbero dato loro una verosimiglianza. Avevo la sensazione che Louis Pauwels e Jacques Bergier mi stessero regalando una chiave con cui poter rileggere la storia attraverso un approccio del tutto diverso, una libertร  che poi mi avrebbe spinto a scrivere la serie Voci notturne (1995), che rievocava i riti della Roma arcaica, riportandoli nel presente. Una prospettiva fantastica, fantastorica, che per anni e anni mi ha affascinato. Ben prima di Dan Brown e affiniยป.

LEGGI ANCHE  "La casa sull'abisso" di William Hope Hodgson

Nei suoi film si รจ spesso occupato di Medioevo.

ยซIn Magnificat (1993), ad esempio, con il suo approccio rosselliniano alla storia, ricostruita attraverso gli Annali francesi che si sono occupati seriamente di Alto Medioevo. Studiando questi testi, ero stupefatto vedendo che gli storici italiani non avevano sondato e raccontato adeguatamente quel periodo. Quello di Magnificat รจ un Medioevo in cui la sacralitร  รจ ovunque: nelle persone, nelle cose, nella vita, nella morte. Dentro di me, sento che si trovano proprio lรฌ le nostre radici. Nel corso dei secoli, abbiamo fatto di tutto per nasconderle, per tacitarle. Eppure, proprio in questo approccio sacrale al Tutto che รจ misterioso ma, al tempo stesso, perfetto e armonico risiede la mia autenticitร ยป.

tuaPm39gp8v99wMM6d1okDOh5iI

Un commento su “L’Altrove fantastorico di Pupi Avati

Rispondi

Scopri di piรน da ๐€๐—๐ˆ๐’ ึŽ ๐Œ๐”๐๐ƒ๐ˆ

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere