“The Pickman’s Model” di H.P. Lovecraft: dissezione di un artista da incubo

Un’analisi del sostrato simbolico โ€” dalla catabasi in una Boston sotterranea realmente esistente al folklore preislamico dei Ghoul โ€” del celebre racconto di Howard Phillips Lovecraft Il modello di Pickman (1926), recentemente riadattato in uno degli episodi della serie tv Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities (2022), diretto dal regista Keith Thomas.

di Miranda Gurzo

Howard Phillips Lovecraft scrisse Il modello di Pickman nel 1926, dopo il suo ritorno a Providence successivo al matrimonio e al soggiorno newyorkese. Tornato nellโ€™amata terra natale dopo il confronto, che lo vide sconfitto, con la spietata societร  moderna, Lovecraft si volse al New England per trovare nuova linfa per la sua ispirazione, fiaccata dagli anni piuttosto improduttivi trascorsi nella metropoli. La cornice de Il modello di Pickman รจ infatti una Boston cupamente trasfigurata, che anticipa il New England incubico in cui Lovecraft ambientรฒ i propri racconti negli anni successivi.

La vicenda รจ narrata attraverso una struttura narrativa particolarmente originale. Il modello di Pickman si svolge infatti come un monologo durante il quale il narratore, un certo Thurber, che apprendiamo essere addentro al milieu artistico bostoniano, racconta allโ€™interlocutore, Eliot, lโ€™orribile avventura occorsagli frequentando Richard Upton Pickman, pittore originario di Salem, la cittร  delle streghe per antonomasia, artista molto dotato ma ostracizzato dai circoli artistici a causa del suo gusto per lโ€™orrido e le ambientazioni cimiteriali. Questa insolita forma narrativa potrebbe sembrare farraginosa, ma si tratta di una lettura invece molto scorrevole, in cui il lettore puรฒ immedesimarsi agevolmente in Eliot e ascoltare le tetre confessioni della voce narrante.

Pickman’s Model (Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities, 2022)

Si tratta fondamentalmente di un racconto sullโ€™arte, basato sulla premessa, esplicitata allโ€™inizio del resoconto, che โ€œsolo il vero artista conosce la vera anatomia del terribile o la fisiologia della paura, il tipo esatto di linee e proporzioni che sono collegate con gli istinti latenti o i ricordi ereditari della paura, ed il giusto contrasto di colori ed effetti di illuminazione che destano il senso addormentato di stranezzaโ€. Queste considerazioni di carattere estetico trovano eco nel contemporaneo saggio Supernatural Horror in Literature (1927), nel quale Lovecraft, esaminando il vaso corpus letterario della narrativa fantastica, si sforzรฒ di mettere in luce i principi cardine che sono alla base di una efficace riproduzione dellโ€™emozione della paura.

Nel racconto vengono nominati diversi esempi di artisti dotati delle qualitร  artistiche che Lovecraft riconosceva in quei pittori la cui arte desta โ€œgli istinti latentiโ€ della paura: fra essi possiamo citare Goya, che produsse alcuni tra i piรน memorabili esempi di arte โ€œoscuraโ€, Dorรฉ, le cui incisioni Lovecraft iniziรฒ ad apprezzare sin da bambino grazie alla sterminata biblioteca del nonno, che conteneva diverse opere illustrate dallo storico incisore, e Clark Ashton Smith, che ancora oggi viene ricordato come uno dei membri fondatori del cosiddetto “Circolo Lovecraft”, e del quale il Sognatore di Providence apprezzava immensamente tanto gli sforzi letterari che quelli nelle arti figurative.

Va detto che il racconto stesso fin dallโ€™inizio ispirรฒ altri artisti, e questo non solo oggi che Lovecraft รจ universalmente riconosciuto come uno dei padri della moderna letteratura dellโ€™orrore soprannaturale. Sin da quando iniziรฒ a circolare fra gli amici di Lovecraft Il modello di Pickman non mancรฒ di colpire chi lo lesse, tanto che un amico di Frank Belknap Long, Dean P. Phillips, realizzรฒ una statuetta del โ€œGhoul che si nutreโ€, il raccapricciante soggetto del quadro di Pickman che dร  il titolo al racconto.

Pickman’s Model (Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities, 2022)

Nonostante sia una storia breve e non sia uno dei suoi racconti piรน importanti, Il modello di Pickman contiene alcuni spunti narrativi molto interessanti, oltre a temi seminali che ritroviamo in gran parte del corpus letterario lovecraftiano. Uno di essi รจ quello della catabasi, la discesa nelle tenebre dellโ€™inconscio, che arriva a Lovecraft da un retaggio immemore, antico quanto lโ€™uomo, e che lo influenzerร  sin dai primissimi esordi letterari. Nel 1898, a soli otto anni, scrisse The Secret Cave, nel quale due bambini scoprono che la loro cantina cela l’entrata di una caverna nascosta, mentre The Beast in the Cave, scritto nel 1905, vede il protagonista smarrito nei cunicoli della Mammoth Cave dove si aggira una misteriosa creatura.

La discesa riaffiorerร  in modo costante nei suoi racconti: da The Shunned House, a The Transition of Juan Romero a The Temple, fino a The Mound, il tema di un mondo sotterraneo o sottomarino dove si celano terrificanti meraviglie รจ insistente e declinato in una miriade di sfumature. Il protagonista si cala di volta in volta nelle segrete di un castello, come in The Rats in the Wall, o in una cantina o una grotta, per fare una scoperta terribile: i mostri esistono, e sono ancora peggiori di come li immaginiamo nelle nostre piรน torbide fantasie.

Il tema della catabasi dal punto di vista psicologico รจ connesso al processo interiore di morte e rinascita, in cui lโ€™individuo รจ chiamato a confrontarsi con i suoi mostri interiori per sconfiggerli e โ€œrisorgereโ€ come uomo rinnovato. Si tratta di un motivo letterario antico quanto lโ€™uomo, un vero e proprio archetipo che non cessa di ispirare artisti anche ora che la modernitร  con le sue luci artificiali ha messo allโ€™angolo il terrore ancestrale dellโ€™oscuritร  e dei luoghi ipogei. Ritroviamo il tema della catabasi in tutte le culture e a tutte le latitudini, dal mito classico di Persefone rapita da Ade e tenuta prigioniera nellโ€™umbratile regno dei morti, alla sua equivalente sumera Inanna, fino ai miti maya dello Xibalba, i nove regni sotterranei dove dimorano le terrifiche divinitร  della morte.

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Va da sรฉ che, data la cornice orrifica della narrativa lovecraftiana, ai protagonisti รจ preclusa qualsiasi conclusione felice: dal confronto con queste forze, se hanno la fortuna di non essere fisicamente annichiliti, essi possono uscire indenni solo facendo appello allo stoicismo e alla consapevolezza della risibilitร  della nicchia trascurabile occupata dal genere umano nel vasto e terrificante edificio dellโ€™universo, universo che nella prospettiva del Sognatore di Providence รจ spietato, impersonale e privo di scopo ultimo. Ma non รจ questo il caso de Il modello di Pickman che, come vedremo, ci mostrerร  gli altri due destini paradigmatici, meno fortunati, degli sventurati esploratori dellโ€™ignoto. 


La discesa nelle tenebre di Pickman (e incidentalmente del narratore Thurber) si svolge nel North End di Boston, una zona suburbana antica e degradata che colpรฌ molto Lovecraft, che la visitรฒ diverse volte. Purtroppo la sinistra ambientazione del racconto non รจ rimasta indenne allโ€™avanzare degli anni e del progresso. Leggiamo infatti nella lettera di Lovecraft a Dwayne Rimel del 14/01/34:

Il modello di Pickman descrive il North End di Boston comโ€™era fino a pochi anni fa, anche se molti di questi vecchi vicoli aggrovigliati sono ora stati spazzati via dai cambiamenti civici: le antiche case sono state demolite e in quel sito sono stati eretti dei magazzini di stoccaggio per merci. Ricordo ancora quando lโ€™esatta posizione della casa dellโ€™artista nella storia fu demolita e rasa al suolo. Era il 1927, e Donald Wandrei (di cui probabilmente conosci le storie, e che allora viveva nella sua cittร  natale, a St. Paul, nel Minnesota, sebbene ora si trovi a New York) stava visitando lโ€™Est per la prima volta. Voleva vedere il luogo in cui รจ ambientato il racconto e sono stato molto felice di portarlo lรฌ, pensando che la sua sinistra bizzarria avrebbe superato le sue aspettative. Immagina il mio sgomento, quindi, nel non trovare nientโ€™altro che uno spazio vuoto dove prima cโ€™erano state le vecchie case traballanti e i vicoletti! Questo fatto mi ha colto davvero alla sprovvista, perchรฉ erano ancora lรฌ fino allโ€™estate precedente. Ebbene, Wandrei dovette accettare la mia parola su ciรฒ che vi era prima, sebbene potemmo ancora trovare tracce del corso della strada principale acciottolata tra i muri delle fondamenta aperte. Un anno dopo tutto fu ricoperto da un grande edificio in mattoniโ€ฆ

Altre reminescenze si trovano nella lettera a Robert Bloch del 9/05/33, in cui Lovecraft scrive al giovane corrispondente che

โ€ฆfino al tardo 1926 lโ€™intricata corte (Foster street) che formava la scena esistevaโ€ฆ i mesi successivi testimoniarono alla sua completa demolizione, lโ€™intero labirinto di vecchie case di un isolato per ogni lato รจ stato raso al suolo. Solo la linea a zig zag del vicolo scomparso, che si avvolgeva tra le mura di cantine in pieno sole, rimaneva a suggerire la cupa stranezza della scena precedente. Antichi condotti dallโ€™uso inspiegabile sono davvero stati trovati sotto le case di questa sinistra sezione, probabilmente il loro scopo era collegato al contrabbando prerivoluzionario.

Mappa di Boston su cui sono registrati i supposti tunnel sotterranei

Le sinistre cripte e le oscure gallerie che si trovano nel sottosuolo di Boston non sono infatti un parto della fervida fantasia di Lovecraft, ma esistettero davvero, e una parte di esse forse esiste tuttora. Nel XIX secolo alcuni muratori al lavoro scoprirono che in una casa al numero 453 di Commercial Street esisteva un sotterraneo dove un ampio varco di pietra collegava la cantina con un tunnel che proseguiva verso Salem Street. La galleria era perรฒ murata, e non era possibile sapere dove conducesse. Lโ€™edificio venne demolito nel 1906 senza che si scoprisse con certezza chi avesse costruito il tunnel. La vulgata voleva che le gallerie fossero state costruite per agevolare i loschi traffici di Thomas Gruchy, un corsaro e contrabbandiere che nel 1745 stabilรฌ la propria residenza proprio a Boston, in Salem Street.

รˆ con ogni probabilitร  a queste vicende che si riferisce Lovecraft nelle sue lettere e nel racconto stesso. I loschi traffici di Thomas Gruchy non spiegano perรฒ del tutto lโ€™esistenza dellโ€™intricata rete di gallerie che traforano il sottosuolo bostoniano. In uno scritto del 1817 รจ menzionata unโ€™ulteriore galleria sotto una casa ubicata in Lynn Street, mentre la Guida AIA a Boston dichiara che una storica dimora di Salem Street ha una cantina in cui si trova un archivolto sigillato che si pensa conduca al cimitero di Coppโ€™s Hill.

Lovecraft era senza dubbio al corrente di tutte queste dicerie. Nel racconto il cimitero di Coppโ€™s Hill รจ infatti menzionato frequentemente: ci viene rivelato che รจ uno degli sfondi ricorrenti delle morbose opere di Pickman, che รจ solito ritrarre gli abietti festini dei ghoul fra le lapidi. In una tela in particolare un gruppo di creature sghignazzanti รจ accalcato attorno a un ghoul che legge ad alta voce da una guida turistica di Boston. Il titolo dellโ€™opera, โ€œHolmes, Lowell e Longfellow giacciono sepolti a Coppโ€™s Hillโ€, sottintende che evidentemente le spoglie dei tre scrittori devono aver subito il rivoltante appetito per la carne dei cadaveri tipico dei ghoul.

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Lovecraft, attraverso la voce di Pickman, manifesta anche di aver condotto delle ricerche sulla storia del luogo quando afferma che giร  nel 1632 sulla collina sorgeva un mulino, cosรฌ come รจ evidente che era al corrente dei ritrovamenti frequenti di tunnel o resti di gallerie quando fa affermare a Pickman che โ€œquasi ogni mese si legge che qualche operaio, nel demolire questo o quellโ€™edificio antico, si รจ imbattuto in arcate di mattoni e pozzi ciechiโ€. Curiosamente, anche unโ€™ampia parte dei tunnel della metropolitana verso i quali il narratore Thurber prova repulsione e paura fanno oggi parte del mondo tenebroso della Boston sotterranea, dal momento che le gallerie ferroviarie che un tempo percorrevano il sottosuolo da Park Street lungo Tremont, Boylston e il Theater District sono dismesse da decenni e interdette al pubblico accesso.  

Tunnel sotterraneo, Boston

Significativamente, ne Il modello di Pickman a fare da guida al protagonista nelle terrificanti viscere della terra sono i ghoul, creature abiette, antropomorfe ma con un muso canino, che hanno la rivoltante abitudine di cibarsi di cadaveri. Il cane sin dalla remota antichitร  รจ considerato un animale psicopompo, che cioรจ funge da guida per le anime dei morti nellโ€™aldilร ; basti pensare al Cerbero della mitologia classica, il molosso tricefalo che sorveglia i cancelli dellโ€™Ade, o allโ€™egizio Anubi dalla testa canina che scorta il defunto fino alla sala di Osiride, dove la sua anima verrร  pesata sulla bilancia del giudizio.

Nei secoli scorsi era diffusa la credenza che il demonio potesse apparire ai suoi adoratori sotto forma di cane nero, ed รจ infatti nota la leggenda che vuole che il celebre occultista Enrico Cornelio Agrippa fosse sempre accompagnato da un grande mastino nero, che si pretendeva fosse un demone familiare con sembianze canine. Lovecraft aveva giร  sfruttato lโ€™idea del mastino soprannaturale in The Hound del 1919, un racconto alla Huysmans dove due decadenti bohemien dediti alla ricerca di emozioni forti e al saccheggio di tombe vengono perseguitati da un cane soprannaturale dopo aver violato il sacello di uno stregone (si noti che ironicamente in lingua inglese i saccheggiatori di tombe vengono chiamati proprio โ€œghoulโ€).

Ne Il modello di Pickman tuttavia i mostruosi esseri delle cripte non appaiono in carne ed ossa; nondimeno la loro presenza nella vicenda รจ resa ancora piรน atroce dai ritratti delle abominevoli creature dipinti dal protagonista, dai cui macabri dettagli il lettore apprende le morbose peculiaritร  dei ghoul che infestano il sottosuolo di Boston. Lovecraft modellรฒ gli abitatori delle cripte ispirandosi al folklore arabo mutuato dalle letture giovanili, come il Vathek di William Beckford o Le mille e una notte, tradotte da Antoine Galland, nei quali i ghoul sono descritti come demoni che infestano i cimiteri e i luoghi desertici, predando gli inavveduti viandanti. In lingua araba la parola โ€œghoulโ€ o โ€œghulโ€ significa letteralmente โ€œdemonioโ€. Certamente ne era consapevole Lovecraft, che sceglieva sempre con estrema cura e perizia i termini che adoperava e la loro etimologia.

Illustrazione originale di H.P. Lovecraft per il racconto The Pickman’s Model

Qualche anno prima aveva del resto scritto Beyond the Wall of Sleep, un racconto breve in cui ha un ruolo importante la stella Algol, il cui nome ha la stessa origine (โ€œal ghoulโ€ cioรจ โ€œil demonioโ€). Giร  da tempi preislamici i ghoul erano ritenuti essere parte della schiera dei jinn, creature non umane piรน affini ai regni invisibili che al mondo materiale; nonostante nella tradizione non abbiano un aspetto canino alcune leggende attribuiscono loro la capacitร  di trasformarsi in diversi animali, fra cui gli sciacalli e le iene, noti per le loro abitudini sarcofaghe.

Se i ghoul del folklore preislamico erano probabilmente piรน affini a spiriti disincarnati, spesso ritratti con sembianze simili a quelle dei demoni occidentali, in Lovecraft essi acquistano una repellente fisicitร , che erompe con beffarda malignitร  dalle tele dipinte da Pickman e descritte dal narratore con rara maestria. In un sapiente succedersi di morbose rivelazioni apprendiamo dai dettagli dei dipinti nellโ€™atelier di Pickman che gli orrendi ghoul hanno lโ€™abitudine di scambiare i loro piccoli con neonati umani: mentre i bimbi rapiti sono destinati ad assumere le abitudini e finanche lโ€™aspetto dei ghoul, i piccoli di ghoul assumono un aspetto umano ma non perdono il loro spirito depravato e corrotto, diffondendo il male ed il vizio fra gli uomini.

Questo fenomeno รจ conosciuto come changeling: secondo le antiche tradizioni europee le schiatte di natura non umana come i Fairies o il Piccolo Popolo hanno perso o visto ridotta con il tempo la loro capacitร  di riprodursi e perfino di mantenere un legame con il regno materiale. Per perpetuare la loro specie si riteneva rapissero bambini umani lasciando al loro posto un piccolo della loro prole macilenta o, in alcuni casi, un doppio del bambino rapito che perรฒ non sarebbe mai stato come tutti gli altri, poichรฉ dellโ€™essere umano possiede solo le fattezze.

Pickman’s Model (Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities, 2022)

Lovecraft trasse lโ€™idea dello scambio soprannaturale da Arthur Machen, e piรน specificamente dal racconto The Novel of the Black Seal; nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, leggiamo che nei racconti di Machen troviamo โ€œla nozione che sotto i tumuli e le rocciose colline del Galles dimora quella tozza razza sotterranea e primitiva le cui vestigia hanno fatto sorgere le nostre leggende sulle fate, gli elfi e il Piccolo Popolo, e ai cui interventi vanno ascritte certe inesplicabili scomparse, e occasionali sostituzioni di normali neonati con strani changelingโ€. A questi ragguagli Lovecraft fece seguire una sintesi del giร  citato racconto di Machen, il cui intreccio รจ basato appunto su uno di questi scambi soprannaturali. 

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Il tema del changeling si fonde, in questo racconto, con un altro topos tipico della narrativa lovecraftiana: quello della linea di sangue contaminata da connubi illeciti e innaturali. Nel racconto si allude infatti ad unโ€™antenata di Pickman, impiccata come strega a Salem nel 1692, che lโ€™artista ha voluto ritrarre con tratti affini a quelli dei demoniaci ghoul, nonchรฉ alla somiglianza dello stesso Pickman con le abiette creature. Per inciso, Lovecraft scelse i cognomi Pickman e Upton per caratterizzare il protagonista del racconto poichรฉ essi sono cognomi tipici di Salem, volendo con ciรฒ conferire maggiore verosimiglianza alla vicenda; successivamente, quando redigerร  la Storia e cronologia del Necronomicon, nel 1927, Lovecraft legherร  per sempre il nome del sulfureo pittore a quello del tomo maledetto da lui immaginato.

Le allusioni, velate ma raggelanti, allโ€™ascendenza in odore di stregoneria dellโ€™artista, fanno supporre al lettore che lโ€™antenata di Pickman sia essa stessa uno di quei ghoul sostituiti agli infanti in culla, e che nelle vene di Pickman scorra lo stesso sangue dei divoratori di cadaveri. Saranno proprio loro, gli abietti ghoul dal muso canino, a guidare il pittore nella sua discesa nelle tenebre, da cui non riemergerร  mai piรน.

Pickman’s Model (Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities, 2022)

Ne Il modello di Pickman abbiamo la perfetta rappresentazione dei due possibili destini che attendono colui che osa compiere la discesa. Nel caso di Thurber, che narra la vicenda allโ€™amico Eliot, abbiamo, se non proprio la follia a cui sono destinati molti dei personaggi usciti dalla penna di Lovecraft, almeno un poderoso scossone nervoso che lo rende incapace di scendere negli ambienti sotterranei, tanto da impedirgli perfino di prendere la metropolitana o addirittura di scendere in cantina. In questo primo caso lโ€™individuo chiamato a confrontarsi con lโ€™Ignoto, il totalmente altro, รจ impossibilitato ad accogliere le rivelazioni che lโ€™abisso gli ha riservato e si ritrae orripilato, con un equilibrio psichico per sempre compromesso.

Nel secondo caso, lโ€™esploratore, qui rappresentato da Pickman, non solo non ha orrore verso ciรฒ che la catabasi gli ha svelato, ma anzi vi riconosce qualcosa di suo, cosa che lo esclude per sempre dal consorzio umano e sociale. Pickman infatti scompare nel nulla, ed รจ in The Dream Quest of the Unknown Kadath che scopriamo cosa ne รจ stato di lui. Come era lecito aspettarsi ha abbandonato le abitudini umane per trasferirsi in modo definitivo nel mondo ctonio abitato dai ghoul, finendo per divenire uno di essi:

Laggiรน, sopra una lapide del 1768 rubata dal Granary Burying Ground di Boston, sedeva il ghoul che un tempo era stato Richard Upton Pickman. Era nudo e gommoso, e aveva acquisito cosรฌ tanto della fisionomia dei ghoul che la sua origine umana era giร  offuscata. Ma ricordava ancora un poโ€™ di inglese, e riuscรฌ a conversare con Carter con grugniti e monosillabi, aiutandosi di tanto in tanto con i farfuglii dei ghoul.

Pickman’s Model (Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities, 2022)

Il secondo possibile destino di chi affronta la catabasi nel corpus letterario lovecraftiano รจ perciรฒ la teratomorfosi o trasmogrificazione: avendo scoperto in sรฉ una natura affine a quella dei misteriosi abitatori della tenebra, lโ€™individuo rinuncia alla sua natura umana diventando qualcosโ€™altro, e permane in una sorta di stato tenebroso o condizione di morte, se non fisica, quantomeno spirituale. รˆ quella che per utilizzare la terminologia di Arthur Machen, che affrontรฒ questa tematica in diversi racconti, potremmo chiamare โ€œreversione protoplasmaticaโ€, una regressione dellโ€™evoluzione che riconduce a uno stato primordiale, caotico, precedente alla nascita dellโ€™ordine e della forma.

Si tratta di un caso che nei racconti di Lovecraft รจ presente piรน raramente, ma รจ espresso sempre con una potenza narrativa degna di nota, e in questo senso รจ emblematico il caso di The Shadow over Innsmouth, in cui il protagonista apprende, prima con orrore e poi con una sorta di esaltazione quasi mistica, di fare parte di un lignaggio che lo lega alle creature abissali del racconto. Nel caso, assai simile, di Pickman, la grottesca trasformazione del protagonista in un ghoul รจ adombrata sin dallโ€™inizio della narrazione, quando il narratore Thurber ricorda che un conoscente comune sviluppรฒ una crescente repulsione verso le fattezze dellโ€™artista che, โ€œdiceva, mutavano in una forma che non gli garbavaโ€, condendo il tutto con oscure allusioni alle sue abitudini alimentari.

Sedotto dallโ€™abisso che ha esplorato, รจ tempo per Pickman di riconoscere la propria tenebrosa origine e ricongiungersi con il mondo oscuro di cui ha sempre fatto parte. Dโ€™altronde, come ricorda Thurber, โ€œnon era un essere umano in senso stretto. Deve essere nato nelle tenebre dellโ€™ignoto, oppure ha trovato la via per dischiudere il cancello proibitoโ€ฆ ormai รจ tornato fra le ombre favolose che amava esplorareโ€.

H.P. Lovecraft (1890 – 1937)

NOTE

 [1] Lettera del 22/08/34 a R.H. Barlow.

 [2] http://sparechangenews.net/2015/07/bizarre-boston-the-secret-north-end-tunnels/

 [3] https://youtu.be/yFIo-dBlmjs, https://www.wbur.org/news/2018/05/21/boston-subway-tunnel-scollay-adams


BIBLIOGRAFIA

H.P. Lovecraft, โ€œIl modello di Pickmanโ€, in I miti dellโ€™orrore, Omnibus Mondadori, 1990

H.P. Lovecraft, โ€œLโ€™orrore soprannaturale in letteraturaโ€, in Teoria dellโ€™orrore, Bietti Editore, 2018

H.P. Lovecraft, Letters to Robert Bloch and Others, Hippocampus Press, 2015

H.P Lovecraft, โ€œAlla ricerca del misterioso Kadathโ€, in Tutti i racconti 1923-1926, Oscar Mondadori, 1990

H.P. Lovecraft, O Fortunate Floridian: H.P. Lovecraftโ€™s Letters to R.H. Barlow, University of Tampa Press, 2016

S.T. Joshi, Io sono Providence. Volume 2: 1920-1928, Providence Press, 2020 

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