Ritratto mitico-antropologico del protagonista di uno dei drammi shakespeariani piรน paradigmatici: riflessioni sull’Uomo Dionisiaco di fronte al Mรฆlstrรถm e al non-senso, sul “confine” dove Amleto regna come “Fool”, sulla dicotomia esistente fra visibile-tangibile e invisibile-intangibile.
di Daniele Capuano
immagine:ย Pedro Amรฉrico, “Hamletโs Visionโ, 1893
Secondo Nietzsche, Amleto รจ affine allโโuomo dionisiacoโ che, avendo penetrata la natura delle cose, conosciuta la veritร , quando torna al molteplice, al tempo, al quotidiano non puรฒ agire, soverchiato dallโorrore e dalla nausea [1]. Mentre i drammaturghi ateniesi porgono la coppa dellโebbrezza dionisiaca spezzando e facendo sanguinare destini apollinei, eroici, laย chuzpaย [2] del moderno, di Shakespeare, sta nel rappresentare direttamente il dionisiaco come somma impotenza e somma potenza โ dellโintelletto, della sensibilitร , alla fine anche di unโโazioneโ, di un gesto-drรขmaย catastrofico, un Giudizio Finale precipitato con atti indiretti, semiaccidentali, ispirazioni capricciose e lucidissima indolenza.
Lโuomo penetrato dallโinfinito contamina di infinito tutti i suoi atti. Ilย delayย di Amleto รจ lโillimitato che trascina ogni cosa alla propria infinita consumazione. Il compito divino, titanico, dellโAmloรฐi originario [3] รจ sentito e vissuto dal principe di Shakespeare come una conoscenza disastrosa della totalitร , unโirruzione di totalitร che non infrange o dissolve ma amplia daimonicamente i confini dellโindividuo.ย Amleto รจ entrato nel Mรฆlstrรถm [4], il vortice che fa e disfa i mondi: ne esce giovane-vecchio, vivo-morto, come il personaggio di Poe [5].
Amleto sa che lo spettro del padre sta chiamando a sรฉ, alla morte, lโintera generazione, lโintera corte danese. Sa anche che una visione รจ un fenomeno dellโimmaginazione, che va veri-ficato, reso vero. La sua melancolia โย ipocritaย in senso profondo e non mera simulazione strumentale, bensรฌ maschera ermetico-dionisiaca โ รจ proprio lโabisso di folgorante indolenza che muove ogni cosa verso il suo limite, verso il Giudizio. Lโambiguitร di ogni evento (morte di Polonio, di Ofelia, scoperta della lettera alla corte inglese, pirati, scambio delle coppe e delle spade avvelenate, ecc.) รจ la chiaritร oscura della conoscenza che amplia i limiti delle azioni umane.
Il discorso nel cimitero, suscitato dal cranio del Fool, rivela, sul bordo di una fossa, di un mundus [6], la percezione delle relazioni samsariche. Ilย witย di profonditร viaggia sul confine tra la mistica scettico-dionisiaca di un Khayyฤm, di unย แธคฤfeแบย (la polvere, la botte) [7] e la โcronica luciditร โ dellโuomo senza qualitร . Su quel confine il Principe รจ ilย foolย dellโuniverso, figlio di Yorick (secondo lโottimo suggerimento di Harold Bloom) [8] e dellโAde. To be or not to beย non parla di suicidio โ non essenzialmente โ ma delย samsara. La coscienza del sogno, del desiderio non estinto che si proietta oltre la soglia della morte, ci rendeย cowards, paralizza lo slancio eroico dellโuomo apollineo, pagano.
Il Danton di Bรผchner vede la Natura come utero e tomba dellโazione rivoluzionaria. Il suo disgusto, la sua sazietร e stanchezza di vittima consapevole pongono la mascherata storica su uno sfondo di orrore-voluttร dionisiaco. Il Nulla รจ il dio che deve nascere dal Caos del mondo temporale, storico [9]: si svela lโepidฤmiaย di un Dioniso smascherato e dunque annichilito. Il nichilismo come dionisismo infelice dellโapocalisse cristiana.ย Chissร se a Marx arrise un riflesso della dionisiaca luciditร di Amleto e di Danton quando โcitรฒโ, modificandolo, il ยซBen detto, vecchia talpaยปย [10] del giuramento di vendetta, allโinizio della tragedia.
ยซ La parolaย Dioย รจ scomparsa con la parolaย pidocchio.ย Dioย รจ morto insieme alย pidocchioย e per la stessa causa: uno spruzzo dโinsetticida. Per questa Morte delย Pidocchioย lโumanitร sprofonda nellโigiene e nella rovina. ยป
In questo aforisma [11]ย Guido Ceronetti coglie il nesso tra sterminio igienico e nichilismo. Ivan Illich ha parlato, in modo diverso e affine, del mutato rapporto dellโuomo con i suoi parassiti: abbiamo perso lโidea che la pelle, i confini, siano abitabili, abbiamo distrutto la mediazione deiย commons, di ciรฒ che non รจ nรฉ meramente privato nรฉ meramente pubblico [12].ย Enigma che i fanciulli proposero a Omero, sui pidocchi [13]. Eraclito osserva: anche lโuomo insipiente, come il grande vate degli Elleni, muore perchรฉ non sa scioglierlo.
ยซ Ciรฒ che abbiamo visto e preso lo perdiamo, ciรฒ che non abbiamo nรฉ visto nรฉ preso lo portiamo. ยป
Il visibile-tangibile sfugge verso la morte, perchรฉ รจ morte, entropia; lโinvisibile-intangibile lo portiamo, in noi e su di noi, lo mostriamo con i nostri tratti, con la nostra esistenza. I pidocchi si chiamanoย phtheirai, dalla radice diย phtheiro, distruggere, consumare: leย archaiย nascoste ci consumano, ci dissanguano. Lโillimitato venir-meno รจ compensato dallโinvisibile che portiamo in noi/su di noi, e lโuomo muore/fallisce quando non รจ intero, cioรจ quando non assume in sรฉ lโintero ciclo come fa lโiniziato. Omero doveva lasciarsi guidare dalla cecitร che โportava in sรฉโ, invece di tentare di risolvere lโindovinello con la mente: la sua cecitร รจ infatti, simbolicamente, sia lo stato del non-iniziato sia, al contrario, la visione cieca dellโiniziato, il suo โocchio di troppoโ (Hรถlderlin) [14] tattile e acustico, esoterico.
Enigma-koan: lโฤthosย antropลi daimลnย di Eraclito (ยซil carattere รจ per lโuomo il daimonยป, il genius, e viceversa) [15], alla luce della filosofia di Schopenhauer [16], sarebbe: il carattere acquisito-fenomenico รจ, per lโuomo, (non diverso da) il carattere intelligibile. Ovvero, forse: lโuomo si accosta al proprio archetipo-angelo ponendosi ermeticamente, in controluce, rispetto al proprio carattere-volto: โragionandoโย per speculum, a dritto e a rovescio, sapendosi maschera-burattino dellโAltro-Sรฉ. Questo gioco, lotta erotica, narcissica e dionisiaca, รจ la storia degli amori tra Sole e Luna.

Epicuro collega la libertร -contingenza alย clinamen, il moto obliquo degli atomi, affine allโobliquitร dellโeclittica [17]. La precessione degli equinozi รจ una catastrofe in cui necessitร astrale-celeste e angoscia terrestre si intrecciano. Amloรฐi รจ ilย foolย redentore, Horus fanciullo del nuovo ordine, del nuovo ciclo temporale. Shakespeare, umanizzando la sua follia, la rende piรน essenziale: ilย time out of jointย [18] รจ la melancolia-angoscia chiaroveggente del Principe, che assume in sรฉ il transito epocale, la corruzione generativa (ยซSomething isย rottenย in the state of Denmarkยป) [19] del passaggio storico.
Cosรฌ รจ stato, in tutti i sensi: Amleto รจ ilย mythosย dellโuomo moderno, come osserva ancora Bloom. La sua pazzia รจ lโalba dellโera: la rinuncia ad Ofelia รจ forse quella allโera anteriore, che muore affogata in una demenza nostalgica, carica di risonanze incestuose, regressive. Amleto perรฒ, cristicamente, non รจ destinato a regnare sulla terra: la sua patria รจ la morte, o piuttosto uno spazio di possibilitร tra la vita e la morte, unย tertiumย abitabile solo da eroi come lui. Per questo รจ una figura cosรฌ dinamica, ironica, dialettica: non istaura nulla, morendo nel compimento della vendetta per un istante spezza il ciclo.
Nel saggio giovanile di Florenskij [20], lโindecisione di Amleto รจ quella del suo evo, da lui in quanto eroe tragico incarnato, in cui si vive il transito incerto e angoscioso tra la visione pagana, centrata sullโonore della stirpe, la solidarietร del sangue e la vendetta, e quella cristiana, fondata sul perdono delle offese, lโamore personale per il nemico, il superamento dellโunitร delย ghenosย nellโunicitร del singolo come membro di Cristo. In qualche modo i dilemmi del principe danese vengono cosรฌ trasferiti dalla scena della coscienza individuale scissa e sofferente allโambito piรน vasto della coscienza collettiva archetipica, ierostorica, daimonica: tale la direzione indicata da Giorgio deย Santillana e dalla von Dechend nello studio sul โmulinoโ celeste di Amleto-Amloรฐi.
ยซ Il Tempo รจ fuori dai cardini (out of joint). O sorte maledetta, che proprio io sia nato per rimetterlo in sesto! ยป [21]
Tuttavia la debolezza della coraggiosa prospettiva florenskiana si tradisce nello scarso rilievo che assegna ad un aspetto essenziale: nel passaggio, la coscienza pagana percepisce il nuovo, la nascente e imminente coscienza cristiana, solo come dissoluzione del noto, come scardinamento, appunto, dellโordine antico, come la prodigiosa stanchezza del titano-Tempo di fronte a un paesaggio di rovine e la sua agitazione, la sua inane febbre di iniziazione che non inizia, di impossibile distillazione dellโevo. Nel crogiolo tragico le linee contrastanti si annullano, si apre un vuoto sul quale potrebbe anche stagliarsi una metafisica, una segreta liberazione, resta un silenzio diย fatumย e ironia che potrebbe anche impregnarsi di un seme ancora inaudito e inaudibile.
ร una delle grandi ironie della Storia, lucide e pungenti come sale, che il simbolo, il mythos della soggettivitร moderna, il saturnino appassionato e sarcastico, lโumorista abissale, lโUr-dandy, il dionisiaco che esonda dallโemiciclo del teatro attico โ sia il principe di una oscura cronaca vichinga, fluttuante tra due epoche, tra due mondi. Ciรฒ che รจ piรน moderno, sempre di nuovo, sorge nella e dalla putrefazione, dissoluzione e disgregazione di ciรฒ che รจ piรน arcaico.

Note:
[1] ยซLa conoscenza uccide lโazione, per agire bisogna essere avvolti dal velo dellโillusione: questa รจ la dottrina diย Amletoย […] Non รจ la riflessione, no, รจ la vera conoscenza, la visione della tremenda veritร , che schiaccia ogni motivazione dellโagire, inย Amletoย come nellโโuomo dionisiaco”ยป (F. W. Nietzsche, La nascita della tragedia, 7).
[2]ย Lโebraico แธฅuแนฃpah, โinsolenzaโ, una sorta di hybris semitica, ha assunto in yiddish una sfumatura positiva: o per meglio dire ne รจ carico sin dallโinizio, come lโaudacia รจ anche temerarietร .
[3]ย Per i riferimenti ad Amloรฐi e alla sua pregnanza archetipica, si veda il fondamentale Il mulino di Amleto, G. de Santillana-H. von Dechend, Adelphi, Milano, 2003.
[4]ย โMulino di Amloรฐi (Amleto)โ รจ il kenning che indica il Maelstrรถm marino e (come suo modello-archetipo) la macina celeste del Tempo.
[5]ย Vedi E. A. Poe, A Descent into the Mรฆlstrรถm.
[6]ย Riferimento al mundus Cereris romano, la fossa che metteva in comunicazione cielo e sottosuolo, vivi e morti, e veniva aperta tre giorni lโanno (mundus patet).
[7]ย Nella poesia persiana รจ un topos quello della polvere dellโannientamento mistico sulla soglia della taverna, dove si beve il vino della gnosi: Khayyฤm in alcune sue quartine fa parlare le anfore di vino con voce umana, perchรฉ la loro argilla รจ tratta dalla polvere dei morti (comโรจ noto, nella sua arte le nuances gnostiche si fondono con quelle scettico-edonistiche, secondo il codice insieme delicato e arrembante dellโantinomismo esoterico).
[8]ย Vedi H. Bloom (a cura di), William Shakespeareโs Hamlet, Chelsea House Publishers, 1986.
[9] ยซDieย Weltย ist dasย Chaos. Das Nichts ist der zu gebรคrende Weltgottยป (ยซIl mondo รจ il caos. Il nulla รจ il dio cosmico che sta per nascereยป), G.ย Bรผchner, Dantons Tod, IV. 5, ultime parole di Danton prima di essere ghigliottinato.
[10]ย ยซE quando la rivoluzione avrร condotto a termine questa seconda metร del suo lavoro preparatorio, lโEuropa balzerร dal suo seggio e griderร :ย Ben scavato, vecchia talpa!ยป (K. Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte): comโรจ noto, si tratta di una citazione โamleticaโ modificata (ยซWell said, old mole!ยป, I. 5: le parole del Principe al Fantasma che lo invita a giurare vendetta).
[11]ย G. Ceronetti, Pensieri del tรจ, Adelphi, Milano, 1987.
[12]ย Ivan Illich, Hair and the History of the City (https://danielaterrile.wordpress.com/2011/11/17/hair-and-the-history-of-the-city/).
[13]ย Frammento B 56: ยซGli uomini restano ingannati, riguardo alla conoscenza delle cose manifeste, in modo simile a Omero, che fu il piรน sapiente di tutti gli Elleni. Infatti lo ingannarono dei ragazzini che uccidevano pidocchi, dicendo: Le cose che abbiamo visto e preso, le lasciamo; le cose che non abbiamo nรฉ visto nรฉ preso, le portiamoยป.ย [La leggenda della morte di Omero e lโinterpretazione esoterica di Eraclito saranno sviluppate in un articolo ancora inedito, Omero, Eraclito e l’enigma dei pidocchi, di prossima pubblicazione su AXISmundi.]
[14] ยซDer Kรถnig Oedipus hat ein Auge zu viel vielleichtยป (ยซIl re Edipo ha forse un occhio di troppoยป), F. Hรถlderlin, In lieblicher Blรคue.
[15]ย Frammento B 119.
[16]ย Vedi A. Schopenhauer, La libertร del volere umano, Laterza, Bari, 1981. Il carattere empirico, fenomenico, รจ necessitato ad agire dai motivi che si presentano nellโintreccio causale deterministico; ma il carattere intelligibile, che รจ la volontร stessa, รจ al di lร /al di sopra del fenomeno e dei motivi e dunque libero. Sarร cosรฌ libero lโesse, โservoโ lโoperari.
[17]ย La dottrina epicurea della parenklisis (clinamen in Lucrezio), secondo cui la caduta rettilinea degli atomi nel vuoto subisce una deviazione casuale che li porta ad incontrarsi e combinarsi, dovrebbe salvare insieme lโidea di caso (in fisica e cosmologia) e quella di libero arbitrio (in psicologia).
[18]ย Hamlet I. 5: ยซThe time is out of joint. O cursรจd spite,/ That ever I was born to set it right!ยป.
[19]ย Hamlet I. 4.
[20]ย P. A. Florenskij, Amleto, Bompiani, Milano, 2004.
[21]ย Vedi nota 18.

Un commento su “Amleto, ovvero dellโinfinito e dellโazione”