ยซ […] tengo a sottolineare l’immensa esperienza di lettura e di approfondimento divulgativo che ho incontrato all’interno di ciascun articolo di questo volume di โAxis Mundiโ: realtร editoriale, curata da Marco Maculotti, che offre molteplici margini di trattazione su tutto ciรฒ che concerne l’antropologia del sacro, la storia delle religioni, le trattazioni folkloristiche e culturali, nonchรฉ la letteratura fantastica. Da buona interessata alle tematiche che concernono la dimensione introspettiva e culturale del sogno, questo volume ne restituisce di per certo, trasversalmente, le chiavi portanti, avvalendosi dei preziosi articoli e ricerche illustrate dei sapienti autori che vi sono riposti. ยป
di Annamaria Decay
Torno, finalmente, dopo diverso tempo, per presentarvi questo interessante albo di divulgazione letteraria, antropologica, filosofica ed esoterica, letto qualche mese fa.
Il tema portante, per questa uscita, รจ nientemeno che quello del Sogno: da sempre considerato uno dei principali limbi od asse di sconfinamento tra il piano della realtร e quello dell’immaginazione; tra la dimensione razionale e quella piรน inconscia dell’uomo; il perno di quel mistero che si addentra tra la vita e la morte stesse, diventando, di questo passo, chiave di molti dei nostri miti, credenze, emanazione di paure, angosce, incubi e riflessi archetipici e culturali. Il volume in questione presenta, al suo interno, diversi articoli che, su piรน fronti di ricerca e di introspezione, intendono esplorare ed approfondire questa tematica portante.

โ๐๐ฅ ๐ฌ๐๐๐ซ๐จ ๐ฉ๐จ๐ญ๐๐ซ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐ข๐ฆ๐ฆ๐๐ ๐ข๐ง๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ ๐๐ฅ๐๐ค๐ ๐ ๐๐๐๐ญ๐ฌโ
๐๐ข ๐๐๐ซ๐๐จ ๐๐๐๐ฎ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐ข
Vengono qui messe a confronto due emblematiche figure della letteratura poetica, quali: William Blake (1757-1827) e William Butler Yeats (1865-1939) che, seppur ascrivibili a periodi storici diversi, furono mossi entrambi, con le loro opere, da una profonda inclinazione mistica, visionaria e simbolica, volta ad unire la facoltร immaginativa e lirica a dei rimandi ancor piรน spirituali e sublimanti. Tutto ciรฒ in netta rivendicazione rispetto a quelle facoltร piรน strettamente razionali e materialistiche prevalse, nel corso dei secoli, all’interno delle societร : l’intento era quello di riportare, a nuova enfasi, le tracce di un Paradiso ritrovato, rivalorizzando l’unione tra l’essere umano e il divino. Per recuperare questa dimensione originaria, pertanto, si riteneva necessario, per questi pensatori, abbattere le ideologie dominanti a favore di altre facoltร . La poesia e l’arte in sรฉ vennero, pertanto, percepiti come puri strumenti o chiavi ontologiche da questo punto di vista.โ
Per Blake, in particolare, la realtร e la natura circostante presentavano dei profondi riflessi soprannaturali di cui, tuttavia, alla luce delle nostre capacitร sensoriali, siamo in grado di coglierne soltanto quella parte meno elevata, offuscata e piรน effimera. Per allenare, verso vie superiori queste facoltร , era pertanto necessario un esercizio costante dell’immaginazione e della creativitร . Di tutto ciรฒ era convinzione che, ciascun artista in sรฉ, si facesse quasi profeta e sacerdote di questo compito iniziatico attraverso la stesura delle sue opere. A questo riguardo, emblematico si rivela un passaggio che Marco Maculotti riporta a proposito di Yeats, grande estimatore del primo poeta:โ
Il poeta deve proseguire a perfezionare le forze e la percezione terrena fino a sublimarle in modo che la forza e la perfezione divina scendano a incontrarle, e il canto della terra e il canto del cielo si uniscano.

“๐๐จ๐ฅ๐๐ซ๐ข๐๐ ๐ ๐ ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ญ๐ซ๐๐ง๐จ ๐๐๐ฌ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ข๐ง ๐ฌ๐จ๐ ๐ง๐จ ๐๐๐ฅ ๐๐ฎ๐๐ฅ๐ ๐๐ก๐๐งโ
๐๐ข ๐๐๐ฅ๐ฏ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ ๐๐ข ๐๐จ๐ฆ๐๐ง๐ข๐๐จ
Al centro della trattazione, viene descritta la singolare vicenda che interessรฒ il poeta Samuel Taylor Coleridge (1772-1834) durante un suo soggiorno nel sud-est dell’inghilterra, mentre era intento a stendere i versi del poema โChristabel: il Kubla Khanโ, definito anche โvisione in sognoโ. Questo perchรฉ venne soltanto scritto in parte e in maniera frammentaria da questi, perlopiรน attraverso delle scene che ebbe modo di vedere e di esperire in sogno e che videro, al loro centro, la figura del sovrano Kubla Khan che ordinรฒ, un tempo, la costruzione di un immenso palazzo esotico, disperso tra radure di alberi d’incenso, al di sopra di caverne di ghiaccio, nella terra del sole e della luna calanti, laddove i fiumi sprofondano nell’abisso, mentre nell’aria sussurra un misterioso canto. Le immagini che il poeta riportรฒ, di questo scenario onirico da lui descritto, furono soltanto recuperate in maniera frammista, dato che, nel momento in cui si stava accingendo per riportarle per iscritto, venne bruscamente interrotto da una visita fattagli da un uomo d’affari che lo trattenne in conversazione per un’ora. Trascorso quel tempo, il poeta testimoniรฒ, in seguito, a prefazione del suo testo, che non era piรน riuscito a ricordare e a far riaffiorare nulla di preciso di quanto avesse sognato su quel luogo. Pertanto quella visita, secondo le analisi che ne sono state fatte dell’episodio, avrebbe potuto rappresentare una vera e propria incarnazione di quella parte dell’Io di ciascun uomo che, al suo risveglio, facendo destare e prevalere le facoltร piรน consce della sua psiche, fatica a rielaborare quella parte piรน inconscia e remota del proprio Sรฉ, generando dei rimandi dissociativi.

“๐๐๐ฎ๐ฉ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ง๐ญ, ๐๐จ๐ซ๐ซ๐๐ข๐ง ๐ ๐ข ๐ฌ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐๐ญ๐๐ซ๐ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ ๐ข ๐
๐ข๐ง-๐๐-๐๐ข๐๐๐ฅ๐โ
๐๐ข ๐๐ข๐ค๐ ๐๐๐ฒ
[…] una fragola imbevuta di etere che galleggiava nello champagne produceva una scarica inebriante, in quanto il frutto impediva al liquido volatile di evaporare troppo rapidamente.
Siamo alla fine del XIX secolo quando, nei salotti piรน aristocratici e bohรฉmien della societร dell’epoca, iniziarono a circolare, per diletto, in piccole fiale di vetro, sostanze psicotrope che venivano liberamente assunte ed inalate da chi ne faceva richiesta. Ormai, di fatto, non erano piรน esclusivamente utilizzate a scopo medico e terapeutico, ma anche per via delle loro proprietร allucinatorie e capaci di restituire visioni e sensazioni altre dal punto di vista psicologico. Etere, oppio e hashish cominciarono a diventare, inoltre, sostanze al centro dei racconti di autori letterari come Guy de Maupassant (1850-1893) e della loro patina di stampo piรน filosofico e decadente. I personaggi di questi vengono, pertanto, posti al centro di vere e proprie esperienze disincarnate, al di lร dello spazio, del tempo e a contatto con entitร poste al di sopra di quanto possa essere reso intelligibile, comunemente, alla psiche. Esperienze allucinate, folli, occulte e perverse capaci, tuttavia, di scandagliare profondamente le molteplici dimensioni dell’animo umano, anche di fronte ai suoi stati piรน malati e contorti. Altra figura anticonformista, a questo riguardo, che viene citata, รจ quella dello scrittore libertino Jean Lorrain (1855-1906): il quale, a sua volta, si cimentรฒ a descrivere i rapporti con l’etere, rispetto agli stati piรน morbosi e scabrosi della natura umana. Queste profonde dissociazioni dalla realtร , vista come ostile, sarebbero, pertanto, diventate al centro di un vero e proprio filone di genere e che avrebbe visto anche nella stessa opera โControcorrenteโ di Joris-Karl Huysmans (1848-1907) il loro piรน emblematico caposaldo.

“๐.๐. ๐๐จ๐ฏ๐๐๐ซ๐๐๐ญ, ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐จ๐ ๐ง๐จ ๐ ๐ฅ’๐๐ฅ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐โ
๐๐ข ๐๐๐ซ๐๐จ ๐๐๐๐ฎ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐ข
L’autore riporta, a riferimento teorico, un’interessante analogia junghiana: โ[…] per l’individuo il sogno equivale a ciรฒ che il Mito รจ per il complesso della nostra specieโ. E tra gli scrittori di letteratura che, nel mondo moderno, seppero coniugare sapientemente questa chiave tra sogno-mito-fantasia vi fu Howard Phillips Lovecraft (1890-1937). Quest’ultimo iniziรฒ, sin dalla piรน giovane etร , a narrare e a descrivere dei suoi sogni, popolati da figure arcane, ancestrali e blasfeme. Per Lovecraft il sogno era la chiave di esplorazione verso altre dimensioni di significato, fatte di rimandi antichi, cosmici ed universali. L’articolo cita, a scopo di ulteriore approfondimento, anche un’altra importante opera che รจ stata ripubblicata recentemente per le edizioni Bietti e curata da Pietro Guarriello: โOniricon. Sogni, Incubi e Fantasticherieโ e che permette di ripercorrere un fondamentale tassello della biografia dello scrittore di Providence, proprio attraverso i suoi sogni. Ben lungi da essere fenomeni volti a scandagliare l’inconscio, essi si rivelarono, per Lovecraft, come delle vere e proprie esperienze lucide, al di lร della comune dimensione.
[…] indefinibili misteri della vita, della morte o del tormento erano per me luoghi comuni di tutti i giorni o, meglio, di tutte le notti […].
โ๐๐ฅ ๐ฌ๐จ๐ ๐ง๐จ ๐๐ข ๐๐ข๐ฌ๐ง๐ฎ ๐ ๐ฅ๐ ๐๐๐ฒ๐โ
๐๐ข ๐๐ข๐จ๐ฏ๐๐ง๐ง๐ข ๐๐๐ฉ๐๐ณ๐ณ๐ข๐ง๐ข
La โmayaโ, nell’induismo, assume una connotazione profonda, indicando generalmente quello strato, o quel velo che separa tutto ciรฒ che รจ visibile dall’invisibile, la realtร dall’illusione. La โmayaโ, inoltre, definisce l’essenza dell’essere, del nostro universo e sostanzia la natura stessa degli dรฉi. ร, pertanto, riposta in quegli strati di sospensione che, rispettivamente, separano le fasi della creazione da quelli della distruzione. Il dio Visnu ne รจ l’incarnazione principale all’interno del mito che viene narrato in questo articolo, al cui centro vi รจ la figura del saggio Markandeya, il quale, abitando nel suo corpo, riesce a scorgere perennemente gli stati di sonno-veglia, vita-morte nel quale si trova sommerso l’intero cosmo. Visnu, di fatto, gli apparirร diverse volte in visione, adagiato sonnambulo sopra ad un serpente fluttuante in un oceano primordiale, mostrandogli gli โyugaโ: le fasi entro cui scorre l’esistenza effimera e fenomenica di tutto ciรฒ che รจ creato.
โ๐๐ ๐๐๐ฏ๐๐ซ๐ง๐ ๐ฉ๐ฅ๐๐ญ๐จ๐ง๐ข๐๐ ๐ ๐ฅ๐ ๐๐๐ฒ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ฉ๐๐ง๐ข๐ฌ๐๐โ
๐๐ข ๐๐ฅ๐๐ฎ๐๐ข๐จ ๐๐๐ฉ๐จ
Il testo, in questo caso, muove dal tentativo di mettere a confronto e individuare delle corrispondenze, rispettivamente, tra il mito della Caverna di Platone e le narrazioni legate alla โmayaโ contenute nei testi indiani delle Upanisad. Ciรฒ che accomuna, in tal caso, la dottrina filosofica con quella religiosa, riguarda l’idea di unitร e di immortalitร dell’anima: essenza questa che piรน la riavvicina all’universo stesso. Tuttavia, per approssimarsi a quest’ultima, occorre riconsiderare le categorie del pensiero, uscendo da quella che รจ la condizione di prigionia e di buio presente all’interno della caverna. La caverna descritta da Platone, in particolare, si pone rispettivamente tra il Mondo delle Idee (archetipi) e il Mondo delle Cose (rappresentazioni imperfette della realtร metafisica). L’uomo che, nel frattempo, vive incatenato all’interno della caverna, ha la possibilitร di fuoriuscirne, laddove si trova il Sole verso cui tutto tende, attraverso la conoscenza. Ma, per giungere a questo traguardo, dovrร svincolarsi dalle opinioni che offuscano il suo giudizio: rappresentate dalle ombre che egli vede continuamente proiettate sulle mura della caverna. Mentre all’interno di quest’ultima prevalgono soprattutto le percezioni di carattere sensibile e fisico, al di fuori si manifestano principalmente quelle di carattere intelligibile.โ
Anche nelle Upanisad viene descritto un cammino di realizzazione e di compimento del Sรฉ, coniugando sia l’esperienza materiale, contingente, con quella metafisica e sublime. Nelle Upanisad, da questo punto di vista, vengono valorizzati gli stati di contemplazione interiore. La caverna e la โmayaโ rappresentano, pertanto, due elementi emblematici che separano l’uomo da quella forma di consapevolezza assoluta, conoscenza divina e superiore in cui risiederebbe il principio di tutto, non sempre facile da cogliere alla luce delle sue facoltร fenomeniche.

โ๐ ๐ฌ๐จ๐ ๐ง๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข ๐๐๐ฅ ๐๐ซ๐๐๐ฆ๐ญ๐ข๐ฆ๐โ
๐๐ข ๐๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จ ๐๐จ๐ง๐ข๐๐๐๐ข๐จ
Nell’Occidente si registra, ormai, una crisi dell’uomo spirituale e dei suoi paradigmi conoscitivi. Una grande frattura, inoltre, si registra, rispettivamente tra l’uomo occidentale e i gruppi nativi, tra i quali spicca ancora una capacitร di preservazione delle facoltร spirituali, per ridefinire costantemente la realtร e la sua natura archetipica ed originaria.โ
Un tema rilevante che viene trattato, a proposito di queste criticitร , riguarda i miti, i quali โrappresentano [โฆ] i paradigmi di ogni atto umano significativoโ. Essi potrebbero rivelarsi, pertanto, un efficace strumento per comprendere โla crisi del mondo modernoโ e , con esso, dell’uomo, dispiegandone la piรน profonda coscienza. Piรน che una visione storica, progressiva, si considera l’importanza di soffermarsi su una visione rituale, legata anche al โtempo del sognoโ. Quest’ultimo argomento viene approfondito attraverso un confronto fatto con le culture australiana e nordamericana. Tra gli aborigeni, cosรฌ, tale dimensione onirica e temporale assume una connotazione mitica e mistica profonda: essa rappresenterebbe quello squarcio da cui gli dรจi crearono tutte le cose attraverso il loro canto.
โLa materia fisica รจ quindi tutt’altro che inanimata ed essa viene vissuta e percepita su un piano e in un significato totalmente cosmologico e quindi pienamente pulsante e vitaleโ.
Per ripercorrere questo cammino originario, tra i popoli aborigeni, vengono esercitate le โvie dei cantiโ: vere propri processi rituali e propiziatori volti a riconfermare la realtร primigenia. Il sogno, da questo punto di vista, viene considerato come un vero e proprio viatico, usato principalmente dagli sciamani, per accostarsi al tempo primordiale. Il sogno, inoltre, quale strumento di comprensione ontologica della realtร , anche per i nativi nord americani, ha rappresentato una chiave per sottrarsi ai processi di acculturazione dominanti, imposti dalle colonizzazioni dei popoli bianchi e per riconfermare una propria appartenenza originaria e culturale.
โ๐๐ฅ ๐๐๐ง๐จ๐ฆ๐๐ง๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐๐ซ๐๐ฅ๐ข๐ฌ๐ข ๐๐๐ฅ ๐ฌ๐จ๐ง๐ง๐จ ๐ฌ๐๐๐จ๐ง๐๐จ ๐ข๐ฅ ๐๐จ๐ฅ๐ค๐ฅ๐จ๐ซ๐โ
๐๐ข ๐๐๐ซ๐๐จ ๐๐๐๐ฎ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐ข
Fenomeno che, da quando ne ho avuto memoria, mi ha sempre interessata in prima persona e che รจ stato particolarmente piacevole approfondire attraverso le parole di questo articolo. Il piรน delle volte si manifesta tra stati di sogno e di veglia commisti e vede lo scaturire di particolari percezioni e visioni dalla natura molto piรน tangibile di quella di un sogno comune fatto di immagini. Proiezioni di ombre e succubi si animano e, quasi come dei vortici che ti afferrano, minacciano di mettere a tacere ogni tentativo, piรน cosciente e razionale, di urlare e di riprendere, momentaneamente, la padronanza del proprio corpo e della situazione circostante. Di fatto, รจ una vera e propria dissociazione che si genera tra il corpo e la mente: mentre quest’ultima resta attiva, il corpo entra in uno stato di inerzia e di completo riposo. Mentre tra la cultura scientifica รจ prevalsa l’ipotesi che si tratti di un mero fenomeno allucinatorio, varie sono le culture e i popoli che, sin dai tempi antichi, hanno cercato di conferirne delle connotazioni piรน ampie, soprattutto attraverso molteplici tradizioni folkloristiche. ร da qui che, in seguito, queste misteriose entitร , che sopraggiungono durante questi fenomeni, avrebbero assunto anche il nome di โdemoniโ, โfateโ, โfollettiโ o โspiritiโ, capaci di affiorare sopra al corpo delle loro vittime e di esercitare su di esso varie pressioni.โ
La paralisi del sonno รจ divenuta, inoltre, fenomeno emblematico anche durante le fasi di iniziazione sciamanica: in particolar modo in condizioni di trance estatica indotte volontariamente dagli stessi soggetti interessati. Di questo passo, gli sciamani cercano di porsi a contatto diretto con entitร soprannaturali e il processo culmina in una fase particolare, detta di โsmembramentoโ: un ferimento rituale a cui fa seguito una rinascita iniziatica.โ
Fenomeni come quello della paralisi del sonno, infine, avrebbero influenzato particolarmente il vissuto e la letteratura di H.P. Lovecraft: laddove le entitร demoniache ed oscure che ne furono protagoniste, sfociarono nella creazione dei cosiddetti โmagri notturniโ da lui posti al centro di diversi suoi racconti.
Mentre, infine, in etร piรน recente, non si รจ mancato di parlare di โabductionโ: veri e propri fenomeni di rapimento da parte di figure aliene e verso altre dimensioni, rispettivamente diverse da quella ordinaria.โ
Presentando, pertanto, una panoramica articolata sul fenomeno di paralisi, in questo articolo si cerca di introdurre degli spunti di riflessione per una disamina, in chiave interpretativa, alla luce anche delle piรน antiche tradizioni multi-culturali.

โ๐๐ ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐ข๐ง๐ข ๐๐๐ฅ ๐๐๐ฎ๐ซ๐จ, ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฉ๐ข๐ซ๐ข๐ญ๐๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ข๐ง๐๐ฎ๐๐จ ๐ฌ๐๐ฅ๐๐ง๐ญ๐ข๐ง๐จโ
๐๐ข ๐๐ข๐๐ง๐๐ซ๐๐ง๐๐จ ๐๐๐ฅ๐
Il Lauro รจ nientemeno che uno spiritello che, anch’esso assume diverse connotazioni a seconda delle localitร e delle leggende che ne argomentano la testimonianza. Il tratto caratterizzante piรน tipico e che lo accomuna piรน spesso nelle sue descrizioni al riguardo, รจ il fatto che si tratti di una figura piรน incline a manifestarsi negli ambienti domestici e in sogno. Di piccole dimensioni, puรฒ essere ricordato con l’aspetto piรน simile a quello di un folletto, benefico o malefico a seconda dei casi. Puรฒ, pertanto, regalare protezione al patrimonio famigliare, cosรฌ come puรฒ portare incubi che tormenteranno per lungo tempo gli animi degli ospiti di casa. ร, inoltre, una figura molto antica, le cui prime testimonianze risalgono alle culture celtiche ed etrusche che tendevano, principalmente, ad associarlo ad un โgenio funebreโ, volto ad accompagnare le anime dei trapassati. Nel corso del tempo, in seguito, sono state molteplici le fonti e le declinazioni etimologiche svelate per far riemergere, in diverse localitร , l’origine misteriosa di questa creatura.
โ๐๐ข๐๐ซ๐จ๐ง๐ฒ๐ฆ๐ฎ๐ฌ ๐๐จ๐ฌ๐๐ก ๐ ๐ฅ๐ ๐๐ซ๐จ๐ฅ๐๐ซ๐ข๐๐ฌโ
๐๐ข ๐๐จ๐ซ๐๐ง๐ณ๐จ ๐๐๐ง๐ง๐๐๐๐ก๐ข
Hieronymus Bosch (1450-1516), fu un pittore olandese e di cui, ogniqualvolta, risulta sorprendente guardarne le opere artistiche e pensare che siano state realizzate, in tutta la loro portata espressiva ed evocativa, in etร tardo-medievale!โ
Fu, di fatto, pittore di scenari ad ambientazione infernale e dai tratti onirici, volti a stimolare lo sguardo del fruitore alla luce di facoltร irrazionali e sublimi. Un pittore visionario, pertanto, e capace di restituire uno sguardo inedito e piรน profondo della realtร rappresentata. Pur non essendo scevro dal retaggio umanistico cristiano, tipico della sua epoca, egli decise di ripercorrere nelle sue creazioni il modello delle โdroleriesโ: rappresentazioni di carattere principalmente caricaturale e grottesco. Ed รจ cosรฌ che, al disordine e alla sovrabbondanza di figure profane, il piรน delle volte disposte su scenari desolati e corrotti, emblema della precarietร della condizione umana sopraffatta dai vizi, si accostano, per contrasto, figure di carattere sacro e simbolico, emblema delle virtรน, formando delle rappresentazioni dagli scorci ambigui, misteriosi ed articolati che non smettono ancora di suggestionare e interrogare.
โ๐๐ฌ๐๐ฅ๐๐ฉ๐ข๐จ ๐ ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐จ๐ ๐ง๐จ ๐๐ก๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ข๐ฌ๐๐โ
๐๐ข ๐๐ง๐ง๐ ๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐๐ข๐๐ฆ๐จ๐ง๐ญ๐
Nella tradizione ellenica, Asclepio viene considerato il dio della medicina e delle guarigioni. I luoghi di culto, dedicati a quest’ultimo, erano diffusi in diverse parti della Grecia e venivano, di ricorrenza, visitati da un numero ingente di pellegrini: di fatto, si diceva che Asclepio praticasse delle guarigioni, affiorando nei sogni di coloro che si addormentavano negli spazi di questi luoghi sacri. Tuttavia, altre narrazioni al riguardo risalgono ad Omero, nei poemi dell’ โIliadeโ e dell’ โOdisseaโ e sarร , in seguito, anche con la figura di Pindaro, che si faranno risalire le sue origini al dio Apollo che lo sottrasse al grembo materno per vendetta e lo affidรฒ, successivamente, alle cure del centauro Chirone che gli insegnรฒ le arti mediche e curative. Si dice, infine, nel mito, che venne ucciso dal dio Zeus per il suo incessante zelo di voler affinare le sue conoscenze, ormai acquisite, di guaritore, per praticare la resurrezione dei morti. Il culto di Asclepio non ha cessato di perdere vitalitร nel nord della Grecia in cui si รจ sviluppato: al di lร delle connotazioni tragiche, talvolta, assunte dalla sua vicenda, questa figura tra l’umano e il divino si รจ fatta portatrice emblematica di una dimensione eterea capace di portare benessere e rassicurazione.
โ๐๐ฌ๐ข ๐ซ๐ข๐ญ๐ฎ๐๐ฅ๐ข ๐ ๐ฆ๐๐๐ข๐๐ข๐ง๐๐ฅ๐ข ๐๐๐ฅ ๐๐๐ฉ๐๐ฏ๐๐ซ ๐๐จ๐ฆ๐ง๐ข๐๐๐ซ๐ฎ๐ฆโ
๐๐ข ๐๐ข๐๐ง๐๐ซ๐๐ง๐๐จ ๐๐๐ฅ๐
Viene qui presentato un approfondimento legato alle piante di oppio e papavero: spesso considerati gli ingredienti principali per quelle sostanze psicotrope, capaci di innescare allucinazioni, esse hanno assunto anche, in molti casi, una connotazione fortemente culturale, simbolica ed esoterica; oltre ad essere tornati utili come piante a scopo medicinale. Il papavero, in particolare, quale pianta che cresce al centro dei raccolti, viene spesso associata alle divinitร del grano. โI Greci rappresentavano Hypnos, il sonno, con la testa coronata di papaveri o con papaveri in mano […]โ. Anche Demetra, Dea Madre, si diceva che guarisse dai malefici attraverso l’uso delle piante di papavero.โ
Sia nel mondo greco antico che in quello romano, pertanto, i decotti e gli infusi a base di oppio e papavero venivano considerati come sostanze terapeutiche e medicinali: ben lungi dall’idea del loro abuso. Le loro proprietร soporifere venivano principalmente sfruttate per alleviare i dolori. Non furono, pertanto, al centro di rilevanti risvolti di stampo psicologico e sociale, legati al loro uso eccessivo e incontrollato, se non a partire dagli inizi del Novecento.
โ๐๐ฅ ๐ซ๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ฏ๐๐ซ๐๐โ
๐๐ข ๐๐ฅ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ง๐๐ซ๐จ ๐๐๐๐๐ญ๐ญ๐
Al confine tra mare e cielo, lร dove due infiniti si toccano, riverbera per qualche istante l’ultimo raggio di sole. Se l’orizzonte รจ limpido e il cielo terso, in eccezionali condizioni di grazia, il lampo finale che chiude il giorno non sarร rosso acceso ma verde […].
Dopo una violenta tempesta, all’ultimo e debole tramontare del sole, puรฒ raramente capitare di scorgere la natura del raggio verde: dalla corona del corpo celeste si dipanano raggi dalla striature di varie gradazioni cromatiche, che sfumano dal grigio, al rosso, sino ad intravederne anche dei riflessi verdi. Tuttavia, oltre che a trattarsi di un fenomeno fisico, approfondito da personalitร come quella di James Prescott Joule (1818-1889) e da Lord Kelvin (1824-1907), ha finito per diventare il โprismaโ di un vero e proprio fenomeno di portata spirituale: l’emblema della speranza stessa che affiora, talvolta, sul cammino di quelle anime erranti che hanno smarrito la loro via. Non mancano, anche in questo caso, i richiami nella letteratura: il raggio verde si staglia sia in un romanzo di Jules Verne (1828-1905) โIl Raggio Verdeโ, sia in quello di Francis Scott Fitzgerarld (1896-1940) intitolato โIl Grande Gatsbyโ. Quest’ultimo, per la sottoscritta, resterร pur sempre, in particolar modo, un romanzo indelebile, capace di sviscerare i sentimenti piรน profondi di un’anima solenne come quella del magnate Jay Gatsby, di fronte alla patina effimera del progresso e della apparenza incessante, portate avanti dal โsogno americanoโ e dalla societร sempre piรน egocentrica e corrotta. โNon c’รจ fuoco o gelo tanto grande da poter sfidare ciรฒ che un uomo ha nascosto nel suo cuore possedutoโ.โ
L’articolo si rivela, pertanto, di grande introspezione, fondendo questo messaggio di spessore filosofico, con varie suggestioni che spaziano anche tra l’alchimia e la ricerca esoterica. Per poter ritrovare sรฉ stessi, dopo un grande smarrimento intrapreso nel cammino del mondo (un po’ come suggerisce l’Arcano dell’Eremita, nel mazzo dei Tarocchi), occorre affrontare, accogliere in pieno, la โmorte di sรฉ stessiโ (nello stesso mazzo di carte la Morte viene raffigurata a cavallo, sovente con in mano una falce, pronta a recidere le zone d’ombra che ancora tengono sospesi e ancorati al passato). Soltanto a partire da questo โtrapassoโ, nell’ascesa verso la โnigredoโ, la terra primordiale, sarร poi possibile riemergere, ascendere e โrisorgere da sรฉ stessiโ, acquistando ulteriore saggezza e vedendo una nuova luce all’orizzonte. Ed รจ sempre in questo cammino, dapprima buio, che un’anima puรฒ incontrarne un’altra, ricomponendo insieme ad essa quel Cerchio completo (od โAnima Mundiโ) che svela nella tensione dell’Amore mistico e disinteressato tutta la sua pienezza. Per scorgere appieno la portata di questo sentire chiaroveggente, non bisogna trascurare la forza di cui si fanno portatori i nostri sogni e la nostra immaginazione.
A conclusione, tengo a sottolineare l’immensa esperienza di lettura e di approfondimento divulgativo che ho incontrato all’interno di ciascun articolo di questo volume di โAxis Mundiโ: realtร editoriale, curata da Marco Maculotti, che offre molteplici margini di trattazione su tutto ciรฒ che concerne l’antropologia del sacro, la storia delle religioni, le trattazioni folkloristiche e culturali, nonchรฉ la letteratura fantastica. Da buona interessata alle tematiche che concernono la dimensione introspettiva e culturale del sogno, questo volume ne restituisce di per certo, trasversalmente, le chiavi portanti, avvalendosi dei preziosi articoli e ricerche illustrate dei sapienti autori che vi sono riposti. Confido, in futuro, di recuperarne altre interessanti uscite.

Un commento su ““Oniricon: il Sogno, l’Incubo, l’Altrove” – Recensione di Annamaria Decay dell’albo n. 3 di “AXIS MUNDI””