Storie di mondi passati: da Samhain a Halloween

In tutta l’Europa antica, la fine del raccolto coincideva con la festivitΓ  dedicata alle anime dei trapassati: vediamo come si Γ¨ giunti dalla celebrazione celtica di Samhain a quella odierna di Halloween, passando per la ricorrenza cristiana di Ognissanti.


di Alberto Massaiu
originariamente pubblicato sul blog dell’autore
immagine: Karoly Kisfaludy, “Ossian Conjures up the Spirits on the Banks of the River Lorca”

 

A tutti noi Γ¨ almeno una volta capitato, quando eravamo piccoli, di travestirci da mostri, vampiri, streghe o altre creature sovrannaturali. La ormai famigerata notte di Halloween, prossima ad arrivare, ha contagiato con il suo lato consumistico e profano tutta una serie di tradizioni che risalgono ad un passato lontano e affascinante.

La moderna festa di Halloween poggia su tutta una serie di errate interpretazioni sviluppatesi nella mentalitΓ  cupa dell’etΓ  Vittoriana, dove il gusto gotico per l’occultismo, la negromanzia, la divinazione e il macabro in genere riscuoteva molto successo nei ceti medio-alti del mondo anglosassone. A questi aspetti, che diedero il substrato materiale, si unirono quelli piΓΉ commerciali che si svilupparono qualche decennio dopo in America, dove sono andati a creare la festa tanto apprezzata da tutti queiΒ bambini che vanno in giro per le case al ritornello diβ€œTrick or Treat”.

Qui mi ripropongo, al contrario, di spiegare al meglio delle mie possibilitΓ  la profonditΓ  e la spiritualitΓ  di tutta una serie di culti che, dal pagano mondo agricolo celtico e mediterraneo, sono arrivati alle porte dell’era moderna attraverso le festivitΓ  religiose cristiane [1].

Primo mito da sfatare. Il termine Halloween Γ¨ un termine cristiano. É laΒ corruzione della frase β€œAll Hallow’s eve” ovvero β€œSera della festa dei Santi” – da hallow, che vuol dire santificare e dall’abbreviazione di evening β€œeve”, che vuol dire sera. Questo perchΓ© la notte del 31 ottobre venne, nell’Alto Medioevo, a coincidere con la veglia in attesa della celebrazione di Ognissanti del giorno successivo. Ma andiamo per gradi.

Tutte le culture agricole dell’antichitΓ  avevano una serie di rituali e momenti cultuali che scandivano passaggi importanti dell’anno. I romani – mutuandole spesso dagli etruschi – avevano alcune festivitΓ  legate al ciclo di nascita-morte-rinascita della vita. Uno, molto arcaico, era il Mundus Cereris, nel qualeΒ si pensava che in tre specifici giorni dell’anno (24 agosto, 5 ottobre, 8 novembre) il mondo dei vivi e quello dei morti sarebbero entratiΒ in comunicazione. Stessa cosa avveniva nei Saturnalia (tra il 17 e il 23 dicembre), nei quali giorni le divinitΓ  infere e gli spiriti dei defunti avevano la facoltΓ  di tornare sulla terra e perciΓ² andavano placate con offerte di cibo, banchetti e sacrifici [2].

I culti che, ai fini di questo articolo, ci interessa indagare di piΓΉ, sono perΓ² quelli celtici.Β La festa di Samhain, che intercorreva tra il 30 ottobre e il 2 di novembre, detta anche Trinuxtion Samoni o capodanno celtico, Γ¨ stata quellaΒ pratica rituale sulla quale si poggerΓ  in seguito la liturgia cristiana. Samhain Γ¨ stato visto, nella concezione gotica che abbiamo accennato all’inizio, come un vero e proprioΒ β€œPrincipe delle Tenebre” o un oscuro β€œSignore della Morte” [3], ma in veritΓ  non ci sta alcuna prova che fosse una divinitΓ  celtica. In gaelico antico samain – oppureΒ samuin o ancoraΒ samfuin – vuole solo dire β€œfine dell’estate” dall’unione delle parole sam e fuin, oppure, secondoΒ un’altra lettura, semplicemente β€œriunirsi assieme”.Β Questo perchΓ© nella cultura celtica l’anno solare era diviso in due periodi; l’inverno, detto geimhreh, che iniziava con la festa di Samhain e l’estate, dettaΒ samradh, che iniziava con la festa di Beltane.

L’anno agricolo nuovo, da qui il fatto che Samhain risultasse essere il capodanno celtico, iniziava proprio con novembre, poco dopo la fine dei raccolti, che erano stati appena immagazzinati per l’inverno.Β Una festa del genere era presente anche nel mondo mediterraneo, come testimonia il culto di Cerere proprio tra ottobre e novembre, ma i latini scelsero di far coincidere l’inizio dell’anno con la primavera – da primum, ovvero prima stagione – e il mese di aprile – da aperire, ovvero che apre l’anno.

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Edwin Landseer, “Scene from A Midsummer Night’s Dream. Titania and Bottom”.

Ma che cosa si faceva durante la festa di Samhain? In primo luogo era un momento di ricongiungimento di gruppi familiari, clan, tribΓΉ, persino nazioni intere – gli irlandesi si riunivano presso la sacra collina reale di Tara, ad esempio – con il fine di ringraziare gli dei per il buon raccolto e propiziarseli per quello che si andava ad iniziare nell’anno a venire.Β Allo stesso tempo era un momento nel quale la terra andava simbolicamente a dormire, quindi a morire per poi rinascere la primavera seguente. Per questo motivo quei giorni erano considerati come un momento dove il mondo reale dei vivi si incontrava con quello di AnnwynΒ [4] – degli spiriti – e di Sidhe – delle fate [5].

In ragione di questoΒ si pensava che gli spiriti di coloro che erano morti sarebbero potuti temporaneamente sfuggire al loro stato per tornare a far visita alle persone care ancora in vita. Dal canto loro, per facilitare il loro arrivo, era consuetudine mettere delle candele accese alle finestre delle case, per indicare loro la strada. Allo stesso tempo si preparava del cibo in piΓΉ e si apparecchiava per coloro che erano scomparsi, in modo che potessero unirsi alla tavola dei loro familiari ancora una volta. I romani e gli etruschi, ma anche i celti e perfino i cristiani, talvolta solevano recarsi direttamente nei luoghi di sepoltura, per pranzare con i defunti, tra le tombe.

Bisogna capire che il mondo dei morti non era visto in chiave negativa o paurosa nel passato, soprattutto quando riguardava il rispetto e il ricordo dei proprio cari estinti. Questi ultimi infatti, quando giungevano in quei giorni sullaΒ terra, venivano ad incontrare gioiosamente i loro familiari, che a loro volta preparavano banchetti in loro onore.Β Queste tradizioni ancestrali permangono ancora in certi ambienti rurali. In Sicilia esistono infatti i dolci dei morti, antico ricordo del cibo che si lasciava agli spiriti dei defuntiΒ proprio in questi giorni. In quanto alla Sardegna, mia nonna mi ha spesso raccontato che, nella notte tra l’1 e il 2 di novembre, era uso comune in paese il porre candele accese alle finestre, apparecchiare le tavole con posti in piΓΉ e lasciare del cibo vicino alla porta d’ingresso delle case.

Nel mondo celtico, incentrato sul tempo cosmico rappresentato dal cerchio di nascita-vita-morte-rinascita, il passaggio dall’estate all’autunno-inverno era proprio il momento in cui la terra moriva per poi rinascere [6]. Per questo la festa diΒ Samhain aveva tutta una serie di aspetti mitico-rituali profondi e articolati – purtroppo poco conosciuti scientificamente, visto che riguardano una civiltΓ  che non conosceva la scrittura – che di sicuro, in linea generale, ricomprendevano aspetti orgiastici, rottura delle norme tradizionali di comportamento, riti beneauguranti o legati alla fertilitΓ , sacrifici di animali – in genere i primi nati, come segno propiziatorio di feconditΓ  nelle greggi e nelle mandrie.

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Ma il piΓΉ suggestivo rituale il cui ricordo si Γ¨ tramandato Γ¨, a mio parere, quello del falΓ² sacro. Il 30 ottobre, nelle colline della Britannia, della Gallia, dell’Irlanda e della Caledonia venivano preparate delle enormi cataste di legno. Il 31 queste venivano accese e, in concomitanza, i fuochi deiΒ focolari di ogni singola abitazione di tutti i villaggi venivano spenti per tutta la notte. L’indomani, il primo giorno di novembre, i druidi si recavano di casa in casa a portare le braci ardenti del sacro fuoco nuovo, che simbolicamente delineava il trapasso dell’anno vecchio in quello che appena incominciato.

Bene, questo era piΓΉ o meno quello che avveniva nelle origini. Ma poi cosa accadde con l’avvento del Cristianesimo? Il processo di cristianizzazione dei pagani non fu un evento nΓ© miracoloso, nΓ© tanto meno scontato. I primi padri della Chiesa, in seguito all’Editto di Tessalonica del 380, con il quale l’imperatore Teodosio imponeva il CristianesimoΒ come religione di Stato e iniziava a perseguitare tutti coloro che veneravano gli antichi dei, dovettero lavorare per molti secoli al fine di far digerire la loro nuova fede ai pagani.

Nel 835 d.C., vista la resistenza dei culti campestri legati a Samhain nel mondo celtico e a Cerere, Demetra e altre divinitΓ  minori in quello mediterraneo, il Papa Gregorio II decise di spostare la data nella quale si celebravano tutti i Santi dal 13 maggio al primoΒ di novembre.Β Quasi due secoli dopo, nel 998, Odilone di Cluny iniziΓ² a far recitare nel suo monastero benedettino una preghiera β€œpro requie omnium defunctorum” il 2 di novembre. Ben presto questa idea venne colta da Roma, che la istituzionalizzΓ², inserendo molte delle attivitΓ  cultuali pagane nel rito cristiano, mettendo in campo quel sincretismo religioso che le ha permesso, con un lavoro lungo secoli, di far digerire in maniera quasi indolore la nuova religione, poggiandola sulle tradizioni e sulle credenze di quelle vecchie.Β Difatti le offerte di cibo ai defunti, i fuochi e le luci accese, le maschere per spaventare gli spiriti malvagi tipiche delle tradizioni cristiane rurali, sono tutti aspetti pagani, perfettamente conservati all’interno di una lieve patina di superficiale cristianizzazioneΒ [7].

Vorrei chiudere questo rapido viaggio nel passato con una nota divertente, riportando il mito che sta alla base delle famose zucche di Halloween, ovvero la leggenda di Jack O’Lantern.Β Jack O’Lantern, anche detto Stingy Jack, era secondo una vecchia leggenda irlandese l’ubriacone del villaggio, oltre che un inveterato scommettitore. Si dice che una volta, proprio durante una notte di Halloween, incontrΓ² il diavolo per strada e lo invitΓ² a bere a casa sua. PiΓΉ tardi, tutti e due abbastanza alticci, si fecero una passeggiata e arrivarono davanti ad un vecchio albero.Β Jack, sempre in cerca di scommesse, sfidΓ² quindi il diavolo ad arrampicarsi sopra di esso.Β Il diavolo, sorridendo, salΓ¬ sull’albero con facilitΓ , ma Jack incise una croce sulla corteccia, intrappolandolo lassΓΉ grazie a quel simbolo sacro. A questo punto il Jack gli propose un patto: il diavolo, se voleva poter tornare a terra, doveva promettere di non tentarlo piΓΉ. Il diavolo accettΓ². Quando, anni dopo, Jack morΓ¬, le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diresse quindi all’inferno, ma il diavolo gli impedΓ¬ l’accesso per vendicarsi della sua bravata, condannandolo a vagare nel limbo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, senza meta.

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Gli venne perΓ² dato un tizzone ardente, per illuminare il suo cammino nell’oscuritΓ . La tradizione afferma che Jack mise il tizzone in una rapa o una cipolla svuotata, in modo da farlo durare piΓΉ a lungo, e cosΓ¬ iniziΓ² il suo solitario e triste cammino per l’eternitΓ , con la possibilitΓ  di accedere al nostro mondo solo la notte della sua bravata col diavolo, ad Halloween.Β Quando agli inizi del secolo ci fu la carestia delle patate in Irlanda, molti irlandesi migraronoΒ in America, portandoΒ con loro le loro antiche tradizioni e storia, compresa quella di Jack O’Lantern. Negli Stati Uniti perΓ² trovarono le zucche, che si adattavano meglio ad essere intagliate rispetto alle rape o alle cipolle e da allora Γ¨ nata la tradizionale zucca di Halloween.

Prima di salutarci, un paio di considerazioni conclusive. Alla fine tutte queste antiche pratiche e credenze religiose nascono in un mondo antico, mosso da valori e principi in parte alieni al nostro frenetico mondo moderno e urbanizzato – come l’importanza dei cicli delle stagioni e i raccolti –, in parte da altri che condividiamo o che almeno dovremmo curare con attenzione come il senso delle tradizioni, dei valori sociali e familiari, del senso di appartenenza ad un popolo e a una cultura.

Ma la cosa che piΓΉ ci accomuna con tutte quelle generazioni di uomini dimenticate e ormai solo polvere Γ¨ il grande mistero del cuore umano, che non si vuole mai rassegnare alla scomparsa dei propri cari estinti e delle persone a cui ha voluto bene. E infine, soprattutto, che ancora rimane, oggi come allora, affascinato e allo stesso tempo terrorizzato dal grande mistero della morte e di che cosa avviene dopo di essa.

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Astrup JonsokbΓ₯l, “St. John’s Night Fire”.

Note:

[1] Vedi la categoria di articoliΒ Culti cosmico-agrari dell’antica Eurasia, su AXIS mundi.

[2] Cfr. M. Maculotti, Cicli cosmici e rigenerazione del tempo: riti di immolazione del β€˜Re dell’Anno Vecchio’, su AXIS mundi.

[3] Cfr.Β M. Maculotti,Β DivinitΓ  del Mondo Infero, dell’AldilΓ  e dei Misteri, su AXIS mundi.

[4]Β Cfr.Β Jean Markale: l’Altro Mondo nel Druidismo e nel Cristianesimo Celtico, su AXIS mundi.

[5] Una credenza che contraddistingue anche i 12 giorni seguenti il Solstizio d’Inverno (Yule); a riguardo, cfr. M. Maculotti,Β Il substrato arcaico delle feste di fine anno: la valenza tradizionale dei 12 giorni fra Natale e l’Epifania, su AXIS mundi.

[6] Cfr. M. Maculotti,Β Cernunno, Odino, Dioniso e altre divinitΓ  del β€˜Sole invernale’, su AXIS mundi.

[7]Β Cfr. M. Maculotti,Β Da Pan al Diavolo: la β€˜demonizzazione’ e la rimozione degli antichi culti europei, su AXIS mundi.


 

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