Agostino Arrivabene, quella pittura colma di volontΓ  magica

Domani, lunedΓ¬ 7 settembre, inaugura a Milano la mostra di Agostino Arrivabene, artista geniale e visionario alfiere del figurativo italiano contemporaneo. Cerchiamo qui di metterne in luce il personalissimo β€œoniricon”: un ponte verso una surrealtΓ  che non nega il mondo dei fenomeni, ma integra il visibile della potenza estatica dell’invisibile.

Sulla concezione tradizionale dell’arte figurativa e sulla sua funzione sacrale

Come affermato da storici delle religioni come Coomaraswamy, Zimmer, Eliade e da esoteristi come GuΓ©non ed Evola, nelle societΓ  tradizionali ad ogni arte o scienza profana Γ¨ sempre corrisposta una β€œscienza sacra”, la quale aveva Β«un carattere organico-qualitativo e considerante la natura come un tutto, in una gerarchia di gradi di realtΓ  e di forme di esperienza, delle quali forme quella legata ai sensi fisici non Γ¨ che una particolareΒ». Esempi di questa concezione dell’arte si possono rinvenire nei bassorilievi dei tempi induisti, ma anche nelle rappresentazioni rupestri risalenti all’epoca dei Cromagnon.

ANTARÈS n. 16/2020: “Dylan Dog. Nostro orrore quotidiano”

Segnaliamo ai nostri lettori la pubblicazione, per le Edizioni Bietti, del nuovo albo monografico della rivista Β«AntarΓ¨s — Prospettive AntimoderneΒ», interamente dedicato all’Β«Indagatore dell’IncuboΒ» Dylan Dog e al suo creatore Tiziano Sclavi, con un nostro articolo (di Marco Maculotti) dedicato alla Β«Zona del CrepuscoloΒ», e altri a cura di autori giΓ  pubblicati sulle nostre pagine (Andrea Scarabelli, Sebastiano Fusco, Piervittorio Formichetti).

“Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo”: il simbolismo tardo-gotico di DΓΌrer

La celebre incisione di Albrecht DΓΌrer rappresenta l’epifania dell’uomo gettato heideggerianamente nel mondo, il cui destino Γ¨ quello, umanisticamente, di essere Β«faber fortunae suaeΒ», indipendentemente da qualsiasi ostacolo, compreso quello, apparentemente invalicabile, del male, ossia il diavolo, e del tempo, ovvero della decadenza e della morte.

Hieronymus Bosch e le drΓ΄leries

Estraneo alla rappresentazione idealizzante della natura, Bosch si impose nell’immaginario collettivo come pittore di visioni oniriche, e cosΓ¬ Γ¨ stato in effetti definito nel corso dei secoli fino ai nostri giorni: come pittore del fantastico e del sogno, o anche dell’incubo, pittore del demoniaco e dell’inferno per eccellenza. Eppure le sue opere rimandano sempre ad una realtΓ  altra, in cui le categorie tradizionali di Bellezza, EternitΓ  e Senso sono (ancora) presenti, seppur in forma rinnovata.