I Dogon e il calendario sotiaco

In attesa della diretta di domani sera con Antonio Bonifacio, dedicata al suo libro I Dogon. Maschere e anime verso le stelle (Venexia 2015), ospitiamo questo vasto scritto inedito dell’Autore che riassume la cosmologia religiosa dei popoli del Sudan occidentale i suoi legami con lโ€™antico Egitto.

Il servizio divino dei Greci

Lโ€™antica religione ellenica ยซviveva dellโ€™armonico e reciproco rispondere della realtร  e della volontร  divina. La fede dellโ€™uomo greco รจ nel cosmo, nel ritmo ordinato delle stelle; e allโ€™intreccio dei loro moti non puรฒ che sovrintendere il dioยป. La concezione ellenica del Sacro si fonda infatti su una fitta rete di corrispondenze mitico-storico-astrologiche, che consente allo storico delle religioni di considerarla sotto vari aspetti fra loro concatenati: Teogonia, storia esoterica del cosmo e delle stirpi umane, escatologia dei Misteri, sciamanesimo iperboreo.

Marius Schneider: โ€œGli dรจi sono cantiโ€

La peculiare visione archetipico-simbolica del filologo e musicologo tedesco Marius Schneider รจ racchiusa splendidamente in questo primo capitolo de “La musica primitiva” (1960) in cui le forze divine vengono viste, attraverso la meticolosa analisi dei miti di origine delle piรน svariate tradizioni, innanzitutto come “potenze sonore”.

Pachacuti: cicli di creazione e distruzione del mondo nella tradizione andina

di Marco Maculotti
copertina: tessile della cultura Paracas (Perรน costiero)


Un concetto centrale nella tradizione cosmogonica andina รจ la credenza in cicli regolari di creazione e distruzione che darebbero inizio e porrebbero fine alle varie ere cosmiche. Il tempo veniva concepito in maniera circolare; in accordo a tale dottrina, esso aveva solo due dimensioni: il presente (
Kay Pacha) che al suo termine sfocia nel โ€œtempo anticoโ€ (Nawpa Pacha), dal quale si ritornerร  nuovamente al tempo presente [Carmona Cruz p.28].

Tale dottrina, paragonabile a quella indiana degli yuga e a quella esiodea delle etร , si fonda su un principio di ciclicitร  che governerebbe ogni cosa nel cosmo e che viene denominato dalla tradizione andina Pachacuti, letteralmente โ€œuna rivoluzione, una processione dello spazio e del tempoโ€. Con tale termine, nei miti, vengono descritti una serie di eventi catastrofici che prevedono la distruzione generale dellโ€™umanitร  del ciclo e la sua successiva sostituzione con una nuova umanitร โ€”vedi i miti di origine del lago Titicaca, in cui si narra che Viracocha sterminรฒ una precedente razza di giganti con il diluvio o con una pioggia di fuoco per poi creare una successiva umanitร , quella attuale [cfr. Viracocha e i miti delle origini: creazione del mondo, antropogenesi, miti di fondazione].

Hanns Hรถrbiger: la teoria del Ghiaccio Cosmico

Tratto da Louis Pauwels e Jacques Bergier ยซIl mattino dei maghiยป, parte II, cap. VI

Ghiaccio e fuoco, repulsione e attrazione lottano eternamente nell’Universo. Questa lotta determina la vita, la morte e la rinascita perpetua del cosmo. Uno scrittore tedesco, Elmar Brugg, ha scritto nel 1952 un’opera in lode di Hรถrbiger, in cui dice:

“Nessuna delle dottrine che spiegano l’Universo faceva entrare in gioco il principio di contraddizione, della lotta di due forze contrarie, di cui tuttavia l’anima dell’uomo si alimenta da millenni. Il merito imperituro di Hรถrbiger รจ di aver risuscitato potentemente la conoscenza intuitiva dei nostri antenati attraverso il conflitto eterno del fuoco e del ghiaccio, cantato dall’Edda. Egli ha esposto questo conflitto agli occhi dei suoi contemporanei. Egli ha dato base scientifica a questa immagine grandiosa del mondo legata al dualismo della materia e della forza, della repulsione che disperde e dell’attrazione che riunisce.”

Il dio primordiale e triplice: corrispondenze esoteriche ed iconografiche nelle tradizioni antiche

di Marco Maculotti

Nelle tradizioni anticheย di tutto il mondo si trova riferimento a un dio delle origini, venuto in esistenza prima di ogni altra cosa, creatore di tutto ciรฒ che รจ manifesto e ugualmente di tutto ciรฒ che รจ immanifesto. Le piรน disparate tradizioni mitiche dipingono il dio primordiale come contenente tutte le potenzialitร  e le polaritร  dell’universo, luce e tenebre, spirito e materia, e cosรฌ via. Per questo, viene spessoย rappresentato con due volti (Giano bifronte) se non addirittura con tre (Trimurti indรน). Tuttavia, il piรน delle volte egli รจ considerato invisibile, nascosto, difficilmente rappresentabile se non in una forma allegorica, esoterica, che fa sovente riferimento all’unione del principio luminoso e igneo, ‘maschile’, con quello oscuroย e acqueo, ‘femminile’.ย Nelle tradizioni di tutto il mondo, tale dio primordiale non viene onorato con un culto proprio, dal momento che si ritiene che ormai viva troppo lontano dall’uomo e gli affari umani non lo riguardano: per questo, si parla spesso di questa divinitร  massima come di un deus otiosus.

Guido von List e la tradizione magico-religiosa degli Ariogermani

La sapienza di Wotan รจ conoscenza, magia e poesia al tempo stesso. Egli non solo conosce i misteri dei Nove Mondi e l’ordine delle loro stirpi, ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell’universo. Forse รจ per questo che Egli, unico tra gli Asi, riuscรฌ a dare una coscienza spirituale all’essere umano: perchรฉ, accedendo alla comunione suprema con il Grande Mistero, e apprendendo i segreti dell’alfabeto del cosmo, Egli riuscรฌ a sintetizzare tutti e sette gli spiriti degli Asi in un’unica entitร  spirituale, quella che gli antichi Greci chiamavano pneuma. Con questo atto magico Wotan, secondo Logos, originรฒ da se stesso il terzo Logos, quello che ha il potere di dare la Vita spirituale all’essere umano, cosรฌ come il secondo Logos si auto-generรฒ dal Primo.

A cavallo tra XIX e XX secolo, utilizzando un approccio a metร  strada tra quello antropologico e quello occultistico, lo studioso viennese Guido von List tentรฒ una ricostruzione dell’Urgrund germanico, analizzando gli aspetti piรน esoterici della cosmogonia e della religione precristiana degli antichi popoli mitteleuropei.

di Marco Maculotti

Una lettura cosmogonica del pantheon della tradizione mexica, in un’ottica di sincretismo religioso

Secondo la mitologia mexica, ogni astro incarna un determinato personaggio: le divinitร  si sono per cosรฌ dire “sacrificate” in illo tempore per reincarnarsi negli astri. Cosรฌ, ad esempio, Quetzalcoatl si รจ trasformato nel pianeta Venere, la stella del mattino, che dunque puรฒ essere venerato nella triplice forma simbolica di energia dinamica, di astro e personificato, in qualitร  di eroe culturale. A sua volta il Sole, principale fonte del tona o calore vitale, nasce dall’immolazione di Nanahuatzin.

La religione azteca รจ una religione mesoamericana che combina elementi di politeismo, sciamanesimo ed animismo, oltre ad aspetti legati all’astronomia ed al calendario. La cosmologia azteca divideva il mondo in tre livelli: uno superiore, sede degli dรจi celesti, uno inferiore, sede delle potenze infere, e uno mediano, in cui vive il consorzio umano, equidistante dagli dรจi e dai demoni della natura e del sottosuolo.ย Il concetto di Teotlย รจ fondamentale nella religione azteca. In lingua nahuatl viene spesso considerato sinonimo di “Dio”, anche se,ย per essereย piรน precisi,ย si riferisce ad un concetto piรน generale, che fa riferimento all’energia dinamica immateriale della divinitร  (tona), in modo simile al concetto polinesiano di mana. Come il tapas degli indo-ariani, questo tona non รจ sempre benefico, dal momento che una sua sovrabbondanza porta morte e distruzione [Torres 2004, p.14].