Sul “su nรฉnniri” sardo che lega e che cura: la rinascita del grano e la connessione con Tammuz/Adone

Lโ€™uso del su nรฉnniri in Sardegna sopravvive nonostante le sue cicatrici e, sia che si tratti di una forma di cultura vitale o di un residuo, esso merita la nostra attenzione perchรฉ ci troviamo davanti ad un uso antico come il genere umano: uno di quei gesti che la donna e lโ€™uomo di ieri si erano convinti potessero riportare ciclicamente lโ€™ordine sottraendo il mondo al Caos.

Il frutto dell’infinito: meditazioni su Venere, la mela e il fico

Qual รจ il cibo dellโ€™anima? Ovvero che frutti nascono nel giardino dellโ€™immaginario? Unโ€™avventura attraverso la geografia della psiche, seguendo il filo rosso della mela, da quella di Adamo a quella della discordia, dalle nebbie di Avalon sino ai regni celesti dove Venere traccia la sua stella. Unโ€™escursione tra le altezze e i sentieri tortuosi del mondo degli archetipi.

Renรฉ Guรฉnon: “Riunire ciรฒ che รจ sparso”

Il 15 novembre del 1886 nacque a Blois, in Francia, l’esoterista Renรฉ Guรฉnon. Come omaggio nei suoi confronti, riproponiamo la lettura di un estratto della sua opera, pubblicata postuma, “Simboli della Scienza Sacra”, in cui viene trattato il tema della frammentazione primordiale dell’Uomo Universale (Purusha, Prajฤpati, Osiride, Adam Qadmon) e della sua reintegrazione finale nello stato originario.

L’umanesimo degli antichi Egizi e la sua attualitร  (II)

Nelle due dimensioni dell’Essere per gli antichi Egizi, wnn (l’esistenza assoluta) e แธซpr (l’esistenza relativa dei singoli esseri), agisce lo spirito, il soffio vitale, ankh, il cui geroglifico รจ la famosa crux ansata;ย l’altro fondamentale principio cosmico egizio era la Maat, traducibile con ยซGiustizia-Veritร ยป, ยซOrdineยป o ยซEquilibrioยป cosmico, contrapposta all’isft, il caos, il disordine, la degenerazione.

Le religioni del mistero: soteriologia del culto mithraico e di Attis/Cibele

(immagine a lato: affresco rappresentante Mithra che uccide il toro, II sec. d.C., Marino, Italia)

Negli anni โ€™50 fanno il loro ingresso nel mondo accademico i documenti gnostici di Nag Hammadi, ritrovati nellโ€™immediato dopoguerra in Egitto, e si poneva nel campo degli studi la necessitร  di una riflessione sul materiale a disposizione e un ripensamento delle categorie in cui ricadevano i cosiddetti culti misterici. Gli anni tra il โ€™30 e il โ€™40 avevano giร  apportato nuovi materiali e nuove ipotesi di ricerca: gli studi sul patternย o modello mitico-rituale inaugurati in Inghilterra, che ancora risentivano del comparativismo frazeriano, ยซponevano ormai il tema delle religioni misteriche in una prospettiva piรน vasta per considerarle, una per una, nelle loro radici antiche di religioni nazionali ed etniche โ€“ Creta, Egitto, Anatolia e il resto dellโ€™Asia anteriore, superando la limitazione aiย culti mistici e soteriologici dโ€™etร  ellenistico-romana e in particolare quelli relativi a divinitร  di origine orientaleยป come Mithra (Persia), Iside e Osiride (Egitto, Roma), Cibele e Attis (Anatolia), Afrodite/Astarte e Adonis (Fenicia, Grecia) [Da: U. Bianchi, Lo studio delle religioni del mistero, in La soteriologia dei culti orientali nellโ€™Impero romano, Atti del Colloquio internazionale, Roma 24-28 sett. 1979].

Il “Fuoco celeste”: Kronos, Fetonte, Prometeo

di Andrea Casella
copertina: Jean Delville, Prometheus, 1907)

[Segue daย Il significato astronomico dellโ€™Etร  dellโ€™Oro: Astrea e la โ€œcadutaโ€ di Fetonte]

In una preghiera nuziale mongola si afferma che: โ€œNacque il Fuoco, quando Cielo e Terra si separaronoโ€: dunque, prima che l’equatore celeste (padre Cielo) e l’eclittica (madre Terra) si allontanassero (ossia fosse registrato l’angolo di inclinazione di 23ยฐ circa dell’eclittica rispetto all’equatore), il โ€œFuocoโ€ non esisteva. All’inizio, la Via Lattea univa cielo, terra e mondo dei morti: la parte meridionale della Galassia, in corrispondenza di Scorpione e Sagittario, รจ, per numerose tradizioni, il luogo deputato alla raccolta delle anime in attesa di reincarnarsi.

Simbolismo stellare e simbolismo solare

di Andrea Casella
copertina: “Lo zodiaco e i pianeti”ย di Bartholomeus Anglicus, tratto dal De proprietatibus rerum, Ahun 1480

[segue da Il tempo ciclico e il suo significato mitologico: la precessione degli equinozi e il tetramorfoย eย Una scienza a brandelli: sopravvivenze delle dottrine del tempo ciclico dal Timeo allโ€™Apocalisse]

Per riprendere il filo conduttore delle immagini che abbiamo introdotto nei primi due appuntamenti di questo ciclo, alla luce delle precedentiย considerazioni, potrebbe essere utile riportare un passo della mitologia norrena.

Divinitร  del Mondo Infero, dell’Aldilร  e dei Misteri

di Marco Maculotti


Continuiamo il discorso precedentemente sviluppato, riprendendoloย dallaย connessione che abbiamo visto sussistere, nelle tradizioni antiche, tra il periodo della ยซcrisi solstizialeยป ย e la credenza nelย ritorno delle anime dei morti tra i vivi.ย La connessione con il mondo infero/sotterraneo e con il Regno dei Morti sembra, come abbiamo visto, ricorrente per questeย divinitร ย che abbiamo definito โ€˜del Sole Invernaleโ€™ [cfr. Cernunno, Odino e altre divinitร  del ‘Sole Invernale’], al tempo stesso numi della feconditร  epperรฒ anche legati al mondo infero e, quindi, ai trapassati.

Abbiamo giร  visto che il celtico Cernunno, oltre a essere dio della natura e del tempo, รจ anche considerato una divinitร  infera, in particolar modo per quanto riguarda la sua funzioneย psicopompa, di accompagnatore dei defunti nell’aldilร : un aspetto mercuriale che nella tradizione nordica si ritrova pure, come abbiamo avuto modo di vedere, in Odino/Wodan, da cui deriva infatti il giorno della settimana che latinamente spetta a Mercurio (wednesday=โ€œWodan’s dayโ€). Ugualmente, in molteplici tradizioni di ogni parte del mondo si trovano figure numinose connesse sia con la fertilitร  che con il Mondo Infero e lโ€™Oltretomba, a partire dal mediterraneo Signore dell’Ade Plutone, tra i cui simboli vi รจ laย cornucopia (*krn), veicolante abbondanza, feconditร , ricchezza.