Estratto dal libro “Il segreto di Pulcinella. Tra sacro e profano” (Axis Mundi Edizioni, 2026) di Emanuela Chiavarelli e Luigi Pellini.
di Emanuela Chiavareli e Luigi Pellini
La tazza di cibo รจ la dea stessa,
culla e tombaโฆ
La dea e il lupo,
suo ambivalente paredro
La religiositร sarebbe sorta dal tentativo degli antichi cacciatori di alleviare lโansia di sopravvivenza e il terrore dei predatori, spesso divinizzati come il lupo, Signore degli Animali, al fine di tenerne sotto controllo la pericolositร stessa. Non dovrebbe, quindi, stupirci lโuso della bautta lupesca da parte degli Zani, soprattutto di Pulcinella le cui origini sembrano risalire ai primordiali culti sciamanici. Maschere di lupo sono attestate fin dalle rappresentazioni risalenti allโAurignaziano (30.000-27.000 a.C.), quando la belva poteva giร ritenersi compagno della Grande Madre.
Secondo Diodoro Siculo, sarebbe stato il feroce dio-lupo di Lycopolis a vegliare sui percorsi del sole e sulle โPorte dellโAnnoโ come lโegizio Anubi, sposo di Maat, o i corrispondenti Ade greco, lโattico Hades, detto anche Aidoneus o lโAjta etrusco: tutti aspetti inferi dellโastro nella fase oscura, invernale, quando le tenebre da lui stesso generate lo circondano come una โcaverna iniziaticaโ. Dio degli Invisibili, delle profonditร da cui sgorga il nutrimento dellโAnima, Ade personifica quel vuoto che coincide paradossalmente con lโindicibile pienezza: le abissali, tenebrose latebre dove regna la Notte, Madre dei Sogni. Nella dimensione onirica si palesa, in effetti, il Mistero dei Due Compari: la segreta coincidenza degli opposti.

Ma come il lupo-sciacallo Anubi, egizio psicopompo e divina levatrice a un tempo, sovrintende alle bende dei defunti come alle fasciature dei neonati, nella dimensione di Ade si incontrano Morte e Vita per invertirsi reciprocamente secondo la criptica legge dellโenantiodromia. Per questo il cupo dio corrisponde al Dis Pater celtico, antenato della stirpe come il Sol Indiges dei Romani.
Innegabilmente il detto โin bocca al lupoโ trova in questo contesto il suo profondo significato: nella belva infera si rivela, infatti, il senso delle opposizioni radicali luce-tenebre riflesse, poi โ oltre che nellโambivalenza di entitร solari come Apollo Lyceo โ nella simbologia cristiana di San Lupo, il cui anello (emblema del ciclo dellโAnno) guarisce dalla cecitร ! E, del resto, proprio nel โmese del lupoโ, Dicembre, dopo la fase invernale, il calore e il fulgore del sole cominceranno a vincere progressivamente il gelo e lโoscuritร .

I riti calendariali rappresentano un โdramma sacroโ il cui protagonista, il Sole-Anno, dopo il suo viaggio vittorioso contro il tenebroso inverno, suo doppio oscuro, verrร da questo inghiottito come la fanciulla della primavera assalita dal lupo-Ade. Sullo sfondo trapela costantemente il retaggio dellโAva sciamanica, il cui ventre-tazza di cibo coincide con il dualismo culla-tomba: abissale sede di gestazione evocata dallโaidoion. Il termine greco, alludente al grembo muliebre, parrebbe ricordare per assonanza non solo Ade, ma anche tanti paredri sacrificali della Grande Madre, tipo Adone, Aidoneo, Attis… La โtazzaโ, invece, rappresenta, ancora, il plenilunio come metafora del contenitore della bevanda rituale (โsucco solareโ nella โcoppa lunareโ) offerta dalla dea della Regalitร agli sciamani come, poi, ai futuri sovrani prima della ierogamia. Morendo alla vita precedente, questi sarebbero rinati come padri-figli di se stessi dalla mixis sacra che ne avrebbe sancito il potere sul territorio. Per questo, la coppa sarร sempre presente nei riti sciamanici.
Come si รจ anticipato, la Madre Attica o la Sedna eschimese, prototipo dellโAntenata clanica, sono sempre accompagnate da un paredro cane-lupo, motivo confermante lโarchetipica affinitร simbolica rilevata nel corso dellโindagine. A questo contesto parrebbe risalire, trovando una spiegazione evidente, la tradizione dei Benandanti friulani, โlupi di Dioโ che, nelle fasi liminali, lottano parodicamente contro le streghe โ retaggio delle sacerdotesse della dea archetipica โ dimostrando, secondo la legge dei contrari attivata nelle situazioni critiche, la segreta, primordiale affinitร tra antagonisti. Non erano, del resto, i Lupi Sorani, a danzare in cima al Soratte, sui carboni ardenti in onore di Feronia e di Apollo Sorano, il 13 Novembre, per potenziare il calore del sole declinante con un rito sciamanico?
Non a caso, quindi, se Pulcinella รจ una maschera demoniaca alludente, come parrebbe, al lupo-Ade, palese risvolto infero del Sole, streghe e vecchie delle tradizioni continuano ad evocare lโAntenata primordiale di cui la belva fu il paredro. Il proverbio trentino โdove il diavolo รจ impotente manda una vecchiaโ sembra proprio riattualizzare lโarchetipica simbologia.
Sicuramente la relazione simbolica Ava–animale totemico risale alla cultura della caccia, quando il lupo costituรฌ un modello per i cacciatori paleoartici al punto di rappresentare โ prima della lunare Artemide-Diana che ne erediterร il ruolo โ lโantico Signore degli Animali, prototipo dellโolocausto rituale. Lo attesta tuttora la Costellazione del Lupo che, โdiscretamente osservabile nellโantichitร dalle latitudini mediterraneeโ, spicca, intorno al mese di Giugno, sulla Via Lattea sopra lโasterismo dellโAra, sulle cui fiamme pare tenuto per una zampa dal Centauro celeste.

Come sempre, ciรฒ che avviene in cielo corrisponde a quanto accade sulla terra. Secondo quanto emerge dallโindagine antropologica, infatti, i cacciatori paleosiberiani immolavano ritualmente la belva, divorandone le carni e rivestendone la pelle per assimilarsi al Signore della Caccia nelle ricorrenze rituali, celebrate da danze attestate addirittura nei graffiti di Vinca (Serbia, IV-III millennio a.C.). Probabilmente, quindi, la vicenda sacrificale del Lupo rappresentata astronomicamente in cielo, in Giugno, sulla Costellazione dellโAra, alludeva non solo allโesigenza di affrancare la primavera dalla prigionia dellโinfero Ade, ma soprattutto alla necessitร di sostenere il sole declinante dopo il solstizio estivo โ quando sulla volta celeste culminava il cane-lupo astrale: il Canis Maior, la stella della canicola, Sirio โ con il calore e la luce del fuoco. Tale motivo รจ riflesso sia nelle tradizioni carnevalesche delle Vecchie dellโAnno, bruciate per essere rigenerate, sia nei riti degli Hirpi Sorani: sacerdoti mascherati da lupi che, nella fase critica delle Idi di Novembre, sacre alla dea latina Feronia, correvano, come si รจ anticipato, sui carboni ardenti per potenziare il โcamminoโ dellโastro solare secondo i principi della magia analogica. Il Lecchi ipotizza che, siccome Sirio, culminando in Estate, declinava in Autunno scendendo, insieme al sole, verso gli abissi inferi dellโInverno โinfondendogli le sue qualitร legate al lupoโ, abbia ispirato il risvolto lupesco dello stesso Ade e di tutti gli dei solari nella fase ctonia, oscura (Inferno = inverno) del transito calendariale.
In Grecia โ dove lโaurora, rossa come Cappuccetto Rosso, era detta lykรฉ analogamente alla cupa cute di lupo simile alle tenebre notturne da cui si riteneva emergesse โ lโAnno era, del resto, chiamato Lykabas ( = โcolui che corre con il soleโ), palese allusione alla belva, mentre nei Saturnali di Macrobio, il sole della fase marginale รจ definito Lykos, โlupoโ! E, secondo una leggenda, fu un lupo a guidare lโumanitร verso sud alla ricerca del sole quando lโastro sparรฌ dalle regioni nordiche โper un cambiamento della posizione dellโasseโ.

Il lupo, la guerra, le danze:
il primordiale scontro fra luce e tenebre
Il lupo, โcaneโ del nordico Odino, Signore dellโAlbero Cosmico, rappresenta, dalle origini, il simbolo dello stesso scontro tra fulgore e oscuritร espresso da Ade e da tante affini entitร solari rapportate, come il Dis Pater celtico o lโAjta etrusco, alla simbologia della belva โdivoratriceโ dellโastro. Ma lโatto risultava, in realtร , un sortilegio protettivo, come si evince dal noto detto โin bocca al lupoโ! Dagli abissali antri dellโAde, infatti, sarebbe sorta, potenziata, la nuova aurora. A questa simbologia rigeneratrice dovettero alludere sia le urne funerarie a forma di testa lupesca, sia le nere โbautteโ o โmoretteโ degli Zani. Il loro comportamento โal contrarioโ, tipico della dimensione ctonia, si chiarisce, con il Cristianesimo, nel folklore dei due San Giovanni: il Battista che โpiangeโ perchรฉ la luce solare, dopo il fulgore del solstizio estivo, comincia fatalmente a degradare, e lโEvangelista che โrideโ in quanto, superata la fase oscura, finalmente si potenzierร .
Per un motivo analogo, quindi, il lupo personificherร lโemblema della guerra e della โgemellareโ conflittualitร luce/tenebre insita nel dualismo del Sole stesso, motivo emergente, ad esempio, nelle note tradizioni dei due Buffoni Sacri dโAmerica. Questi straordinari clown rituali lottano parodicamente, ugualmente abbigliati, scambiandosi le parti secondo le stesse dinamiche simboliche espresse sia nella maschera campana di โPulcinella e la Vecchiaโ, sia negli scontri parodici tra Benandanti e streghe.
Fool, Clown, Ghiottoni, Pagliacciโฆ e tutte le figure grottesche tuttora rapportate al Carnevale, continuano ad alludere ai Misteri del transito annuale. Il retaggio matriarcale delle antiche Jana, Ana, Blak Annis, Anahitโฆ Signore dellโAnno e dellโAlbero Cosmico evocato ancora dalla scopa della Befana, sfocerร , cosรฌ, nel ruolo ereditato dal โduplice Gianoโ, dio โdegli Iniziโ del Calendario romano che aveva accolto Saturno, il decaduto Signore dellโEtร dellโOro.
Il retaggio trasgressivo ed eversivo dei Saturnali verrร , poi, riattualizzato dietro i lazzi degli Zani della Commedia dellโArte. Infine, con il Cristianesimo, il dualismo di Giano si riproporrร โ comโรจ noto โ nellโopposizione dei due San Giovanni: il Battista (riferito al solstizio estivo, quando il cane-lupo Sirio sorge eliacamente e la luce solare culmina per poi declinare) e lโEvangelista (alludente al solstizio dโInverno in Dicembre, il nordico โwolf-smondโ, allorchรฉ Sirio tramonta e il fulgore solare si potenzia). In questo senso, nei riti delle Confraternite Guerriere, sempre rapportati agli scontri per il riscatto della luce dallโoscuritร nel dรฌ, nelle stagioni e nellโAnno, e soprattutto nelle fasi liminali come durante le cerimonie iniziatiche, spesso si agiva come lupi fino a divorare carni umane.
Nelle tradizionali iniziazioni dei Kwakiutl (America Settentrionale), per esempio, i giovani iniziandi venivano allontanati dalla comunitร per vivere di carne cruda in una capanna la cui porta aveva la forma delle fauci di un lupo. Emergerne dopo la fase iniziatica implicava la rinascita dal โventreโ della belva. Anche i Sioux si definivano โfigli dei lupiโ e sul loro totem troneggiava un cranio lupesco. Analogamente, gli Irpini, guidati dal sacro lupo, quando giunsero in Irpinia, si ritennero figli del proprio totem.
Certamente anche i Romani, le cui origini affondano nel mito della lupa lactans, si ritennero affini alla belva che, oltre al risvolto solare, pare riflettesse anche una relazione con il Canis Maior, Sirio, la stella del โcane-lupoโ. La sua sparizione, intorno al 21 Aprile โ lโastro sarebbe, poi, riapparso in Luglio โ contrassegnรฒ probabilmente la mitica data dellโorigine dellโUrbe. Il retaggio simbolico del motivo iniziatico connesso allโanimale e confermato in molte fiabe arcaiche, rimane tuttora nei Lupetti dello Scautismo.
Nella fiaba di Pollicino, per esempio, sembra, secondo Sobrero, ripetersi ancora โlโantico rito del giovane Spartano che doveva vivere nel bosco come un lupoโ rischiando di cadere preda dellโOrco: il terribile Sole del tramonto divoratore di fanciulli. Lโinfera abitazione dellโOrco, corrispondente allโAde, simboleggiava la โCasa degli Uominiโ dove avveniva lโiniziazione che avrebbe consentito ai fanciulli di superare definitivamente lโesiziale fase di crescita, pericolosamente affine โ secondo la legge delle corrispondenze โ al passaggio dal vecchio al nuovo Anno, vero nucleo del dramma sacro.
Nel caso dei personaggi sfociati nella Commedia dellโArte โ il cui rapporto con le inversioni del Carnevale sottolinea la crisi calendariale e lโesigenza di superare il rischio che il sole sfuggisse al โgiusto percorsoโ nel transito annuo โ la bautta o moretta, detta โmezza suolaโ, sembra, quindi, ricollegarsi sempre al lupo dal cui sacrificio era tratta la pelle alla fine del ciclo annuale, quando il โcammino del Sole-Annoโ si concludeva. Per questo i Celti definivano lโastro il โGrande Ciabattinoโ: รจ lui, infatti, che, Signore della Via Regia, โfacendo scarpe della giusta misuraโ, lega a sรฉ i percorsi dei pianeti con il โfiloโ del suo dinamismo. Viaggi, danze e soprattutto calzature emblemizzano sempre, quindi, il divenire.

Lโusanza della scarpetta di cute lupesca fatta indossare, come si รจ anticipato, ai bimbi nella crisi del solstizio invernale consentiva, secondo una tradizione arcaica, di tutelare i piccoli nati a Dicembre, il nordico โmese del lupoโ, dal rischio di licantropia. Il riferimento contestuale รจ sicuramente molto arcaico sebbene, a Roma, le origini connesse alla lupa, nutrice di Romolo e Remo, concorrano a ribadire uno sfondo totemico comunemente diffuso. Non solo, infatti, i paredri delle antiche dee dello sciamanesimo, come lโeschimese Sedna o la citata Grande Madre attica erano accompagnate da sposi lupeschi, ma molti popoli, come gli Unni, i Daci, gli Hirpini, i Sanniti o molti grandi uomini, come Gengis Khan, si ritennero imparentati con i lupi. I Romani, โfigli della lupaโ, giunsero ad espandersi fino al Caucaso, nellโIrcania, โterra dei Lupiโ. Secondo Feo, inoltre, il culto si sarebbe diffuso, come si รจ accennato, in Licia, in Asia Minore: quellโAnatolia che, โTerra delle Toleโ, fu, come vedremo, abitata dai Reti di Rethia.
Lโambivalenza dellโanimale, dietro cui trapela sempre il dualismo culla-tomba/luce-tenebre/vita-morte della Grande Madre filtrante persino dietro il noto proverbio โin bocca al lupoโ, impone unโindagine sulle motivazioni archetipiche del contesto imperniato sulla relazione tra la bautta o โmezza suolaโ e il โcamminoโ del sole.
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[AXS007] Emanuela Chiavarelli & Luigi Pellini, “Il segreto di Pulcinella. Tra sacro e profano”
Prevendite dal 2 Gennaio 2026
Spedizioni dal 15 Febbraio 2026
AXS007
COLLANA: HรSPEROS ยซTradizioni & Miti Europeiยป
Prima edizione (Febbraio 2026)
206 pp.ย
240×170 mm
ISBN: 9791298566026
Copertina: Anonimo, Pulcinella, illustrazione
Frontespizio e segnalibro: Giandomenico Tiepolo, Pulcinella con acrobati, circa 1793, Caโ Rezzonico, Museo del Settecento, Venezia
Appendice fotografica a colori di 27 pp.
Disponibile

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