di Marco Maculotti
Mircea Eliade scrisse che โla differenza principale tra lโuomo delle societร arcaiche e tradizionali e lโuomo delle societร moderne, fortemente segnato dal giudeo-cristianesimo, consiste nel fatto che il primo si sente solidale con il cosmo e con i ritmi cosmici, mentre il secondo si considera solidale solamente con la storiaโ [Eliade (1), p.5]. Questa ยซvita cosmicaยป รจ connessa al microcosmo da una โcorrispondenza strutturale di piani disposti in ordine gerarchicoโ che โcostituiscono nel loro insieme la legge universale armonica in cui รจ integrato lโuomoโ [Sanjakdar, p.155].
Lโuomo arcaico teneva nella massima considerazione soprattutto i solstizi e gli equinozi, nonchรฉ le date ad essi intermedi: si riteneva che in questi particolari giorni, che segnavano il passaggio da una fase del ciclo alla successiva della ยซruota dellโannoยป, lโenergia del cosmo fluisse piรน liberamente, e dunque scelsero tali date per operare i propri rituali. In questa sede ci interessano soprattutto determinate date comprese fra il Solstizio dโInverno e lโEquinozio di Primavera, vale a dire la fase calendariale in cui il Sole sembra morire: la cosiddetta ยซcrisi solstizialeยป o ยซcrisi invernaleยป.





